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GEOGRAFIA - EUROPA - ESTONIA

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PRESENTAZIONE

Stato dell'Europa orientale; confina a Est con la Russia, a Sud con la Lettonia e si affaccia a Ovest e a Nord sul Mar Baltico. La sua superficie è di 45.227 kmq e comprende almeno 800 tra isole e isolette. La popolazione ammonta a 1.351.069 abitanti, con una densità di 30 abitanti per kmq, concentrati perlopiù sulla costa. La popolazione è costituita prevalentemente da Estoni (68,4%) e da Russi (30,3%); esistono minoranze di Ucraini (2,1%), Bielorussi (1,2%) e altri. La lingua ufficiale è l'estone; è parlato anche il russo. Le religioni professate sono la protestante (14,6%), l'ortodossa (12,8%), la cattolica (0,5%) e altre (66%). Già parte dell'URSS, e proclamatasi indipendente nel 1991, l'Estonia è una Repubblica presidenziale unicamerale. Il Parlamento (Riigikogu) è composto da 101 membri eletti per quattro anni con il sistema proporzionale; elegge il presidente della Repubblica, che ha un mandato di cinque anni. Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, che ne risponde al Parlamento. L'unità monetaria è la corona estone. La capitale è Tallinn (396.375 ab.).

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IL TERRITORIO

Con l'eccezione delle regioni meridionali, caratterizzate da modesti rilievi morenici, il territorio è formato da un ampio tavolato calcareo prevalentemente pianeggiante. L'altitudine maggiore del Paese è rappresentata dal Monte Munamagi (300 m circa). A Sud e a Est i rilevi collinari sono ricoperti da foreste di conifere e intervallati da numerosi laghi e da frequenti corsi d'acqua. Questi ultimi hanno un corso breve e scorrono in direzione del Mar Baltico e del Lago Peipus che, con 3.550 kmq, è il maggior specchio d'acqua del Paese. I fiumi più lunghi sono il Pärnu e il Poltsamaa. Le coste sono basse e orlate da numerose isole, delle quali la più grande è Saaremaa, che chiude parzialmente il golfo di Riga. Altra grande isola è quella di Hiiumaa. Il clima, specie lungo la costa, è temperato e umido d'estate, freddo d'inverno.

Cartina dell'Estonia

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L'ECONOMIA

L'Estonia vanta una delle più avanzate economie tra i Paesi in transizione. Grazie a un rapido sviluppo, a un sistema di tassazione liberale e una posizione geografica favorevole, l'Estonia è uno dei mercati in più rapida espansione del Vecchio Continente ed è diventata leader per quanto riguarda l'Europa centro-orientale nell'attrarre gli investimenti dall'estero. Settore predominante è il terziario. L'agricoltura è sviluppata lungo la costa, dove il clima favorevole permette la coltivazione di cereali e ortaggi. Grande importanza rivestono la produzione di legname e l'allevamento bovino e suino. Le risorse del sottosuolo sono modeste (scisti bituminosi per la produzione di petrolio, gas naturale, potassio e fosfati). L'industria è molto sviluppata, grazie anche alla presenza di una manodopera altamente qualificata. I settori di punta sono quello elettronico (apparecchiature telefoniche ed elettrodomestici), elettrico e meccanico di precisione. Sviluppata è anche l'industria tessile (lino) e dei mobili. Di minore importanza sono l'industria metalmeccanica pesante (macchine agricole e industriali) e l'industria chimica. L'industria turistica è maggiormente sviluppata lungo le spiagge del Mar Baltico e nel centro storico di Tallinn. La capitale è anche il maggior porto e aeroporto del Paese.

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CENNI STORICI

Gli antenati del popolo estone si stabilirono nella regione circa 4.000 anni prima della nascita di Cristo; di stirpe ugro-finnica, gli Estoni non costituirono inizialmente uno Stato unitario, essendo divisi in tribù. Attorno al V sec. d.C. abbandonarono la caccia e la pesca, attività proprie della vita seminomade, per dedicarsi all'agricoltura e all'allevamento, contemporaneamente intensificarono la navigazione nel Baltico e il commercio con le Nazioni vicine. Dal X sec. Scandinavi e Russi tentarono di invadere le regioni abitate da queste popolazioni; nei secc. XII-XIII i Germani occuparono la Livonia spingendosi quindi in Estonia (1207) che conquistarono dopo 20 anni di lotta, anche con l'ausilio dei Danesi arrivati nel 1219 nell'Estonia settentrionale, costringendo gli Estoni a convertirsi al Cristianesimo. Il dominio tedesco - danese fu assai pesante e provocò numerose ma sfortunate insurrezioni degli Estoni. Negli anni compresi tra il 1224 e il 1346 i cavalieri Portaspada dell'ordine teutonico asservirono l'intera regione, unendola alla Livonia e modificandone la classe dirigente con l'inserimento di nobili germanici che oppressero in modo sempre più gravoso gli abitanti. Nel XVI sec. la Riforma protestante si diffuse anche in Estonia (1523-25) che subì nel 1558 una nuova invasione russa, causa di una divisione della Nazione in una zona settentrionale, soggetta agli Svedesi (1561), e in una meridionale, lungo il Baltico, a lungo contesa tra Polonia, Russia e Svezia. Quest'ultima con la Pace di Oliva (1660) ottenne anche la regione del Sud.

