Glossario di Roma Antica

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Roma Antica Glossario

   

Roma Antica Glossario

Achille
Eroe greco figlio di Peleo e Teti. Da bambino fu immerso dalla madre nelle acque del fiume Stige che lo resero immortale tranne che nel tallone dal quale la mamma lo teneva. Fu allevato dal centauro Chirone, e successivamente nascosto da Teti a Sciro per non farlo partecipare alla guerra di Troia, ma neanche qui non gli fu possibile sfuggire il suo destino. Condotto in guerra si distinse per il suo valore e le sue gesta sono celebrate nell'Iliade. Fu ucciso da Paride, il quale per vendicare la morte di suo fratello Ettore, lo colpì con una freccia al tallone.


Adriano
Figlio adottivo dell'imperatore Traiano, P. Elio Adriano nacque in Spagna nel 76 d.C. Divenne imperatore nel 117 d.C. e lo rimase fino al 138. Si fece promotore a Roma di molti monumenti pubblici, e contribuì alla diffusione della cultura greca. Tra le sue opere più celebri si ricordano il Tempio di Venere e Roma e la sua tomba monumentale.


Agrippa
Generale, consigliere, ma soprattutto amico fidato di Augusto, di cui sposò l'unica figlia Giulia, M. Vipsanio Agrippa nacque nel 63 a.C. Nel 31 a.C. partecipò alla battaglia di Azio contro Antonio e Cleopatra e successivamente combatté per lungo tempo in Oriente. A Roma si devono a lui numerosi interventi urbanistici, grazie ai quali contribuì a migliorare le infrastrutture urbane. La sua attività si è concentrata specialmente nella zona del Campo Marzio dove Agrippa condusse il nuovo acquedotto dell'Acqua Vergine e fece costruire le terme, il Pantheon e altri importanti monumenti.


Alarico
Generale barbaro, capo dei Visigoti, fu da loro acclamato re alla morte di Teodosio. Conquistò sia la Macedonia che la Grecia ed invase l'Italia penetrando dal Nord. Nel 410 d.C. si spinse fino a Roma dove devastò la città assestandole un corpo decisivo. La sua opera di conquista proseguì poi verso il meridione dove saccheggiò Campania, Puglia e Calabria. Morì nel 410 presso Reggio Calabria mentre stava organizzando il suo trasferimento in Sicilia. Il suo corpo fu sepolto dai soldati nelle acque del fiume Busento.


Ammone
Divinità di origine egizia del vento e del respiro, Ammone era venerato soprattutto a Tebe dove gli era stato dedicato un grande tempio e dove risiedeva il suo oracolo. Fu inserito successivamente nel pantheon greco dove venne identificato con Zeus e raffigurato con corpo umano e testa di ariete. Con questa stessa veste passò poi tra le divinità venerate a Roma dove era associato a Giove. Nel Foro di Augusto il portico è decorato da scudi su cui è raffigurato il volto di Giove Ammone, alternati a cariatidi.


Anco
Secondo la tradizione Anco Marcio era il nipote di Numa Pompilio. Fu il quarto re di Roma e il suo regno è posto nella seconda metà del VII secolo a.C. (640-615 a.C.). Al suo governo si fanno risalire numerose novità nel campo della religione, alcune guerre contro i Latini e l'annessione del Gianicolo a Roma. Non è sicuro se egli abbia fondato la città di Ostia alla foce del Tevere, ma è certo che Roma in questo periodo prende pienamente possesso delle saline poste sul litorale ostiense, assicurandosi così una ricchezza fondamentale a causa della quale si erano combattute numerose battaglie.


Annibale
Famoso generale cartaginese (247-183 a.C.), fu acclamato comandante dai soldati ad appena venticinque anni. Combatté contro i Romani durante la seconda guerra punica (218-202 a.C.). È nota la sua penetrazione in Italia dalla Spagna attraverso i Pirenei e le Alpi, con l'esercito e 37 elefanti che però non sopportarono lo spostamento. Una volta arrivato in Italia cominciò per lui una lunga stagione di successi che durò almeno fino al 210 a.C., tanto che la seconda guerra punica è oggi nota come guerra annibalica. Successivamente, non riuscendo a debellare la superiorità dei Romani, fu costretto a tornare in patria dove venne battuto da P. Cornelio Scipione a Zama nel 202 a.C. ed in seguito esiliato. Dopo aver passato un periodo presso Antioco III di Siria, si rifugiò in Bitinia e qui si tolse la vita.


Antefissa
Il nome deriva dal latino "antefigere" = porre davanti. L'antefissa è un elemento ornamentale del tetto che costituisce la parte terminale del coppo (cioè la terracotta di forma semicilindrica che viene usata in alternanza alle tegole). Le antefisse possono essere sia in pietra che, più frequentemente, in terracotta. Inizialmente servivano a proteggere dalla pioggia la struttura del tetto quando gli edifici erano in legno. Vennero usate soprattutto da Greci ed Etruschi, e in misura minore anche dai Romani, nella decorazione degli edifici templari dove assunsero forme e dimensioni notevoli, diventando un'importante forma dell'espressione artistica. La superficie esterna delle antefisse veniva decorata con la realizzazione di motivi a stampo o solo dipinta. I soggetti più frequenti raffigurati sulle antefisse sono palmette, animali o figure mitologiche come Gorgoni, Satiri e protomi di diverse divinità.


Antonini
Dinastia di imperatori romani del II secolo d.C. che contribuì all'espansione dell'impero romano e allo sviluppo urbano di Roma. Il primo degli Antonini fu Antonino Pio e l'ultimo Commodo. Antonino regnò tra il 138 e il 161 d.C., dopo di lui ci furono Marco Aurelio dal 161 al 180 d.C. e Commodo tra il 180 ed il 192 d.C.


Antonino
Antonino Pio è il primo imperatore della dinastia degli Antonini. Egli nacque nell'86 d.C. a Lanuvio, vicino Roma, ma la sua famiglia era originaria della Gallia Narbonese. Fu adottato dall'imperatore Adriano che lo scelse come suo erede. Salì al trono nel 138 d.C. e durante il suo regno si dedicò all'ordinamento dell'impero più che alla sua espansione, nonostante qualche guerra presso i confini. Sposò Faustina Maggiore per la quale fece erigere nel 141 d.C. un tempio successivamente dedicato anche a lui. Alla sua morte gli fu eretta una colonna la cui base si conserva oggi in Vaticano.


Antonio
Marco Antonio nacque nell'82 a.C. e morì ad Alessandria nel 30 a.C. Fu uno dei più grandi difensori di Cesare, e alla sua morte sperava di divenirne il successore. Nacquero così numerosi contrasti con Ottaviano che sembrarono risolti nel 43 a.C. quando i due costituirono con Lepido il secondo triumvirato di Roma. Tuttavia l'accordo non durò a lungo e gli scontri ricominciarono presto. Divenuto signore dell'Oriente in seguito alla spartizione delle province, Antonio decise di trasferirsi in Egitto poiché innamorato della regina Cleopatra per la quale ripudiò Ottavia, sua moglie nonché sorella di Ottaviano. Fu allora che questo ne approfittò per dichiararlo nemico della patria. Lo scontro tra i due si concluse nel 31 a.C. con la battaglia di Azio, in seguito alla quale Antonio si uccise e l'Egitto fu ridotto a provincia romana.


Apollodoro
Apollodoro di Damasco (anche se non è certa l'identificazione del suo luogo di nascita) era un architetto greco vissuto nel II secolo d.C. Divenne famoso perché scelto da Traiano come suo architetto personale. Della sua produzione si ricordano il complesso del Foro di Traiano, la Colonna e l'Arco di Benevento, oltre ad altre realizzazioni nel campo dell'ingegneristica militare. Nelle sue opere, oltre ad una incontestabile abilità tecnica, riuscì ad imprimere uno stile ricco e personale, derivante dalla fusione dell'esperienza ellenistica con quella romana. Dopo la morte dell'imperatore, Apollodoro ebbe forti contrasti con il suo successore Adriano, per la realizzazione del progetto del Tempio di Venere e Roma, tanto che, a quanto pare, fu fatto uccidere dallo stesso Adriano.


Apoteosi

Parola di derivazione greca che significa deificazione, ossia lo stare presso gli Dei. Con questo termine che indica l'elevazione di un mortale allo stato divino, si era soliti segnalare la glorificazione di un personaggio illustre, in genere un eroe, dopo la sua morte. Augusto, per primo tra i Romani, decretò l'apoteosi di Cesare e in età imperiale divenne quasi una norma l'attribuzione di qualità divine all'imperatore morto che infatti è designato con il termine "Divo". Molti sono i monumenti che si costruirono in onore di imperatori divinizzati come il Tempio di Traiano. Frequenti sono le raffigurazioni di apoteosi in cui, di norma, il personaggio è rappresentato su un carro trainato da cavalli o su un'aquila che si dirige verso il cielo. Una scena simile si trova sulla base della colonna di Antonino Pio.


Via Appia
La via Appia è una delle più importanti direttrici romane ancora in uso. Il primo tracciato fu voluto dal censore Appio Claudio "Cieco", da cui ha preso il nome, nel 312 a.C. La via serviva a collegare Roma con Capua.

 
Appio Claudio Cieco
Nel tumultuoso clima del conflitto tra patrizie plebei, fu censore a Roma tra il 312 ed il 310 a.C. Appio Claudio detto "il cieco". Egli fu uno dei più grandi difensori dei diritti dei patrizi contro le rivendicazioni plebee, anche se durante la sua censura ebbe alcuni atteggiamenti favorevoli alle masse. Con il suo operato infatti cercava di accordarsi il favore del ricco ceto mercantile. Fu per questo che si impegnò nei traffici in Magna Grecia e fece costruire la via Appia in modo da favorire gli scambi con la Campania. A lui si deve inoltre il primo acquedotto costruito a Roma (Acqua Appia) con un percorso in parte sotterraneo.


Arcadio
Figlio di Teodosio il Grande, Flavio Arcadio nacque in Spagna nel 377 d.C. Dopo la divisione dell'impero romano in Oriente ed Occidente, Arcadio divenne nel 395 d.C. sovrano della metà orientale, mentre suo fratello minore Onorio si ritrovò sul trono d'Occidente. Vista la giovane età, lo aiutarono nel suo governo i due ministri Rufino ed Eutropio. Quest'ultimo lo fece sposare con Aelia Eudossia (da cui ebbe il figlio Teodosio II), che di fatto mandò avanti il regno fino alla sua morte avvenuta nel 404. Nonostante abbia regnato per pochi anni (morì nel 408 d.C.), Arcadio è ricordato per essere stato particolarmente spietato, specialmente nei confronti del valoroso generale Stilicone. Arcadio fece innalzare nel suo Foro di Costantinopoli una colonna coclide simile a quella voluta da suo padre: le due colonne furono simbolicamente costruite con un'altezza maggiore rispetto alle antecedenti romane.


Architrave

Con il termine architrave si indica in architettura un elemento orizzontale posto su due portanti verticali (colonne o pilastri). L'architrave è dunque il punto dove convergono le forze provenienti dai carichi superiori per essere distribuite a terra. Nell'arte antica si trovano numerosi architravi, il cui esempio tipico è quello dei portici. Come tutte le superfici libere dei monumenti soprattutto pubblici, gli architravi sono stati decorati con pitture, fregi a rilievo e qualsiasi altro tipo di ornamento. Nello stile dorico, gli architravi erano suddivisi in spazi regolari con parti scanalate (triglifi), alternate a quadretti sempre più decorati (metope). Ad essi si sostituiranno poi fregi continui.


Alessandro Severo
Marco Aurelio Severo Alessandro nacque nel 208 d.C. e divenne imperatore a soli quattordici anni nel 222. Egli successe infatti al cugino Elagabalo, ucciso in un agguato dai pretoriani. Alessandro Severo rimase al potere guidato dalla madre Mamea e dal prefetto del pretorio Ulpiano fino al 235 d.C., anno in cui venne assassinato dall'esercito assieme a sua madre. Durante il suo regno riprese le guerre contro i Persiani e fece nuove distribuzioni di terre per i veterani, ma non seppe arginare la forte crisi economica. Dopo di lui fu imperatore Massimino.


