La salute Disturbi Malattie Rimedi alle malattie Acne Dolore all'addome Adenoidi Aids Abuso di alcol

 

 
    

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La salute Disturbi Malattie Rimedi alle malattie Acne Dolore all'addome Adenoidi Aids Abuso di alcol

  

La salute Disturbi Malattie Rimedi alle malattie Acne Dolore all'addome Adenoidi Aids Abuso di alcol

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ACNE.

Sintomi.

- Lesioni rosse o piccole tumefazioni della pelle persistenti e ricorrenti, generalmente note come brufoli; possono diventare infiammate o purulente; solitamente compaiono sulla faccia, sulpetto, sulle spalle, sul collo o sulla parte alta della schiena, soprattutto negli adolescenti.

- Le piccole aree scure con un poro aperto al centro sono dette punti neri.

- Le piccole lesioni che sporgono sotto la pelle e non hanno aperture sono dette punti bianchi.

- Le tumefazioni o i noduli, talvolta visibilmente pieni di pus, sono detti pustole e si sviluppano dai punti neri o dai punti bianchi.

- I noduli infiammati e pieni di siero, che si formano sotto la pelle e possono diventare larghi anche qualche centimetro, sono detti noduli o cisti.

- Le guance e il naso eccessivamente arrossati sono un segno di rosacea o couperose, una malattia simile all'acne che colpisce gli adulti (soprattutto le donne) sopra i trent'anni.

DITELO AL MEDICO SE...

- L'acne non migliora dopo due o tre settimane di trattamento con creme o altri rimedi; potreste avere bisogno di una terapia medica.

- Avete un'acne grave, che produce cisti sotto la pelle e brufoli che si infettano. Un dermatologo può prescrivere dei farmaci per mantenere sotto controllo la malattia e prevenire la formazione di cicatrici permanenti.

- La pelle delle guance e del naso si arrossa eccessivamente. Potreste avere la rosacea, che può essere trattata con un'appropriata terapia antibiotica.

Praticamente ciascuno è destinato a soffrire di uno sfogo di brufoli in qualche momento della vita, il che rende l'acne una delle più comuni malattie della pelle. Ha inizio quando i minuscoli follicoli dei peli sono otturati dalle secrezioni oleose prodotte dalle ghiandole sebacee della pelle. I punti neri sono solitamente non rilevati con il centro reso scuro dall'esposizione all'aria; i punti bianchi sono lesioni simili, non colorate. Entrambi i tipi di lesioni possono infiammarsi e diventare gonfie e dolenti. Le cisti e i noduli, associati ai casi gravi di acne, sono tumefazioni dure sotto la superficie della pelle che si infiammano e talvolta si infettano. Anche se l'acne resta un disturbo tipico dell'adolescenza, circa il 20 per cento dei casi insorge nell'età adulta. Essa solitamente insorge durante la pubertà e tende ad essere più grave nelle persone con la pelle grassa. Colpisce entrambi i sessi, anche se i casi più gravi compaiono nei ragazzi adolescenti. Le donne sono più soggette a forme leggere o moderate di acne dopo i trent'anni e sono più suscettibili alla rosacea. I miti sulla responsabilità di una dieta scorretta e di un'attività sessuale incontrollata sono stati sostituiti dalla semplice verità che l'ereditarietà e la secrezione di ormoni sono alla base della maggior parte delle forme di acne. Abolire il cioccolato o pulire il viso dieci volte al giorno non cambierà la vostra predisposizione verso questa malattia antiestetica, a volte dolorosa e spesso imbarazzante.

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CAUSE.

La causa dell'acne non è del tutto nota. Anche se una cattiva igiene, una dieta squilibrata e lo stress possono aggravarla ma non possono causarla. La comune acne volgare degli adolescenti ha inizio con un aumento della produzione di ormoni. Durante la pubertà, i ragazzi e le ragazze producono alti livelli di androgeni, ormoni sessuali maschili che comprendono il testosterone. Gli androgeni possono a loro volta stimolare la secrezione di sebo, la sostanza che lubrifica la pelle e l'aiuta a trattenere l'idratazione, e la produzione di cheratina, un costituente primario dei peli. I minuscoli follicoli dei peli, specialmente quelli del viso, del collo, del petto e della schiena, possono essere otturati dal sebo e dalla cheratina. Man mano che i follicoli si riempiono e i batteri si moltiplicano, sulla superficie della pelle si formano punti neri e punti bianchi, portando a una condizione chiamata acne non infiammatoria. Se la parete del follicolo si rompe sotto la pressione e il sebo si riversa nel tessuto circostante, il risultato è la pustola, o acne infiammatoria. Se le pustole si infettano, la situazione si complica ulteriormente: l'infezione può penetrare a fondo nella pelle e determinare le cosiddette cisti, che possono rompersi e lasciare cicatrici temporanee o permanenti. Vari fattori contribuiscono a rendere alcune persone più soggette a essere colpite dall'acne, come la predisposizione definita dalla presenza di più casi di acne nella stessa famiglia, lo stress, l'uso di contraccettivi o di corticosteroidi. L'uso di contraccettivi orali può scatenare l'acne in alcune donne, ma in effetti la guarisce in altre: questo dipende anche dal tipo di pillola impiegata. Gli steroidi anabolizzanti presi da alcuni patiti del body building possono causare gravi episodi. Esistono diversi sottotipi di acne. Alcune forme (acne neonatorum e acne infantum) colpiscono occasionalmente i neonati e i lattanti, di solito i maschi. Uno sfogo di elementi simili a brufoli compare sul viso, ma di solito passa nel giro di qualche settimana senza conseguenze durature. Alcuni adulti, soprattutto donne, che superano l'adolescenza quasi indenni dai brufoli, possono sviluppare una persistente acne dell'età adulta quando raggiungono la maturità. In alcuni casi gli sfoghi sono causati da reazioni allergiche ai cosmetici o ad alcuni cibi, mentre altri sono legati alle mestruazioni. Sia l'acne premestruale che quella postmenopausa tendono ad essere relativamente più lievi rispetto a quella che è causata dai cosmetici. Nonostante il normale aumento nei livelli di androgeni durante la pubertà, alcuni ricercatori ritengono che gli sfoghi di acne siano correlati non tanto ai livelli individuali di androgeni quanto al modo in cui la pelle di quella persona reagisce a un aumento della produzione di sebo. I batteri Propionibacterium acneis e Staphilococcus epidermidis sono normalmente presenti nei follicoli dei peli sani. Se questi batteri si accumulano in maniera eccessiva nei follicoli otturati, possono secernere degli enzimi che degradano il sebo, favorendo l'infiammazione localizzata. Alcune persone sono semplicemente più sensibili di altre a questa reazione, e così dei livelli di sebo che possono causare un brufolo o due in una persona possono scatenare uno sfogo diffuso, o acne cistica acuta, in un'altra persona.

