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Geografia Europa - Territorio Storia Economia del Lussemburgo

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Geografia Europa - Territorio Storia Economia del Lussemburgo

 

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Geografia Europa - Territorio Storia Economia del Lussemburgo

PRESENTAZIONE

Il Granducato del Lussemburgo confina a Nord e a Ovest con il Belgio, a Est con la Germania, a Sud con la Francia. Ha un'estensione di 2.586 kmq complessivi e una popolazione di 455.000 abitanti, con una densità media di 176 abitanti per kmq. La popolazione è costituita da Lussemburghesi (61,4%), Portoghesi (14,1%), Francesi (4,8%), Italiani (4,2%), Belgi (3,6%), Tedeschi (2,3%), Olandesi (0,8%) e altri (8,8%). La lingua ufficiale è il lussemburghese; sono diffusi anche il francese e il tedesco. La religione predominante è la cattolica (95,2%), con minoranze protestanti. Il Lussemburgo è una Monarchia costituzionale ereditaria. Il potere legislativo appartiene alla Camera dei deputati, composta da 60 membri eletti per cinque anni a suffragio universale diretto; il potere esecutivo spetta al granduca, che lo delega al Governo. Dal 1° gennaio 2002 l'unità monetaria è l'euro. La capitale è Lussemburgo (76.400 ab.).

IL TERRITORIO

Il territorio lussemburghese può considerarsi come un complesso di alte terre, che si elevano in media da 300 a 500 m di quota e le cui massime culminazioni non raggiungono i 600 m, variamente sezionato da profonde e articolate vallate formate da fiumi che vi si snodano con tortuosi meandri. Sotto il profilo geologico e morfologico si possono distinguere nel Lussemburgo due principali regioni: l'Oestling a Nord, rivestito in gran parte di foreste interrotte da ampi spazi coltivati o destinati a pascolo, e il Gutland a Sud, più densamente popolato e coltivato e animato da attività industriali. L'Oestling (in lussemburghese "Eislek" nel significato di "terra incolta") rappresenta un lembo del massiccio delle Ardenne costituito da scisti, arenarie e quarziti di età paleozoica (devoniano) dislocato dall'orogenesi ercinica e successivamente spianato dall'erosione. Esso ha il tipico aspetto di un altopiano lievemente ondulato con un'altitudine media di 500 m, drenato sia verso Est che verso Sud da numerosi corsi d'acqua (Clerf, Wiltz, Sûre, Attert) che scorrono in strette valli incassate con i versanti ripidi rivestiti di boschi di querce e boschi cedui, e affluiscono tutti verso la Mosella. Al centro e al Sud del Paese si estende la regione del Gutland, più bassa e formata da rocce sedimentarie di età mesozoica, sovrapposte in parte, con una lacuna stratigrafica di circa 200 milioni di anni, al substrato paleozoico ardennese. Geologicamente esse appartengono al Bacino di Parigi, di cui costituiscono il margine più orientale, e sono dislocate in forma di rilievi monoclinali con il versante a Sud-Oovest lievemente inclinato e quello a Nord-Est più scosceso costituiti ora da marne e arenarie triassiche (bacino inferiore dell'Alzette e della Sûre valle della Mosella), ora da arenarie e calcari giuresi (massiccio dell'Ernz, bacino superiore dell'Alzette). In quest'ultima formazione, in prossimità del confine francese (Esch, Rumelange), sono presenti notevoli concentrazioni di ossidi di ferro ("minette"), originati da una sedimentazione in ambiente deltizio avvenuta circa 180 milioni di anni fa. Essi hanno dato sviluppo a ricchissimi giacimenti di ferro oolitico, assai più estesi nella contigua Lorena francese, e il cui sfruttamento ebbe inizio solo nella seconda metà del XIX sec. La sezione sud-occidentale del Gutland versa le sue acque nel bacino della Mosa tramite il Chierf, che nasce dal Mont Soleuvre (422 m), da cui deriva anche l'Alzette (lungo 65 km), il fiume che bagna la capitale prima di confluire nella Sûre a Ettelbruck. Per la sua posizione geografica, distante oltre 200 km dalle rive del Mare del Nord, il Lussemburgo presenta un clima dai caratteri prevalentemente continentali. Le temperature medie mensili oscillano tra i 4°-6° in gennaio e i 16°-18° in luglio, ma le escursioni sono assai marcate, al punto che i mesi invernali sono piuttosto freddi e nevosi (si registrano anche temperature minime di 12°-15°), mentre le calure estive (con massime di 29°-32°) sono temperate da discrete precipitazioni che annualmente si aggirano tra 600 e 900 mm. Delle antiche foreste che rivestivano il territorio granducale, intensamente sfruttate per ricavarne carbone da fonderia, oggi ne restano circa 90.000 ha, pari a poco più di un terzo della superficie nazionale. Fustaie di conifere (abeti) e boschi di latifoglie (querce, faggi) caratterizzano ancora il paesaggio del Lussemburgo settentrionale, che è molto simile a quello delle contigue Ardenne, alternandosi a brughiere e lande erbose. Nelle zone meridionali, invece, il carattere più mitigato del clima favorisce lo sviluppo di latifoglie insieme con specie di ambiente submediterraneo. Per le sue caratteristiche ambientali, la parte più orientale del Paese appartiene al grande Parco Naturale Germano-Lussemburghese: esso comprende aree di particolare interesse naturalistico e paesistico, come la cosiddetta "Piccola Svizzera lussemburghese" in corrispondenza del massiccio dell'Ernz, delimitato dai due omonimi corsi d'acqua (Ernz Blanche e Ernz Noire), le basse valli dell'Our e della Sûre. Il parco si estende anche su parte del territorio della vicina regione tedesca della Renania-Palatinato.