Attico
L'attico è un elemento architettonico che viene sovrapposto al cornicione di un edificio o di un qualsiasi monumento in modo da creare un'ampia parete. Lo spazio libero di queste superfici veniva utilizzato per realizzare rilievi o per apporvi iscrizioni dedicatorie. Questo secondo uso è tipico degli archi onorari come quello di Tito e quello di Settimio Severo. L'attico del porticato lungo il lati lunghi del Foro di Augusto è invece decorato con protomi di Giove Ammone alternate a cariatidi.


Attila

"Il flagello di Dio". Così veniva chiamato Attila, il re degli Unni famoso per aver portato terrore e distruzione in tutti i territori dove era passato. Attila regnò tra il 434 ed il 453 d.C. ed ebbe il merito di riunire sotto il suo dominio tutte le popolazioni germaniche ottenendo così la forza necessaria per attaccare sia l'Oriente che l'Occidente dell'impero. Nel 452 d.C. invase l'Italia da Nord-Est, distruggendo città come Aquileia e Padova. La sua avanzata non arrivò tuttavia a Roma, poiché il Papa Leone I, andatogli incontro, lo convinse ad arrestarsi e a tornare in Pannonia. Fu solo la morte tuttavia, sopraggiunta l'anno successivo, a bloccare definitivamente l'avanzata di Attila in Italia.


Aureliano
L. Domizio Aureliano fu imperatore romano tra il 270 ed il 275 d.C. Aureliano proveniva da un'umile famiglia della Pannonia, e fu acclamato imperatore dai militari stanziati lungo il Danubio. Rimase forte in lui lo spirito militare e durante il suo regno fece guerra contro i Goti e gli Alemanni, dopodiché si rivolse all'Oriente dove sconfisse la regina Zenobia. A Roma Aureliano fece costruire il Tempio del Sole, ma l'opera che sicuramente lo rese più famoso è la realizzazione della cinta muraria lunga 19 km. che ancora oggi è uno dei simboli di Roma.


Battaglia di Azio
Azio è un promontorio della Grecia occidentale (Acarnania) divenuto famoso perché il 2 settembre del 31 a.C. vi ebbe luogo l'ultimo scontro tra Antonio e Ottaviano. La battaglia sancì la definitiva vittoria di Roma sull'Egitto di Cleopatra, ridotto poi a provincia, e la fine per Antonio che si diede la morte.


Bisanzio

Colonia di Megara, fondata prima della metà del VII sec. a.C., deve la sua fortuna alla sua posizione geografica all'imboccatura del Mar Nero. Caduta sotto il dominio persiano nel VI sec. a.C. ; dopo vicende alterne se ne liberò con la battaglia di Micale nel 478 a.C. Seguì per Bisanzio un periodo di sottomissione ora ad Atene ora a Sparta, al termine del quale la città si dotò di un ordinamento democratico. Alleata di Roma contro la Macedonia, perse la sua indipendenza ad opera di Settimio Severo per aver aiutato Pescennio Nigro. Caracalla le restituì la propria indipendenza e nel 323 d.C., dopo la conquista di Costantino, mutò il suo nome in Costantinopoli e fu eletta a capitale dell'impero romano d'oriente.


Bruto
Marco Giunio Bruto, nipote di Catone Uticense, parteggiò per Pompeo contro Cesare. Al termine della battaglia di Farsalo, Cesare affidò a Bruto l'ufficio di legato propretore nella Gallia Cisalpina (47-45 a.C.) e di pretore urbano nel 44 a.C. Divenne uno dei capi della congiura contro Cesare e vibrò anch'egli il suo colpo di pugnale il 15 marzo del 44 a.C. Fuggito da Roma, organizzò un esercito in Oriente. Unitosi a Cassio si scontrò a Filippi con l'esercito triumvirale nel 42 a.C. Al termine della battaglia, una volta sconfitto, Bruto si uccise o si fece uccidere.


Bucrani
Termine usato in architettura per indicare quei teschi di bue che, variamente ornati e alternati con festoni, formano la decorazione plastica di molti monumenti antichi soprattutto romani.


Caligola
Caio Giulio Cesare Germanico, imperatore romano dal 37 al 41 d.C. Nacque ad Anzio nel 12 d.C. da Germanico e Vipsania Agrippina ; fu soprannominato Caligola dalla calzatura militare (caliga) che egli portò fanciullo. Successo a Tiberio, instaurò un governo assoluto cercando di accattivarsi il favore popolare. Dissoluto nella vita privata, introdusse nella corte un fasto orientale, e pretese onori divini. Fu ucciso in una congiura di senatori e cavalieri, capeggiata dal tribuno Cassio Cherea.


Camillo

Marco Furio Camillo, censore nel 403 a.C., tribuno militare con potestà consolare negli anni 401, 398, 394, 386, 384, 381. Dittatore nel 396 a.C., conquistò Veio assediata già da più di dieci anni, aumentando di più che la metà il territorio di Roma. Nel 391 a.C. condannato per accusa non accertata andò in esilio ad Ardea. Nel 390 a.C., secondo una tradizione non accettata dalla critica storica, sarebbe stato eletto dittatore a Veio dai Romani fuggiaschi dopo la vittoria dei Galli. Comparso a Roma avrebbe annullato le precedenti condizioni di resa, e pronunciando la celebre frase "con il ferro non con l'oro si salva la patria" avrebbe salvato la città dagli invasori. Morì durante una pestilenza nel 365 a.C.


Capitello
Si trova con una larghissima varietà di forme in tutte le architetture del passato, nelle quali costituisce il rapporto costruttivo ed estetico fra le altre parti del trilite, cioè fra la colonna (elemento verticale di cui fa parte) e l'architrave.


Caracalla
Imperatore romano dal 211 al 217 d.C. Figlio di Settimio Severo e di Giulia Domna, nato nel 186 d.C. a Lione, fu associato nell’impero nel 198 d.C. Sposò Plautilla, figlia del prefetto del pretorio Plauziano. Succeduto al padre nel 211 d.C. Caracalla fece uccidere l’anno seguente il fratello Geta con cui divideva il potere. Per guadagnarsi il favore dell’esercito aumentò gli stipendi; ciò causò un inasprimento della pressione fiscale e rese necessaria l’attuazione di una riforma monetaria. Nel 217 d.C. fu ucciso presso Carre dalla sua scorta.


Cariatide

Figura femminile scolpita, usata in luogo di colonna o pilastro a sostegno di sovrastanti membrature architettoniche. Il nome deriva, secondo la tradizione, dalle donne di Carie condotte in schiavitù e ritratte da scultori greci in funzione di elemento architettonico figurato.


Carino
Marco Aurelio Carino, imperatore romano dal 283 al 285 d.C. Figlio dell'imperatore Caro, a lui successo dopo essergli stato correggente, combatté contro i Germani e i Britanni ; e contro Diocleziano che contemporaneamente a lui era stato acclamato imperatore in Oriente. Dopo aver riportato successi fu assassinato per vendetta privata a Viminacio.


Cassio
Gaio Cassio Longino nato da famiglia patrizia-plebea prima dell'85 a.C. Nel 54 a.C. fu questore con Crasso nella guerra contro i Parti e nel 51 a.C. riportò successi militari. Nel 49 a.C. parteggiò per Pompeo nella guerra civile. Riconciliatosi con Cesare divenne in seguito uno dei capi della congiura che portò nel 44 a.C. alla sua uccisione. Unitosi con Bruto, affrontò i triumviri a Filippi, dove si uccise nel 42 a.C.


Catilina
Lucio Sergio Catilina nasce a Roma da nobile famiglia nel 108 a.C.. Fu seguace di Silla e rivestì nel corso della sua vita le seguenti cariche : questore nel 78 a.C., edile nel 70 a.C., pretore nel 68 a.C., propretore in Africa nel 67 a.C. Nel 63 a.C. quando erano consoli Cicerone e Gaio Antonio, presentò la sua candidatura per rivestire questa magistratura. Essendo stato respinto, decise di prendere il potere con la forza. Fu denunciato pubblicamente da Cicerone in Senato ; messosi a capo di un drappello di ribelli venne sconfitto ed ucciso a Pistoia dall'esercito di Gaio Antonio nel 62 a.C.


Celere
Architetto-ingegnere attivo a Roma nel I sec. d.C., dove lavorò in collaborazione con Severo. Tacito li definisce magistri et machinatores di Nerone. Furono gli autori del progetto della Domus Aurea e del parco circostante. Tacito li ricorda anche come autori del progetto di un canale navigabile che avrebbe messo in comunicazione il lago d'Averno con la foce del Tevere. Nonostante il nome romano ignota è l'origine di entrambi. Alcuni studiosi li ritengono originari di Firenze, città dove questi due nomi erano molto comuni.


Cesare
Gaio Giulio Cesare è stato uno dei personaggi principali della storia romana al momento di passaggio dalla repubblica all'impero. Cesare proveniva da una buona famiglia, fece ottimi studi sia in Italia che in Grecia, e divenne presto console (59 a.C.). Come generale combatté sia in Spagna che in Gallia (da lui conquistata) e in Oriente. In Italia contrastò aspramente Pompeo fino a sconfiggerlo a Farsalo nel 48 a.C. A Roma gli fu assegnata la dittatura, ed ottenne onori e poteri pari a quelli di un vero monarca. Iniziò un'opera di risanamento della città e della sua amministrazione, ed adottò Ottaviano per assicurare continuità al suo progetto. Arrivato al culmine del suo potere personale, Cesare fu vittima di un attentato: alle idi di marzo del 44 a.C., alcuni congiurati tra cui Bruto e Cassio lo pugnalarono a morte nella Curia del teatro di Pompeo interrompendo così la sua corsa verso l'impero.


Gaio Cornelio Cetego

Gaio Cornelio Cetego fu magistrato romano tra III e II secolo a.C. Divenuto console nel 197 a.C., partecipò alla riconquista dei territori gallici della Pianura Padana combattendo contro gl'Insubri e i Cenomani. In occasione di questa vittoria fece costruire a Roma il Tempio di Iuno Sospita nel Foro Olitorio ( 197 - 194 a.C.). Successivamente fu con Scipione in Africa, nella contesa contro Massinissa.


Cicerone
Marco Tullio Cicerone (nato ad Arpino nel 106 a.C. e morto a Formia nel 43 a.C.) è stato forse il più grande letterato che Roma abbia conosciuto. Oratore e uomo politico, formatosi presso le migliori scuole di Roma e della Grecia, partecipò attivamente alle lotte tra senatori e democratici prendendo le difese dei primi. Ricoprì alcune delle più importanti cariche politiche fino a raggiungere il consolato (63 a.C.), e fu questo il periodo della sua maggiore attività oratoria. Cicerone è stato autore di numerose opere a carattere retorico e filosofico ma soprattutto politico. Tra le più influenti bisogna ricordare le Verrine (contro il corrotto governatore della Sicilia, Verre, che riuscì a far esiliare), le orazioni contro Catilina, le numerose orazioni a favore di membri del partito anticesariano e le quattordici Filippiche contro Antonio. Molto importanti sono anche le lettere personali scritte da Cicerone ad amici e familiari, dalle quali si evincono notizie interessanti sulla vita quotidiana della Roma tardorepubblicana.


Cimbri

Antico popolo di razza germanica che abitava la penisola più a nord della Germania (Chersoneso). A causa della povertà della loro terra si espansero nel nord dell'Europa occupando dapprima il Norico. Da questo momento in poi la sorte di questa popolazione è legata a quella dei vicini Teutoni assieme ai quali invasero la Gallia alla fine del II secolo a.C. Attraversate le Alpi, i Cimbri entrarono in Italia dove furono sconfitti in una celebre battaglia avvenuta ai Campi Raudi presso Vercelli (101 a.C.) dalle truppe di Mario. In seguito a questa battaglia, il console Q. Lutazio Catulo fece costruire il Tempio B di Largo Argentina.


Cipollino
Il cipollino è un tipo di marmo pregiato molto usato in epoca romana. Il fondo è chiaro, e presenta striature o fasce di colore bianco-verde e verde. Il cipollino si estrae dalle cave di Carystos in Eubea (Grecia). In Italia invece questo tipo di marmo si trova sulle Alpi Apuane ma anche in Piemonte e in Sardegna.


