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Geografia Europa Cipro

PRESENTAZIONE

Stato dell'Europa meridionale che occupa l'omonima isola del Mar Mediterraneo orientale. Cipro ha una superficie di 5.896 kmq (esclusa la superficie della Repubblica Turca di Cipro del Nord) e la popolazione di 730.000 abitanti (esclusa la popolazione della Repubblica Turca di Cipro del Nord), con una densità di 124 abitanti per kmq. A Cipro vivono Ciprioti (90,6%), Greci (2,5%) e altri (6,9%). Le lingue ufficiali sono il greco e il turco. La principale religione professata è la greco-ortodossa della Chiesa nazionale autocefala di Cipro (94,8%). Cipro è una Repubblica presidenziale. Il presidente, capo del potere esecutivo, e il Parlamento vengono eletti a suffragio universale per un mandato di 5 anni. Il Parlamento è formato da 59 membri. L'unità monetaria è la lira sterlina di Cipro. La capitale è Nicosia (47.832 ab., escluso il settore turco).

IL TERRITORIO

Il territorio dell'Isola di Cipro è caratterizzato da due catene montuose sviluppate in direzione Est-Ovest e separate dalla fertile pianura di Messaria, percorsa da due brevi corsi d'acqua. La catena settentrionale corre lungo la costa e si prolunga nella stretta penisola di Karpaso, mentre quella meridionale (Monti dell'Olimpo) è più elevata. Il sistema idrografico è costituito da brevi corsi d'acqua che riescono a sfociare nella Baia di Famagosta solo nella stagione piovosa. Le coste sono alte e uniformi nella parte settentrionale, mentre nelle altre zone si aprono vaste insenature come le Baie di Famagosta e di Larnaca. Il clima è di tipo mediterraneo con estati calde e secche e inverni miti e poco piovosi. La vegetazione è costituita soprattutto dalla macchia mediterranea.

Cipro Cartina di Cipro

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L'ECONOMIA

L'economia è basata sull'agricoltura che copre il 60% della superficie del territorio. Tra i prodotti coltivati ci sono cereali (orzo e frumento), patate, agrumi, frutta e vite. L'allevamento è marginale e limitato solo agli ovini e ai caprini. Più redditizia la pesca, soprattutto quella delle spugne. L'industria è legata alla trasformazione dei prodotti agricoli (tabacco, vini) e minerali (concentrati di rame, pirite di ferro, amianto, cromo e gesso). Sviluppati anche i settori edile, quello dei calzaturifici e quello delle confezioni. Il Paese è quasi totalmente privo di risorse minerarie che deve importare in grandi quantità. Le esportazioni sono costituite in gran parte da prodotti agricoli. Il sistema di comunicazioni si articola in 11.760 km di strade, una consistente flotta mercantile e tre porti principali: Larnaca, Limassol, Famagosta; due gli aeroporti principali: Nicosia e Larnaca. La ferrovia misura solo 34 km.