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Cartina del Lussemburgo Cartina del Lussemburgo

Lussemburgo: Il villaggio di Esch-sur-Sûre Lussemburgo: Il villaggio di Esch-sur-Sûre

L'ECONOMIA

Legato tradizionalmente all'agricoltura, il Lussemburgo ha conosciuto con un certo ritardo la sua rivoluzione industriale rappresentata dall'avvio allo sfruttamento, nell'ultimo quarto del XX sec., dei ricchi giacimenti di ferro della Lorena, le cui appendici si prolungano fin entro i confini meridionali del Granducato e il cui contenuto in fosforo ne aveva fino ad allora pregiudicato l'utilizzazione. Se ne è avvantaggiata anche l'agricoltura, con la nuova disponibilità di concimi fosfatici. Nonostante la crisi che a partire dagli anni Settanta del XX sec. ha interessato la produzione mondiale, e soprattutto europea, dell'acciaio, la base dell'economia lussemburghese è ancora costituita dall'industria siderurgica. Tuttavia, nel corso degli ultimi 20 anni del XX sec. il Paese è divenuto, grazie a una legislazione particolarmente favorevole, uno dei principali centri della finanza internazionale (una sorta di "paradiso fiscale"), alimentando un notevole afflusso di capitali stranieri, spesso legati alle attività di grandi gruppi multinazionali. Tale situazione si rivela comunque suscettibile di esporre il Paese alle improvvise fluttuazioni del mercato internazionale delle valute. Nel complesso, considerata la scarsa incidenza dell'inflazione e un tasso di disoccupazione assai modesto (3%), l'economia del Granducato può considerarsi attualmente come una delle più floride, trainata com'è anche da un settore terziario che partecipa per i 2/3 alla formazione del prodotto interno lordo. Il Paese ha un reddito pro-capite tra i più elevati del mondo. La siderurgia lussemburghese utilizzava fino agli anni Ottanta del XX sec. i ricchi giacimenti di ferro oolitico del Gutland, praticamente esauriti. Di conseguenza si è dovuto ricorrere a massicce importazioni di minerale prevalentemente dalla Francia, dalla Svezia e dal Brasile; il carbone necessario alla lavorazione del ferro proviene invece dalla vicina Ruhr (Germania). Nel complesso, la siderurgia lussemburghese dispone di cospicue attrezzature (altiforni, acciaierie e laminatoi), tutti concentrate a Esch e in altri centri dell'alta valle dell'Alzette, nei pressi del confine francese. È significativo il fatto che proprio nella capitale del Granducato sia ubicata la sede della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), il più antico organismo comunitario europeo costituito nel 1951. Tra le altre industrie ricordiamo i cementifici, i birrifici, la conciaria (Wiltz), assai fiorente un tempo quando faceva uso del tannino dei boschi dell'Oestling, delle fibre tessili artificiali (Echternach) e della ceramica (Septfontaines). L'energia elettrica è prodotta dalla grande centrale di Vianden, sull'Our. La grande diga di Haute-Sûre (a Esch-sur-Sûre) serve soprattutto come serbatoio di acqua potabile e per usi industriali. In posizione del tutto subordinata (2,1%), se si considera la loro incidenza nella formazione del prodotto interno lordo, sono invece, nell'economia lussemburghese, l'agricoltura e l'allevamento. Si coltivano prevalentemente cereali (avena, frumento, orzo, segale), patate, frutta. Sui versanti terrazzati della Mosella sono diffuse la viticoltura e la coltura dei fiori (rose) nelle zone meridionali. La specializzazione del settore agricolo si ritrova anche in quello zootenico (il relativo patrimonio è costituito da bovini, suini, animali da cortile). Buona parte della produzione agrozootecnica viene esportata (grano, carne, latte). Nel complesso le superfici coltivate, dove prevale la piccola e media proprietà, coprono circa un quinto di quella nazionale, mente un quarto è occupato da prati e pascoli. La bilancia commerciale, attiva fino al 1974, ha registrato successivamente un costante disavanzo; in ciò il Lussemburgo segue le sorti dell'economia del vicino Belgio al quale del resto è legato da uno stretto accordo economico (l'Unione Economica Belgio-Lussemburgo - UEBL -, siglata la prima volta nel 1921. Le comunicazioni sono sviluppate ed efficienti: 275 km di ferrovia e 5.160 km di strade, di cui 118 di autostrade. Le vie navigabili interne coprono una rete di 37 km e fanno capo al porto fluviale di Mertert. La capitale dispone di un aeroporto internazionale.