Claudio
Dopo l'uccisione di Caligola divenne imperatore nel 41 d.C. suo zio Claudio. Questo era dedito più alla cultura che alla politica, ma governò in modo onesto e vantaggioso. Dopo molte spedizioni, Claudio riuscì ad aggiungere all'impero la Britannia, la Tracia e la Mauretania. Favorì inoltre la nuova borghesia, aumentando la circolazione monetaria e intensificando di conseguenza lo sfruttamento delle miniere per l'estrazione dei metalli. Claudio si sposò due volte: la prima con Messalina, una donna passata alla storia per i suoi facili costumi, al punto che egli fu costretto ad ucciderla. La seconda invece con la nipote Agrippina, sorella di Caligola, la quale costrinse Claudio ad adottare suo figlio Domizio, a cui diede il nome di Nerone, assicurandogli la successione al trono al posto di Britannico, il figlio che Claudio aveva avuto da Messalina. Per vedere realizzato il suo piano, Agrippina non si fece alcuno scrupolo ed arrivò ad uccidere il marito nel 54 d.C. avvelenandolo.


Cleopatra

Gran parte della storia e dei rapporti tra Roma e l'Egitto alla fine del I secolo a.C. ruota intorno alla figura di Cleopatra, la bella regina che conquistò prima Cesare, da cui ebbe un figlio (Cesarione), e poi Antonio. Dopo la disfatta di Azio e la conseguente resa dell'Egitto a Roma, Cleopatra preferì morire piuttosto che asservirsi ad Ottaviano. Fu così che nel 30 a.C. si fece mordere da un velenosissimo serpente (aspide), lasciando solo sul trono d'Egitto il fratello Tolomeo.


Commodo
Commodo è l'ultimo imperatore della famiglia degli Antonini, e fu al potere tra il 180 ed il 192 d.C. Alla morte del padre Marco Aurelio , Commodo continuò le guerre da lui intraprese contro i barbari sul Danubio, ma preferì presto la pace cittadina. Come imperatore Commodo non fece molto, era troppo impegnato a combattere contro gladiatori e animali nell'arena per occuparsi di un impero sull'orlo della rovina economica. Sono infatti note alcune sue stranezze che lo portarono a farsi venerare come Ercole con tutti gli onori destinati ad una divinità, al punto da meritare la morte violenta e la condanna per la sua memoria da parte del Senato.


Corinzio
Vitruvio paragona l'ordine corinzio alla fragilità di una fanciulla, ma in realtà l'unica vera caratteristica di questo stile è rappresentata dal capitello. Tutto il resto viene mutuato dall'ordine ionico. Il nuovo capitello sarebbe stato inventato da Kallimachos, un artista greco dall'origine ignota, attivo alla fine del V secolo a. C. Questi, recatosi a Corinto, avrebbe visto sulla tomba di una fanciulla un cestello attorno al quale erano cresciute le foglie di una pianta di acanto e lo avrebbe riprodotto come elemento di decorazione architettonica. Questo capitello è costituito infatti da un elemento, detto appunto "canestro" (kalathos), attorno al quale sono scolpite due file sovrapposte di otto foglie ciascuna, generalmente di acanto. Per la prima volta lo troviamo utilizzato in Grecia, proprio alla fine del V secolo a. C., per decorare l'interno della cella di un tempio dedicato ad Apollo a Basse, nella regione chiamata Arcadia. Solo in età romana questo stile prenderà però decisamente il sopravvento sugli altri due. In età imperiale gli architetti romani elaborarono un tipo particolare di capitello, detto composito, unendo gli elementi del capitello ionico a quelli del capitello corinzio. Ne derivò uno stile particolarmente sontuoso, utilizzato per la prima volta nella decorazione dell'Arco di Tito.


Costantino
Costantino "il Grande", figlio di Costanzo Cloro e della futura S. Elena, fu imperatore dal 306 al 337 d.C. Poté esercitare la sua carica a pieno titolo solo dopo la battaglia di Ponte Milvio nella quale sconfisse il suo rivale Massenzio. La sua politica fu estremamente favorevole nei confronti dei cristiani, tanto che con l'editto del 313 d.C. concesse al Cristianesimo piena libertà di culto. Nonostante sia da considerare sotto vari aspetti un grande imperatore, Costantino rappresenta pienamente quel mondo tardoantico che segnerà la fine della potenza di Roma. A questo proposito, un gesto carico di significato e di conseguenze fu il trasferimento della capitale imperiale da Roma a Bisanzio (successivamente chiamata Costantinopoli). A Roma costruì chiese e numerosi monumenti soprattutto legati alla famiglia imperiale e destinati dunque ad uso privato.


Costanzo II
Come Costante e Costantino II, Costanzo II era figlio di Costantino "il Grande". Alla morte del padre (337 d.C.) i tre fratelli si divisero l'impero e a lui toccò l'Oriente compresa Costantinopoli. Rimasto solo dopo la morte dei due fratelli, Costanzo associò al regno Giuliano, l'ultimo dei suoi parenti, con il quale iniziarono presto i contrasti. Morì poco tempo dopo, nel 361 d.C. ed il suo nome rimase legato ai provvedimenti presi contro la restaurazione della religione pagana.


Crasso
Marco Licinio Crasso fu uno degli uomini politici più ricchi durante gli ultimi anni della repubblica. Nel 60 a.C. formò con Cesare e Pompeo il primo triumvirato, ma si distinse soprattutto come generale. Combatté contro i Parti in Oriente dove subì una terribile sconfitta che costò la vita a lui e a suo figlio (a Carre nel 53 a.C.). In quella occasione furono tolte a Crasso le insegne di Roma, ossia il simbolo del suo potere che solo Augusto riuscì a recuperare.


Ctesifonte
Antica città della Mesopotamia situata sulla riva sinistra del fiume Tigri e divenuta capitale dell'impero persiano. Fu costruita in età ellenistica e successivamente munita di fortificazioni. Venne conquistata dai Romani all'epoca di Settimio Severo (197 d.C.) con la costituzione della provincia di Mesopotamia. Una scena che ritrae questo avvenimento è rappresentata sull'arco di Settimio nel Foro Romano.


Daci
Antico popolo della Tracia stanziato in una regione del nord Europa che da loro venne chiamata Dacia. Nel I secolo a.C. i Daci raggiunsero il massimo della loro potenza e lo scontro con i Romani divenne inevitabile già dall'età di Augusto. Con l'ultimo dei Flavi, Domiziano, i Daci ottennero alcune importanti vittorie sui Romani, ed elessero loro re il forte Decebalo. Nel 107 d.C. però, Decebalo venne sconfitto da Traiano in seguito alle due guerre da lui qui condotte, e l'intera regione fu ridotta a provincia romana.


Dacia
Regione a nord del Danubio corrispondente all'odierna Romania. Capitale della Dacia fu la città di Sarmizegetusa. Questa regione fu conquistata da Traiano con due guerre durate diversi anni (101-102 d.C. la prima e 105-107 d.C. la seconda), dopo le quali la Dacia fu ridotta a provincia. La narrazione degli episodi avvenuti durante la guerra è illustrata sulla colonna coclide che l'imperatore fece costruire nel suo nuovo Foro.


Manio Curio Dentato
Manio Curio Dentato fu un politico romano attivo tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C. Appartenente ad una famiglia plebea, si trovò avversario di Appio Claudio Cieco. Fu eletto console per quattro volte e prese parte a numerose battaglie dando sempre prova di onestà e valore. Nel 284 a.C. sconfisse i Galli Senoni ed in seguito si rivolse contro i Sanniti. Nel 275 a.C. inoltre vinse la battaglia di Benevento contro Pirro, il re dell'Epiro.


Diocleziano
Valerio Aurelio Diocleziano, nato in Dalmazia da una famiglia di umili origini, divenne imperatore romano nel 284 d.C. Dopo aver condotto per molti anni una carriera militare, combattendo sotto Aureliano e Probo, fu eletto imperatore direttamente dall'esercito. Molte delle sue successive iniziative riguardano appunto l'ordinamento dell'esercito e la distribuzione dei militari lungo i confini dell'impero per difendersi dagli attacchi dei barbari. Fu ostile ai cristiani e promotore di persecuzioni nei loro confronti, mentre fece venerare se stesso come dio. Diocleziano divise l'amministrazione imperiale tra Oriente e Occidente, ponendo un reggente (augusto) ed un successore da lui scelto (cesare) a capo di ognuna delle due metà (tetrarchia), ed eliminando in questo modo la supremazia di Roma. Rimase imperatore fino al 305 d.C. dopodiché si ritirò in una sua villa in Dalmazia dove morì otto anni dopo.


Domiziano
Tito Flavio Domiziano fu l'ultimo imperatore della famiglia flavia. Figlio di Vespasiano, successe nell'81 d.C. a suo fratello Tito nella guida dell'impero. Al suo arrivo Domiziano trovò un impero molto forte grazie alla politica economica attuata dai suoi predecessori. Ne poté così approfittare per dirigere tutte le sue energie al raggiungimento di un forte potere personale che attuò anche mediante forme esteriori di venerazione. Fece costruire a Roma numerosi monumenti (ad esempio lo stadio o la domus augustana), ma più per poter essere da tutti elogiato ed assecondare così la sua vanità che per un gesto disinteressato verso i cittadini. Diede inoltre sfogo a tutta la sua violenza con una serie di terribili persecuzioni nei confronti di ebrei, cristiani e filosofi. Per tutti questi motivi Domiziano non era certo un imperatore molto amato dal suo popolo, tanto che venne ucciso nel 96 d.C. da alcuni congiurati aiutati anche dalla moglie Domitilla.


Dorico
L'ordine o stile dorico è uno dei tre principali stili architettonici del mondo greco e romano. La definizione di "dorico" a questo ordine è stata data dagli Antichi ed è sicuramente attestata già nel V secolo a. C. Come gli altri due stili, ionico e corinzio, fu ideato e sviluppato in età arcaica in Grecia e, in seguito, adottato dagli architetti romani. Vitruvio, un architetto vissuto in età augustea, paragonava la colonna dorica al corpo dell'uomo per l'armonia delle proporzioni, la robustezza e la grazia. La caratteristica principale di questo ordine sta in effetti nell'estrema semplicità dei suoi componenti, che conferisce agli edifici un aspetto solido e lineare. La colonna dorica non ha base e gli architetti romani raccomandavano in rapporto tra diametro della colonna e altezza del fusto pari a 1:6. Generalmente è decorata da venti scanalature separate da uno spigolo vivo, ma si conoscono diverse deroghe a questa regola. Il capitello è formato da due elementi, echino e abaco, sovrapposti e non decorati. Il fregio posto sull'architrave è scandito dalla ripetizione di elementi scanalati (triglifi) ed elementi lisci (metope) che potevano essere anche decorati con sculture a rilievo. L'uso dell'ordine dorico era raccomandato nei casi in cui si volesse conferire al monumento un aspetto severo o legato alla tradizione. Per questo motivo trovò particolare fortuna durante tutta l'età augustea e giulio-cludia e, successivamente, in età adrianea, quando le tendenze classiche nell'architettura erano particolarmente vive.


Caio Duilio
Caio Duilio fu un famoso condottiero vissuto a Roma alla fine del III secolo a.C. Ricoprì molte cariche politiche tra cui il consolato (260 a.C.) e la dittatura. Fu per merito suo se i Romani riuscirono a sconfiggere i Cartaginesi nella battaglia svolta al largo di Milazzo nel 259 a.C. Duilio aveva infatti munito le navi romane di rostri, in modo da poter agganciare i nemici. In seguito a questa vittoria gli fu eretta nel Foro una colonna alla quale furono appesi i rostri delle navi.


Edessa
Edessa fu un'importante città della Mesopotamia sotto il dominio dei parti. Fu attaccata assieme a Ctesifonte da Settimio Severo (197 d.C.), il quale ne ha fatto riprodurre la conquista sui rilievi del suo arco.


Edile
Tra le tante cariche della magistratura romana c'era anche quella degli edili. I primi furono eletti nel 493 a.C. ed erano coadiuvati dai tribuni della plebe, ma con il passare del tempo le due cariche hanno acquisito un ruolo indipendente. Gli edili, in numero di due, avevano il compito di assicurare la città dal punto di vista dell'igiene, dell'edilizia e dell'organizzazione delle feste religiose. Erano divisi in "curuli" e "della plebe", e mentre i primi, eletti da patrizi e plebei, si dovevano occupare delle feste maggiori, gli altri, eletti solo dalla plebe, si occupavano delle manifestazioni minori.


