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Geografia Europa Territorio Storia Economia del Belgio Geografia  Europa - Indice

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GEOGRAFIA - EUROPA - BELGIO

PRESENTAZIONE

Stato dell'Europa occidentale; confina a Nord e a Est con i Paesi Bassi, a Est con la Germania e il Lussemburgo, a Sud-Ovest con la Francia e si affaccia a Nord-Ovest sul Mare del Nord. Ha un'estensione di 30.528 kmq e una popolazione di 10.417.000 abitanti, con una densità di 341 abitanti per kmq. Lo Stato consta di tre comunità (francese, fiamminga e germanofona). Notevole è l'immigrazione straniera, costituita da Italiani, Marocchini, Francesi, Olandesi, Turchi e Spagnoli. Lingue ufficiali sono il francese e il fiammingo (un dialetto nederlandese); è diffuso anche il tedesco. La religione prevalente è la cattolica (87,9%), con minoranze di protestanti, ebrei e musulmani. Il Belgio è una Monarchia costituzionale ereditaria, oltre che uno Stato federale diviso in tre regioni amministrative: le Fiandre, la Vallonia e la regione di Bruxelles. Il potere legislativo è esercitato dalle due Camere: la Camera dei rappresentanti (150 membri, eletti a suffragio universale diretto per quattro anni), e quella del Senato (71 membri, in carica per quattro anni, distribuiti secondo quote fisse tra le tre comunità). Il potere esecutivo è affidato formalmente al re, ma di fatto viene esercitato dal Consiglio dei ministri. Dal 1° gennaio 2002 l'unità monetaria è l'euro. La capitale è Bruxelles (143.056 ab.).

Belgio: L'Atomium di Bruxelles

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IL TERRITORIO

Sotto il profilo morfologico il terreno risulta formato da due principali sezioni tra loro separate dal profondo solco fluviale Sambre-Mosa: a Sud-Est colline e altopiani che non raggiungono i 700 m d'altezza, a Nord-Ovest vasti orizzonti lievemente inclinati e pianeggianti che arrivano fino al mare. Quest'ultima parte del Paese, che costituisce il Belgio settentrionale, può ulteriormente suddividersi in più ben definite regioni. Tra il corso della Schelda e il mare, la cui riva è segnata da poderosi cordoni di dune, interrotti solo dalle foci fluviali (Yser, Zwin) o dal taglio dei canali, si stende la pianeggiante regione delle Fiandre, un bassopiano alluvionale costituito da depositi argilloso-sabbiosi, solcato da numerosi canali e, specialmente nella fascia costiera (la cosiddetta Fiandra marittima, distinta dalla Fiandra interna), bonificato e prosciugato in gran parte dalle acque salmastre e lagunari che vi stagnavano, acquisendo un aspetto simile a quello dei polder olandesi. Assai più sabbiose, e quindi più asciutte, sono le pianure della Fiandra interna. Tra la Schelda e la linea Sambre-Mosa si estendono le regioni del Belgio centrale, alla periferia meridionale di Bruxelles. In questa parte del Paese il rilievo è formato da ondulate colline coltivate e modellate su un substrato argilloso di età cenozoica (Hainaut, Brabante), da pianure sabbioso-argillose (Campine) rivestite di brughiere, da altopiani non accentuati (Hesbaye) con altitudini comprese tra i 70 e i 200 m sul mare, ricoperti da fertili limi di deposito eolico (loess). A Sud-Est del solco Sambre-Mosa il paesaggio morfologico muta completamente: affiora il massiccio delle Ardenne, rivestito da un denso mantello di boschi di latifoglie e conifere. Compreso tra la vasta area sedimentaria del Bacino di Parigi e il Massiccio Scistoso-Renano, esso è formato da un vasto altopiano, ricco di giacimenti di carbon fossile (bacini di Namur, di Dinant, di Borinage). Le Ardenne hanno un'altitudine media che oscilla tra i 400 e 500 m con culminazioni massime che raggiungono i 675 m alla Baraque Michel (Hautes Fagnes) e 694 m al Signal de Botrange nello Zittelwald, al confine con la Germania. Lungo il margine nord-occidentale delle Ardenne una serie di rilievi comprende l'altopiano di Condroz, ricco di formazioni calcaree carsificate e di cavità sotterranee (grotte di Han, di Rochefort, ecc.). All'estremità meridionale del Paese, il rilievo si deprime nuovamente in corrispondenza delle colline marnose del Gutland, al confine franco-lussemburghese. Per la sua posizione geografica e per via della sua debole altimetria, la maggior parte del territorio è influenzato dalle masse d'aria di provenienza atlantica, che conferiscono al suo clima un carattere temperato-marittimo con inverni non molto freddi ed estati calde ma ventilate. Procedendo verso l'interno le escursioni termiche annue si fanno via via più sensibili. La tendenza alla continentalizzazione del clima risulta ancora più accentuata sull'altopiano delle Ardenne. Il disegno della rete idrografica del Belgio risulta netto. La maggior parte del territorio è drenata dai due bacini della Schelda e della Mosa, a eccezione di alcuni piccoli lembi tributari di bacini esterni (Mosella, Senna), o defluenti direttamente nel Mare del Nord (Yser). La Schelda (435 km) nasce in Francia e scorre in Belgio solo per 230 km; dopo aver bagnato le città di Tournai, Gand e Anversa, sfocia direttamente nel Mare del Nord con un profondo estuario lungo 50 km e diviso in due ampi rami situati però in territorio olandese. Suo unico affluente di sinistra è il Lys (214 km), alla cui confluenza è situata la città di Gand. Tra gli affluenti di destra, la Dendre (88 km), la Senne, che attraversa Bruxelles, il Demer, tutti provenienti dalle colline dell'Hainaut e dell'Hesbaye. Il massiccio delle Ardenne è drenato dalla Mosa (935 km) e dai suoi affluenti di destra (Semois, Lesse, Ourthe, Amblève), mentre sulla sinistra, a Namur confluisce la Sambre (190 km). Tra le città bagnate dalla Mosa citiamo Dinant e Liegi. Per la regolarità del loro regime e l'assenza di forti dislivelli, tutti questi corsi d'acqua costituiscono altrettante vie navigabili; essi sono stati collegati tra loro da una fitta rete di canali che, oltre che integrare ulteriormente il sistema delle vie di comunicazione a quelli dei Paesi vicini (come nel caso del Canale Alberto che collega Liegi sulla Mosa ad Anversa sull'estuario della Schelda, del Canale Charleroi-Bruxelles, del Canale del Centro che attraversa Mons, del Canale Leopoldo, ecc.), consente anche di regolarne le piene e di assicurare lo smaltimento delle acque nelle zone bonificate, come i polder della Fiandra marittima. Numerosi sono anche i piccoli bacini artificiali ottenuti sbarrando le strette valli che sezionano i rilievi delle Ardenne. Lo sviluppo del mantello vegetale, che fino al Medioevo era rigoglioso e costituito da estese foreste, è sempre stato favorito dall'umidità del clima, dalla ricchezza di acque superficiali e dalla fertilità del terreno. Nelle zone non sottoposte a coltivazioni esso appare contrassegnato dal dominio delle latifoglie decidue (quercia, rovere, faggio, carpino, betulla), cui si accompagnano, specialmente nel massiccio delle Ardenne, conifere (larice, abete rosso, pino di Scozia). Sempre nelle Ardenne, ove prevale l'acidità dei suoli, si sviluppano ampie distese di brughiere dominate dalla Calluna, mentre nelle depressioni dove ristagnano le acque si formano le torbiere (fagnes), la cui presenza dà il nome anche alla regione Hautes-Fagnes. Brughiere e boschi di pino silvestre di impianto artificiale non mancano anche nelle pianure sabbiose della Campine e lungo le coste. rispetto naturale.

