Stats Tweet

Lussemburgo.

Stato (2.586 kmq; 455.000 ab.) dell'Europa nord-occidentale. Confina a Nord e a Ovest col Belgio, a Est con la Germania, a Sud con la Francia. Capitale: Lussemburgo. Città principali: Esch, Mersch, Dudelange, Differdange, Clervaux, Pétange, Diekirch, Wiltz. Ordinamento: Granducato libero, indipendente, costituzionale, diviso in 12 cantoni. Organo consultivo è il Consiglio di Stato di 21 membri. Il potere legislativo è affidato alla Camera dei deputati di 60 membri, eletti per 5 anni con suffragio universale e diretto. Moneta: fino al 31 dicembre 2001, franco lussemburghese; dal 1° gennaio 2002, euro. Lingua ufficiale: francese; molto diffuso il dialetto (tedesco con elementi francesi e olandesi, il cosiddetto lezebuurjesh). Religione: cattolica con una piccola presenza di protestanti ed ebrei.

GEOGRAFIA

Fisicamente e morfologicamente il Paese fa parte degli altipiani lorenesi e delle Ardenne, non presenta sbocchi sul mare e appartiene a due differenti regioni naturali: la regione settentrionale (Eisling o Ösling), caratterizzata da terre elevate e selvose, che si alternano a frequenti lande e brughiere. Una zona intermedia che presenta scarpate di arenanie risalenti al Mesozoico, e infine la parte più meridionale (Gutland, ovvero "buon paese") collinosa, con vallate ampie intensamente coltivate. Dal punto di vista idrografico il territorio del L. appartiene al bacino della Mosella, fiume che segna per 34 km il confine con la Germania. Il fiume Sûre, affluente di sinistra della Mosella, attraversa da Ovest a Est il Granducato, raccogliendo le acque dell'Our, dell'Alzette e di altri affluenti minori. Il clima del L. presenta caratteristiche spiccatamente continentali, con inverni rigidi ed estati piuttosto calde. Le precipitazioni sono concentrate nei mesi estivi.
Cartina del Lussemburgo

Il villaggio di Esch sur Sure, in Lussemburgo


ECONOMIA

Agricoltura: un ruolo limitato è quello riservato all'agricoltura, praticata nella zona meridionale del Paese, dove si coltivano: avena, frumento, orzo e segale, tabacco e lino. Notevole la produzione di patate e di barbabietole. Lungo la Mosella è coltivata la vite e diffusa è anche la coltivazione degli alberi da frutta. L'estensione dei prati e dei pascoli favorisce l'allevamento dei suini e dei bovini; sviluppata è anche l'industria casearia connessa con l'allevamento. ║ Industria: le maggiori risorse del L. sono date dai giacimenti di ferro, che alimentano una cospicua industria siderurgica, con una produzione di ferro e acciaio che pone il L. tra i maggiori produttori europei. L'industria principale resta quella dell'acciaio che ha il suo maggior centro a Arbed con una cospicua produzione annua di ghisa e delle ferroleghe. Altre industrie di primaria importanza nell'economia nazionale concernono le telecomunicazioni, il settore chimico, la concia del cuoio, la produzione di ceramica, di cemento, di tabacco e di birra. La ricchezza attuale del Paese punta, oltre che sulla siderurgia, sul settore finanziario, il cui sviluppo è agevolato da numerose facilitazioni fiscali e bancarie: il 90% delle banche che operano sul territorio sono straniere, con una forte presenza di capitali arabi e giapponesi. Il L. ha il PNL pro capite più alto d'Europa (24.860 dollari USA nel 1989). ║ Comunicazioni: il L. è ben collegato con il resto d'Europa, grazie ad una fitta rete di strade, autostrade e ferrovie che ha il suo nodo strategico nella capitale. La Mosella è navigabile e il principale porto fluviale è a Mertert. La capitale è servita di un aeroporto internazionale.

STORIA

La storia del L. ebbe inizio nel 963 quando il conte di Bigdau, Sigefredo I, acquistò il castello di Lützelburg da cui presero nome i domini circostanti, comprendenti, oltre al territorio dell'attuale granducato, anche l'omonima provincia belga. Nel 1409, in seguito al matrimonio di Elisabetta di Görlitz, erede del ducato, col duca di Brabante, fratello del duca di Borgogna, il L. entrò nell'orbita del ducato di Borgogna e seguì la sorte delle altre province dei Paesi Bassi. Annesso alla Francia durante l'età rivoluzionaria e napoleonica, nel 1815 fu eretto a Granducato dal congresso di Vienna e fu ceduto a Guglielmo I di Orange-Nassau, re dei Paesi Bassi. Unitosi al Belgio nella rivolta del 1830 contro l'assolutismo di Guglielmo I e in nome dell'indipendenza, con la costituzione dello Stato indipendente del Belgio, subì una divisione territoriale: la parte occidentale (Vallone) votò l'annessione al Belgio (cinque distretti su otto), mentre quella orientale, a maggioranza tedesca, rimase legata alla corona olandese. Estintasi nel 1890 la discendenza maschile della casa Orange-Nassau, vennero a cadere gli ultimi legami col Regno dei Paesi Bassi. Infatti, nel L. non vigeva, come nei Paesi Bassi, la successione per linea femminile, per cui, non avendo lasciato Guglielmo III eredi maschi, l'unione personale tra il granducato e il regno dei Paesi Bassi fu sciolta. Mentre la corona olandese veniva assunta dalla regina Guglielmina, quella lussemburghese passava al granduca Adolfo, appartenente a un altro ramo della famiglia Nassau. La neutralità del piccolo Stato fu violata sia nel 1914 che nel 1940 e, durante entrambe le occupazioni, la Germania manifestò propositi annessionistici. L'annessione fu attuata nel 1942, senza tener conto dei risultati del plebiscito, svoltosi nell'ottobre 1941, in cui il 96% della popolazione si era dichiarata contraria ad acquistare la cittadinanza tedesca. Dopo la liberazione, avvenuta all'inizio del 1945, il L. rinunciò a ogni forma di neutralità e rinsaldò i vincoli economici con Belgio e Olanda (Benelux), entrando successivamente a far parte dei vari organismi politici ed economici europei e atlantici. Gli anni della ricostruzione, successivi al termine della seconda guerra mondiale, furono caratterizzati da un grande sviluppo economico e finanziario, frutto dell'espansione dell'industria carbo-siderurgica e dell'insediamento nel Paese di istituti bancari anche stranieri con conseguente allargamento del sistema bancario. La scena politica, durante tutto il dopoguerra, fu dominata dalle forze cristiano-sociali alleate con i socialisti (a parte la parentesi del Governo 1974-78, guidato dal liberale Gaston Thorn, a capo di una coalizione tra liberali e socialisti). Le elezioni del 1984 decretarono la nomina a premier del leader dei cristiano-sociali Jacques Santer, riconfermato nel 1989. Un'oculata politica di gestione delle risorse umane ed economiche del Paese permise al L. di far fronte alla grande crisi carbo-siderurgica europea, favorendo la riconversione produttiva, che almeno in parte arginò nel Granducato il peso della recessione. Le elezioni del 1995 decretarono la nomina a capo del Governo di Jean-Claude Juncker. Nel 1992 il Parlamento del L. approvò a larga maggioranza il Trattato di Maastricht. Nel 2000 il granduca Jean, dopo aver regnato per 36 anni, abdicò a favore del primogenito Henri. Il 1° gennaio 2002 il Paese adottò l'euro quale moneta nazionale ufficiale.