Elagabalo
Marco Aurelio Antonino Elagabalo (o Eliogabalo) fu proclamato imperatore romano nel 218 d.C., alla morte di Caracalla. Figlio del governatore della Siria, visse nella città di Emesa dove era sacerdote del dio Elagabalo da cui prese il nome. Salì alla guida dell'impero all'età di soli quattordici anni e vi rimase coadiuvato dalla nonna (Giulia Mesa) fino al 222 d.C., data in cui lo uccisero. Durante il suo regno tentò di trasferire a Roma gli stessi costumi a cui era abituato in Oriente, tra i quali il culto del dio dal suo stesso nome, ma il lusso e gli eccessi a cui era solito non piacquero certo al popolo romano.


Enea
Figlio della dea Afrodite e di Anchise, Enea è dei più valorosi tra gli eroi troiani che combatterono a Troia. Alcune fonti antiche narrano che al termine del conflitto Enea abbia tratto in salvo le reliquie del suo popolo tra cui la statua lignea protettrice della città (Palladio), suo padre ed il figlioletto Ascanio, e si sia diretto per mare trovando rifugio prima a Cartagine presso la regina Didone, e poi sulle coste del Lazio. Qui, accolto dal re locale Latino, e vinto in battaglia Turno il re dei Rutuli, avrebbe poi sposato la figlia del re, Lavinia, ed insieme avrebbero fondato la città di Lavinio. Da questa leggende deriva la fondazione di Alba Longa ad opera di Ascanio, e la successiva nascita di Roma da questa città. È per questo motivo, e per la discendenza divina da Venere che Augusto potrà vantare dei natali così nobili.


Eretteo
L'Eretteo è un tempio situato sulla collina dell'Acropoli di Atene di fronte al Partenone. Esso è formato dall'unione di tre templi più antichi (ad Atena, Poseidone e Pandrosa), e prende il nome dal mitico re di Atene Eretteo, che per primo portò il culto di Atena sull'Acropoli. Distrutto dai Persiani nel 480 a.C., l'Eretteo fu ricostruito ai tempi di Pericle. La particolarità di questo edificio consiste nella loggia meridionale, dove al posto delle colonne sono delle cariatidi, simbolo della superiorità di Atene sulla Caria.


Fabullus
"Fabullus" (=Fabullo) è uno dei pochi nomi di artisti che ci è conservato dall'antichità. Egli era un pittore attivo a Roma durante il I secolo d.C., noto per aver decorato le sale della Domus Aurea di Nerone. È probabile che sia da legare al suo nome la nascita del quarto stile pompeiano. Le fonti raccontano che Fabullo fosse talmente orgoglioso della sua professione da dipingere vestito con la toga.


Faustina Maggiore
Annia Galeria Faustina Maggiore (105-141 d.C.) era figlia del console M. Annio Vero e moglie dell'imperatore Antonino Pio. Dopo la sua morte fu divinizzata, e in suo onore il marito fece erigere un Tempio nel Foro Romano, successivamente dedicato anche a lui.


Faustolo
Personaggio leggendario legato alle origini di Roma. Fu il pastore che trovò ed allevò Romolo e Remo. Secondo la tradizione egli tentò di riconciliare la lite tra i due fratelli per la fondazione di Roma, ma fu ucciso e venne sepolto nel Foro, dove, a segnacolo della sua tomba fu posto un leone di pietra. Nell'arte viene rappresentato con in mano un lungo bastone da pastore ed una pelle ferina sulle spalle.


Festo
Sesto Pompeo Festo, autore latino tardo (III sec. d. C.), curò la riduzione di una vastissima opera lessicale sul significato delle parole, composta originariamente da Marco Verrio Flacco, erudito di epoca augustea.


Flacco
M. Fulvio Flacco è uno dei personaggi di spicco della Roma repubblicana. Fu console nel 264 a.C., l'anno in cui iniziò la prima guerra punica. Flacco condusse il saccheggio della città etrusca di Volsinii, avvenuta sempre nel 264 e la conquistò portando via circa duemila statue di bronzo, così racconta infatti Plinio nella sua opera. Tornato a Roma e volendo celebrare questa vittoria, Flacco restaurò i templi del Foro Boario e fece porre al centro dell'area un'iscrizione con il suo nome su blocchi di peperino di cui si conservano ancora alcuni frammenti.


Foca
Foca fu imperatore dell'Oriente nel periodo di passaggio tra VI e VII secolo d.C. Vissuto come centurione dell'esercito bizantino, conservò lo spirito violento dei peggiori combattenti, e si macchiò di numerose scelleratezze tra cui l'uccisione del suo predecessore, Maurizio, e di tutta la sua famiglia. Questo comportamento gli costò tuttavia la vita in un agguato durante la ribellione di Eraclio in Africa. Il I° di agosto del 608 d.C. pose nel Foro Romano un'alta colonna coronata da una sua statua dorata, e l'anno successivo donò al Papa il Pantheon che fu trasformato in chiesa con il nome di S. Maria ad Martyres.


Forma Urbis Romae
La "Forma Urbis Romae" è una grande pianta marmorea di Roma antica. Fu fatta eseguire da Settimio Severo agli inizi del III secolo d.C. e riportava su numerose lastre di marmo la pianta della città, realizzata in una scala 1:240 e orientata a Sud-Ovest. Questa grande opera, pensata probabilmente a scopi fiscali per tenere sotto controllo l'intera area urbana, era affissa ad una parete laterizia di un'aula del Foro della Pace e doveva occupare una superficie di circa 18 x 13 m. Di essa sono stati rinvenuti solo alcuni frammenti, in parte tra loro combacianti, che costituiscono una delle fonti più importanti per la conoscenza della città. La presenza di alcuni nomi riportati sulla pianta degli edifici e la rappresentazione grafica di altre strutture non più visibili, oltre alla precisione con cui sono rappresentati anche i particolari (scale, muri e colonne), hanno permesso infatti di compiere notevoli passi in avanti nello studio della topografia di Roma antica. Numerosi frammenti di questa pianta compaiono nelle tavole del Canina con il nome di Lapidi Capitoline. Lo studioso li utilizzò infatti per la ricostruzione di alcuni importanti monumenti come il Teatro di Pompeo.


Fraate IV
Fraate IV (37-2 a.C.) fu il quarto re dei Parti della dinastia degli Arsacidi. Combatté dapprima contro Antonio ed in seguito strinse rapporti con i Romani tramite Augusto al quale riconsegnò le insegne che erano state sottratte a Crasso durante la battaglia di Carre. Morì avvelenato per mano del figlio Fraatace che gli succedette sul trono con il nome di Fraate V.


Romolo e Remo
Le origini di Roma sono collegate alla vicenda dei due gemelli Romolo e Remo. Questi sarebbero figli della sacerdotessa Rea Silvia e del dio Marte. Dopo la loro nascita furono esposti lungo la riva del fiume Tevere dal crudele re di Alba Longa, Amulio, fratello del nonno materno al quale aveva sottratto il trono. Miracolosamente salvati dalle acque furono poi allevati da una lupa e aiutati da un pastore di nome Faustolo. Una volta cresciuti, i due gemelli restituirono il trono di Alba al nonno Numitore, e tornarono nel luogo dove erano stati salvati dalle acque per fondarvi una nuova città. Dopo una contesa sulla scelta dell'esatto luogo dove insediarsi, i due fratelli consultarono gli dei. Romolo risultò vincitore e fondò "Roma" sul Palatino, mentre Remo venne da lui ucciso per aver saltato con atto sacrilego il solco tracciato con l'aratro intorno all'area occupata dalla nuova città. Rimasto solo, Romolo popolò Roma e dopo aver aspramente combattuto con i Sabini di Tito Tazio si unì a lui. Dopo la morte di Tazio Romolo rimase solo a governare la città e fu il primo re di Roma.


Germani
Antica popolazione dell'Europa centrale abitanti la Germania. Erano genti bellicose e violente. Numerosi sono stati gli scontri tra le popolazioni germaniche e i Romani in vari momenti della storia a partire dalla fine del II secolo a.C., per proseguire con Cesare e Augusto, fino ad arrivare a Marco Aurelio, sotto il cui regno si acuirono le lotte. Tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. entrarono in Italia e contribuirono in modo decisivo alla disintegrazione dell'impero romano.


Gerusalemme
Gerusalemme è la città santa per diverse religioni tra cui l'Ebraismo ed il Cristianesimo. È situata nell'antica Giudea, in Palestina, e possiede una storia ricchissima e molto antica che la portò ad essere la capitale del regno d'Israele. Fu distrutta una prima volta da Nabucodonosor nel 587 a.C. e ricostruita dopo la caduta di Babilonia. Quando i Romani arrivarono in Oriente, si scontrarono anche con Gerusalemme. Pompeo la conquistò nel 64 a.C. e Tito la distrusse nel 70 d.C. dopo un lunghissimo assedio. Scene dell'entrata trionfale di Tito a Gerusalemme sono rappresentate all'interno del fornice dell'Arco di Tito a Roma.


Giudei
Giudeo" significa "appartenente alla tribù di Giuda" ed è una denominazione con cui si indicano gli Ebrei, antico popolo di religione monoteistica abitante la Palestina. Subirono numerose persecuzioni durante il dominio romano di età imperiale, tra cui si ricordano quelle di Tito, il quale conquistò e distrusse Gerusalemme.


Giuturna
Giuturna è un'antica divinità latina. Si riteneva che fosse una delle ninfe delle fonti e delle sorgenti, e come tale era venerata in prossimità di luoghi d'acqua. Numerose fonti portano il suo nome, ma la più importante di esse è quella situata nel Foro Romano.


Goti
Popolazione dei Germani orientali. Nel IV sec. d.C. abbracciarono la religione cristiana, professata presso di loro nella forma dell'arianesimo. Nel 377 d.C. si ribellarono ai romani giungendo a minacciare Costantinopoli ; in seguito l'imperatore Teodosio li costrinse ad addivenire a più miti consigli e ad accettare il ruolo di federati dell'impero.


Tiberio e Gaio Gracco
Tiberio e Gaio Gracco sono due fratelli romani vissuti alla metà del II secolo a.C. che si distinsero per il loro impegno politico. Entrambi divennero tribuni della plebe e si diedero da fare con provvedimenti a favore del popolo e in netto contrasto con gli aristocratici, specialmente nel campo delle leggi agrarie. Riuscirono a far approvare alcune leggi (sempronia, agraria, frumentaria, etc.) con le quali intendevano bloccare il dilagare dello schiavismo e favorire i contadini liberi. Il fratello maggiore, Tiberio, fu ucciso; l'altro invece, dopo aver cercato la vendetta, e aver ceduto davanti alla sconfitta politica, si ritirò da Roma e si fece uccidere. È noto che la madre dei Gracchi, Cornelia, parlando dei suoi figli li chiamasse "i miei gioielli".


Granico
Fiume della Misia, in Asia Minore, presso il quale si combatté nel 334 a.C. una famosa battaglia tra Alessandro Magno e l'esercito dei Persiani. Dopo questa vittoria, Alessandro cominciò una lunga serie di conquiste che lo portò in breve tempo ad avere un impero di dimensioni gigantesche. Lo scontro tra i due schieramenti rimase famoso, e fu più volte rappresentato. È nota l'esistenza di un gruppo statuario in bronzo opera di Lisippo raffigurante l'episodio di Alessandro al Granico con circa trenta statue. Questo gruppo fu portato a Roma da Q. Cecilio Metello e sistemato nel portico di Ottavia, dove divenne un modello per numerose opere d'arte successive.


