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Qara, Mustafà Pascià.

(o Kara Mustafà). Gran visir ottomano. Riuscì a mantenere l'ordine e la pace all'interno del Paese e a salvaguardarne l'economia, imponendo la propria autorità accentratrice. Dopo aver guidato nel 1678 una spedizione in Ucraina, conquistando la fortezza di Cigirin, rinunciò a ogni rivendicazione su quella regione, firmando nel 1681 un trattato con la Russia. Concentrò invece il proprio interesse sull'avanzata dei Turchi verso Occidente, proponendosi la conquista di Vienna, convinto che la situazione fosse ormai matura per rovesciare l'Impero asburgico. Denunciato anticipatamente il Trattato di Vasvàr del 1664, rese inevitabile la guerra. Il suo esercito avanzò lungo la riva destra del Danubio, attraversando poi la Raab, senza incontrare resistenza. Dopo una marcia di una settimana, giunse in vista della capitale asburgica, procedendo all'accerchiamento della città (luglio 1683). Avendo sottovalutato le forze occidentali mandate in soccorso di Vienna, preferì non prendere immediatamente la città d'assalto, ponendola in stato d'assedio. Gli alleati occidentali sferrarono il loro attacco il 12 settembre, riuscendo a sbaragliare in un'unica giornata le forze turche, che dovettero ritirarsi sconfitte. Le cospirazioni dei nemici di Q. convinsero Maometto IV a decretarne la condanna a morte. Fu giustiziato (Merzifon, Turchia 1634-35 - Belgrado 1683).