Cartina del Belgio

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L'ECONOMIA

Benché il Belgio sia un piccolo Paese, è tra le prime potenze economiche dell'Occidente. Nonostante solo una parte esigua della popolazione si dedichi all'agricoltura, questo settore offre un rendimento molto elevato, dovuto all'avanzata tecnologia e alle opere di irrigazione. Tra le colture diffuse nelle regioni centrali e occidentali figurano cereali, foraggi, barbabietole da zucchero, luppolo, patate, prodotti ortofrutticoli e colture in serra (uva da tavola, piante ornamentali e fiori). Nelle Fiandre diffusissima è la coltivazione del lino. Molto sviluppato è l'allevamento di bovini e suini che forniscono buona parte del prodotto totale agricolo (burro, formaggi, salumi); inoltre nella regione del Brabante si pratica il tradizionale allevamento di robusti cavalli da tiro. Il sottosuolo è ricchissimo di carbone, meno cospicue invece le altre risorse minerarie. L'intenso sviluppo industriale del Belgio si ricollega alle antiche attività che lo distinsero fin dal Medioevo (tessuti, armi, vetrerie), alla ricchezza mineraria (giacimenti di carbone) e a una posizione geografica invidiabile, al centro della più vasta area industrializzata d'Europa, con la quale comunica agevolmente grazie alla mancanza di ostacoli naturali. Il Paese è tra i maggiori produttori mondiali di ghisa e ferroleghe, acciaio, piombo, zinco e rame raffinato. Oltre alla estrazione di carbone, che tuttavia ha subito un calo con l'avvento del petrolio, attivissima è l'industria siderurgica, meccanica (locomotive, macchine utensili, elettrodomestici, armi), farmaceutica e chimica (fertilizzanti, fibre sintetiche, attrezzature fotografiche). Vi sono inoltre industrie cartarie e della gomma, cementifici, mobilifici e raffinerie di petrolio; a Mol è in funzione una centrale termonucleare. Nelle Fiandre si concentra la fiorente industria tessile (lino, lana, cotone, canapa, iuta, raion). Diffuse sono le industrie dell'abbigliamento e delle calzature. Anversa, infine, è un centro di rinomanza mondiale per il commercio e la lavorazione dei diamanti, provenienti, come altri materiali preziosi, dalla Repubblica democratica del Congo, ex colonia africana, con cui il Belgio mantiene relazioni commerciali privilegiate. Il 45% delle aziende belghe opera nel terziario, che rappresenta un settore di grande rilievo: Bruxelles ne è il centro direzionale in cui trovano sede banche, società di assicurazione, ditte commerciali e gli organi direttivi dell'Unione europea. Il Belgio importa ingenti quantitativi di materie prime, esportando prodotti agricoli e industriali. Intenso nodo di traffici tra Francia, Germania e Paesi Bassi, è dotato di una fitta rete ferroviaria (3.521 km) e stradale (147.290 km), nonché di un efficiente sistema di canalizzazione. I fiumi e i canali navigabili ricoprono un'estensione di 1.531 km. I canali sono in grado di ricevere navi di grossa stazza e, scorrendo in pianura, non necessitano di chiuse. Sono l'ideale via di trasporto per i materiali più ingombranti. Intenso è il traffico aereo (nove aeroporti), mentre tra i porti spiccano Anversa (il terzo in Europa), Ostenda, Gand e Bruges-Zeebrugge.

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IL BELGIO NERO

I ricchi giacimenti di carbone ai piedi delle Ardenne nell'Ottocento favorirono lo sviluppo d'una grande area industriale, alimentando non solo l'industria siderurgica, ma anche quella metallurgica, chimica, tessile e le vetrerie. Tuttavia, la produzione belga di carbone diminuì rapidamente negli ultimi decenni del Novecento, nonostante l'apporto delle nuove risorse minerarie della Campine. A determinare la crisi contribuirono parecchi fattori: la concorrenza di altre fonti energetiche, quali il petrolio e l'energia atomica; l'offerta di carbone da parte di Paesi in cui il processo estrattivo risultava più vantaggioso e infine la crescente difficoltà di estrazione. Infatti lo sfruttamento intensivo assottigliò lo strato di carbone, rintracciabile a profondità sempre maggiori (anche 1.000 m), comportando un aumento dei costi e dei rischi. Conseguentemente molte miniere vennero chiuse e il carbone importato dagli USA. La crisi mineraria capovolse perciò la posizione di prestigio del Belgio nero, rendendolo una zona depressa, minacciata dalla disoccupazione e resa squallida e insalubre dalla prima, disordinata industrializzazione. In quest'area si realizzò quindi un processo di ristrutturazione, mirante a sostituire con le industrie leggere la vecchia attività mineraria, cercando nel contempo di migliorare l'ambiente urbano e rurale. La manodopera per le attività minerarie era infatti tradizionalmente costituita da lavoratori stranieri (in gran parte Italiani), giacché i locali abbandonarono le miniere, dove potevano contrarre malattie invalidanti come la silicosi, respirando le polveri di carbone, o rischiare la vita per i crolli nelle gallerie, dovuti al grisou, il gas delle miniere.

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CENNI STORICI

I primi abitanti del Belgio, di stirpe celtica, furono sottomessi da Giulio Cesare nel 57 a.C.; il territorio della Gallia Belgica alla caduta dell'Impero romano venne poi invaso da tribù germaniche che sospinsero verso le Ardenne i Celti romanizzati. Si posero così le basi della futura divisione etnico-linguistica del Paese tra i Fiamminghi di lingua germanica e i Valloni francofoni. Nel Medioevo al dominio franco subentrò quello dei Borgogna che nel 1447, alla morte di Carlo il Temerario, vennero soppiantati dagli Asburgo, prima di Spagna e poi d'Austria. La Pace di Utrecht del 1713 attribuì le province del Sud (Artois, Anversa, Brabante, Hainaut, Fiandre, Liegi e Namir) e il Lussemburgo a Carlo VI, imperatore del Sacro Romano Impero e capo del ramo austriaco degli Asburgo. Napoleone invase la regione nel 1794, abolendo l'autonomia e i privilegi dell'aristocrazia locale, e stimolò lo sviluppo industriale; alla caduta di Bonaparte, le potenze europee imposero la riunificazione del Belgio con l'Olanda come Regno dei Paesi Bassi. Le province del Sud, dotate di una specifica identità linguistica e culturale, non si sottomisero all'Olanda, tanto che nel 1830 la borghesia di Bruxelles si armò contro le autorità olandesi. Il conflitto si estese e le altre potenze europee riconobbero l'indipendenza delle province del Sud, che da quel momento in poi si chiamarono Belgio. Costituitosi in Regno, sotto la sovranità dei Sassonia-Coburgo, il Belgio divenne con Leopoldo I una Monarchia costituzionale: venne seriamente organizzato l'esercito, si favorì lo sviluppo industriale e il sorgere di nuove fabbriche, si curò la navigazione, l'agricoltura, che raggiunse la più alta produttività europea, e la rinascita economica con regime libero-scambista, mentre progrediva la vita intellettuale alimentata dalle università. La vita politica ebbe come primi protagonisti i liberali, accentratori e anticlericali, al potere per un quarantennio, e i cattolici, intransigenti oppositori. L'indipendenza del Belgio corse pericolo col rinforzarsi dell'impero francese sotto Napoleone III specialmente nel 1859, e poi ancora dopo la morte di Leopoldo I (7 dicembre 1865); ma la saldezza interna acquistata dal Belgio sotto la sagace direzione del suo primo sovrano salvò lo Stato quando si discusse la divisione del Belgio tra Francia e Prussica nel 1866. Successivamente il Paese, favorito dallo sviluppo economico, iniziò l'espansione coloniale in Africa con l'acquisizione del Congo Belga (1885), mentre all'interno una serie di lotte a sfondo etnico e sociale portarono a modifiche costituzionali e (1894), anche per il rinfocolarsi del conflitto tra Fiamminghi e Valloni, al riconoscimento del bilinguismo e all'introduzione del suffragio universale, anche se in forma ridotta. Tra il 1880 e il 1885 re Leopoldo II finanziò le spedizioni internazionali in Congo, trasformando lo Stato africano in un proprio protettorato esclusivo. La pessima amministrazione realizzata, insieme alle proteste dei Paesi europei sullo sfruttamento eccessivo dei nativi, costrinsero il Governo a trasformare il Congo in colonia (1908). Morto Leopoldo II (17 dicembre 1909), salì al trono Alberto I, il quale, rispettoso della Costituzione come i due precedenti sovrani, cercò di attenuare i contrasti politici e religiosi. La più viva partecipazione del Belgio alla politica mondiale e la situazione strategica e militare dello Stato costrinsero Alberto I a prendere importanti provvedimenti militari, rafforzando anche le fortificazioni di Anversa, Namur e Liegi. Il 2 agosto 1914, nell'imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale, la Germania chiese al Belgio il libero passaggio per le sue truppe attraverso il suo territorio, e al rifiuto del Governo, la Germania ne compì l'invasione, violando la neutralità belga.