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CENNI STORICI

Dalla seconda metà del X sec. il territorio del Lussemburgo fu dominato dal conte Sigefredo I di Bigdau, che controllava alcuni territori nella regione della Mosella e delle Ardenne e la vallata dell'Alzette. Con l'estinguersi della casata del conte Sigefredo, i terreni passarono (1136) al conte di Namur, i cui discendenti ne accrebbero i possedimenti, aggiungendovi il ducato di Limburgo e il marchesato di Arlon. Da questo nuovo ramo dinastico nacque anche l'imperatore (1312) del Sacro Romano Impero, Enrico VII, divenuto re di Germania nel 1308. Nel 1354 l'imperatore Carlo IV innalzò il territorio a ducato, concedendolo al proprio fratello Venceslao; il Lussemburgo fu poi annesso alla Borgogna, venendo quindi unito ai Paesi Bassi (1451). Nella guerra dei Paesi Bassi contro la Spagna, il Lussemburgo rimase legato alle province del Sud, riconoscendo l'autorità di Filippo II, re di Spagna (1555). Con la Pace dei Pirenei (1659) il Lussemburgo meridionale venne ceduto alla Francia di cui divenne provincia nel 1684, per essere poi restituito alla Spagna in virtù del Trattato di Rijswijk (1697). Nel 1714 (Trattato di Rastadt) passò agli Asburgo con i Paesi Bassi spagnoli, fino all'invasione delle truppe di Napoleone (1795) e al successivo passaggio all'Impero francese. Dopo la sconfitta di Napoleone, il Congresso di Vienna (1815) assegnò il ducato di Lussemburgo a Guglielmo I d'Orange Nassau che, di fatto, lo annetté come la diciottesima provincia del proprio Regno. Dopo la ribellione del 1831, il Lussemburgo fu diviso: la parte occidentale del Paese venne ceduta al Belgio, mentre la parte restante fu riconosciuta indipendente, e assegnata a Guglielmo I come Granducato di Lussemburgo, dalla Conferenza di Londra (1867) che ne proclamò anche la perpetua neutralità. Nel 1890, dopo la morte di Guglielmo III re dei Paesi Bassi, la sovranità del granducato passò ai duchi di Nassau. La neutralità del piccolo Stato fu violata sia nel 1914 sia nel 1940; tra i due conflitti il Lussemburgo, avvicinatosi al Belgio, fece parte della Società delle Nazioni. Nel maggio del 1940 i Tedeschi occuparono il Lussemburgo, il cui Governo si rifugiò a Londra: l'annessione fu attuata nel 1942, senza tener conto dei risultati del plebiscito, svoltosi nell'ottobre 1941, in cui il 96% della popolazione si era dichiarata contraria ad acquisire la cittadinanza tedesca. Dopo la liberazione, all'inizio del 1945, il Lussemburgo rinunciò a ogni forma di neutralità e rinsaldò i vincoli economici con Belgio e Olanda (Benelux, 1948), entrando successivamente a far parte dei vari organismi politici ed economici europei e atlantici (aderì alla NATO nel 1949, alla CECA nel 1951, all'UEO nel 1954, alla CEE nel 1957). Il Partito cristiano sociale (PSC), di centro-destra, mantenne la maggioranza assoluta in Parlamento sino al 1974, quando si formò un Governo di centro-sinistra composto dal Partito operaio socialista (POS) e dal Partito democratico (PD). Il PSC recuperò la maggioranza nel 1979 e governò per mezzo di alleanze con il PD e con il POS. Nelle elezioni politiche del giugno 1989 i Partiti cristiano sociale, socialista e democratico trionfarono; nel luglio 1992 il Parlamento del Lussemburgo approvò a larga maggioranza il Trattato di Maastricht, superando le resistenze di ampi strati dell'opinione pubblica. Nel 1994 le elezioni restituirono la maggioranza all'alleanza PSC-POS, rendendo possibile l'ascesa di Jacques Santer alla carica di primo ministro. Nel 1995 J. Santer fu chiamato a occupare la presidenza della Commissione dell'Unione europea venendo sostituito da Jean-Claude Juncker. Negli ultimi anni del Novecento, il Paese si trasformò in uno dei principali mercati finanziari del mondo, tanto che nel maggio del 1996, l'Unione europea annunciò che Lussemburgo e Francia erano i soli Stati in condizione di adottare la moneta unica dal 1999. Nel 2000 il granduca Jean, dopo aver regnato per 36 anni, abdicò a favore del primogenito Henri, figlio suo e della moglie Josephine Charlotte. Il 1° gennaio 2002 il Paese adottò l'euro quale moneta nazionale ufficiale. Nel luglio 2005 il Lussemburgo approvò, tramite referendum, la Costituzione europea con il 56,52% delle preferenze: fu il primo Paese a ratificare la Carta europea per mezzo di una consultazione popolare.