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CENNI STORICI

L'isola di Cipro, nota nell'antichità con il nome di Alasia, rappresentò il luogo di incontro tra le civiltà mediterranea e asiatica. Conquistata dai Romani, alla divisione dell'Impero passò sotto i Bizantini (391); dominata dagli Arabi tra i secc. VII e IX, durante la IIIª Crociata venne occupata dalle truppe di Riccardo Cuor di Leone che la cedette a Guido di Lusignano nel 1191. Cipro restò subito implicata nei contrasti tra Venezia e Genova, anche perché con la conquista saracena dei porti siriani e palestinesi Cipro era divenuta una importante testa di ponte nel commercio europeo verso Oriente. Verso la fine del XIV sec., decaduto il predominio genovese, l'isola passò sotto il controllo dei Catalani. Annessa ai domini di Venezia nel 1488, venne poi assoggettata dall'Impero ottomano nel 1571. Solo nel XIX sec., col venir meno della potenza turca, Cipro tornò ad essere un importante punto strategico del Mediterraneo orientale. Nel 1878 la Gran Bretagna riuscì ad ottenere dal Governo turco l'affitto novantennale dell'isola; ma nel 1914 l'obbligo del tributo cessò e nel 1923, in seguito al Trattato di Losanna, l'isola diveniva di fatto colonia inglese. Nel 1931 si verificarono movimenti a favore dell'annessione (enosis) alla Grecia, sull'esempio di Creta (1913), sostenuti dalla Chiesa ortodossa greca. Al termine della seconda guerra mondiale l'arcivescovo Muskos Makarios risultò essere il personaggio politico più influente del Paese, tanto che nel 1959, rappresentanti della Grecia, della Turchia, della Corona britannica e del Partito democratico di Makarios si accordarono per la creazione della Repubblica di Cipro, con garanzie per la minoranza turca e sovranità inglese sulle basi militari. L'indipendenza venne proclamata il 6 agosto 1960 e Makarios assunse la presidenza, appoggiando la causa anticolonialista che lo vide esponente del Movimento dei Paesi non allineati. Rieletto nel 1968 e nel 1973, seppe gestire la difficile convivenza tra le due etnie sino al 15 luglio 1974, quando la crisi raggiunse il culmine a causa del colpo di Stato operato dalla comunità greco-cipriota, che tentò di annettere l'isola alla Grecia; come reazione la Turchia occupò la zona nord-orientale di Cipro, bombardò Nicosia e scacciò verso Sud duecentomila Greco-Ciprioti. L'arcivescovo venne deposto e sostituito da Nikos Sampson, sostenitore dell'annessione, che tuttavia già il 23 luglio lasciava la carica a Makarios, ritornato nel frattempo dall'esilio. Il 13 febbraio 1975, nella zona sotto il controllo turco, venne proclamato uno Stato federale turco-cipriota sotto la presidenza di Rauf Denktash, che non ottenne tuttavia il riconoscimento della comunità internazionale. Alla morte di Makarios (agosto 1977) gli subentrò Spyros Kyprianou che proseguì il processo di revisione federalista delle posizioni greco-cipriote dello statista per tentare di instaurare un dialogo con il Governo turco. L'atteggiamento sostanzialmente intransigente di Denktash portò alla proclamazione (15 novembre 1983) della Repubblica turca di Cipro del Nord (Vedi TURCHIA), riconosciuta soltanto dalla Turchia; nel maggio 1985 si svolse un referendum per l'adozione di una Costituzione, mentre contemporaneamente iniziarono i tentativi ONU di instaurare una mediazione per la creazione di uno Stato bifederale.

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Nel 1992, l'Organizzazione delle Nazioni Unite proclamò Cipro Paese con due comunità e con due regioni, con eguali diritti politici da parte di entrambe. Sostituito (1988) S. Kyprianou da Giorgis Vassiliu, nel febbraio del 1993 Glafkos Clerides subentrò a quest'ultimo. Inutili, anche negli anni successivi, le opere di mediazione dell'ONU, quelle statunitensi e dell'Ue) per avviare negoziati di pace tra le due comunità, greca e turca. Questa situazione compromise la candidatura della Repubblica di Cipro all'Ue. Nel marzo 1998 i ministri degli Esteri dei Paesi aderenti all'Unione europea, acconsentirono all'inizio dei negoziati per l'ammissione all'Unione della sola zona greca. Nelle elezioni presidenziali di febbraio, Clerides venne rieletto presidente greco-cipriota con il 50,8% del totale dei voti, contro il 49,2% ottenuto dal suo rivale George Iavacu. Dopo le minacce cipriote di installare un sistema di difesa anti missilistico e la promessa di ritorsioni militari da parte turca, nel giugno 2001 il Consiglio di sicurezza dell'ONU rinnovò la sua missione di pace sull'isola, manteneno 2.400 soldati di controllo nella zona cuscinetto tra le parti greca e turca. Nel novembre dello stesso anno la Turchia annunciò la sua intenzione di invadere il Nord dell'isola se Cipro fosse stata ammessa all'interno dell'Unione europea prima del raggiungimento di un accordo tra Turchia e Grecia. Nel gennaio 2002 Clerides e il turco-cipriota Denktash iniziarono una serie di negoziati per la risoluzione della decennale situazione di divisione dell'isola, soluzione che avrebbe potuto accelerare anche l'ammissione della Turchia in seno all'Unione. Nel mese di novembre l'ONU presentò una risoluzione mirante alla riunificazione dell'isola; nonostante l'ingresso di Cipro nell'Unione europea, siglato nel dicembre 2002, fosse condizionato dall'accettazione del piano ONU, questo si risolse nell'ennesimo insuccesso. Le elezioni presidenziali tenutesi nel febbraio 2003 decretarono la vittoria del candidato greco-cipriota Tassos Papadopoulos. Il 16 aprile la parte greco-cipriota firmò il trattato di adesione all'Ue, che le garantì l'ingresso nella comunità di Stati entro il 1° maggio 2004, a prescindere dall'unione dell'isola. In seguito alla decisione turco-cipriota di allentare le restrizioni in vista di un riavvicinamento tra le due realtà etnico-politiche, il 23 aprile 2003, per la prima volta dopo 30 anni, fu riaperta la cosiddetta "linea verde", la linea di demarcazione tra le due parti dell'isola. In risposta, i greco-ciprioti annunciarono la loro disponibilità a un dialogo. Le elezioni parlamentari tenutesi nella Repubblica Turca di Cipro del Nord nel dicembre 2003 si risolsero con una parità tra i due partiti a favore e contro l'unificazione. Il 1° maggio 2004 Cipro entrò ufficialmente nell'Ue. Le elezioni europee del giugno 2004 segnarono la sconfitta del Partito centrista del presidente Papadopoulos, che ottenne il 17% dei voti; premiarono invece il Partito conservatore (28,2% dei consensi) e il Partito ex comunista (27,8% dei voti). Il 17 aprile 2005 si tennero le consultazioni presidenziali nella Repubblica Turca di Cipro del Nord, che decretarono la nomina a presidente del moderato Mehmet Ali Talat, favorevole alla riunificazione.