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Le forze tedesche trattarono il Belgio come paese di conquista, mentre il Governo si era trasferito a Le Havre e il suo piccolo esercito combatteva sulla linea dell'Yser. La vittoria dell'Intesa contro gli Imperi centrali obbligò la Germania ad accettare il Trattato di Versailles (giugno 1919). Per esso, al Belgio furono assegnati il territorio con Eupen e Malmédy, una piccola parte dell'Africa orientale tedesca e fu assicurato il pagamento da parte della Germania di un'indennità in compenso delle ricchezze distrutte nell'invasione. Nell'immediato dopoguerra la politica belga fu dominata dalla preoccupazione della sicurezza rispetto alla Germania e quindi da una stretta intesa con la Francia e l'Inghilterra. Dopo l'occupazione della Ruhr, compiuta d'accordo con la Francia nel 1923 e motivata con l'inadempienza tedesca agli obblighi delle stabiliti nel Trattato di Versailles, il Belgio firmò insieme con la Francia il Trattato di Locarno (1925) con la Germania, contenente il reciproco impegno di non aggressione. Nel 1930 il Paese si divise nelle due regioni autonome di Fiandre e Vallonia, con lingua ufficiale, rispettivamente, fiammingo e francese. Sotto il nuovo re Leopoldo III, successo il 17 febbraio 1934 al padre Alberto I, si ebbe la denuncia da parte della Germania del Trattato di Locarno e la rioccupazione militare della zona renana. Il Governo belga si impegnò verso una politica di neutralità volontaria tra la Germania e le potenze occidentali. Nel 1937 Francia e Inghilterra dichiararono il Belgio sciolto da qualsiasi impegno di alleanza precedentemente assunto verso di loro, impegnandosi ugualmente a sostenerlo in caso di aggressione. Il 13 ottobre dello stesso anno la Germania dichiarò a sua volta la sua intenzione di rispettare la neutralità e l'integrità belga e di accordare aiuto al Belgio in caso di attacco. Il 10 maggio 1940 Hitler procedette all'invasione fulminea del Lussemburgo, del Belgio e dell'Olanda; intervennero immediatamente nel Belgio i franco-inglesi, ma il loro intervento fu paralizzato dalla rottura del fronte francese tra Namur e Sedan, e dalla susseguente rapidissima avanzata tedesca fino alla Manica. Il 28 maggio l'esercito belga capitolò, il Governo emigrò all'estero, mentre il re non abbandonò il Paese. Il Belgio rimase in regime di occupazione tedesca fino al settembre 1944. Dopo la seconda guerra mondiale si dovette affrontare la "questione reale", cioè il dibattito sulla permanenza o meno sul trono di re Leopoldo III, che le forze politiche progressiste accusavano di connivenza con l'occupante nazista. Il dibattito si concluse con un referendum in cui il 57% votò a favore della Monarchia; nel 1947 il Belgio con Olanda e Lussemburgo crearono il Benelux, associazione economica all'interno della Comunità economica europea, mentre nel 1949 lo Stato entrò nella Nato. Nel 1951 re Leopoldo III, fautore della discussa capitolazione alla Germania nazista, abdicò in favore del figlio Baldovino. Dopo la concessione dell'indipendenza alle colonie africane (Congo, Ruanda, Burundi), il Paese assisté all'alternarsi al potere dei due maggiori partiti, il cristiano-sociale e il socialista, con brevi periodi caratterizzati da Governi di coalizione.

 

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Nel 1958 il Belgio aderì alla Comunità Economica Europea; la sua capitale, Bruxelles, divenne la sede politica e amministrativa della CEE e nel 1967 vi si insediò anche il comando supremo della NATO. La vita politica interna, fin dagli anni '60, fu segnata dal riemergere del problema etnico e linguistico per il crescente predominio dell'elemento protestante fiammingo a scapito di quello cattolico francofono vallone. Per sanare questi contrasti ed evitare il rischio di secessioni fu approvata una revisione costituzionale che trasformò lo Stato da unitario in federale (1993) composto da tre regioni (Bruxelles, Fiandra e Vallonia). Nel marzo 1992, l'incarico di primo ministro venne assunto da Jean-Luc Dehaene che formò un Governo di coalizione con democristiani e socialisti. Dehaene annunciò un piano di riduzione del deficit, con tagli drastici nel bilancio pubblico. Il 31 luglio 1993 morì re Baldovino cui successe il fratello minore Alberto II. Il 21 maggio 1995, il Belgio organizzò le prime elezioni politiche dopo l'approvazione della Costituzione che lo trasformava in stato federale; insieme ai deputati, vennero eletti per la prima volta i 75 rappresentanti delle tre nuove Assemblee regionali di Bruxelles, Fiandre e Vallonia. Deahene ottenne una schiacciante vittoria a livello nazionale, e seguitò a governare. Il bilancio preventivo del 1996 che cercò di ridurre il deficit al 3% del prodotto interno lordo, venne duramente contestato dai sindacati, che consideravano eccessiva la riduzione della spesa pubblica. A partire da quest'anno, una serie di scandali si abbatterono sul Paese; le indagini sul caso di Marc Dutroux, accusato di pedofilia, portarono ad indagare sul sistema politico e giudiziario e sull'apparato di sicurezza, che diede prova di incompetenza, rivalità e clientelismo. Sempre nel 1996, Guy Coeme, ex vicepresidente e ministro della Difesa, venne accusato e giudicato, insieme ad altri esponenti del Partito socialista, per frode, inganno e corruzione. Il 1° gennaio 1999 il Belgio entrò a far parte dell'Unione economica e monetaria europea e in giugno fu investito da un altro clamoroso scandalo, questa volta legato alla scoperta di diossina nel mangime per gli allevamenti. La vicenda provocò le dimissioni dei ministri dell'Agricoltura e della Sanità e condizionò le elezioni politiche di giugno, in cui il Partito cristiano-sociale perse 17 seggi alla Camera mentre fu eclatante il successo raggiunto dall'estrema destra nazionalista fiamminga e dai verdi. Dopo la clamorosa sconfitta elettorale il primo ministro Jean-Luc Dehaene rassegnò le dimissioni; il Governo venne affidato a Guy Verhofstadt, capo di una coalizione arcobaleno formata da sei partiti (liberali, socialisti e verdi francofoni e fiamminghi). Nel 2001 un grave incidente ferroviario (una collisione frontale tra due convogli procedenti in direzioni diverse che vide la morte di otto persone) mise in evidenza la necessità di raggiungere un accordo interlinguistico all'interno del Paese, superando diffidenze e contrasti di lunga data: la tragedia, infatti, si sarebbe potuto evitare se i segnalatori, un fiammingo e un vallone, affidati al tratto di percorso ferroviario dove è accaduto l'incidente avessero parlato la stessa lingua. Sempre nel 2001, la dichiarazione di bancarotta da parte della compagnia di bandiera Sabena si ripercosse negativamente sull'immagine del Belgio, proprio nel momento in cui il Paese aveva la presidenza di turno dell'Ue (luglio-dicembre 2001). Il 1° gennaio 2002 l'euro divenne moneta ufficiale del Belgio. In politica estera, sempre nel gennaio 2002 il ministro degli Esteri Louis Michel si recò di persona in Congo al fine di chiedere scusa per la politica colonialista effettuata nel Paese africano, dopo che già il primo ministro Verhofstadt aveva ammesso le colpe del Belgio durante la guerra in Ruanda. In ambito interno, nel maggio 2002 fu approvata la legge sull'eutanasia. Le consultazioni politiche del maggio 2003 registrarono la progressione dei Partiti liberale e socialista, il crollo delle formazioni ecologiste e l'ulteriore avanzata delle formazioni di estrema destra. Le elezioni europee del giugno 2004 ridimensionarono il Partito liberale (24% delle preferenze), che venne superato di poco dai socialisti (24,5%), e confermarono la crescita del partito di estrema destra Vlaams Blok (14,3%).