TRATTAMENTO.

Non è necessaria una terapia se un brufolo o due compaiono occasionalmente. Le creme in vendita in farmacia e i cosmetici, se vengono usati, devono essere a base di acqua e ipoallergenici. Anche se gli sfoghi di acne non possono essere eliminati, le cure convenzionali e alternative possono contribuire a dare sollievo. La medicina convenzionale accorda la preferenza a terapie farmacologiche che inibiscono la produzione di sebo e cheratina, limitano la crescita dei batteri, o incoraggiano l'esfoliazione delle cellule della pelle per disostruire i pori. Poiché molte terapie possono avere potenti effetti collaterali, tutti i pazienti con problemi della pelle dovrebbero procedere con cautela quando provano un nuovo trattamento. Le persone affette da casi gravi e persistenti hanno bisogno delle cure di un dermatologo.

 

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MEDICINA CONVENZIONALE.

Per curare l'acne leggera, il medico può consigliare un preparato da usare localmente a base di benzoil perossido o prescrivere il farmaco tretinoina (acido retinoico), un derivato della vitamina A. Prima di applicare il preparato, lavate la zona interessata con un sapone privo di oli e di profumo. Quando i brufoli pieni di pus sono pronti a scoppiare, è possibile accelerare il processo applicando un asciugamano caldo per pochi minuti. I brufoli infetti devono essere aperti solo da un medico che impieghi strumenti chirurgici e segua le procedure di antisepsi. Schiacciare i brufoli da sé può causare ulteriori infezioni, il che comporta il rischio di cicatrici permanenti. Per i casi di media entità o gravi, un cardine della terapia è la tetraciclina, un antibiotico che si prende solitamente per via orale, talvolta in combinazione con la tretinoina applicata localmente. Altri antibiotici utili sono l'eritromicina e la clindamicina per via orale. Per le cisti cronicamente infiammate, un medico può prescrivere il farmaco isotretinoina ma, a causa dei suoi gravi effetti collaterali soprattutto in gravidanza, la terapia deve essere seguita attentamente e il farmaco non deve essere assunto da donne in età fertile. Una possibilità di terapia meno comune è l'iniezione di triamcinolone, un tipo di corticosteroide, direttamente nelle cisti. Questo trattamento può, in alcuni pazienti, provocare la comparsa temporanea di una colorazione scura intorno alle lesioni. Poiché molti casi di acne sono alleviati dal sole estivo, il dermatologo può anche consigliare l'esposizione controllata alla luce ultravioletta per tenere sotto controllo gli sfoghi. I pazienti che prendono farmaci antiacne devono stare in guardia contro i possibili effetti collaterali e le interazioni. I farmaci tretinoina e benzoil perossido possono lasciare la pelle arrossata, secca e sensibile alla luce del sole. Il benzoil perossido può inibire gli effetti terapeutici della tretinoina, quindi si raccomanda di non applicarli mai insieme. Prendere antibiotici per più di qualche settimana può rendere le donne più suscettibili alle infezioni da Candida. Alcuni adulti hanno sul viso cicatrici o fossette derivanti da cisti o brufoli profondi che sono stati grattati o si sono gravemente infettati. Due tecniche chirurgiche relativamente aggressive possono migliorare l'aspetto della pelle: la dermoabrasione, in cui il dermatologo essenzialmente smeriglia la pelle dopo averla "congelata", e il peeling chimico.

 

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DIGITOPRESSIONE.

1 La digitopressione può aiutare ad alleviare l'infiammazione, gli squilibri ormonali e lo stress emotivo associati all'acne. Applicate una pressione decisa col pollice sul punto Intestino Crasso 11, all'estremità esterna della piega del gomito. Mantenetela per un minuto e ripetete sull'altro braccio.

Digitopressione acne

2 Per aiutare ad alleviare l'infiammazione della pelle, premete con il pollice destro il punto Intestino Crasso 4, fra il pollice e l'indice della mano sinistra, spingendo contro l'osso sotto all'indice. Mantenete le pressione per un minuto, quindi ripetete sull'altra mano. Non usate questo punto in gravidanza.

Digitopressione acne

SCELTE ALTERNATIVE.

Alcune terapie alternative per l'acne cercano di ridurre l'infiammazione e di combattere l'infezione. Altri approcci usano le erbe o misure dietetiche per tenere sotto controllo i fattori che possono favorire l'acne, come lo stress. Per l'acne lieve o di media entità, questi approcci possono avere un significato, ma l'acne volgare e la rosacea rispondono più lentamente della maggior parte delle altre malattie alle terapie. Abbiate pazienza: molte terapie richiedono anche un anno per produrre dei risultati.

ERBE CINESI.

La medicina erboristica cinese cerca di liberare la pelle dall'umidità e dal calore, che ne sono ritenuti responsabili. I preparati comunemente impiegati per questo scopo comprendono semi di cnidio (Cnidium monneri) e fiori di caprifoglio (Lonicera japonica).

FITOTERAPIA.

Per aiutare la pelle a guarire e alleviare l'infiammazione e il prurito si possono usare molte erbe: l'echinacea (Echinacea spp.), la calendula (Calendula officinalis), l'olio dell'albero del tè (Melaleuca spp.) e l'idraste (Hydrastis canadensis); la tintura di Iris (Iris versicolor) funziona particolarmente bene in associazione con l'echinacea. Può essere utile bere un infuso preparato con una miscela di ortica (Urtica dioica) e di tintura di caglio o attaccavesti (Galium spp.).