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LE CITTÀ

Nicosia

(47.832 ab.). Capitale della Repubblica di Cipro, è situata nella parte centro-settentrionale dell'isola, sul fiume Pedias; è sede di industrie tessili, del cuoio, delle sigarette e meccaniche. Mercato agricolo e del bestiame. Aeroporto. Insediamento molto antico, fu capitale del Regno di Cipro con la famiglia Lusignano (1192-1474), centro commerciale sotto i Genovesi e poi sotto i Veneziani che la occuparono nel 1488. Nel 1570 cadde in mano ai Turchi. È sede del Patriarcato della Chiesa autonoma di Cipro. Conserva imponenti fortificazioni veneziane (XVI sec.); notevole è la cattedrale di Santa Sofia (XIII sec.).

Porta Famagosta Porta Famagosta a Nicosia: uno degli ingressi originali nella cinta muraria

Limassol

(81.000 ab.). Città dell'Isola di Cipro, posta sulla costa meridionale, sul golfo di Limassol. Porto per l'esportazione di agrumi e minerali. Industrie alimentari e del tabacco.

PERSONAGGI CELEBRI

Makarios III

Al secolo Michail Christodhulos Muskos, prelato e uomo politico cipriota (Ano Panaghia, Pafo 1913 - Nicosia 1977). Ordinato diacono nel 1938, nel 1942 si laureò in Teologia ad Atene, dove partecipò alla Resistenza. Divenuto sacerdote nel 1945, andò negli Stati Uniti, rimanendovi sino al 1948. Indicato quale vescovo di Kitium, ritornò a Cipro, divenendo etnarca (arcivescovo) della stessa Cipro e assumendo il nome di Makarios. Impegnatosi per l'annessione dell'isola alla Grecia, nel 1956 venne accusato dalla Gran Bretagna di aver favorito l'EOKA (Organizzazione nazionale dei combattenti di Cipro) e deportato alle Isole Seicelle da cui venne comunque liberato l'anno dopo, in cambio della promessa di non tornare a Cipro. Il proprio coinvolgimento nelle trattative diplomatiche del 1959 contribuì ad accelerare il rientro in patria di Makarios che, una volta proclamata la Repubblica di Cipro, ne venne eletto presidente. Affrontò il difficile problema della convivenza tra Turchi e Greco-Ciprioti e la complessa situazione di arretratezza economica dell'isola. Il colpo di Stato del 15 luglio 1974 lo costrinse a fuggire all'estero; ritornò sull'isola nel dicembre dello stesso anno, quando ormai la divisione di Cipro era avvenuta e il potere passato in altre mani.

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