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Husayn, Saddam.

(noto in Occidente con il nome di Saddam Hussein). Uomo politico iracheno. Entrato giovanissimo nel Partito socialista di unità araba Baathi, partecipò personalmente nel 1959 a un attentato contro il dittatore militare Kassem. Fu salvato dalla condanna a morte grazie all'intervento del premier egiziano Nasser. Un colpo di Stato, nel 1968, portò al Governo il generale Hassan al-Bakr, suo parente, aprendogli le porte a una rapida carriera politica. Succeduto ad Hassan al-Bakr nel 1979, H. si insediò stabilmente alla presidenza del Paese, promuovendo una sanguinosa repressione contro i componenti del precedente Governo e gli oppositori del regime. Appoggiato da un nutrito clan di parenti, intraprese un'ambiziosa politica imperniata sulla nazionalizzazione del petrolio, sulla promozione di riforme socialiste e sull'avvicinamento all'Unione Sovietica (pur mantenendo buoni rapporti con i Paesi occidentali importatori di greggio). In meno di un anno, anche in virtù del sostegno occidentale, H. organizzò un esercito in grado di aggredire l'Iran, da poco passato nelle mani degli integralisti islamici. Ebbe così inizio nel 1980 un lungo e sanguinoso conflitto, conclusosi nell'agosto 1988, che causò in otto anni più di un milione di vittime. Contemporaneamente, H. si adoperò per annientare la minoranza curda; per perseguire questo scopo giunse ad autorizzare l'uso di armi chimiche, vietate dalle convenzioni internazionali. Negli anni Ottanta H. manifestò chiaramente mire espansionistiche, conducendo l'Iraq in una posizione di isolamento sempre maggiore. Nel 1990, cogliendo di sorpresa tutta la comunità internazionale, H. diede alle sue truppe l'ordine di invadere il Kuwait, decretando l'annessione del piccolo Emirato (ricchissimo di pozzi di petrolio) al territorio iracheno. L'iniziativa del dittatore provocò l'immediata reazione dell'ONU, culminata nell'embargo commerciale delle merci in entrata e in uscita dal Paese. Il 17 gennaio 1991 il conflitto esplose inevitabile con un massiccio bombardamento alleato su Baghdad. Dopo 42 giorni di scontri aerei e terrestri, H. accettò le condizioni di resa postegli dall'ONU. Malgrado le condizioni disastrose in cui versava il Paese, il dittatore riuscì a superare le difficoltà postbelliche e a mantenere intatto il potere; nei mesi successivi trovò anche il modo di perpetrare una dura repressione sulle popolazioni curde. Nel gennaio 1993, in seguito a ripetute incursioni irachene in territorio kuwaitiano, gli Stati Uniti disposero due attacchi aerei contro obiettivi militari dell'Iraq. Nel 1994 H., già capo di Stato, assunse anche le funzioni di capo del Governo. Il divieto di produrre armi chimiche e atomiche da parte dell'ONU crearono tensioni con USA e Gran Bretagna nel 1998, allorquando egli rifiutò le ispezioni delle Nazioni Unite in fabbriche e depositi sospettati di produrre e contenere armi chimiche. Vennero compiuti attacchi missilistici da parte di USA e Gran Bretagna a questi obiettivi con lo scopo di fare cedere H. alle richieste dell'ONU. Le tensioni continuarono negli anni e nel novembre 2002, all'ennesima richiesta statunitense e delle Nazioni Unite (che minacciarono ritorsioni in caso di non adempimento) di poter esaminare siti di importanza strategico-militare in Iraq alla ricerca di eventuali arsenali proibiti, H. dichiarò la sua disponibilità all'invio degli ispettori ONU. Intanto nell'ottobre dello stesso anno H. era stato rieletto alla presidenza del Paese con l'unanimità dei voti: per celebrare l'elezione aveva deciso di concedere l'amnistia ai prigionieri condannati e detenuti nelle carceri irachene, compresi i cittadini accusati di reati politici, e agli esuli. Agli inizi del 2003, mentre ancora procedeva il lavoro degli ispettori, gli Stati Uniti chiesero formalmente al presidente iracheno di abbandonare il potere lasciando al contempo il Paese. A un suo netto rifiuto la coalizione anglo-statunitense decise, senza l'approvazione dell'ONU, di procedere con un intervento armato dando formalmente inizio al conflitto il 20 marzo 2003. Nelle settimane successive, si susseguirono voci di un suo possibile ferimento, o addirittura della sua morte, nel corso dei massicci bombardamenti su Baghdad, puntualmente smentite da alcune brevi apparizioni televisive. In seguito alla presa della capitale da parte delle truppe anglo-americane (9 aprile), H. fece perdere le tracce di sé. Le ricerche continuarono nei mesi successivi (in luglio vennero trovati i suoi due figli, Uday e Qusay, che persero la vita durante il tentativo di cattura) e il 13 dicembre 2003 il raìs venne catturato nel villaggio di Dawar, a pochi chilometri dalla sua città natale, nascosto in un cunicolo scavato nei pressi di una fattoria. Nell'ottobre del 2005 iniziò a Baghdad il processo a suo carico (insieme ad altri sette imputati, fra cui il fratellastro e vari gerarchi del suo regime) da parte di un tribunale iracheno, con l'accusa di crimini contro l'umanità, in particolare per la strage avvenuta nel 1982 nella cittadina di Dujail (148 sciiti uccisi), a Nord della capitale. Il 5 novembre 2006 H. fu condannato a morte per impiccagione; la sentenza suscitò reazioni contrastanti nel Paese e nella comunità internazionale. Il successivo 30 dicembre fu impiccato a Baghdad, nella sede dei servizi segreti militari iracheni (Tikrit 1937 - Baghdad 2006).
Saddam Hussein