ATTENZIONE: non date mai un rimedio a base di erbe a un neonato senza il parere del medico. Se lo stress può contribuire alla vostra acne, cercate di rilassarvi con una tazza di tè preparato con la lavanda (Lavandula officinalis) o con la camomilla (Matricaria chamomilla). Un suffumigio al viso due o tre volte la settimana con una di queste due erbe può essere utile.

 

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OMEOPATIA.

Hepar sulphuris o Silica, in granuli, tre volte al giorno per una settimana o meno, possono sicuramente aiutare ad accelerare la guarigione di sfoghi d'acne di minore entità.

NUTRIZIONE E DIETA.

La maggior parte dei medici attualmente ritiene che l'acne non sia un problema da collegare alla dieta e raramente chiede al paziente di modificare l'alimentazione allo scopo di ridurre gli sfoghi. D'altra parte, molti medici alternativi ancora pongono alla base della terapia un cambiamento della dieta. Mentre gli esperti in entrambi i campi sono d'accordo nell'affermare che la cioccolata, i grassi e gli altri cibi sotto accusa non causano l'acne, si continua a dibattere se siano in grado di aggravare la situazione. Fra i supplementi a base di vitamine e minerali, i nutrizionisti generalmente consigliano lo zinco, che gioca un ruolo nell'elaborazione degli ormoni da parte dell'organismo. Un supplemento di 30-50 mg al giorno può contribuire a ridurre l'infiammazione e a guarire la pelle danneggiata. Larghe dosi di vitamina A possono ridurre la produzione di sebo e cheratina. Dosi eccessive possono causare mal di testa, affaticamento, dolori muscolari e articolari, non è quindi consigliabile assumerla senza l'attento controllo del medico. La vitamina E, un antiossidante, può essere anche inclusa in un regime naturale contro l'acne a dosi di 200-400 U.I. al giorno. La vitamina B6, che aiuta il metabolismo degli ormoni, può essere particolarmente efficace per le donne che soffrono di acne premestruale; un tipico dosaggio è 50 mg al giorno.

RIMEDI DOMESTICI.

- Lavare delicatamente il viso con un sapone privo di profumo e di oli (o anche con un sapone medicato) aiuta a tenere pulita la pelle. Strofinare o trattare con creme abrasive la cute già infiammata fa peggiorare l'acne.

- Resistete al desiderio di schiacciare i brufoli. Lasciateli scoppiare quando sono maturi, quindi lavate delicatamente.

- Per l'acne leggera o di media entità, provate i preparati da banco a base di benzoil perossido.

- Esponete con moderazione la pelle acneica alla luce del sole.

- Gli uomini con acne di media o grave entità, per ridurre i rischi d'infezione, dovrebbero usare una lametta nuova tutte le volte che si radono. Al posto dei dopobarba a base di alcol, provate delle alternative a base di erbe che comprendono gli oli essenziali di lavanda, camomilla o albero del tè.

PREVENZIONE.

Molti medici ritengono che non ci sia modo di prevenirla. La teoria più comunemente accettata è che né una buona igiene né la dieta possano prevenire gli sfoghi, ma i suggerimenti relativi a Nutrizione e Dieta possono essere utili. Una buona igiene generale e una corretta pulizia della pelle sono particolarmente importanti durante l'adolescenza. Le regole di base comprendono un bagno o una doccia tutti i giorni, e lavarsi il viso e le mani con un sapone non profumato o leggermente antisettico. È meglio che le adolescenti non usino cosmetici. Ben poche creme o preparati in commercio hanno un effetto benefico sull'acne.

ROSACEA.

Anche se le vittime più evidenti della rosacea o couperose sono uomini di mezza età, con il naso ingrossato e le guance arrossate, le donne dalla pelle chiara sopra i trent'anni sono in realtà le più soggette a questa malattia. La rosacea ha inizio con un persistente e anomalo rossore delle guance e del naso, che diventa più evidente se si ingeriscono cibi speziati, bevande calde o alcolici. L'infiammazione tende a diffondersi, e alcune persone affette dalla couperose, di solito uomini, vanno incontro a una forma grave, in cui il naso diventa rosso, ispessito e indolenzito. Per tenere sotto controllo i casi più lievi, il medico prescrive solitamente un antibiotico per via orale come il metronidazolo o un corticosteroide per uso topico. Lozioni e gel contenenti come ingrediente attivo lo zolfo possono essere prescritti dal medico o acquistati senza ricetta. Poiché molti pazienti affetti da couperose soffrono anche di emicrania, alcuni ricercatori sospettano che l'intolleranza ad alcuni tipi di cibo possa essere un fattore scatenante. Alcuni casi rispondono particolarmente bene ad alte dosi di vitamina B, soprattutto vitamina B2 (riboflavina). Nei casi gravi di couperose, la chirurgia o il trattamento con il laser possono far regredire l'infiammazione e l'ispessimento dei tessuti.

 

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ADDOME, DOLORI ALL'.

SINTOMO.

Dolore addominale; sensazione di bruciore al torace; dolore al torace, soprattutto dopo aver mangiato o bevuto alcolici; gonfiore o eruttazioni; nausea; sapore acido in bocca.

DISTURBO/PROBLEMA.

Acidità di stomaco; indigestione; bruciore di stomaco.

SINTOMO.

Crampi o dolore addominale; nausea; diarrea; vomito; febbre; malessere; debolezza; meteorismo.

DISTURBO/PROBLEMA.

Gastroenterite.

SINTOMO.

Fastidio, dolore o crampi addominali; dolore sotto lo sterno; talvolta nausea.

DISTURBO/PROBLEMA.

Gastrite.

SINTOMO.

Dolore all'addome o sotto lo sterno, spesso durante la notte o un'ora dopo i pasti; il dolore si allevia se si mangia o si vomita; talvolta presenza di feci nerastre.

DISTURBO/PROBLEMA.

Ulcera peptica.

SINTOMO.

Dolore addominale accompagnato da diarrea o stipsi, soprattutto dopo i pasti; sollievo con la defecazione.

DISTURBO/PROBLEMA.