ARTE

Il carattere limitato del territorio e la sua posizione geografica non hanno consentito il formarsi, nel Lussemburgo, di tradizioni artistiche autonome. Ben poco hanno lasciato le civiltà preistoriche e romana. Il primo e unico nome di importanza europea è quello dell'abbazia di Echternach, fondata nel VII sec., uno dei maggiori centri della cultura carolingia, celebre soprattutto per la sua scuola scrittoria e miniaturistica. La ferrea epoca feudale coprì i colli lussemburghesi di castelli e torri che ancora oggi costituiscono il pittoresco elemento dominante del paesaggio. L'epoca gotica fu tutta d'influsso francese, con qualche traccia borgognona nella scultura. Debolissima l'eco qui giunta del Rinascimento italiano. Il Barocco invece registrò un fervore di rinnovamento costruttivo, con risultati assai felici nella contaminazione di forme francesi e tedesche, specialmente nell'architettura rococò. Ai nostri giorni le influenze francesi sono ancora predominanti.

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LA CAPITALE

Lussemburgo

(76.400 ab.). Capitale del Lussemburgo, è una pittoresca città situata alla confluenza dei fiumi Alzette e Pétrusse, su una piattaforma rocciosa tagliata a picco su tre lati da profondi fossati naturali. Per la sua posizione il sito venne fortificato fin dal X sec.; nel 1308 Enrico conte di Lussemburgo divenne imperatore (Enrico VII) e fino al 1477 il trono imperiale fu dei Lussemburgo; nel 1554 la città, andata quasi distrutta dallo scoppio di polveri, fu riedificata per volere di Filippo II, con strade ampie e rettilinee; nel 1684 Vauban ne completò le fortificazioni, sempre estese e ampliate fino al 1867, quando vennero abbandonate e in gran parte smantellate. Ancor oggi il centro storico appare cinto verso i fossati di mura e casematte, mentre verso monte i bastioni hanno fatto posto a un'ampia cintura di bellissimi giardini. Nel XX sec., dilagando la città oltre i fossati, i nuovi quartieri vennero uniti da un sistema di ben 64 ponti, che caratterizzano il paesaggio e ne variano continuamente le prospettive. Lussemburgo è sede di numerose istituzioni europee, tra cui la Corte di Giustizia Europea, il Segretariato Generale del Parlamento Europeo, e il Centro Robert Schuman, sede delle riunioni trimestrali del Consiglio dei ministri della CE. È sede vescovile direttamente dipendente dalla Santa Sede. La centrale Place Guillaume, che si apre tra modesti edifici, è ornata dal monumento equestre di Guglielmo II (re d'Olanda e granduca del Lussemburgo). La cattedrale di Notre-Dame fu eretta nel 1613-18 dai fratelli gesuiti Du Blocq in stile barocco, con portale rinascimentale e ricordi gotici nelle torri che fiancheggiano il coro e nelle cappelle a raggiera intorno all'abside. Il Palazzo Granducale, ricostruito sulle rovine dell'antico palazzo comunale da Adam Roberti alla fine del XVI sec., ha la facciata ornata di arabeschi; il resto è dei secc. XVII-XIX. Il Museo di Stato, recentemente risistemato, è dedicato alle arti, alle scienze e al folclore. Comprende diverse sezioni: la civiltà gallo-romana, l'arte contemporanea, le arti industriali e popolari, la mineralogia e la storia