Ionico
L'ordine o stile ionico nasce in Grecia in età arcaica. E' più ricco e meno solido dello stile dorico, tanto che la colonna ionica era paragonata da Vitruvio alla figura snella di una donna. Il rapporto canonico tra diametro e altezza del fusto diventa di 1:10 e ciò conferisce all'ordine ionico un aspetto assai più slanciato rispetto all'ordine dorico. Generalmente il fusto ha anche un numero maggiore di scanalature rispetto alla colonna dorica, quasi sempre ventiquattro, separate da un sottile listello e chiuse in alto e in basso da un semicerchio. La colonna acquista inoltre una base, che la separa dalla struttura dell'edificio e che può assumere varie forme.
La novità principale di questo stile è tuttavia rappresentata dalla foggia del capitello. I semplici elementi dello stile dorico vengono sostituiti da due coppie di volute che poggiano su una fascia decorata. Il fatto che le volute siano scolpite soltanto su due lati del capitello, crea due lati principali e due lati secondari e tale particolarità rendeva difficilmente utilizzabile lo stile ionico nei peristili, dove c'è bisogno di colonne angolari. Per superare questa difficoltà venne elaborato il cosiddetto "capitello diagonale" in cui le due volute dei lati principali vengono fatte combaciare.
L'architrave non è più liscia, come nell'ordine dorico, ma è diviso in tre fasce. Nel fregio infine i triglifi e le metope non sono utilizzati e possono essere sostituiti da un fregio liscio, da un fregio ornato da un rilievo figurato continuo, o da una fascia di decorazioni stilizzate sovrapposte dette "ovuli" e "dentelli".


Gens Iulia
Nome della famiglia (= gens) a cui appartenevano sia Cesare che Augusto e gli altri imperatori fino a Nerone. Deve il suo nome a quello di Iulo, ovvero Ascanio, figlio di Enea che fondò la città latina di Alba Longa. Dal momento che Enea era figlio di Venere, Augusto poté vantare la discendenza da questa divinità, attribuendo così natali divini alla sua famiglia.


Lesena
Elemento architettonico verticale con funzione decorativa. Si trovano lesene in forma di mezzi pilastri o mezze colonne (semicolonne) appoggiate alle pareti o agli spigoli degli ambienti per arricchirne i volumi. Spesso erano decorate con intonaci bianchi, o dipinti, e scanalate.


Lisippo
Noto scultore greco di Sicione vissuto nella seconda metà del IV secolo a.C. Grazie alle sue doti, Lisippo divenne l'artista ufficiale presso la corte di Alessandro magno, l'unico a cui fosse permesso di realizzare ritratti del principe. Egli riusciva ad imprimere alle sue creazioni una forte espressività, grazie all'uso bilanciato di luci e ombre, e molta umanità; dando così inizio alla corrente ellenistica dell'arte. Sappiamo che realizzò molti ritratti e numerose statue, soprattutto in bronzo, di cui a volte ci rimangono copie romane in marmo (come ad esempio per il gruppo del Granico).
Marmo di Luni
Si tratta di un marmo bianco a grana fine, corrispondente all’odierno marmo di Carrara, le cui cave si trovano in Italia nella zona delle Alpi Apuane. Luni era una città, prima etrusca e poi romana, situata presso Marina di Massa. Le sue cave furono sfruttate fin dall’età di Cesare, ma è solo con Augusto che il loro funzionamento divenne intensivo. La Roma augustea infatti risplendeva del marmo lunense, e con Tiberio le cave divennero proprietà imperiale. Sia Luni che le sue cave rimasero in uso fino all’età medievale.


Lupanare
Lupanare era il nome con cui si indicava il postribolo. L'origine del suo nome è quello della "lupa", ovvero la prostituta. Sono noti numerosi locali destinati a quest'uso, come quelli conservati a Pompei, ma era frequente la destinazione a lupanare anche di botteghe o ambienti appartenenti ad altri edifici posti soprattutto nelle vicinanze di luoghi per spettacolo.


Macedonia
Regione balcanica situata a nord della Grecia continentale. Filippo II portò la sua capitale a Pella e ne fece un regno molto forte, sottomettendo la Grecia e preparandosi a combattere contro i Persiani. La Macedonia conobbe il suo momento di massima espansione con Alessandro, il figlio di Filippo, che portò a compimento la volontà del padre e costituì un impero immenso guadagnandosi così il soprannome di "Magno". Già alla morte di Alessandro però le cose si cominciarono a rovinare, e l'impero macedone si indebolì tra mille divisioni interne. Fu dunque così che la trovarono i Romani, e al termine di quattro guerre (nel 146 a.C.) la Macedonia fu ridotta a provincia dell'impero romano.


Caio Maenio
Uomo politico romano del IV secolo a.C., fu console nel 338 e dittatore nel 314 a.C. Nell'anno del suo consolato, Menio dedicò una colonna nel Foro posta nei pressi della Curia. A venti anni di distanza, nel 318 a. C., intervenne nuovamente nell'area forense per ricostruire le taberne realizzate da Tarquinio Prisco e in quell'occasione le trasformò da macellerie in uffici di banchieri (tabernae novae).


Magna Grecia
Con il termine "Magna Grecia" si intendono comunemente le città greche dell’Italia meridionale, e in età romana anche la Sicilia. La colonia greca più antica in Italia fu quella di Cuma, sul litorale campano, fondata, secondo alcuni autori antichi, intorno al 1051 a.C. Dopo di questa ci fu una grande colonizzazione nell’VIII secolo a.C. Le città greche in Italia non ebbero tra loro rapporti pacifici, ma anzi piuttosto burrascosi fino a che non si prospettò il pericolo rappresentato da altri popoli tra cui i Romani. Con la caduta di Taranto del 272 a.C. la Magna Grecia fu costretta ad accettare la vicinanza e la dipendenza impostale da Roma. Fu molto importante per Roma l’apporto culturale che gli venne da questa terra: in Magna Grecia si era infatti sviluppata una cultura raffinata, e tutti i generi di arte avevano raggiunto risultati eccelsi, sia nel campo dell’architettura che della scultura e della ceramica.


Alessandro Magno
Alessandro, figlio di Filippo II di Macedonia, nacque nel 356 a.C. Ebbe come maestro Aristotele, e nel 336 a.C. salì al trono. Alessandro fu un ottimo generale ed un acuto stratega, combatté a fianco dei Greci contro i Persiani e sconfisse più volte le truppe di Dario, dalla battaglia del Granico fino alla definitiva conquista di Babilonia. Tentò di unire l'Oriente con l'Occidente mediante un'opera di conquista seguita dalla diffusione di un unico linguaggio culturale (l'ellenismo). Fu frenato però dalla morte nel 323 a.C., senza aver terminato l'ambiziosa conquista dell'India. Con lui in vita la Macedonia fu sede dei maggiori artisti (come Lisippo), e in tutto l'impero circolavano gli ideali nati alla sua corte, ma dopo la sua morte tutto svanì nella miriade di piccoli regni nati dalla disgregazione del suo grande impero.


Marco Aurelio
Marco Aurelio, il secondo imperatore della dinastia degli Antonini, fu al potere tra il 161 ed il 180 d.C. Successe sul trono ad Antonino Pio, e fu inizialmente coadiuvato dal suo collega Lucio Vero. Durante il periodo del suo governo, Marco Aurelio dovette affrontare numerose guerre, prima contro i Parti e poi contro le popolazioni germaniche come i Quadi e i Marcomanni, le cui imprese sono narrate sui rilievi della sua colonna. In realtà l'imperatore avrebbe preferito darsi ad una vita tranquilla e lontana dalla violenza, fedele ai suoi ideali di libertà ed uguaglianza in nome dei quali aveva preso provvedimenti a favore della condizione degli schiavi. Questi sentimenti gli provenivano dall'educazione filosofica ricevuta in gioventù, oltre che da un animo nobile; egli infatti seguiva la dottrina degli Stoici, e la testimonianza delle sue inquietudini interiori ce la narra lui stesso in un libretto che scrisse intitolandolo "A se stesso".


Marco Curzio
Marco Curzio era un nobile guerriero romano che morì per la patria, diventando un vero eroe (362 a.C.). Secondo una leggenda, infatti, si era aperta nella piazza del Foro una grossa voragine (dove in seguito fu costruito il Lacus Curtius). Non sapendo come fare per richiuderla i Romani consultarono gli dei, e un oracolo disse di gettarvi ciò che di più caro avevano. Fu a questo punto che il giovane Marco si sacrificò gettandosi con cavallo ed armatura nella fossa, dimostrando chela forza di Roma era basata sul valore del suo esercito.


Massenzio
Figlio dell'imperatore Massimiano, Massenzio si fece proclamare imperatore nel 306 d.C. nonostante fosse già stato acclamato Costantino. I due si contrastarono fin dall'inizio, e Massenzio cercò di ingraziarsi il favore sia dei Romani, dotando la città di ricche costruzioni (come la grande Basilica), sia dei cristiani. Il suo tentativo non funzionò e il potere di Costantino sia in Italia che nelle province andava crescendo. Si arrivò allo scontro finale nel 312 d.C.: i due si affrontarono in una terribile battaglia presso il ponte Milvio dove Massenzio fu sconfitto ed ucciso.


Mausoleo
Mausoleo è il nome con cui si designa un sepolcro monumentale. Questo tipo di sepoltura deve il suo nome a Mausolo, satrapo della Caria del IV secolo a.C., per il quale la sorella Artemisia fece costruire ad Alicarnasso una tomba gigantesca: la parte inferiore era un alto zoccolo su cui si ergeva un colonnato che doveva sostenere una piramide sormontata da una quadriga. Alla realizzazione di quest'opera furono chiamati a partecipare i più grandi scultori esistenti, ed il risultato dovette essere talmente spettacolare, da essere considerata una delle sette meraviglie del mondo.


Menelao
Menelao, è uno degli eroi greci che parteciparono alla guerra di Troia, e anzi ne fu il promotore. Egli era fratello di Agamennone e marito della bella Elena, con la quale regnava a Sparta. Quando il troiano Paride gli rapì la sposa, Menelao chiese l'aiuto di tutti i principi greci, ed organizzò l'attacco alla città. Durante la guerra fu uno dei combattenti più valorosi, sia per doti personali che per l'aiuto costante che alcune divinità gli fornivano.


Quinto Cecilio Metello
Quinto Cecilio Metello era un generale romano vissuto nel II secolo a.C. e appartenente al partito degli oligarchi. Metello ottenne numerosi successi in guerra, come quelli contro la lega Achea e contro i Celtiberi in Spagna, ma la vittoria che lo rese famoso fu quella del 148 a.C. contro Andrisco di Macedonia, da cui ereditò l'epiteto di "Macedonico". Nel 143 a.C. fu console e nel 131 censore, e durante la sua carriera contribuì alla monumentalizzazione di Roma.


Mettio Curzio
Mettio Curzio, come anche Marco Curzio è legato alla leggenda esistente sull'origine del Lacus Curtius. Mettio era uno dei capi Sabini contemporanei a Romolo che prese parte alla battaglia scaturita dal ratto delle donne Sabine. Durante questi avvenimenti sarebbe sprofondato con il suo cavallo in una voragine apertasi nella piazza del Foro.


Ponte Milvio
Il ponte Milvio è uno dei ponti di Roma che attraversano il fiume Tevere. Venne costruito nel 109 a.C. e subì in seguito numerosi restauri. Presso questo ponte, il 28 ottobre del 312 d.C. si tenne la famosa battaglia tra Massenzio e Costantino terminata con il trionfo di quest'ultimo sull'avversario.


Nerone
Imperatore della famiglia giulio-claudia, succeduto a Claudio. Appena salito al potere, nel 54 d.C., Nerone sembrava un sovrano saggio e temperato, ma ben presto si tramutò in un pazzo sanguinario al punto che uccise la madre Agrippina, il fratellastro Britannico, numerosi altri personaggi e perseguitò duramente i cristiani. Condusse inoltre una vita piuttosto sregolata: ebbe tre mogli e spese un'enorme quantità di denaro pubblico per la realizzazione di giochi e spettacoli ai quali, a volte, partecipava come attore. Si fece costruire una villa di dimensioni colossali sul colle Oppio della quale faceva parte anche il lago sul quale i Flavi costruirono più tardi il Colosseo. Durante il suo regno, nel 64 d.C., Roma bruciò quasi interamente a causa di un devastante incendio del quale fu incolpato lo stesso imperatore. Tutto l'impero era in subbuglio e nel 68 d.C., anno della sua morte, si scatenarono le ribellioni.