Sindrome del colon irritabile.

SINTOMO.

Dolore o crampi addominali; febbre; perdita di appetito; perdita di peso; diarrea; gonfiore; sanguinamento dal retto.

DISTURBO/PROBLEMA.

Malattia intestinale infiammatoria; colite ulcerosa; morbo di Crohn

SINTOMO.

Dolore acuto e continuo all'inguine; comparsa di una massa addominale quando si sta in piedi o sotto sforzo.

DISTURBO/PROBLEMA.

Ernia inguinale.

SINTOMO.

Dolore intenso e improvviso nella parte superiore destra dell'addome, soprattutto dopo un pasto ricco di grassi; il dolore può irradiarsi alla scapola destra, può durare diverse ore ed è accompagnato da un indolenzimento generale dell'addome. Nausea, vomito.

DISTURBO/PROBLEMA.

Calcoli biliari.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Indigestione e Bruciori di stomaco. Regolatevi nel mangiare e riducete il consumo di alcolici, prendete un antiacido per ridurre i sintomi.

ALTRE INFORMAZIONI.

Evitate il fumo, la caffeina, gli alcolici, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'acido acetilsalicilico, e mangiate lentamente.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Gastroenterite. State a riposo e bevete molti liquidi.

ALTRE INFORMAZIONI.

La gastroenterite è l'infiammazione dello stomaco e dell'intestino, spesso causata da un'intossicazione alimentare. È necessario il ricovero se i sintomi sono gravi o se il paziente è molto giovane, anziano o debilitato.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Gastrite. Bevete solo liquidi per un giorno; quindi reintroducete nella dieta i cibi solidi in piccole quantità.

ALTRE INFORMAZIONI.

La gastrite può essere causata dall'eccessivo consumo di alcolici, il fumo o la dieta troppo ricca; dall'uso di acido acetilsalicilico, di ibuprofen o di altri farmaci; o da un'infezione batterica.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Ulcera gastrica.

Prendete antiacidi; evitate il fumo, gli alcolici, l'acido acetilsalicilico e la caffeina. Il medico può prescrivere un inibitore anti-H2. Se le feci sono nere, l'ulcera potrebbe essere sanguinante.

Consultate subito il medico.

ALTRE INFORMAZIONI.

Se i sintomi persistono o recidivano, il medico potrebbe richiedere un test per dimostrare la presenza dell'Helicobacter pylori, il batterio considerato la causa principale dell'ulcera peptica. La terapia è a base di antibiotici.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Sindrome del colon irritabile. Il primo passo per alleviare i sintomi è l'assunzione di un lassativo a base di fibre o di un farmaco antidiarroico.

ALTRE INFORMAZIONI.

Aggiungere fibre e liquidi alla dieta è importante, come l'esercizio fisico. Lo stress è una causa scatenante, quindi la psicoterapia, lo yoga e la meditazione possono essere utili.

CHE COSA FARE.

Chiamate subito il medico.

Vedi alla voce Colite o Morbo di Crohn.

ALTRE INFORMAZIONI.

Terapie alternative, come il maggior consumo di succhi di verdure a foglia verde, per il contenuto di clorofilla, possono alleviare i sintomi. Nei casi gravi, la chirurgia è necessaria per asportare la parte di intestino danneggiato.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Ernia.

ALTRE INFORMAZIONI.

In questa malattia, l'intestino o la vescica sporgono attraverso la parete addominale.

CHE COSA FARE.

Chiamate subito il medico.

Il parere di un medico è necessario per la diagnosi e il trattamento, che può comprendere la rimozione chirurgica della cistifellea o una terapia farmacologica per dissolvere i calcoli.

ALTRE INFORMAZIONI.

Ridurre l'assunzione di grassi e di carne e aumentare il consumo di fibre può aiutare a prevenire la formazione di nuovi calcoli.

ADDOME, DOLORI ALL'

SINTOMI.

Dolore addominale acuto e costante che si irradia alla schiena e al petto; febbre; nausea; vomito; distensione addominale; pelle fredda e umida.

DISTURBO/PROBLEMA.

Pancreatite.

SINTOMI.

Intenso dolore crampi-forme solitamente peggiore nella parte sinistra dell'addome; brividi; febbre; nausea; stipsi da diversi anni.

DISTURBO/PROBLEMA.

Diverticolite.

 

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SINTOMI.

Dolore acuto al fianco che si irradia all'inguine e/o all'addome; frequente necessità di urinare; blocco urinario; dolore nell'urinare; urine torbide o maleodoranti; sangue nelle urine; febbre e brividi; nausea e vomito; sudorazione profusa.

DISTURBO/PROBLEMA.

Calcoli renali.

SINTOMI.

Dolore al basso ventre accompagnato da maggiore frequenza e dolore nell'urinare; continua necessità di urinare; talvolta sangue nelle urine.

DISTURBO/PROBLEMA.

Infezione delle vie urinarie.

SINTOMI.

Dolore sotto lo sterno che si irradia al collo e alle braccia; bruciore di stomaco; vomito; eruttazioni; gonfiore; difficoltà a deglutire.

DISTURBO/PROBLEMA.

Ernia iatale.

SINTOMI.

Crampi nella zona pelvica durante le mestruazioni.

DISTURBO/PROBLEMA.

Dolori mestruali.

SINTOMI.

Dolore addominale molto intenso con o senza altri sintomi acuti.

DISTURBO/PROBLEMA.

Condizioni di emergenza: blocco intestinale, peritonite, appendicite, ileo, malattia infiammatoria pelvica, infarto, aneurisma dell'aorta addominale, infarto intestinale, interruzione di gravidanza extrauterina, rottura di cisti ovarica, ulcera peptica perforata, shock anafilattico, ustione chimica, crisi diabetica, avvelenamento.

CHE COSA FARE.

Consultate subito il medico per evitare le possibili complicazioni.

Vedi alla voce Disturbi del pancreas.

ALTRE INFORMAZIONI.

La causa è solitamente l'abuso di alcolici o una malattia della cistifellea. Per tenere sotto controllo la pancreatite cronica, evitate l'alcol e i cibi grassi.

CHE COSA FARE.

Consultate subito il medico.