 

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ARTE

Le arti figurative del Belgio sono riunite sotto la denominazione comune di "arte fiamminga". L'arte fiamminga nasce con la grande scuola pittorica articolata in diverse botteghe al di qua e al di là della Schelda e anche al di là del confine franco-belga.

Da Roma al Romanico

Tracce non numerose ma diffuse in tutto il Paese hanno lasciato le civiltà preistoriche, dal Paleolitico all'Età del Ferro: quest'ultima è ben rappresentata da ritrovamenti (oggetti d'ornamento) nelle province del Lussemburgo e dell'Hainaut, classificabili nella civiltà di La Tène, nettamente celtica. La dominazione romana si manifestò con caratteri comuni noti col nome di civiltà gallo-romana; qui ebbe più spiccate manifestazioni militari (vie di comunicazione, tra la regione del Reno e il mare) e rurali (ville cascine e ville officine). Di grande interesse per il periodo romano sono il parco archeologico di Buzenol-Montauban (provincia del Lussemburgo), con monumenti e mura dei secc. II e III, il Museo di Arlon, il Museo Curtius di Liegi e il Museo gallo-romano di Tongeren. Alla civiltà franca, attestata nella sua fase di espansione (secc. III-V) solo da oreficerie di derivazione germanica, si deve, dopo la conversione di Clodoveo (506), la costruzione di edifici religiosi estremamente semplici, raramente in pietra. La storia dell'architettura dei Paesi Bassi ha inizio nell'epoca carolingia (secc. IX-XI): vennero costruite numerose cappelle palatine esemplate su quella di Aquisgrana o chiese a pianta basilicale con doppio coro e grande avancorpo fortificato (Westwerk) prima del coro occidentale (chiesa di St. Gertrude a Nivelles, del 1046). Quest'ultimo tipo fu caratteristico della regione della Mosa e si mantenne per tutto il periodo romanico (fino alla fine del sec. XIII), interessando il territorio del Principato vescovile di Liegi. Accanto alla tradizione mosana si collocò nel sec. XI una tradizione scaldiana (regione della Schelda), influenzata dall'architettura normanna, assai varia nelle sue esemplificazioni e culminata nella celebre cattedrale di Tournai, prototipo di numerose chiese. A Tournai fiorirono anche la prima architettura civile (beffroi) e le prime sculture romaniche (portali della cattedrale). Di tono più alto è però la scultura tardo-romanica della regione mosana, il cui massimo capolavoro è la cassa di Notre-Dame di Tournai, opera di Nicolas de Verdun (1205). Liegi è la sede di una scuola di scultori-fonditori di grande importanza, tra i quali spiccano Renier de Huy (fonte battesimale di St. Barthélémy, Liegi, del 1118), Godefroy de Huy, Hugo d'Oignies (convento delle suore di Notre-Dame a Namur). Tipiche mosane sono anche le statue lignee della Vergine in maestà, dette "Sedes Sapientiae" (sec. XIII).

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Il Gotico

Il nuovo modo di costruire nato a metà del sec. XII nell'Ile-de-France fece la sua comparsa nei Paesi Bassi circa un secolo più tardi. Fatta eccezione per modeste chiese conventuali domenicane, il prototipo gotico fu il coro bellissimo della cattedrale di Tournai (1243), derivato dalla cattedrale francese di Soissons. Attraverso Liegi avanzarono invece influenze della Champagne (Reims) e della Borgogna. A questo primo Gotico, caratterizzato da un non accentuato verticalismo e dalle navate separate da semplici colonne con capitelli a fogliami, si possono ascrivere la cattedrale e la chiesa di Sint Niklaas di Gand e le chiese di Bruges. Nel sec. XIV si andò affermando nel Brabante un particolare tipo di Gotico, che si diversificò nettamente dallo stile originario: Lovanio ne fu il centro motore. In questo stile venne accentuato il verticalismo per mezzo di agili finestroni e, all'interno, di nervosi pilastri senza capitello, ornati di grandi statue di Santi e innestati direttamente nelle volte a vela, o piatte, o in legno a botte. Elementi caratteristici furono però le cappelle radiali del coro, le cappelle inserite tra i contrafforti lungo la navata e coronate da frontoni triangolari, e la torre unica sulla facciata. Gli esempi più belli del Gotico brabantino sono le cattedrali belghe di Lovanio, Mechelen, Anversa. Il Gotico o francese o brabantino domina fino al sec. XVI con rilevanti figure di architetti, quali i Keldermans di Mechelen e i De Waghemakere di Anversa. Accanto all'architettura sacra, fiorì nei secc. IV-XV l'architettura civile, creando opere di assoluta originalità che ancora oggi caratterizzano il volto delle città maggiori. Lo sviluppo borghese della società favorì il sorgere di mercati (halles) e municipi, resi alteri da stupende torri: quelle di Bruxelles, Lovanio, Bruges, Ieper sono gli esempi più famosi. Le abitazioni private accolsero per prime l'elemento più tipico dell'architettura brabantina, il timpano triangolare a gradoni a coronamento della facciata, elemento che si svilupperà fantasticamente in epoca barocca; case del genere hanno la loro più scenografica esemplificazione nel periodo gotico ad Anversa e a Gand. Ancora incerti furono in epoca gotica i passi della scultura, quasi tutta esornativa e di discendenza francese; solo nel Brabante si ebbe qualche spunto originale, nel quale si può ravvisare l'inizio della vigorosa arte borgognona. Ma più che alla grande statuaria i maestri del tempo si dedicarono all'oreficeria e all'intaglio di stalli, tramezzi e ancone d'altare.