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Durante le guerre Nordiche (1700-1721), la Russia tolse la Livonia alla Svezia e occupò l'Estonia (1710) che, in virtù del Trattato di Nystad (1721), passò definitivamente alla Russia. L'impero zarista governò la provincia insieme alla nobiltà germanica, proprietaria della maggior parte delle terre, mentre i contadini permasero in una condizione di servitù. L'abolizione della servitù in Russia e la conquista del diritto di proprietà sulle terre, nel 1804, rafforzò il sentimento nazionale degli Estoni. Nella seconda metà del XIX sec. l'attività della Società degli scrittori estoni contribuì al consolidamento di una cultura e un folklore nazionale, che reagirono all'elemento balto-tedesco della classe dirigente e alla politica russificatrice del Governo dello zar. Il progressivo indebolirsi del regime zarista favorì le mire indipendentiste estoni e lo scoppio della prima guerra mondiale permise la nascita di un Consiglio nazionale estone. Nel luglio del 1917 tale Consiglio assunse l'amministrazione del Paese e nel febbraio dell'anno seguente fu dichiarata l'indipendenza. Allo scoppio della Rivoluzione del 1917, i comunisti estoni cercarono di istituire dei soviet su modello sovietico, ma l'avanzata delle truppe tedesche li indusse a desistere, mentre l'Estonia dichiarava l'indipendenza (24 febbraio 1918) e l'opposizione armata del Governo provvisorio liberava tutto il territorio nazionale (febbraio 1919). L'Assemblea costituente riconfermò l'indipendenza nazionale il 29 maggio, e nell'estate del 1919 vennero sconfitti anche i Germano-baltici che miravano a instaurare un regime conservatore.

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La Pace di Tartu (2 febbraio 1920) fra Russia ed Estonia riconobbe l'indipendenza di quest'ultima che nel 1921 entrò nella Società delle Nazioni. Il Governo, stroncato un colpo di Stato comunista nel 1924, impresse alla Costituzione un'impronta autoritaria; il movimento guidato da K. Páts riuscì (26 marzo 1932) a far approvare una riforma che riduceva il numero di parlamentari e a imporre lo stato d'assedio e la soppressione dei partiti. Nel 1934 il Paese, con Lettonia e Lituania, stipulò l'Intesa baltica che tuttavia venne abbandonata nel 1935, mentre nel 1939 l'Estonia sottoscrisse con l'Unione Sovietica un patto di mutua assistenza, concedendo alla Nazione straniera alcune basi strategiche. Nel giugno 1940, la Russia depose il Governo di Tallin e lo sostituì con membri del Partito comunista locale il quale, da parte sua, decretò l'adesione dello Stato all'Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (22 luglio 1940); iniziò quindi un rimescolamento etnico dovuto alla partenza migliaia di Tedeschi verso la Germania e al trasferimento di numerosi Estoni in altre Repubbliche sovietiche. Dal 1941 al 1944 l'Estonia venne occupata dalle truppe tedesche e fu teatro di violenti combattimenti. Riconquistata dai Sovietici nel settembre 1944, fu sottoposta a una pesante opera di sovietizzazione che causò deportazioni, fughe e uno stravolgimento della composizione del Paese per lo stanziamento progressivo di popolazioni russe. Nel 1982-83, durante il Governo di Leonid Breznev, sorsero in Estonia diversi movimenti, quali il Movimento democratico, il Fronte nazionale estone, ecc., e pubblicazioni clandestine di opposizione.