I casi gravi possono richiedere il ricovero in ospedale e un intervento chirurgico. La terapia per i casi più lievi di solito comprende il riposo a letto, farmaci per ammorbidire le feci, dieta liquida, antibiotici e talvolta farmaci spasmolitici.

ALTRE INFORMAZIONI.

Anche se durante il periodo infiammatorio è consigliabile mangiare cibi poveri di fibre, per prevenire ulteriori attacchi è utile una dieta ricca di fibre.

CHE COSA FARE.

Chiamate subito il medico.

Il parere di un medico è necessario per la diagnosi e il trattamento. Solitamente, il primo passo consiste nel bere molta acqua e nel prendere un antidolorifico finché il calcolo non viene espulso.

ALTRE INFORMAZIONI.

L'infezione, il blocco urinario o le eccessive dimensioni del calcolo possono rendere necessario l'intervento chirurgico. Un nuovo metodo terapeutico impiega onde d'urto ad alta energia per frantumare i calcoli senza intervento chirurgico.

CHE COSA FARE.

Se avete anche febbre, brividi, mal di schiena e talvolta nausea e vomito, potreste avere un'infezione ai reni. Chiamate subito il medico. Vedi alle voci Cistite e Infezioni renali.

ALTRE INFORMAZIONI.

Donne incinte, persone con il diabete e ammalati costretti a letto in casa corrono i maggiori rischi di andare incontro a gravi complicazioni a causa di un'infezione delle vie urinarie.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Ernia iatale.

ALTRE INFORMAZIONI.

Alcuni cambiamenti delle abitudini di vita possono alleviare i sintomi: evitate il fumo e gli alcolici, mangiate pasti più piccoli, non andate a letto prima che siano trascorse due ore dall'ultimo pasto.

CHE COSA FARE.

Vedi alla voce Problemi mestruali.

Prendete un antidolorifico come l'acido acetilsalicilico o l'ibuprofen.

ALTRE INFORMAZIONI.

La chiropratica, l'agopuntura o i supplementi a base di magnesio possono essere utili. Se i dolori sono intensi, il medico può prescrivere un antinfiammatorio.

Vedi alla voce Problemi all'ovaio.

CHE COSA FARE.

Chiamate subito un medico, il 118 o il pronto soccorso più vicino. Seguite le loro istruzioni per ottenere immediata assistenza medica.

 

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ADENOIDI, PROBLEMI DELLE.

Le adenoidi

SINTOMI.

I problemi correlati alle adenoidi producono sintomi a livello delle orecchie, del naso e della gola. Ciascuno dei sintomi seguenti può indicare un problema alle adenoidi: - apnea notturna: il bambino mentre dorme può interrompere il normale ritmo respiratorio con brevi periodi di apnea più volte durante la notte, oppure con periodi più lunghi (fino a 20 secondi) di apnea una o due volte per notte;

- respirazione dalla bocca (ostruzione nasale);

- il bambino russa (ostruzione delle vie aeree);

- voce nasale;

- secrezioni dal naso durante il giorno, associate a tosse durante la notte, causate dal drenaggio dei seni paranasali;

- infezioni ricorrenti dell'orecchio, associate ai sintomi sopra riportati.

DITELO AL MEDICO SE...

- Il bambino ha degli intervalli di apnea più volte ogni notte; questo potrebbe indicare una sindrome da apnea notturna, che può causare problemi comportamentali nei bambini, per i conseguenti disturbi del sonno, o nei casi gravi può arrecare danni cardiocircolatori.

- Notate che il bambino respira con difficoltà o respira a bocca aperta a causa di un'estrema congestione nasale. Anche se questi sintomi non costituiscono una minaccia per la vita, indicano che le adenoidi ostruiscono le vie aeree.

- Il bambino soffre di ricorrenti infezioni dell'orecchio che rispondono male al trattamento antibiotico; le infezioni dell'orecchio non curate possono causare una riduzione dell'udito.

Le adenoidi, masse di tessuto linfatico localizzate nella parte superiore della gola, dietro e sopra le tonsille, svolgono un ruolo speciale durante l'infanzia: la produzione di anticorpi, che aiutano l'organismo del bambino a combattere le infezioni dell'apparato respiratorio.

Dai tre fino ai sette anni circa di età, le adenoidi crescono in modo da dare una protezione in più ai polmoni e al torace. Dopo gli otto anni circa, solitamente iniziano a rimpicciolire fino a scomparire definitivamente nel passaggio fra l'infanzia e l'adolescenza.

L'infiammazione e l'infezione delle adenoidi comportano il loro rigonfiamento, che provoca spesso l'ostruzione delle vie aeree a livello del naso e della tuba di Eustachio che connette con l'orecchio, con la gola, causando un fastidio che può essere lieve o grave e difficoltà nel respirare e nel sentire. Non curate, le adenoidi ingrossate possono portare alla sinusite cronica e, nei casi gravi, all'apnea notturna, disturbo in cui il bambino smette di respirare per periodi di alcuni secondi nel corso della notte. In passato asportare le tonsille e le adenoidi era una pratica abituale, e forse voi stessi siete stati sottoposti ad uno di questi interventi, ma attualmente i medici conoscono più a fondo il ruolo svolto dalle adenoidi nel combattere le infezioni, pertanto le probabilità che vostro figlio sia sottoposto a un'adenoidectomia sono oggi molto più remote.

Cause.

La causa principale dei disturbi cronici delle adenoidi è di ordine anatomico: le adenoidi crescono a tal punto da bloccare il passaggio dell'aria verso il naso. Anche un'infezione o un'irritazione acuta, probabilmente causata da un'allergia, può contribuire a ingrossarle.

Trattamento.

Le patologie a carico delle adenoidi sono difficili da diagnosticare perché i sintomi possono indirizzare verso numerose altre malattie ed è difficile dire se l'ingrossamento delle adenoidi ne sia la causa. Fate visitare vostro figlio da un pediatra o da un medico alternativo se soffre di infezioni ricorrenti delle orecchie, se ha il naso chiuso o uno qualsiasi degli altri sintomi riportati.

 

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MEDICINA CONVENZIONALE.