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La pittura fiamminga

La gloria maggiore della civiltà fiamminga (cioè di quella civiltà fiorita tra la Francia settentrionale e l'Olanda meridionale) è la pittura, tra il sec. XV e il XVII. Caratteristiche peculiari di questa grande arte sono la gioia del colore e il gusto quasi sensuale della materia pittorica. Fino al sec. XIV la regione fiamminga era stata tributaria anche nelle arti figurative delle scuole francesi del Nord; ma proprio in quel secolo gli avvenimenti storici diedero un nuovo volto alle Fiandre. Le province fiamminghe entrarono a far parte del vasto e potente Ducato di Borgogna e Filippo il Buono pose la sua splendida corte a Bruges, mentre qui e nelle altre principali città (Gand, Anversa, Bruxelles) si irrobustivano le gilde (corporazioni) commerciali, avvantaggiate dalla presenza di raffinati banchieri italiani (gli Albergati, gli Arnolfini, i Portinari). Nell'arte, ormai al servizio quasi esclusivo dell'uomo, gli orafi, i miniatori, i pittori cominciarono a parlare un linguaggio che pur valendosi delle cadenze del Gotico detto internazionale, andava lentamente evolvendosi verso espressioni nuove e originali. I padri di questa nuova forma d'arte sono considerati i fratelli de Limbourg, miniatori (è loro il celebre libro Très riches heures de Jean de Berry) e Melchior Broederlam, pittore di Ieper, autore della grande ancona di Digione. Fin dall'inizio del sec. XV Bruges fu la sede della più celebre scuola pittorica delle Fiandre: là visse e diede le sue opere maggiori Robert Campin, noto anche come il Maestro di Flémalle (nato a Valenciennes verso il 1375), là fiorì il genio di Jan e Hubert van Eyck, i veri creatori e codificatori del nuovo linguaggio artistico che esprime con assoluta perfezione tecnica un magico naturalismo sostanziato di prezioso colore e di luce. Dal loro capolavoro (il polittico dell'Agnello Mistico, a Gand) è difficile riconoscere la parte avuta da ciascuno dei due fratelli; la personalità di Jan si afferma potente e vivissima nelle pale di Bruges e di Anversa. La lezione di Jan van Eyck giunse a influenzare artisti francesi, italiani (Antonello da Messina), spagnoli e portoghesi; suo diretto discepolo fu, a Bruges, Petrus Christus. Poco più tardi, e forse discepolo di Jan van Eyck, aprì bottega a Bruxelles Rogier van der Weyden o Roger de la Pasture (nato a Tournai nel 1399), un raffinato, aristocratico artista imbevuto di francesismo (drammaticità contenuta, calligrafia, pulitezza delle prospettive), rieducatosi al Rinascimento italiano (Piero della Francesca) in occasione di un viaggio giubilare in Italia nel 1450. Discepoli suoi diretti furono a Bruxelles Colijn de Coter e Bernart van Orley. Un altro importante centro pittorico fu Lovanio, per la presenza di Dierik Bouts, nativo di Haarlem, pittore di contenuta e mistica drammaticità, non lontano dai modi di van der Weyden. A Gand ebbero bottega due importanti maestri: Giusto di Gand, a lungo attivo alla Corte urbinate dei Montefeltro, e Hugo van der Goes, iniziatore del realismo drammatico, influente su una schiera di grandi pittori a lui successivi e, attraverso il celebre Trittico Portinari (conservato agli Uffizi), sui Fiorentini della fine del '400. All'opposto di van der Goes si colloca l'arte delicata e ricercata del tedesco Hans Memling, che dominò a Bruges, ove visse sullo scorcio del '400. L'opera di Memling fu continuata in un primo tempo da Gérard David, passato poi ad Anversa, ove sentì profondamente la lezione dei discepoli di van der Goes, e quindi a Genova; dall'Italia David assorbì i caratteri decorativi e il sentimento della natura, aprendo così la via ai paesaggisti del sec. XVI. Sulla scia di Memling e di David si collocano, sempre a Bruges, Jan Provost e Adriaen Isebrandt, ormai pienamente rinascimentali. Dal realismo di Hugo van der Goes presero le mosse tre grandi maestri: Bosch, Patinir e P. Brueghel. Il mondo artistico di Hieronymus Bosch già ai contemporanei apparve tanto astruso da trovare scarsi imitatori. Joachim Patinir sembra apparentemente avvicinarsi all'arte di Bosch, ma il suo amore per il paesaggio aperto e sereno lo pone in una sfera rinascimentale ben lontana dalle allegorie tenebrose del pittore olandese. Ancora più vicino a Bosch si collocò, all'inizio della sua arte, Pieter Brueghel il Vecchio, ma la popolaresca semplicità dell'animo suo e un viaggio compiuto in Italia nel 1552-54 esaltarono le sue doti di narratore piacevole e spontaneo delle feste paesane e delle scene di genere; da lui, che senz'altro è il maggior artista del '500 fiammingo, apprenderanno il mestiere centinaia di pittori minori, i cosiddetti "piccoli maestri" di genere, fiamminghi e olandesi. Intorno alla metà del '500 si possono collocare gli inizi di quella divisione tra la pittura olandese e la pittura belga che si farà definitiva mezzo secolo più tardi e che impone una trattazione separata delle due scuole. In Belgio l'attività pittorica si concentrò in tre città: Bruxelles, Mechelen e Anversa. A Bruxelles, ove morì anche Pieter Brueghel il V, teneva scuola il già citato Bernard van Orley, il cui insegnamento sarà raccolto non dai pittori, ma dai magici arazzieri locali. A Mechelen, ove tenne corte Margherita d'Austria figlia dell'imperatore Massimiliano (e reggente dei Paesi Bassi durante la minore età del nipote, il futuro Carlo V), giungevano di continuo artisti italiani. Ad Anversa, ormai sostituitasi per importanza a Bruges dopo la dominante parabola del grande Quentin Metsys, si formò una scuola decisamente italianeggiante e manieristica che preparò lo splendore del barocco locale; vanno almeno menzionati Hendrik met de Bles (conosciuto in Italia come "il Civetta"), Joos van Cleve, Jan Gossaert detto Mabuse, Pieter Coecke, Marten de Vos e le prolifiche dinastie dei van Coninxloo, dei Francken, dei Valckenborgh.

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Il Barocco

Il '600 ebbe ancora in Anversa e nella pittura le sue maggiori manifestazioni. La solennità aulica venuta da Roma insieme al nuovo spirito della Controriforma costituì il piedistallo da cui si leva la personalità di Pietro Paolo Rubens; la sua cultura internazionale, la sua potenza creativa, la sua originalità e la sua forza di espressione lo pongono al centro del rinnovamento fiammingo; tale rinnovamento, pur assimilando gusti e modi italiani, avviene tuttavia nell'ambito di una sensibilità naturalistica. Dalla fecondissima scuola di Rubens, il cui influsso si farà sentire in Europa fino al sec. XIX, uscirono due maestri di grande fama: Anthonis van Dyck, padre della ritrattistica ufficiale e aulica e deciso innovatore della tecnica luministica, e Jacob Jordaens, pittore realistico. A maggior distanza si pongono i rubensiani Cornelis de Vos (ritrattista) e il fratello Paul de Vos (animalista), Frans Snyders (animalista), Jan Fyt, Jan Brueghel dei Velluti, Adriaen Brouwer, David Teniers il Giovane (tutti pittori di scene popolari). Di scarsissima levatura sono i pittori del '700, imitatori delle scene di genere di Teniers, o pittori di animali, di nature morte, di fiori. L'architettura barocca ora si ispira a modelli prettamente italiani, come la chiesa di S. Carlo ad Anversa, ora innesta sulle forme tradizionali fiamminghe bizzarri ed eleganti motivi decorativi, come nella Grand'Place di Bruxelles. Anche la scultura barocca è orientata verso l'Italia e Rubens ne fu il massimo ispiratore, sia nel suo diretto discepolo Luc Faydherbe, sia sui più lontani Duquesnoy, attivi anche a Roma, e sui Quellin. Tra '600 e '700 un gran posto occupano Jean Delcour, di Liegi (collaboratore a Roma del Bernini) e l'anversese Hendrik Frans Verbruggen, autore di confessionali e pulpiti. Anche nel '700 Anversa continuò a essere il più attivo centro, oltre che della pittura, dell'architettura e della scultura; le nuove mode, Rococò e Neoclassico, furono mediate ora dall'Austria, ora dalla Francia, con scarsi risultati.

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L'età moderna

L'asservimento dell'arte nel sec. XIX ai modi francesi venne spezzata in architettura da Victor Horta e da Henri van de Velde, introduttori dell'Art Nouveau in Belgio (grandi magazzini a Bruxelles, di Horta; van de Velde fu soprattutto cattedratico). Nella pittura e scultura innovatore fu Constantin Meunier. Ma soltanto con James Ensor la pittura belga raggiunge un livello europeo, innestando allo spirito fiammingo il senso del colore e della luce degli Impressionisti. Nel 1905 prese vita il gruppo di pittori di Laethem-St.-Martin (presso Gand), che nella sua prima fase ebbe come protagonista Gust van de Woestijne, pittore tra il mistico e il simbolismo; dopo la prima guerra mondiale la seconda fase di Laethem- St.-Martin è decisamente espressionista, con il precursore Albert Servaes, il caposcuola Constant Permeke e gli epigoni Gustave de Smet e Frits van den Berghe. Il Surrealismo, autentica gloria della pittura moderna belga, è rappresentato da due celebri pittori: Paul Magritte e Paul Delvaux. Un accenno meritano anche il paesaggista Jean Brusselmans e i non figurativi tra i quali si leva il pittore e scultore Pierre Alechinsky.

