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Lubiana.

(in sloveno Ljubljana). Capitale (267.008 ab.) della Slovenia, situata sulle rive del fiume omonimo. Importante centro stradale e ferroviario alla confluenza delle vie di comunicazione tra Ungheria e Italia, tra Austria e Paesi balcanici. Mercato commerciale molto attivo e importanti industrie di laneria, cotoneria, lavorazione del cuoio e del legno. ● St. - Il suo nome originario fu Emona e mantenne la denominazione romana finché nel VI sec., popolata da Sloveni, fu colonizzata dai Tedeschi. Appartenne agli Asburgo a partire dal 1282 e divenne sede vescovile nel 1461. Fra il 1809 e il 1813 fu occupata dai Francesi, che la eressero capitale delle Province Illiriche. Tornata agli Austriaci dopo il Congresso di Vienna, durante il XIX sec. assurse a massimo centro del movimento nazionale sloveno, nel 1919 entrò insieme alla Slovenia, di cui era capoluogo, nel neonato Regno jugoslavo. Dall'aprile del 1941 al settembre 1943 subì l'occupazione italiana e quindi quella tedesca. Venne liberata dall'armata jugoslava di liberazione il 7 maggio 1945, divenendo capitale della Repubblica Federativa Slovena, una delle Repubbliche che componevano la nuova Jugoslavia socialista. Nel 1991 la Slovenia si rese indipendente, mantenendo L. come propria capitale. ║ Congresso di L.: tenuto dall'11 gennaio al 25 febbraio 1821, sotto l'influenza direttiva di Metternich, ristabilì l'ordine politico della restaurazione. Deliberò tra l'altro di intervenire militarmente nel regno delle Due Sicilie, ove s'era da poco instaurato un regime parlamentare. L'intervento fu sollecitato dallo stesso re Ferdinando I di Borbone, che pure aveva promesso il suo appoggio alla costituzione liberale. ● Arte - La città giace ai piedi di un colle sul quale sorge il castello di L., residenza dei margravi di Carniola e, in seguito, dei duchi di Carinzia. Costruito nel Medioevo sul luogo di una fortezza romana, venne completamente ricostruito fra i secc. XVI e XVII. Anche il centro storico è stato interamente ricostruito, in forme barocche, dopo le distruzioni causate dai Turchi durante l'invasione del 1649. Notevoli sono la cattedrale di S. Nicola, il vescovado, il municipio e il convento delle Orsoline, tutti risalenti all'inizio del XVIII sec. Scampati alle distruzioni turche sono invece le chiese dei francescani (1640-60) e di S. Giacomo (1613), ambedue in stile barocco italiano. Pregevole è il complesso monumentale del Kriz¥anke, edificato dai cavalieri della Croce nel 1260 e rimaneggiato nei secoli seguenti. Alla città moderna appartengono invece l'università (istituita nel XVII sec.), il Museo nazionale (1888) con ricche collezioni e il parco Tivoli.