Il pediatra vorrà conoscere a fondo la storia legata ai problemi delle orecchie, del naso e della gola del bambino e probabilmente vi indirizzerà verso uno specialista in malattie dell'orecchio, naso e gola chiamato otorinolaringoiatra (ORL) e/o a un allergologo per una ulteriore valutazione dei sintomi. L'otorinolaringoiatra visiterà accuratamente il bambino e probabilmente prescriverà una radiografia per aiutare a determinare le dimensioni e la forma delle adenoidi. L'allergologo potrebbe richiedere un test per valutare la sensibilità agli allergeni presenti nell'aria (per esempio, polvere, pollini o forfora di animali domestici). Se la responsabilità è di tipo allergico, è necessario intervenire con una terapia appropriata (come una serie di vaccinazioni antiallergiche per desensibilizzare il bambino) o eliminando le cause di allergia. Se queste ultime non sono responsabili, l'otorinolaringoiatra può consigliare un intervento chirurgico per asportare le adenoidi. L'intervento chirurgico è indicato in prima battuta solo nei casi di grave apnea notturna, in cui le adenoidi ingrossate possono causare un affaticamento cronico del sistema cardiocircolatorio.

Adenoidi

SCELTE ALTERNATIVE.

I medici alternativi solitamente sospettano come prima responsabile un'allergia. Consultate sempre un medico per la visita e il trattamento; i rimedi domestici possono, in alcuni casi, solo essere utili ad alleviare i sintomi.

FITOTERAPIA.

Si ritiene che l'echinacea (Echinacea spp.) possa aiutare a combattere le infezioni. Il caglio o attaccavesti (Galium aparine) può aiutare a ridurre il rigonfiamento del tessuto linfatico. Rivolgetevi a un medico esperto in fitoterapia per farvi indicare il dosaggio appropriato.

OMEOPATIA.

Poiché i disturbi cronici delle adenoidi possono originare altri problemi, dovreste rivolgervi a un medico omeopatico per la scelta di rimedi appropriati alla condizione patologica e alla costituzione individuale. Il medico terrà sotto controllo i progressi del bambino e cambierà eventuali trattamenti che non portano sollievo in breve tempo.

OSTEOPATIA.

La terapia consigliata sarà una serie di manipolazioni del collo per drenare il sistema linfatico.

RIMEDI DOMESTICI.

Questi rimedi possono alleviare alcuni sintomi, ma non risolvono la situazione patologica sottostante. Chiedete sempre il parere di un medico quando vostro figlio presenta un problema cronico.

- Se il bambino soffre di allergie, ridurre o eliminare i fattori irritanti presenti nell'ambiente può farlo stare meglio. Per esempio, un filtro elettrostatico dell'aria può abbassare i livelli della polvere o delle muffe in casa.

- Un umidificatore può aiutare un bambino che soffre di congestione impedendo al muco di diventare troppo denso. Usate un umidificatore con un igrostato per assicurare che l'umidità nell'aria sia a un livello corretto e pulite a fondo l'umidificatore prima e dopo l'uso.

- Un decongestionante da banco può alleviare temporaneamente il senso di soffocamento.

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AIDS.

SINTOMI.

I seguenti disturbi sono fra i sintomi più comuni dell'AIDS.

- Affaticamento inspiegabile di lunga durata.

- Rigonfiamento dei linfonodi.

- Febbre che dura da più di dieci giorni.

- Sudorazione notturna.

- Inspiegabile perdita di peso.

- Lesioni purpuree o biancastre, sulla pelle o sulle mucose, che non tendono a guarire.

- Tosse o mal di gola persistenti e inspiegabili.

- Fiato corto.

- Raffreddori persistenti.

- Diarrea grave e persistente.

- Infezioni da Candida.

- Facile e inspiegabile comparsa di lividi o emorragie.

DITELO AL MEDICO SE...

- Avete più di uno dei sintomi sopra elencati; potreste non avere l'AIDS, ma un'altra malattia, anche meno grave, che potrebbe comunque necessitare di un adeguato trattamento.