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Dietro le aperture libertarie dell'Unione Sovietica delineatesi alla fine degli anni Ottanta, un movimento nazionalista guidò l'Estonia alla proclamazione ufficiale d'indipendenza, dichiarata il 30 marzo 1990 e ratificata dalla Federazione Russa il 6 settembre 1991. Nel 1992 con una consultazione referendaria venne approvata la nuova Costituzione e l'Estonia divenne una Repubblica di tipo parlamentare. Dopo le dimissioni del presidente Edgar Savisaar e del suo Governo, il Parlamento nominò quale successore l'ex ministro dei Trasporti, Tiit Vahi. Il 5 ottobre dello stesso anno Lennart Meri, del Partito nazionale della coalizione patriottica, fu eletto dal Parlamento presidente dell'Estonia, con 59 voti contro 31, risultato riconfermato dalle successive consultazioni del settembre 1996. L'Estonia fu il primo Paese dell'Est europeo ad abbandonare il rublo e a creare, nel 1992, una propria moneta, la corona estone. I grandi sviluppi compiuti dall'economia estone portarono la Commissione europea (1997) a inserire il Paese nel primo gruppo dei possibili membri dell'Unione europea. Nel febbraio del 1998, l'Estonia, Lettonia e Lituania firmarono un accordo di collaborazione con gli Stati Uniti, in base al quale il Governo di Washington si impegnò ad appoggiare l'ingresso di questi tre Stati nella NATO, previsto per il 2002-03. Nel 1999 un nuovo Governo di centro-destra vide la luce, guidato dall'ex primo ministro Mart Laar. L'anno seguente Estonia e Russia si ritrovarono a dover risolvere una caso di spionaggio internazionale che portò all'espulsione di diplomatici di entrambe le nazionalità. Nell'ottobre 2001 si procedette all'elezione del nuovo presidente, l'ex membro del comitato centrale comunista sovietico Arnold Ruutel. Forti dissapori all'interno della maggioranza sfociarono in ripetuti rimpasti governativi; nell'arco di pochi anni si successero nella carica di premier Siim Kallas (2002-03), Juhan Parts (2003-05) e Andrus Ansip (dal 2005). Il 29 marzo 2004, l'Estonia entrò nella NATO e il 1° maggio aderì all'Unione europea.

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LE CITTÀ

Tallinn

(396.375 ab.). Capitale dell'Estonia, nella quale si concentra quasi un terzo della popolazione nazionale. Posta sulla costa meridionale del golfo di Finlandia, di cui controlla l'accesso, fu sin dal Medioevo un importante centro marittimo. Molto sviluppate sono le attività connesse al settore portuale (cantieristica e conservazione del pesce), affiancate da industrie elettrotecniche, chimiche, tessili, farmaceutiche, metallurgiche, meccaniche, calzaturiere, del legno e della carta. Fondata nel 1261 dal re danese Valdemaro II, fu alternativamente in possesso di Danesi e Tedeschi sino al 1561, quando divenne dominio degli Svedesi. Nel 1721, con il Trattato di Nystadt, venne ceduta allo zar Pietro il Grande che ne favorì lo sviluppo. Considerata dagli Estoni come la propria capitale, nel XIX sec. mutò in Tallinn il primitivo nome germanizzante di Reval. Fu occupata dai Tedeschi fra il 1918 e il 1919 e fu capitale dello Stato di Estonia dal 1919 al 1940. Occupata nuovamente dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale, la città divenne nuovamente capitale dell'Estonia quando questa dichiarò l'indipendenza nel 1991. Tallinn è sede dell'accademia delle scienze dell'Estonia e di numerosi musei. È formata da due nuclei: la città alta, sul Monte Toompea, conserva il castello e la cattedrale risalenti al XIV sec., mentre la città bassa, gotica e cinta da mura, conserva edifici notevoli quali il municipio quattrocentesco e il palazzo Kadriorg di epoca barocca.

Panorama di Tallinn

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Tartu

(101.297 ab.). Città dell'Estonia sud-orientale, capoluogo della provincia omonima (2.993 kmq; 148.872 ab.); è situata al centro di una fertile zona agricola sulle rive del fiume Ema, dista 160 km da Tallinn ed è un importante nodo ferroviario. Conta numerose industrie: meccaniche, tessili, elettromeccaniche, alimentari e della carta. La città venne fondata nel 1030 dal principe di Kiev Jaroslav e conobbe numerose e diverse occupazioni. Fu infatti di volta in volta dominio di Tedeschi (1224), Russi (1558), Polacchi (1582), Svedesi (1600) e nuovamente di Polacchi (1603) e Svedesi (1625). Nel 1704 fu conquistata dallo zar Pietro il Grande e tenuta dalla Russia sino alla costituzione dell'Estonia indipendente nel 1918. Dopo questa data seguì le sorti della Repubblica d'Estonia. La città è anche un importante centro culturale, sede dell'antica Accademia Gustaviana (1632) e del museo nazionale estone.

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Kohtla-Järve

(46.346 ab.). Città del Nord dell'Estonia, affacciata sul Mar Baltico, sulle rive del golfo di Finlandia, a 140 km a Est di Tallinn. L'estrazione di scisti bituminosi e di gas naturale ne fanno un importante centro minerario.

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