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FIAMMINGHI E VALLONI

Il Belgio è diviso in due aree di differente lingua e cultura: a Nord, nelle Fiandre, si parla un dialetto germanico affine all'olandese, mentre a Sud, in Vallonia, un dialetto francese. Le cause di questa divisione etnico-linguistica vanno individuate nella storia remota del Paese e si sono via via arricchite di nuovi contenuti sociali ed economici. La Vallonia, grazie alle miniere di carbone, è una regione tradizionalmente ricca e industrializzata, mentre le Fiandre, più povere, cominciarono a industrializzarsi subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. La Vallonia, entrata in crisi dopo la chiusura di molte miniere, ha gradualmente perduto, in favore delle Fiandre, il primato economico. La rivalità, mai sopita, tra i due gruppi è uno dei maggiori problemi del Belgio. Per sanare questi contrasti ed evitare il rischio di secessioni, nel 1993 fu approvata una revisione della Costituzione che trasformò il Paese in uno Stato federale composto di tre regioni e tre comunità, tutte dotate di ampie competenze e di propri organi amministrativi ed esecutivi.

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LE CITTÀ

Bruxelles

(143.056 ab.). Capitale del Belgio e regione amministrativa (162 kmq; 1.004.239 ab.). Residenza reale, è centro della vita economica e intellettuale della Nazione e città d'arte di prima grandezza sia per i monumenti, sia per i tesori raccolti nei suoi musei. Giace in una piana formata dal piccolo fiume Senne, che l'attraversa coperto; i quartieri che un tempo erano sulla riva sinistra costituiscono il centro storico e commerciale, cioè la città bassa, di aspetto fiammingo, pittoresco e animatissimo, con vie strette di carattere medievale; i quartieri della riva destra, cioè la città alta o Coudelnberg, di impronta francese, occupano una serie di basse collinette con parchi, grandi palazzi di governo e il palazzo reale. Centro storico e quartieri alti sono chiusi da un giro di viali, di 8 km, ricavati nella prima metà dell'800 dall'abbattimento delle mura trecentesche; al di là di questo giro la "piccola Bruxelles" è straripata in questo secolo fino a inglobare numerose località vicine, formando la "grande Bruxelles", ammirevole per le intelligenti soluzioni urbanistiche e per il confortevole ambiente realizzato tra parchi e laghetti. Oggi Bruxelles è anche sede dei principali organismi della Ue e della NATO. È con Mechelen sede arcivescovile e primaziale del Belgio. STORIA. Il nome di Bruocsella (abitazione nelle paludi) appare solo in un documento del sec. X che riferisce fatti del 695. l'anno ufficiale di nascita della città si fa risalire al 979, ad opera di Carlo di Francia, duca della Casa Lotaringia. Nel sec. XI il sito era sotto la dominazione dei conti di Lovanio, divenuti poi duchi del Brabante, che avevano eretto sul Coudenberg un palazzo e una chiesa. Lo sviluppo artigianale diede impulso alla libertà comunale, difesa solidamente con la costruzione di tre giri di mura dal sec. XII al XIV. Nel 1430 il Ducato di Brabante passò ai duchi di Borgogna e la città divenne la capitale del Ducato sotto Filippo il Buono; in quegli anni essa fu il centro delle arti figurative fiamminghe e borgognone. Occupata dagli Imperiali, divenne capitale dei Paesi Bassi nel 1515; Carlo V vi fu incoronato imperatore nel 1519 e qui firmò l'atto di abdicazione nel 1555; assai duro fu invece il governo reazionario e controriformista spagnolo guidato dal figlio Filippo II. Seguirono secoli di crisi, le distruzioni belliche del 1695 inflitte da Luigi XIV di Francia, il dominio degli Asburgo d'Austria dal 1716, il periodo napoleonico, l'unione non sentita con l'Olanda. Il 24 e il 25 agosto 1830 i Brussellesi insorsero e il 21 luglio 1831 Leopoldo I di Sassonia Coburgo salì al trono, dando inizio alla dinastia dei regnanti belgi. La capitale fu occupata in entrambe le guerre mondiali e gravemente danneggiata durante la seconda. Negli ultimi anni, salvaguardato il nucleo storico intorno alla Grand'Place, la città si sta dando un nuovo moderno volto di grande metropoli, sviluppando un quartiere di grattacieli e costruzioni avveniristiche a Ovest della Gare du Nord. ARTE. Sviluppatasi soprattutto nei secc. XVI e XVII, consta di un nucleo antico ricco di monumenti pregevoli. La Grand' Place, cuore della capitale, è una delle più belle e celebri in Europa. Lungo i lati del rettangolo pressoché regolare si allineano palazzi eretti in epoche diverse, ma tutti caratterizzati da un unico modulo rinascimentale, ove gli elementi italianeggianti sono liberamente interpretati dallo spirito fiammingo e tradotti con fantasia di profili ed esuberanza di ornati a comporre un quadro di pittoresca eleganza. Distrutta nel 1695 dalle artiglierie francesi per ordine di Luigi XIV, fu ricostruita in meno di quattro anni. Oggi vi si tiene un vivace mercato di fiori. Il primo giovedì di luglio, alle 21, vi si svolge l'Ommegang, fastoso corteo in costume dei rappresentanti delle corporazioni, delle scuole e dei corpi armati, a ricordo di una uguale sfilata tenuta nel 1549 alla presenza di Carlo V, della sorella Eleonora, vedova di Francesco I, e di suo figlio Filippo. La piazza è circondata dall'Hôtel de Ville; dalla Maison de l'Etoile; dalla Maison au Cygne, in stile Luigi XIV; dalla Maison de l'Arbre d'Or, o des Brasseurs (sormontata dalla statua equestre di Carlo di Lorena), nel cui seminterrato è sistemato il Musée de la Brasserie, di storia della fabbricazione della birra; dalla Maison de la Rose; dalla Maison aux Trois Couleurs, o Le Mont Thabor; dal fastoso Palazzo dei Duchi di Brabante; dal Musée du cacao et du chocolat; dalla Maison de la Balance; dalla Maison du Roi, che ospita il Musée de la Ville de Bruxelles; dalla Maison des Tailleurs; dalla Maison des Boulangers; dalla Maison de la Brouette; dalla Maison du Sac; dalla Maison de la Louve; dalla Maison du Cornet; dalla Maison du Renard. In Piazza del Palazzo sorge il Palazzo Reale, imponente edificio commissionato da Leopoldo II all'architetto Alphonse Balat e terminato nel 1865. Conserva inestimabili collezioni d'opere d'arte e gli addobbi di tutti i continenti e di ogni epoca. A destare l'interesse più vivo sono le sale da ricevimento e la sala del trono. Le loro grandiose proporzioni e l'altezza dei loro soffitti adorni di giganteschi lampadari in bronzo e cristallo testimoniano dell'epoca in cui il Belgio fu la quarta potenza commerciale del mondo. La Cathèdrale St Michel, un tempo collegiata dei Santi Michele e Gudula, dal 1961 sede dell'arcidiocesi di Bruxelles-Mechelen, è la più importante del Brabante. Di forme gotiche di derivazione francese, sorse su una cappella qui dedicata verso il 1000 a san Michele; verso il 1200 fu eretta una chiesa romanica di stile mosano, ben presto rivelatasi insufficiente. La costruzione attuale ebbe inizio dal coro nel 1226; le navate e le due torri della facciata ebbero compimento nel sec. XV; a van der Eycken e a van Ruysbroeck si devono le imponenti torri. Nel 1861 fu aggiunta la scalinata di accesso. Il Musée d'Art Ancien è sistemato in un palazzo classicheggiante costruito da Balat nel 1875-85, con statue e rilievi bronzei sulla facciata preceduta da pronao. È tra i più importanti del mondo per la conoscenza dell'arte fiamminga primitiva e barocca e dell'arte olandese; non mancano numerosi e pregevoli quadri di ogni epoca e tempo, sculture e arazzi. Il museo, risistemato nel 1984, è distribuito su tre piani, per un totale di 81 sale; ogni piano è contraddistinto da un colore, o "circuit" che comprende un preciso periodo storico. Il Musée d'Art Moderne fu iniziato nel 1978 e inaugurato nel 1984. Il museo vero e proprio è scavato sotto terra per otto piani e riceve luce dal cavedio vetrato della Place du Musée. La struttura raccoglie opere del sec. XX (circuit vert) ed esibisce pitture, sculture, disegni e stampe, arazzi e centinaia di cartelloni (affiches). Oltre 150 opere appartengono alla donazione Goldschmidt. I piani fuori terra ospitano esclusivamente esposizioni temporanee. Il Musées Royaux d'Art et d'Histoire è uno dei più grandi d'Europa. Quattro grandi sezioni, distribuite su tre piani, occupano più di 140 sale e ospitano collezioni estremamente ricche di archeologia classica (Egitto, Grecia, Roma), opere d'arte delle civiltà non europee (esclusa quelle dell'Africa nera) e di etnografia, di archeologia belga e infine di arte applicata dal Medioevo ai giorni nostri (arazzi, dossali, gioielli, sculture, vetrate, mobilio). Il museo comprende inoltre una biblioteca d'arte di oltre 100.000 volumi e un servizio di documentazione artistica. La Biblioteca Reale, più nota col nome di "Albertine", creata nel 1837 come biblioteca nazionale e biblioteca scientifica centrale, occupa un edificio del 1954, inaugurato nel 1969. È la principale del paese ed è divisa in diverse sezioni: stampati, manoscritti, numismatica, stampe, libri preziosi, musica.