Per una persona che ha contratto il virus responsabile dell'AIDS, le previsioni a lungo termine sono indubbiamente cupe. Una diagnosi di AIDS non deve però essere presa come un'immediata sentenza di morte. Con le cure adeguate le persone affette da AIDS possono cercare di scongiurare i sintomi peggiori e condurre una vita produttiva per molti anni. La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) non è di per sé una singola malattia, ma piuttosto una grave menomazione del sistema immunitario che rende le persone affette estremamente suscettibili a una moltitudine di infezioni e malattie. Si ritiene che l'AIDS sia causato dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV), che è diffuso attraverso il liquido seminale infetto, le secrezioni vaginali, la saliva e il sangue. L'HIV danneggia la capacità dell'organismo di produrre un numero adeguato di globuli bianchi chiamati linfociti T, rendendolo incapace di combattere i batteri e i virus che lo invadono. I sintomi differiscono nettamente da paese a paese e persino da gruppo a rischio a gruppo a rischio. In Europa e negli Stati Uniti, le persone affette da AIDS sono spesso colpite dal sarcoma di Kaposi (una forma rara di tumore della pelle), dalla polmonite da pneumocystis e dalla tubercolosi. In Africa, le persone affette da AIDS sono condotte al deperimento dalla febbre, dalla diarrea e da una tosse persistente. La comparsa di uno dei circa 28 gruppi di sintomi o malattie associati all'AIDS e ovviamente la positività nella ricerca degli anticorpi contro l'HIV, portano quasi certamente alla diagnosi di AIDS. Nella maggior parte dei casi l'AIDS ha inizio con sintomi simili a quelli dell'influenza o della mononucleosi. Questi sintomi possono persistere per un periodo variabile da due settimane a pochi mesi dopo l'ingresso del virus nel corpo. Dopo questo primo stadio, i sintomi possono sparire per diversi anni. È estremamente importante il modo in cui il paziente affetto da AIDS prende cura di sé stesso durante questo periodo, perché l'HIV si sta moltiplicando nell'organismo, dapprima lentamente e poi rapidamente. A mano a mano che il virus distrugge sistematicamente le cellule che combattono le infezioni, il sistema immunitario inizia a cedere e il paziente diventa vulnerabile a varie malattie e tumori. Questo stadio è talvolta chiamato ARC, o complesso correlato all'AIDS. L'AIDS conclamato, lo stadio in cui iniziano a svilupparsi le infezioni gravi, può apparire anche 5 o 10 anni dopo. I medici negli Stati Uniti hanno identificato per la prima volta l'AIDS nel 1981, ma casi non identificati avevano iniziato a manifestarsi nel 1979. Prima di allora, l'AIDS probabilmente esisteva già in Africa e in alcune zone dei Caraibi. Sebbene l'AIDS possa colpire chiunque, i primi casi si sono verificati fra maschi omosessuali e bisessuali che avevano avuto molti partner. Poiché molti di questi uomini usavano anche droghe euforizzanti come il nitrato di amile, i medici pensarono dapprima che la causa della malattia fosse la droga. In realtà, le ricerche dimostrarono che l'AIDS è trasmesso attraverso i fluidi corporei. Questa ipotesi è nata quando i tossicodipendenti che usavano droghe per via endovenosa, gli eterosessuali e le persone che avevano ricevuto trasfusioni di sangue iniziarono a contrarre l'AIDS. La più grave emergenza sanitaria del nostro tempo ha ora raggiunto livelli epidemici. Nel mondo, più di 14 milioni di persone sono state infettate dall'AIDS. Si ritiene che un milione e mezzo di persone negli Stati Uniti, e centomila persone in Italia, abbiano contratto il virus e che il numero di casi di AIDS raddoppi ogni anno, anche se questa tendenza sembra essere attualmente in diminuzione; in molte città statunitensi, l'AIDS è la principale causa di morte per le persone dai 25 ai 44 anni di età. Le persone che corrono il maggiore rischio di contrarre l'AIDS sono i tossicodipendenti che usano droghe per via endovenosa e condividono gli aghi, le persone che praticano rapporti sessuali senza usare preservativi e i bambini nati da madri affette da AIDS. A rischio sono anche le persone che hanno ricevuto trasfusioni di sangue o fattori della coagulazione fra il 1977 e il 1985, prima che si stabilissero degli standard di controllo per l'AIDS nel sangue donato. Attualmente, a mano a mano che l'AIDS si diffonde fra la popolazione eterosessuale, le donne hanno formato il gruppo di persone infette in più rapida crescita. Più di 44.000 donne in Italia hanno contratto il virus in seguito a rapporti eterosessuali. La buona notizia è che è possibile prevenire l'AIDS. Chi non è a rischio per l'uso di droghe endovenose può evitare l'infezione da HIV praticando il sesso in modo sicuro, il che significa, in primo luogo e principalmente, usare i preservativi. Secondo dati recenti, sempre più persone stanno prendendo questa precauzione. Lo studio su più vasta scala finora eseguito, pubblicato negli Stati Uniti nel 1995, ha mostrato che quasi il trenta per cento degli americani adulti dichiara di aver drasticamente modificato il proprio comportamento sessuale per diminuire il rischio di contrarre l'AIDS. Questo studio di riferimento del comportamento sessuale degli adulti ha investigato le abitudini e le attitudini sessuali di circa 150 milioni di persone.

I risultati dell'indagine comprendono:

- il 29% usa più spesso il profilattico;

- il 26% tende alla monogamia;

- il 25% ha dichiarato di scegliere con maggiore attenzione i propri partner o di aspettare di conoscerli meglio prima di avere rapporti intimi;

- l'11% ha dichiarato di aver deciso di astenersi dal sesso per il timore di contrarre l'AIDS.

 

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CAUSE.

Gli scienziati sospettano che almeno due virus causino l'AIDS: HIV-1 e HIV-2. Su scala mondiale, i due virus infettano un uguale numero di persone, ma l'HIV-1 è molto più diffuso in Nord America. I ricercatori non sanno ancora precisamente come agisca l'HIV e alcuni si chiedono se il virus provochi l'AIDS o si mostri semplicemente in congiunzione con questo. Per qualche motivo il sistema immunitario non può scoprire l'HIV. Il virus entra nel corpo attraverso piccole abrasioni o tagli nella mucosa della bocca, della vagina o del retto e distrugge i linfociti T, così da far cedere il sistema immunitario. Quindi i pazienti sviluppano delle infezioni che alla fine li uccidono. Contrariamente alla credenza popolare, l'AIDS non è una malattia molto contagiosa. Il solo modo in cui è possibile essere contagiati è avere un rapporto sessuale vaginale, orale o anale non protetto con un partner infetto, o scambiare del sangue contaminato attraverso l'uso di droghe per via endovenosa o con una trasfusione. Non si può prendere l'AIDS con un bacio. Una proteina presente nella saliva umana impedisce al virus dell'AIDS di infettare i globuli bianchi del sangue. La proteina si attacca ai globuli bianchi e li protegge dall'infezione. Questa scoperta può portare a nuove strategie per sviluppare medicine contro l'AIDS. Non bisogna neanche preoccuparsi della possibilità di prendere l'AIDS se si vive con una persona ammalata. L'HIV non può essere trasmesso dal sedile del gabinetto o da oggetti toccati da persone affette dall'AIDS. E non si contrae la malattia se si mangia con una persona infetta, perché l'HIV muore molto rapidamente una volta che è fuori del corpo.

PROCEDURE E TEST DIAGNOSTICI.

Entro poche settimane dall'infezione, l'organismo dovrebbe produrre anticorpi diretti contro il virus, che il medico può scoprire con gli esami del sangue. D'altra parte, l'organismo può impiegare fino a 35 mesi per produrre un livello evidenziabile di anticorpi, quindi, chi pensa di essere stato infettato, soprattutto se appartiene a un gruppo ad alto rischio, dovrebbe ripetere il test per la malattia ogni 6 mesi. Il primo test cui si viene sottoposti è detto ELISA, o test di immunoassorbimento legato agli enzimi. Questo esame è generalmente affidabile, ma un risultato positivo (che indica che sono stati trovati gli anticorpi) deve sempre essere confermato; il medico può proseguire con il Western blot, un esame del sangue che non dà quasi mai un risultato falsamente positivo. Prima di decidere se sottoporsi a un test per l'AIDS, è bene chiedere consiglio a un medico. Un risultato positivo di un test per l'AIDS può causare un profondo stress psicologico. Uno psicoterapeuta può aiutare ad affrontare l'ansia, il dolore e la paura che è molto probabile provare in un primo momento. Se il test è positivo, assicuratevi che il medico richieda una serie completa di esami per diagnosticare altre malattie a trasmissione sessuale, come la gonorrea, l'herpes genitale o la sifilide. È estremamente importante rendere nota la diagnosi ai partner sessuali. Anche loro devono sottoporsi a test ed eventualmente a terapie.