Nerva
Marco Cocceio Nerva fu imperatore romano dal 96 al 98 d.C. Venne scelto tra i senatori dopo l'uccisione di Domiziano. Durante il suo brevissimo regno, Nerva si adoperò per il risanamento delle finanze pubbliche e si occupò delle classi più povere indicendo periodiche distribuzioni di grano e proponendo una legge agraria. Prima di morire associò al trono il suo futuro successore Traiano.


Ninfeo
Con la parola ninfeo si intende un tipo di fontana monumentale. Il nome deriva dalle ninfe, divinità delle acque a cui inizialmente i ninfei erano dedicati come santuari all'aperto. Con il passare del tempo si è perso però l'aspetto sacro dei ninfei che sono diventati delle fontane decorate spesso in modo da ricreare un ambiente simile a quello delle grotte naturali, con conchiglie, dipinti di colore azzurro e sfondi simili a rocce. Molte case e ville romane avevano un ninfeo nel giardino.


Nisibis
Nisibis è una città dell'antica Mesopotamia situata tra il fiume Tigri e l'Eufrate. Fu fondata dagli Assiri e divenne successivamente colonia macedone, partica e romana dal 165 d.C., anno in cui fu conquistata da Marco Aurelio. Una presa della città è raffigurata sull'Arco di Settimio Severo a Roma.


Numa
Secondo la tradizione il secondo re di Roma fu il sabino Numa, che avrebbe regnato dal 714 al 672 a. C. Fu ricordato dai Romani come il sovrano che dette alla città un ordinamento civile e religioso. Avrebbe riformato il calendario, istituito i sacerdozi principali maschili (il pontefice massimo, i flamini, i salii) e femminili (le vestali).


Onorio
Flavio Onorio fu imperatore d'Occidente tra il 395 ed il 423 d.C. Alla morte del padre Teodosio infatti, l'impero fu diviso tra lui ed il fratello maggiore Arcadio a cui toccò l'Oriente. Quando assunse il comando dell'impero, Onorio aveva solo undici anni, e fu assistito nel suo compito dal valoroso generale Stilicone, impegnato in varie guerre contro i Vandali. Venuto successivamente in contrasto con lui, lo fece uccidere a Ravenna, e al suo posto insediò Costanzo marito di sua sorella Galla Placidia. Ad Onorio si deve un restauro delle Mura Aureliane resosi necessario per far fronte al pericolo dei barbari.


Ostilio
Il terzo re di Roma sarebbe stato Tullo Ostilio ed avrebbe regnato dal 672 al 640 a. C. A differenza del suo predecessore Numa, ricordato per l'impegno posto nella riforma delle istituzioni civili e religiose dello Stato, Ostilio fu ricordato per le sue imprese militari. Attaccò e vinse Alba Longa, la potente città latina dove erano nati Romolo e Remo, deportando a Roma gli abitanti con tutti i loro averi. Mosse guerra anche ai Sabini e agli Etruschi di Veio, tornandone sempre vittorioso. In città costruì la prima curia, detta da lui Ostilia, il Carcer e il Comizio.


Partenone
Il Partenone è il santuario più importante della città di Atene. Dedicato all’Atena "Parthenos", fu fatto costruire da Pericle nella seconda metà del V secolo a.C. ad opera di due architetti di nome Ictino e Callicrate diretti dal maestro Fidia. Il tempio è dorico e periptero, con otto colonne sulla fronte, realizzato interamente in marmo pentelico. All’interno della cella si conservava la statua crisoelefantina (realizzata cioè in oro e avorio) della dea, opera anch’essa di Fidia, mentre frontoni, metope e fregi erano decorati con scene di epiche battaglie contro Centauri, Amazzoni e Giganti, e processioni in onore di Atena in segno di omaggio da parte di tutti gli ateniesi.


Parti
I Parti erano un popolo di origine iranica che nel 250 a.C. fondò un regno indipendente con capitale a Ctesifonte sotto la dinastia degli Arsacidi. Lo scontro con l'impero romano fu inevitabile e particolarmente contrastato, e i due avversari si fronteggiarono più volte in lunghe ed estenuanti guerre. Le prime avvennero con Crasso in età repubblicana, e altre si ebbero con gli imperatori Traiano, Marco Aurelio e Settimio Severo. Nel 226 d.C. tuttavia, il regno partico ormai indebolito dovette piegarsi ed accettare l'insediamento della dinastia Sassanide che diede vita al nuovo impero persiano.


Patera
La patera è un tipo di coppa priva di anse, normalmente di terracotta o bronzo, usata durante le cerimonie religiose: con essa infatti i Romani versavano il vino durante i banchetti sacri. Spesso è raffigurata assieme ad altri oggetti di culto come simbolo di religione.


Patroclo
Patroclo è uno degli eroi greci che parteciparono alla guerra di Troia, e di cui si narra nell'Iliade omerica. Cresciuto insieme ad Achille, ne era divenuto il migliore amico. Durante la guerra troiana, quando Achille si ritirò dalla battaglia, Patroclo indossò le sue armi ed andò a combattere al suo posto. Venne allora ucciso da Ettore il quale morì a sua volta sotto i colpi di Achille che voleva vendicare l'amico. Dopo la battaglia si organizzarono giochi per il funerale di Patroclo e gli si tributarono grandissimi onori: le sue ceneri vennero deposte in un'urna d'oro all'interno di una tomba monumentale.


Peperino
Il peperino è un particolare tufo vulcanico di colore grigio con piccole macchie più scure (da cui prende il nome) usato come materiale da costruzione. La zona dei Colli Albani, nei pressi di Roma ne è particolarmente ricca, e cominciò ad essere sfruttata per la sua estrazione a partire dalla media età repubblicana fino a tutta l'età imperiale.


Regno di Pergamo
Pergamo è una città dell'Asia Minore che si trova nella regione della Misia. Fu fondata dai Greci, e raggiunse il suo massimo splendore solo dopo la morte di Alessandro Magno. Grazie al governo di Filetere infatti, Pergamo riuscì a diventare un regno indipendente, erede della potenza che era stata propria del Macedone. Con la dinastia degli Attalidi, Pergamo continuò a fiorire, divenendo centro di commercio e sede di cultura al pari di Alessandria, con palestre, una biblioteca e delle scuole di tutto rispetto. La posizione in cui sorge la città, piuttosto elevata su una ripida collina, costrinse alla realizzazione di numerose terrazze su cui costruire gli edifici. Una serie di scale collega le terrazze tra loro, e i magnifici monumenti (come l'altare di Zeus) sono circondati da portici, che donano alla città un aspetto quasi da scena teatrale. Lo splendore di Pergamo e del suo regno terminarono nel 133 a.C., quando il sovrano Attalo III morì lasciando il regno in eredità ai Romani, i quali tre anni dopo lo ridussero a provincia.


Peristilio
Il peristilio è il portico colonnato che si trova sia negli edifici templari, sia sul lato posteriore delle case romane. La sua diffusione in ambito privato avvenne con l'età ellenistica (III secolo a.C.), quando le abitazioni più ricche si atteggiarono a grandi ville. All'interno del peristilio si trovavano spesso vasche e fontane che decoravano l'ambiente ed erano visibili dall'interno della casa tramite il tablino, aperto o finestrato. Si affacciavano inoltre sul peristilio alcuni ambienti (oeci) destinati a banchetti.


Plinio il Vecchio
Plinio detto "il Vecchio" per distinguerlo dal più giovane nipote omonimo, nacque a Como nel 23 d.C. Divenne il più grande naturalista romano, acuto osservatore di tutti i fenomeni e abile scrittore. Di lui ci resta la "Naturalis Historia", opera in 37 volumi dedicata a Vespasiano in cui espone le sue conoscenze scientifiche (ma anche storiche) in modo quasi enciclopedico. Nulla rimane invece delle sue opere di carattere militare di cui abbiamo solo l'elenco dei titoli. Spinto dalla sua ansia di conoscere, Plinio trovò la morte a Stabia nel 79 d.C. per essersi avvicinato troppo durante l'eruzione del Vesuvio che seppellì Ercolano e Pompei.


Plotina
Moglie di Traiano, Pompeia Plotina fu una donna seria e modesta, amante della cultura e vicina al marito nelle sue scelte politiche. Dopo la morte di Traiano, si occupò dell'adozione di Adriano per la sua successione al trono. Grazie a questo suo interessamento, Adriano dedicò a lei e al padre adottivo un tempio nel Foro di Traiano.


Pompeo
Gneo Pompeo fu un uomo politico del I secolo a.C. Si formò come militare nelle truppe di Silla, combattendo per lui sia in Italia che in Africa. Nel 60 a.C. formò con Cesare e Crasso il primo triumvirato, ma sorsero ben presto contrasti con Cesare che si conclusero solo nel 48 a.C. con la sua sconfitta a Farsalo dopo la quale si ritirò in Egitto dove venne ucciso.


Portasanta
Il Portasanta è un tipo particolare di marmo policromo proveniente dall'isola di Chio, nel Mar Egeo (e chiamato anche marmo chio). Presenta uno sfondo piuttosto scuro, normalmente grigio, con chiazze e venature sui toni del rosso. Molto resistente, è stato spesso impiegato nelle decorazioni di età imperiale.


Praefectus Annonae
Il prefetto dell'Annona era un funzionario imperiale adibito alla raccolta delle derrate di grano da conservare nei magazzini pubblici (horrea) e alle distribuzioni per i poveri durante le carestie. Il primo ad istituire questo servizio fu Augusto per far fronte ad una carestia nel 22 a.C., coadiuvato da due curatori che divennero presto quattro. Sempre con Augusto, nel 6 d.C., il "praefectus annonae" divenne un ufficio stabile. Veniva scelto tra gli appartenenti all'ordine equestre direttamente dall'imperatore, dal momento che veniva ad occupare un ruolo piuttosto preminente all' interno dell'amministrazione.


Pretoriani
I pretoriani erano le guardie private dell'imperatore. Il loro corpo fu istituito da Augusto nel 2 a.C. sotto il comando di due prefetti addetti specificamente al loro ordine. Con l'imperatore Tiberio fu costruito a Roma un accampamento stabile per la guardia imperiale, i Castra Praetoria, situato nella zona nord-orientale della città fuori dal circuito delle fortificazioni serviane, e successivamente inglobato dalle Mura Aureliane. Il loro potere crebbe con l'età imperiale avanzata, al punto da poter influire sulla scelta dell'imperatore e sulla sua stessa vita.


Princeps
"Princeps" è il primo, il capo di un ordine o di una qualsiasi condizione. La parola acquisì un significato diverso in età augustea, quando lo stesso Augusto si auto-nominò "princeps". In questo modo egli diede inizio a quella particolare forma di governo che era il Principato, in cui in apparenza lo stato rimaneva organizzato secondo la costituzione repubblicana, ma in realtà era già una forma di potere del tutto personale più vicino a quello imperiale.


Probo
Marco Aurelio Probo fu imperatore romano dal 276 al 282 d.C. succedendo ad Aureliano dopo il breve mandato di Tacito. Fino a quel momento Probo aveva svolto una carriera militare, e fu acclamato al potere direttamente dall'esercito. Durante il suo regno dovette far fronte a numerose guerre, sia in Oriente contro i Persiani, che in Occidente contro i Goti. Nonostante i suoi meriti, Probo aveva instaurato un tipo di potere eccessivamente duro, tanto che venne ucciso dagli stessi soldati che prima lo avevano scelto.


Procuratores
I "procuratores" erano dei funzionari della burocrazia imperiale scelti tra i cavalieri e predisposti a capo di vari servizi. Esistevano procuratori, e dunque procure, per diversi rami dell'amministrazione, sia pubblica che personale dell'imperatore e per la sua rappresentanza. Con Augusto i procuratori erano in parte scelti nell'ordine equestre e in parte tra i liberti del princeps, specialmente per le sue funzioni private, mentre da Adriano in poi divennero procuratori solo gli appartenenti all'ordine equestre. Essi si occupavano principalmente del fisco, riscuotendo le entrate pubbliche, ma anche dell'amministrazione delle province, sia imperiali che senatorie.