dell'uomo, l'arte antica, la zoologia. La chiesa di San Michele fu costruita nel XVI sec. sulle rovine di un precedente edificio risalente all'epoca ottoniana e nel '600 fu aggiunta la seconda navata gotica. Le Bock è uno sprone roccioso a picco sull'Alzette, con bellissima vista sul fiume e sulla città bassa; qui dal 963 al 1556 sorse il castello dei conti e dei duchi di Lussemburgo, del quale rimangono pochi resti. Interessanti sono le casematte, scavate in roccia nel 1745 e lunghe 23 km. Place de la Constitution è il belvedere più animato della città, ornato di aiole fiorite e dal monument du Souvenir, monumento ai Caduti rifatto dopo l'ultima guerra. Sulla piazza si apre l'ingresso alle casematte della Pétrusse. Il Centro Europeo, costruito nel 1966, è sede della segreteria del Parlamento Europeo, e il Centro Schuman, pure del 1966, è sede del Consiglio dei ministri europei; accanto a questo, l'Hémicycle, del 1980, sede di conferenze.

ALTRI CENTRI

Diekirch

(5.600 ab.). Città del Lussemburgo, situata nell'ampia valle della Sûre. Importante nodo di comunicazioni e di commerci, è anche un centro d'escursioni. È famosa per la produzione di birra. Centro del borgo è la Place Guillaume, ove sorgono gli edifici pubblici e la parrocchiale neoromanica (1868). Nei pressi della piazza si erge un museo che raccoglie mosaici romani del III sec. e oggetti trovati nella zona. Non lontano, nella pittoresca Place d'Armes, è la chiesa St-Laurent, con due navate l'una romanica del IX sec. e l'altra gotica, del XVI sec.

Echternach

(4.936 ab.). Città del Lussemburgo, situata tra colline boscose sulla riva destra della Sûre, al confine con la Germania. È il più celebre centro turistico del Granducato. Gli elementi di maggior richiamo sono costituiti dalla splendida regione circostante, detta "Svizzera lussemburghese", e dalla notissima "processione danzante" risalente al XIV sec., una processione interminabile che si tiene il martedì di Pentecoste al suono di una marcia polka; i pellegrini, che procedono a due a due tenendo le cocche di un fazzoletto, fanno, come vuole il ritmo, tre passi avanti e due indietro, impiegando 13-14 ore prima di raggiungere la chiesa del patrono. Il Municipio, che sorge sulla centrale Place du Marché, è un elegante edificio del 1520-30, con portici ad arcate gotiche; la facciata, ravvivata da torricelle a sporto, si orna di sei statue. La chiesa St-Pierre è una costruzione romanica con coro pentagonale del 1220, rimaneggiata in epoca gotica e nel 1718. La basilica di St-Willibrord è l'edificio religioso più interessante e più importante del Granducato. Una prima chiesa fu eretta alla fine del VII sec. da San Willibrord e accanto sorse un'abbazia tra le più celebri nella storia della scrittura e della miniatura, grande centro di civiltà della regione mosana. Nel 1028, in seguito a un incendio, la chiesa venne rifatta in nobili forme romaniche, conservando la cripta precedente; nei 1797 l'abbazia fu soppressa e nel 1944 la chiesa andò distrutta dai bombardamenti, tranne il coro. La costruzione attuale è un fedele rifacimento dell'originale romanico e delle aggiunte gotiche.

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