La Grand' Place di Bruxelles

Il palazzo reale a Bruxelles

Bruxelles: scorci della capitale belga

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Anversa

(457.319 ab.). Città del Belgio, capoluogo dell'omonima provincia (2.867 kmq; 1.673.023 ab.); è situata sulle due rive della Schelda, a 88 km dalla foce del fiume nel Mare del Nord. La città si trova alla confluenza di una serie di canali navigabili che la uniscono alle grandi zone industriali dell'Europa occidentale. Massimo porto belga e terzo nel mondo, Anversa assorbe i quattro quinti del commercio marittimo nazionale. La città è uno dei primi mercati mondiali per il caffè, l'avorio e il caucciù; di notevole rilievo per le industrie chimiche, siderurgiche, cantieristiche, alimentari, meccaniche, cartarie e per le raffinerie, Anversa è inoltre famosissima nella lavorazione dei diamanti. La sua fortuna ebbe inizio quando, nel XV sec., la sabbia ostruì progressivamente il porto di Bruges, togliendo a quest'ultimo il primato economico. ARTE. Nei secc. XVI e XVII un nutrito gruppo di artisti dotò Anversa di splendide opere e monumenti. La Groenplaats, ricavata sul sito dell'antico cimitero della cattedrale, costituisce il punto d'incontro delle vie principali e il centro del traffico nella parte storica della città. È dominata a Nord dal fianco meridionale della cattedrale e ornata a Sud della statua di Rubens. La cattedrale gotica di Nôtre-Dame è la più vasta del Belgio. Eretta secondo gli schemi brabantini a partire dal 1352, per tutto il sec. XV vi lavorarono architetti di origine francese e locali; verso la fine del secolo i fratelli de Waghemakere aggiunsero altre due navate alle cinque già esistenti. Dal 1965, fu sottoposta a un gigantesco restauro: i lavori scoprirono affreschi ornamentali a secco (sec. XVI) nella volta centrale, le fondazioni di una chiesa precedente a tre navate e sarcofagi dipinti dei sec. XII e XIV. Il rinascimentale Palazzo Municipale, capolavoro di Cornelis de Vriendt, detto Floris, fu eretto nel 1561-65. La bella e vasta facciata è una felice unione di elementi italianeggianti e fiamminghi. La Grote Markt è la piazza principale della città. Abbellita da antichi palazzi, tutti sormontati da statue dorate, ospita al centro la fontana di Silvius Brabo.

Il centro storico di Anversa visto dalla Schelda

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Gand

(229.898 ab.). Città del Belgio, capoluogo della provincia della Fiandra orientale (2.982 kmq; 1.376.389 ab.); è attraversata da una fitta rete di canali ed è un attivissimo porto industriale. Nodo fluviale di grande importanza sin dal Medioevo, si è specializzata nella lavorazione del lino e del cotone; vi hanno sede impianti chimici, siderurgici, raffinerie, industrie cartarie e alimentari. La città di aspetto medioevale conserva pregevoli monumenti che ne testimoniano il fiorente passato commerciale. Il Castello dei Conti è l'edificio più importante dell'epoca feudale in Belgio. Fu costruito verso l'867 dal conte di Fiandra Baldovino Braccio di Ferro, ricostruito nel 1180 da Filippo d'Alsazia, rimaneggiato più volte e infine sottoposto a generale restauro nel 1889. Si presenta come un'enorme massa di pietre (calcare di Tournai), chiusa da cortine di mura merlate, sopra le quali si levano il maschio imponente con torri angolari a sporto e il rivellino altrettanto robusto. All'interno si può fare il giro del cammino di ronda e visitare le varie parti del maschio: le antiche prigioni, la cappella, gli appartamenti comitali e la grande sala d'udienza. La cattedrale di Saint-Bavon è un grandioso edificio gotico costruito su una precedente chiesa romanica, a partire dal 1228. Nel giro di un secolo fu terminato il coro con le cappelle radiali e solo nel 1462 si pose mano al transetto, al piedicroce e alla torre; i lavori durarono fino al sec. XVII. All'esterno del vecchio nucleo si può ancora ammirare l'antico Béguinage, una sorta di quartiere-convento abitato dalle beghine che si dedicavano all'artigianato del merletto. Nel nuovo Béguinage, del 1873, tale attività è tuttora praticata.

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Liegi

(185.608 ab.). Città del Belgio, capoluogo dell'omonima provincia (3.862 kmq; 1.031.271 ab.), in territorio vallone; sorge alla confluenza dell'Ourthe con la Mosa. Al centro di un ricco bacino carbonifero, vanta industrie siderurgiche, meccaniche e chimiche, vetrerie, cementifici, industrie della gomma. Funge inoltre da centro direzionale per l'agglomerato di 45 comuni, in prevalenza a carattere industriale, che le gravitano attorno. Recenti scavi archeologici hanno rivelato la presenza in loco di un insediamento neolitico e gallo romano, tuttavia l'atto di nascita dell'abitato sembra risalire al 705, quando si costruì una cappella in onore del vescovo San Lamberto. La grande Place St-Lambert forma, con le vicine Place du Maréchal Foch e Place de la République Française, il centro storico della città. La cattedrale di Saint Paul fu costruita, su una precedente chiesa del 971, nel giro di due secoli, tra il 1232 e il 1430. Presenta tutte le fasi dell'architettura gotica dalla primitiva alla fiammeggiante. La cuspide della torre è del sec. XIX. Un carillon di 42 campane suona "il canto dei Valloni", inno delle province francofone. La romanica chiesa di St-Barthélémy sorge sulla Place Paul Janson. Severo edificio di gusto mosano, fu costruito nei sec. XI-XII, con due torrioni quadrati sull'avancorpo; il portale e la decorazione dell'interno, a cinque navate, sono del '700. Il gioiello della chiesa è il fonte battesimale, capolavoro dell'arte romanica mosana, dovuto a Renier de Huy (1107-18). L'opera è considerata una delle sette meraviglie del Belgio.

Panorama di Liegi

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Bruges

(116.848 ab.). Città del Belgio, capoluogo della provincia della Fiandra Occidentale (3.144 kmq; 1.136.357 ab.), sorge sull'estuario del fiume Zwyn. Fu nel Medioevo una delle principali città marinare d'Europa, ma il progressivo interramento del fiume causò la perdita delle prerogative di grande porto commerciale. Affascinante città d'arte, una delle più tipicamente medievali dell'Europa, è distesa con le sue vecchie case, i nobili palazzi e le chiese, lungo le rive di numerosi canali. L'artigianato locale eccelle soprattutto nella lavorazione dei merletti, confezionati da abilissime merlettaie, che talvolta si vedono lavorare sulla soglia di casa. Famosi e preziosi i merletti delle ospiti del beghinaggio di Brugge, ai quali è dedicato uno speciale museo. I tesori di cui la città si ammanta testimoniano il suo splendido passato di potenza economica e culla delle arti. È sede vescovile. La chiesa gotica di Nôtre-Dame fu eretta a più riprese, a cominciare dal 1210; il bel coro poligonale fasciato da archi rampanti è del 1270-1335; le navate laterali del 1334 e 1474; la torre contraffortata, alta m 122, iniziata alla fine del sec. XIII, fu compiuta nel 1549.