Guerre Puniche
Le Guerre Puniche sono quelle che videro opposte Roma e Cartagine tra la metà del III e la metà del II secolo a.C. I contrasti tra le due potenze si acuirono a causa degli interessi di Roma in Sicilia, dove Cartagine aveva numerosi territori. La prima delle tre guerre iniziò nel 264 a.C. e si concluse solo nel 241 con la vittoria romana. Negli anni successivi, Cartagine cercò di espandersi in Spagna, ed affidò le sue forze a due generali della famiglia Barca, Amilcare e Asdrubale. Lo scontro riprese, e nel 218 ebbe inizio la seconda guerra punica nota come "guerra annibalica" per l'importanza rivestita da Annibale, figlio di Asdrubale Barca. Questo infatti riuscì a spostare la guerra in Italia ed ottenne l'appoggio di numerose città del meridione. La guerra si combatté su diversi fronti, tra cui quello africano dove P. Cornelio Scipione ottenne numerosi successi. Nel 201 a.C. la guerra si concluse con l'imposizione della potenza romana. La terza guerra (149-146 a.C.) si svolse interamente in Africa, dove Scipione Emiliano si guadagnò numerosi successi che si conclusero con la presa di Cartagine e la sua definitiva distruzione.


Rabirio
Architetto romano vissuto al tempo di Domiziano, menzionato dalle fonti come l'artefice della reggia imperiale sul Palatino. A lui si devono soluzioni architettoniche innovative come l'introduzione del colonnato davanti ad una parete esterna, con funzione decorativa, la creazione del capitello composito, e l'uso di planimetrie a linee miste.


Opera reticolata
L'opera reticolata è una tecnica edilizia romana diffusa dalla prima metà del I secolo a.C. fino al I d.C., con un periodo di maggiore impiego in età augustea. Gli esempi più antichi di questa tecnica sono un restauro delle Mura Serviane dell'87 a.C. ed il Teatro di Pompeo. Le murature in reticolato avevano un nucleo interno in cementizio, ed un rivestimento realizzato mediante l'inserimento nel nucleo di blocchetti in tufo (cubilia) di forma tronco-conica con la base quadrata rivolta verso l'esterno. I blocchetti erano disposti l'uno accanto all'altro obliquamente, in modo da presentare l'aspetto di un ordinato e regolare reticolo.


Rostri
I rostri erano una parte delle imbarcazioni da guerra. Essi costituivano una specie di gancio anteriore generalmente in bronzo, affisso alla prua della nave, con il quale era possibile speronare le navi avversarie per farle affondare. Nel Foro Romano esisteva la tribuna dei Rostri, così chiamata perché vi erano appesi in trionfo i rostri tolti alle navi catturate nella battaglia del 338 a.C. contro i Latini. Questi Rostri furono poi restaurati da Cesare e radicalmente modificati da Augusto.


Rutuli
I Rutuli erano un'antica popolazione italica stanziata sulle coste del Lazio con capitale ad Ardea. Il loro capo Turno entrò in conflitto con Enea quando questo giunse in Italia e fu accolto dal re Latino. Turno infatti avrebbe dovuto sposare Lavinia, figlia del re, che divenne invece la moglie di Enea. Da questo episodio scaturì una guerra tra Troiani e Rutuli che si concluse con la vittoria dei primi e l'uccisione di Turno per mano di Enea.


Sarmati
I Sarmati erano un antico popolo di stirpe iranica stanziato nella Russia meridionale. La loro indole nomade e guerriera li portò ad espandersi e finirono con l'interferire prima con la Grecia e poi con l'impero romano ai tempi di Nerone. Dopo di lui vari imperatori intrapresero guerre contro di loro, tra di essi Domiziano e Marco Aurelio che trionfò nel 175 d.C..


P. Cornelio Scipione Africano
Publio Cornelio Scipione apparteneva ad una delle più grandi famiglie della Roma di età repubblicana. Partecipò alla seconda guerra punica combattendo prima in Spagna e poi spostando gli scontri in Africa. Nel 202 a.C. sconfisse Annibale a Zama, nella battaglia che pose fine alla guerra, in seguito alla quale assunse l'appellativo di Africano. Dopo questi eventi Scipione si ritirò a Literno, in Campania, dove restano ancora avanzi di strutture attribuite alla sua villa.


Sciro
Isola greca situata nel Mare Egeo di fronte alla costa tracia. Sotto il regno del re Licomede vi fu ospitato Achille, il quale fuggiva dalla guerra di Troia. Nell'isola l'eroe viveva sotto le false spoglie di una donna, ma una sua relazione con la figlia del re (dalla quale nacque Neottolemo) lo rese noto. Scoperto da Ulisse, Achille fu allora condotto in battaglia e lì, dopo aver più volte dato prova del proprio valore, perse la vita.


Seiano
Lucio Elio Seiano fu prefetto del pretorio sotto l'imperatore Tiberio e divenne suo ministro personale. Approfittando di questa situazione, Seiano cercava di fare le veci dell'imperatore quando questo era fuori Roma, in modo da crearsi un discreto potere personale. Tentò anche di ingraziarsi Livia, nuora di Tiberio, ma il suo piano che mirava alla successione sul trono fu scoperto e Seiano venne fatto uccidere dallo stesso Tiberio nel 31 d.C.


Seleucia
Seleucia sul Tigri è un'antica città fondata nel 312 a.C. dal re Seleuco I, dopo la dissoluzione del grande regno di Alessandro. La città si trova sulla costa della Siria vicino ad Antiochia, di cui per molto tempo Seleucia fu il porto. Rimase un centro fiorente anche culturalmente per tutta l'età ellenistica e romana. Si ricorda un assedio della città ad opera di Settimio Severo, a cui sono dedicati alcuni rilievi dell'arco onorario nel Foro.


Servio
Servio Tullio fu il penultimo re di Roma e, secondo la tradizione, avrebbe regnato dal 572 al 533 a. C. Servio era forse il figlio di una schiava e si credeva che fosse nato dall'unione di sua madre con un demone del focolare. Il suo nome in etrusco sarebbe stato Mastarna e prima di diventare re a Roma avrebbe compiuto una serie di imprese in Etruria assieme ad alcuni compagni di ventura. Sposò una figlia di Tarquinio Prisco e fu proclamato re con l'aiuto della suocera. Fece sposare una delle sue figlie a Tarquinio il Superbo, l'ultimo re di Roma, figlio o nipote di Tarquinio Prisco. Fu il primo a sovvertire l'ordinamento politico romuleo con una riforma in cui la popolazione venne divisa in classi di censo. Costruì nuove mura per la città ed estese il Pomerio, ma senza includere l'Aventino.


Sesterzio
Moneta romana il cui valore è pari ad un quarto di denario (= 2 assi e mezzo). In età repubblicana era coniata in argento ed in bronzo, ma con l'epoca imperiale divenne d'ottone, fino a scomparire dalla circolazione alla metà del III secolo d.C.


Settimio Severo
Lucio Settimio Severo fu imperatore romano tra il 193 ed il 211 d.C. Nato a Leptis Magna (Africa) e trasferitosi presto a Roma, Settimio fu iniziato alla carriera politica da Marco Aurelio. Durante il suo regno fu impegnato in numerose guerre, prima tra tutte quella contro i Parti, di cui occupò le città di Seleucia e Ctesifonte come è narrato sui rilievi del suo arco. Restaurò l'impero e gli impresse un forte carattere militare concedendo numerosi benefici ai soldati per ottenere il loro appoggio. Morì in Britannia lasciando l'impero nelle mani dei suoi due figli: Geta e Caracalla.


Severo
Severo era un architetto romano vissuto nel I secolo d.C. Il suo nome è legato alla costruzione della Domus Aurea di Nerone. La notizia, che ci viene dagli Annali di Tacito, lo ricorda assieme a Celere come progettista della villa imperiale sul colle Oppio.


Libri Sibillini
I Libri Sibillini (o Fatales) indicano una raccolta scritta di tre volumi in cui erano conservati gli oracoli pronunciati dalla Sibilla (forse Cumana). A Roma furono deposti da Tarquinio Prisco nel Tempio di Giove sul Campidoglio ed in seguito spostati da Augusto nel Tempio di Apollo. I libri erano considerati sacri, ed esistevano dei sacerdoti incaricati della loro custodia e della loro consultazione nei momenti di necessità.


Lucio Cornelio Silla
Lucio Cornelio Silla visse a Roma nel I secolo a.C. Qui egli ricoprì diversi ruoli militari (vinse la guerra contro il re del Ponto Mitridate) e politici. Nell'88 a.C. rivestì il consolato e nell'82 a.C. ottenne la dittatura con l'incarico di riordinare lo stato. Era uno dei più accesi fautori del partito aristocratico, e durante il suo mandato si adoperò per favorire il Senato concedendogli maggiori diritti.


Opera spicata
L’opera spicata (opus spicatum) è una tecnica edilizia usata a Roma in età imperiale. Essa è realizzata mediante l’accostamento di laterizi disposti di taglio in file inclinate di 45° e alternate tra loro, in modo da acquisire un tipico andamento "a spiga" da cui gli deriva il nome. Questa tecnica, impiegata soprattutto per la realizzazione di pavimenti rustici in locali scoperti, rimase in uso con fortuna fino al Medioevo.


Subura
La Subura era uno dei quartieri popolari di Roma antica. Si trovava alle spalle dei Fori Imperiali, tra i colli Celio ed Esquilino. Le fonti ce ne parlano come una zona malfamata e molto popolosa, dove le case erano in legno ancora in età imperiale e la loro alta densità favoriva il divampare degli incendi. Fu per questo motivo che Augusto, quando costruì il suo Foro lo isolò dalla Subura costruendo un alto muro in tufo che, oltre ad essere ignifugo, aveva l'indiscusso pregio di separare visivamente il quartiere dall'area monumentale.


Svetonio
Gaio Tranquillo Svetonio visse a Roma tra la fine del I e la metà del II secolo d.C. Esercitò la professione di avvocato sotto il regno di Traiano ed occupò molte cariche pubbliche. Svetonio fu autore di diverse opere a carattere storico ed erudito, di cui ci rimane solo parte del "De vita Caesarum" in cui sono narrate le vicende degli imperatori fino a Domiziano, e del "De viris illustribus", contenente la biografia degli autori latini. Per quanto la sua opera non sia realmente storica o politica, fornisce interessanti notizie sulla vita privata dei personaggi trattati, aiutandoci spesso a ricostruire i particolari di un'epoca.


Tarquinio Prisco
Tarquinio Prisco fu il quinto re di Roma e, secondo la tradizione, avrebbe regnato tra il 615 e il 572 a. C. Sarebbe stato il primo a brigare per conquistare il regno e dopo di lui il potere fu trasmesso per via dinastica. Servio Tullio, il suo successore, sposò la figlia di Tarquinio e Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, sposò una figlia di Servio. Tarquinio iniziò una grandiosa opera di rinnovamento urbanistico che fece diventare Roma una città compiuta. Avrebbe ampliato il numero dei Senatori e condotto guerre vittoriose contro Sabini e Latini estendendo il territorio controllato dal Roma fino alla pianura pontina. Sarebbe stato ucciso da un complotto ordito dai figli di Anco Marcio gelosi del suo potere.


Tarquinio il Superbo
L'ultimo re di Roma fu Lucio Tarquinio, figlio o nipote di Tarquinio Prisco detto il Superbo per i suoi atteggiamenti da tiranno. Sarebbe salito al trono nel 533, dopo aver ucciso Servio Tullio di cui aveva sposato una figlia. Continuò le guerre contro le città latine e strinse alleanze con gli Etruschi. In patria fu crudele e spietato. Per portare a termine i grandiosi lavori di ristrutturazione urbanistica promossi dai suoi predecessori non esitò ad obbligare i cittadini a veri e propri lavori forzati. Scacciato dalla sollevazione del 509 a. C., tenterà invano di tornare a Roma ma morirà esule a Cuma, una città greca della Campania.


Legge delle XII tavole
Con il termine tavola (in latino tabula) si intende una lastra o pietra con superficie liscia destinata ad usi diversi che vanno dal gioco (tabulae lusoriae) alla redazione di documenti ufficiali (che venivano infatti conservati nel Tabularium). Le dodici tavole da cui la legge prende il nome erano dodici lastre di bronzo su cui nel 450 a.C. venne incisa la trascrizione di tutta la legislazione romana esistente. Queste, redatte per volere dei decemviri, furono considerate dagli autori successivi che le citano a volte un falso e altre volte la prima produzione latina scritta.