Lovanio

(89.185 ab.). Città del Belgio, capoluogo della provincia del Brabante fiammingo (2.106 kmq; 1.034.071 ab.), è situata sul fiume Dyle ed è un rinomato centro di industrie alimentari. Sorta nell'XI sec., conobbe il massimo splendore nel XIV sec., soprattutto con la fondazione dell'università. Conserva monumenti medioevali e barocchi di notevole interesse. Il Palazzo Municipale è il capolavoro tardo-gotico, di forme brabantine, di Mathieu de Layens (1448-59); la facciata, a tre ordini di finestre crociate, è rivestita da un folto paramento di nicchie, statue, pinnacoli e alleggerita dalle smilze e delicate torricelle ottagonali agli angoli e al vertice dell'altissimo tetto.

Ostenda

(68.365 ab.). Città del Belgio nella Fiandra occidentale. Affacciata sul Mare del Nord, è località turistica e balneare, centro industriale, nonché secondo porto belga, dopo Anversa. A Ostenda attraccano i traghetti da e per Dover (Gran Bretagna). Sorta come villaggio di pescatori, si sviluppò nel XIII sec. grazie alla produzione e al commercio del pesce salato. Al nucleo medioevale, distrutto nel XVII sec., si sostituì una configurazione urbanistica della fine dell'Ottocento, epoca in cui la città era centro turistico assai raffinato. Ostenda conta cantieri navali, impianti chimici e per la lavorazione e conservazione del pesce, fabbriche di attrezzi per la pesca, tipografie e saponifici.

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PICCOLO LESSICO

Béguine

Nome attribuito alle donne che pronunciano voto temporaneo di povertà, castità e obbedienza. Il fenomeno del beghinaggio (béguinage) si sviluppò dalla seconda metà del XII sec. in Belgio, alimentato dal fervore religioso dell'epoca. Le beghine, dopo anni di noviziato, vengono ammesse nelle comunità; trascorsi almeno sei anni in grandi conventi, hanno poi diritto a un alloggio in una delle case del beghinaggio. Dedite alla preghiera, le beghine promuovono anche opere di carità e assistenza, ed eseguono lavori di cucito e ricamo. Esistono oggi dei beghinaggi a Gand (che comprende 18 conventi) e a Bruges.

Carillon

Termine francese, derivato del latino quadrinio: gruppo di quattro. Si tratta di un gruppo di campane dotate di battaglio esterno e fatte risuonare mediante un dispositivo meccanico collegato a una tastiera. I carillon si diffusero in Belgio dalla fine del Medioevo per celebrare importanti avvenimenti. Famosi sono quelli di Bruges a 42 campane e di Gand a 59.

Pays noir

Termine francese: paese nero. È così chiamata la regione industriale belga nel bacino della Sambre e della Mosa. L'abbondanza dei giacimenti di carbone ha qui permesso un grande sviluppo dell'industria metallurgica. Il paesaggio della zona è fitto di fabbriche e disseminato di città e villaggi anneriti dal fumo. I centri principali del pays noir sono Liegi e Charleroi.

Villes drapantes

Espressione francese: città dei drappi, con riferimento alle città fiamminghe di Courtrai, Gand e Bruges, già famose nel Medioevo per la lavorazione del lino e del cotone. Recentemente a tali attività si è affiancata la produzione di tessuti sintetici.

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PERSONAGGI CELEBRI

Baldovino

Re dei belgi (Bruxelles 1930 - Motril, Spagna 1993). Figlio del re Leopoldo III e di Astrid di Svezia, è salito al trono nel 1951, in seguito all'abdicazione del padre. Nel 1960 sposò Fabiola de Mora y Aragón.

Paul-Henri-Charles Spaak

Uomo politico belga (Shaarbeek 1899 - Bruxelles 1972). Avvocato e deputato socialista, ricoprì varie cariche nei Governi succedutisi nel primo dopoguerra. Nel 1939 gli fu assegnata, per un breve periodo, la carica di presidente del Consiglio che tuttavia abbandonò nello stesso anno per ricoprire il dicastero degli Esteri. Trasferitosi a Londra dopo l'invasione nazista, mantenne l'incarico nel Governo in esilio. Alla fine della seconda guerra mondiale osteggiò il ritorno al trono di Leopoldo III e fu ancora primo ministro e quindi ministro degli Esteri. In tale veste sostenne l'alleanza con la Francia e la Gran Bretagna, gli accordi economici del Benelux, e si adoperò per ottenere l'adesione del suo Paese alla NATO, di cui fu poi segretario generale dal 1957 al 1961. Figura di primo piano nella politica internazionale del dopoguerra, ebbe un ruolo fondamentale nella creazione delle istituzioni europee. Nel 1946 fu il presidente della prima sessione dell'assemblea dell'ONU e dal 1949 al 1951 presiedette l'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa.

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ALTRI CENTRI

Anderlecht

(93.234 ab.). Città del Belgio nel Brabante; è un sobborgo occidentale della Grande Bruxelles. Sede di industrie tessili e tipografiche, conserva una chiesa gotica (secc. XV-XVI) e il museo Erasmo.

Arlon

(25.818 ab.). Città del Belgio, capoluogo della provincia del Lussemburgo (4.440 kmq; 254.773 ab.), presso il confine con l'omonimo granducato. Centro agricolo e sede di industrie siderurgiche, della lana e della porcellana. Vi sorge un museo archeologico di particolare interesse.

Charleroi

(200.983 ab.). Città del Belgio, sorge a Sud del capoluogo sul fiume Sambre. Deve il proprio nome a re Carlo II di Spagna (XVII sec.). Centro d'aspetto interamente moderno è importante per le industrie siderurgiche collegate ai locali giacimenti di carbone e di ferro. Conserva un interessante museo del vetro e il museo archeologico. La città si divide in una parte alta, anticamente cinta da mura, oggi sostituite da ampi viali, e una parte bassa, congiunta alla precedente da una località intermedia, detta Entre-deux-Villes. È sede universitaria.

Mons

(90.992 ab.). Città del Belgio, capoluogo dell'Hainaut (3.786 kmq; 1.284.133 ab.); è un centro industriale, mercato agricolo e sede universitaria; si trova al centro del cosiddetto Pays noir. Vanta inoltre una scuola mineraria e un centro per le ricerche nucleari. Gravemente danneggiata dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale, possiede ancora edifici del Seicento e del Settecento. Tra i monumenti: la gotica collegiata di Sainte-Wadru (1450-1589); il municipio del XV sec. e i resti del castello dei conti di Hainaut (secc. IX-XV).

Namur

(106.467 ab.). Città del Belgio, capoluogo dell'omonima provincia (3.666 kmq; 453.893 ab.), si situa alla confluenza della Sambre con la Mosa. Città storica, è dotata di musei e pregevoli testimonianze artistiche, come la cattedrale di Saint-Aubain (XVIII sec.). Nodo ferroviario e di comunicazioni fluviali, è un attivissimo centro commerciale e vanta industrie chimiche, siderurgiche, cartarie, tessili e chimiche.

Spa

(10.140 ab.). Città del Belgio nella provincia di Liegi, ai margini dell'altopiano delle Ardenne; vi si trovano sorgenti di acque ferruginose e bicarbonate. Dal 5 al 16 luglio 1920 fu sede di una conferenza destinata a stabilire le modalità d'applicazione dei trattati che conclusero il secondo conflitto mondiale. È inoltre nota per il circuito auto-motociclistico di Francorchamps, situato nelle immediate vicinanze.

Waterloo

(27.860 ab.). Città del Belgio nel Brabante, all'estremità Sud della foresta di Soignes, 15 km a Sud di Bruxelles; è celebre per la decisiva sconfitta subita da Napoleone I il 18 giugno 1815 nella battaglia contro le truppe alleate anglo-olandesi e prussiane.

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