Tito Tazio
Tito Tazio era il leggendario re dei Sabini che venne in contrasto con Romolo al momento della fondazione di Roma. Per cercare di popolare la nuova città, Romolo aveva infatti rapito le donne sabine con un'iniziativa particolare, a metà tra il rapimento e un matrimonio di gruppo, che fu il famoso "ratto delle Sabine". Tazio difese il suo popolo combattendo contro i Romani e conquistando il Campidoglio. In seguito a questa vicenda, Tazio e Romolo si rappacificarono e governarono assieme su entrambi i popoli riuniti fino a che Tazio non venne ucciso.


Teodorico
Di stirpe ostrogota, Teodorico visse al passaggio tra V e VI secolo d.C. (454-526 d.C.). Divenne re dei Goti e successivamente re d'Italia. Con il suo governo tentò di favorire la conciliazione tra Latini e Goti, poiché nutriva una profonda ammirazione per il passato dell'impero romano. A livello politico il suo gesto non funzionò, ma Teodorico si impegnò a livello economico e culturale in Italia e a Roma restaurando molti monumenti classici. Passò gli anni finali della sua vita a Ravenna dove fu sepolto.


Teodosio
Teodosio I soprannominato "il Grande" fu imperatore d'Oriente ed Augusto di tutto l'impero dal 379 al 395 d.C. Si diede molto da fare in campo religioso dichiarando il Cristianesimo l'unica religione dell'impero e favorendo la sua diffusione. Fu inoltre occupato in campo militare per difendere i confini dalle invasioni barbariche e sconfisse i Visigoti in battaglia. Dopo aver regnato in maniera equa e produttiva, verso la fine della sua carriera Teodosio ebbe un cambiamento in senso anti-cristiano che però durò poco. Alla sua morte divenne definitiva la divisione dell'impero in due parti: Oriente ed Occidente, affidate rispettivamente ai suoi due figli Arcadio e Onorio .


Tetrarchia
Nel 286 d.C., Diocleziano escogitò un sistema per regolare la successione al regno dopo la sua morte. Egli divise infatti l'impero in due parti, Oriente e Occidente. A capo di ognuna delle due parti designò un candidato, chiamato Augusto, che aveva un collaboratore, il Cesare, destinato ad esserne il successore. Il nome con cui si designava questa divisione dell'impero in quattro parti autonome è la tetrarchia (dal greco "quattro" e "signoria"). I primi due augusti furono Diocleziano in Oriente con Galerio come Cesare, e Massimiano in Occidente affiancato da Costanzo Cloro.


Tiberio
Nel 4 d.C. Augusto adottò Tiberio come figlio e successore, dal momento che Gaio e Lucio, suoi nipoti e figli di Agrippa erano morti. Questi combatté con successo in Pannonia e divenne imperatore nel 14 d.C. dopo la morte di Augusto. Tiberio non aveva la stessa stoffa del padre adottivo, ma governò con saggezza portando avanti il disegno iniziato dal princeps. La sua vita privata fu piuttosto travagliata: dopo aver divorziato da Agrippina sposò in seconde nozze Giulia, la vedova di Agrippa, e finì con l'allontanarsi dalla vita politica per ritirarsi nella sua villa di Capri, lasciando l'impero in mano al suo ministro personale Seiano. Morì nel 37 d.C. dopo che ebbe fatto uccidere il crudele Seiano e dopo aver lasciato come eredi con pari diritto Tiberio Gemello e Caligola.


Tito
Tito Flavio Vespasiano, meglio noto come Tito, fu il secondo imperatore della famiglia flavia. Ancora prima di assumere la guida dell'impero, Tito aveva guidato la guerra contro i Giudei che si concluse con la conquista di Gerusalemme avvenuta nel 70 d.C. e celebrata sui rilievi del suo arco a Roma. Salito al potere nel 79 d.C., dopo la morte del padre Vespasiano, Tito ne continuò la politica rivelandosi un ottimo amministratore. Il suo regno fu però molto breve e nell'81 d.C. Tito morì forse avvelenato dal suo fratello e successore Domiziano.


Totila
Totila fu re degli Ostrogoti nella prima metà del VI secolo d.C. Il suo vero nome era Baduila, ma divenne noto con l'epiteto di Totila cioè l'immortale. Dopo la sua salita al potere (nel 511 d.C.), vinse diverse battaglie contro i Greci d'Occidente ed invase l'Italia comportandosi da vero padrone. Nel 546 d.C. Totila arrivò a conquistare la stessa Roma che in quell'occasione venne isolata tramite il taglio dei ponti sui due fiumi (il Tevere e l'Aniene) e con la manomissione degli acquedotti. Morì poco tempo dopo ucciso da Narsete.


Traiano
Marco Ulpio Traiano fu imperatore romano tra il 98 ed il 117 d.C. Traiano era nato in Spagna, ma si era distinto in Italia per le sue doti militari già sotto il regno di Vespasiano. Console nel 91 d.C., fu successivamente adottato da Nerva del quale fu il successore. Il suo regno fu onesto e giusto. Traiano si impegnò per la difesa dei confini sia in Oriente, portando l'impero romano fino in Mesopotamia, che in Occidente. Tra le sue grandi imprese militari si ricordano le due guerre daciche (101-102 e 105-107 d.C.) illustrate su rilievi della sua colonna dopo le quali la Dacia fu ridotta a provincia romana. Non si lasciò corrompere dal lusso e dalla ricchezza, ma condusse una vita moderata spendendo i soldi pubblici nella monumentalizzazione di Roma dove costruì nuovi edifici tra cui il complesso dei Mercati e del nuovo Foro.


Transetto
Il transetto è un ambiente tipico delle chiese e delle basiliche cristiane. Corrisponde ad una corta navata perpendicolare a quelle maggiori e disposta di fronte all'abside, in modo da conferire alla struttura il suo caratteristico impianto a croce. All'incrocio tra le navate principali ed il transetto si inseriva l'altare, posizionato dunque nel punto più ampio della chiesa, dove si poteva raccogliere un numero maggiore di persone. In latino la parola transetto significa "oltre la chiusura".


Travertino
Il travertino è una pietra calcarea sedimentaria spesso impiegata nelle costruzioni per la sua forte resistenza alle sollecitazioni. Grazie al suo colore bianco inoltre il travertino veniva utilizzato nelle decorazioni di molti monumenti al posto del marmo, che risultava molto di più caro e più difficile da reperire. La zona dei Monti Tiburtini nei pressi di Tivoli era invece una buona e comoda fonte di approvvigionamento di questo materiale per la capitale che cominciò a sfruttarlo dal II secolo a.C. e continuò ad utilizzarlo per tutta l'età imperiale. Tra i monumenti in cui è impiegato il travertino basta ricordare il Teatro di Marcello ed il Colosseo.


Trionfo
Il trionfo è una cerimonia di antichissima origine e di grande importanza nel mondo romano che veniva decretata dal Senato. Questa era riservata ai generali vincitori di guerre contro gli stranieri che avessero sconfitto almeno 5000 nemici. Nell'occasione del trionfo veniva celebrata una festa solenne che vedeva la partecipazione di tutta la città. Le strade erano decorate, le porte dei templi rimanevano aperte e si facevano sacrifici. La festa si svolgeva con un corteo a cui partecipavano tutti i magistrati ed in cui venivano esposti i bottini di guerra. Il percorso del trionfo era una via prestabilita (la via trionfale appunto), che partendo dal Campo Marzio girava intorno al Palatino, comprendeva la Via Sacra ed aveva il suo culmine sul Campidoglio, dove il generale offriva un sacrificio a Giove. Si calcola che a Roma siano stati celebrati almeno 350 trionfi.


Tumulo
Copertura conica di terra, sostenuta spesso in basso da un muro o basamento, che si innalzava sulla tomba presso alcuni popoli dell'antichità.


Turno
Eroe della leggenda etrusco-romana ; re dei Rutuli di Ardea, figlio di Dauno e della ninfa Venilia, fratello di Giuturna la ninfa del fonte romano. Alleato del re Latino contro Enea, sarebbe stato ucciso da quest'ultimo.


Tuscanico
Termine col quale già Vitruvio aveva indicato un ordine architettonico di derivazione etrusca, che è simile all'ordine dorico nel capitello formato principalmente da un echino con abaco sovrapposto, ma ne differisce per l'assenza di scanalature nel fusto e per la presenza di una base, costituita per lo più di un grosso toro.


Unni
Popolazione barbarica asiatica, comparsa in Europa nel IV-V sec. d.C. Il loro centro territoriale è la Pannonia ; tra i re degli Unni si ricorda Attila, che tentò invano di conquistare la Gallia e l'Italia.


Urna
Presso gli antichi il termine è usato per indicare il vaso in genere. Una tipologia particolare è costituita dalle urne cinerarie, contenitori usati a partire dalle necropoli a cremazione della civiltà del bronzo e della prima età del Ferro. Dai grossolani vasi ossuari a doppio tronco di cono e dalle urna a capanna, si arriva nel corso dei secoli alle raffinate urne a cassette scolpite, caratteristiche di varie necropoli tarde dell'Etruria. Di queste, con il rito pressoché esclusivo della cremazione nel mondo romano (fino al II sec. d.C.), si hanno numerosi esemplari in terracotta, vetro, pietra o marmo.


Vandali
Nome che indicò dapprima i Germani orientali, ma si restrinse successivamente ad una singola gente cui Tacito attribuisce il nome di Lugi. Stabiliti all'inizio sulle coste del Baltico e sulla Vistola, l'arrivo di altre popolazioni germaniche li costrinse a spostarsi verso nuove sedi nell'Europa centrale (Slesia, Polonia meridionale). Divennero federati dell'impero romano, con cui però entrarono definitivamente in collisione nel V sec. d.C. I Vandali scompaiono dalla storia nel 536 d.C. in occasione della sconfitta subita ad opera dell'imperatore Giustiniano.


Velia
La Velia era una collina che ora non esiste più. La pendice meridionale della collina era già stata sbancata per costruire la Basilica di Massenzio, ma ciò che ne restava fu fatto radere al suolo da Mussolini per consentire l'apertura dell'attuale via dei Fori Imperiali. La Velia era inclusa nella IV regione augustea e si trovava tra il Palatino e l'Esquilino. Vi si trovavano santuari antichissimi e ricche dimore private. Secondo la tradizione averebbe abitato sulla Velia il re Tullo Ostilio.


Vespasiano
Tito Flavio Vespasiano, nato a Rieti nel 9 d.C. morì a Cutilie in Sabina nel 79 d.C. Figlio di Flavio Sabino e di Vespasia Polla, sposò Flavia Domitilla da cui ebbe tre figli : Tito, Domiziano e Domitilla. Divenne imperatore nel 69 d.C. ; durante il suo regno si celebrò il trionfo sui Giudei. Egli perseguì una politica tesa a rinnovare la potenza di Roma e restaurare la pace. Tra le sue opere più importanti si ricorda l'erezione del grandioso Templum Pacis e la realizzazione parziale del Colosseo.


Visigoti
Popolazione dei Germani occidentali, appartenente alla grande gente dei Goti. Nel IV sec. d.C. abbracciarono la religione cristiana, professata presso di loro nella forma dell’arianesimo. Nel 377 d.C. si ribellarono ai romani giungendo a minacciare Costantinopoli; in seguito l’imperatore Teodosio li costrinse ad addivenire a più miti consigli e ad accettare il ruolo di federati dell’impero. Seguirono quindi alterne vicende che videro i Visigoti irrompere nella città eterna per ben tre volte nel 408, 409, 410 d.C. sotto il comando del loro re Alarico.


Vitruvio
Trattatista di antichità latino, quasi certamente dell'età di Augusto, autore di un trattato in dieci libri dal titolo De Architectura. Praticò l'architettura militare e l'idraulica.


Vittoria
Dea della Vittoria, colei che incorona il vincitore sia di guerre che di Gare atletiche.
Era rappresentata come una figura femminile alata con lunga veste svolazzante e con in mano premi: corone, bende, palme o insegne militari per i vincitori. Immagini di Vittorie sono presenti non solo sui monumenti trionfali, come archi, colonne e altari, ma anche nell'arte pittorica e decorativa.
Un tempio dedicato a questa dea sorgeva a Roma sul Palatino.

   

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