TRATTAMENTO.

Praticamente tutte le persone colpite da AIDS conclamato alla fine soccombono alla malattia, ma antibiotici e farmaci antivirali possono prolungare la loro vita per diversi anni. In ogni caso, non bisogna mai cercare di curarsi da soli per questa malattia mortale: bisogna sempre cercare il consiglio di un medico esperto e soprattutto diffidare delle clamorose rivelazioni di cure "miracolose". Semplicemente, non esistono. Attualmente sono in corso diverse centinaia di studi su persone per testare farmaci per la terapia dell'AIDS e delle malattie correlate. Questi comprendono farmaci antivirali, farmaci che modificano il sistema immunitario, farmaci antinfettivi e farmaci antitumorali. Uno studio eseguito negli Stati Uniti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) ha scoperto che una proteina prodotta naturalmente può essere in grado di ricostruire i sistemi immunitari danneggiati dall'AIDS. Questa proteina, chiamata interleuchina 2, ha aumentato nettamente i livelli dei linfociti T nel sessanta per cento delle persone alle quali è stata somministrata. D'altra parte, questa sostanza non è efficace nelle persone con AIDS avanzato e ha anche gravi effetti collaterali, che comprendono eritemi, nausea, diarrea e depressione. Ulteriori studi su questa importante proteina sono attualmente in corso. Un altro trattamento sperimentale, utilizzato in Francia, è l'immunoterapia passiva. La terapia non aumenta la durata della vita nelle persone affette da AIDS, ma può far sì che non stiano così male come dovrebbero. Ai pazienti con AIDS avanzato viene iniettato del plasma di donatori infettati dall'HIV ma più sani. I ricercatori sperano vivamente che le iniezioni possano stimolare il sistema immunitario dei pazienti e aiutarlo a combattere le malattie associate all'AIDS. I primi risultati sono stati promettenti. Sebbene una quantità di vaccini per prevenire l'AIDS sia in corso di ricerca, gli scienziati hanno avuto difficoltà a trovarne uno che funzioni. La teoria è che, iniettando nell'organismo una forma indebolita del virus, si possa indurre il sistema immunitario a predisporre un attacco contro l'HIV e a organizzare una resistenza. D'altra parte, i medici sono comprensibilmente riluttanti a iniettare l'HIV a chiunque, temendo che anche un virus indebolito possa causare l'AIDS.

 

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A T T E N Z I O N E !

È essenziale cercare immediatamente aiuto se si crede di avere l'AIDS e non mancare di avvertire i partner sessuali se si è risultati positivi al test per l'HIV. Anch'essi dovranno sottoporsi all'esame ed eventualmente a terapie. Bisogna sempre prendere tutte le precauzioni possibili per non contagiare i partner: usare sempre il preservativo, non scambiare aghi, lame di rasoio e così via.

In uno studio correlato a questi, un gruppo di ricercatori del NIAID ha sviluppato un vaccino con un "gene suicida", che si lascia uccidere dopo aver svolto il suo compito. L'HIV indebolito contiene un gene in più preso dal virus dell'herpes. Le cellule che vengono infettate dall'HIV possono poi essere distrutte selettivamente con il ganciclovir, un farmaco contro l'herpes. Finora il vaccino è stato esaminato solo in provetta. Sono stati pianificati dei test su animali e uomini.

MEDICINA CONVENZIONALE.

Il trattamento attualmente consigliato per le persone affette da AIDS è l'uso di potenti farmaci antivirali. Questi comprendono la zidovudina, la didanosina e la dideossicitidina. Nessuno di questi cura l'AIDS, ma possono aiutare a evitare i peggiori sintomi della malattia per diversi anni. La zidovudina, più conosciuta con il suo nome commerciale AZT, è il farmaco di gran lunga più usato ed è di solito il primo farmaco prescritto nelle terapie. L'AZT rallenta il virus interferendo con la sua propagazione nell'organismo. Il problema con l'AZT è che il virus spesso diventa resistente al farmaco nel giro di pochi anni. Inoltre l'AZT provoca effetti collaterali come atrofia dei muscoli, nausea intensa, mal di testa, insonnia, epatite, demenza e linfomi. Passare a un altro farmaco, come la didanosina, è temporaneamente d'aiuto, anche se provoca effetti collaterali come diarrea, problemi dei nervi e pancreatite. Associare più farmaci è spesso il tipo di terapia più utile.

SCELTE ALTERNATIVE.

Associate al trattamento convenzionale, molte terapie alternative possono allungare la vita e migliorare la sua qualità nei pazienti affetti da AIDS. Gli studi dimostrano che molti pazienti rispondono bene ai programmi nutrizionali volti a potenziare il sistema immunitario. I pazienti mostrano anche un netto miglioramento dopo la pratica di tecniche per la riduzione dello stress. È sempre opportuno diffidare di qualsiasi trattamento propagandato come una cura "miracolosa".

DIGITOPRESSIONE.

Il sistema immunitario può funzionare in modo più efficiente se si riduce il livello di stress. Un tipo di massaggio della digitopressione che sembra alleviare l'affaticamento e la tensione è conosciuto come il Pozzo della Spalla. Per eseguirlo è necessario premere Vescica Biliare 21, il punto più alto del muscolo della spalla fra la punta esterna della spalla e la colonna vertebrale. Si può ripetere questo massaggio più volte al giorno, a casa (vedi digitopressione per maggiori informazioni sulla localizzazione di Vescica Biliare 21).

AGOPUNTURA.

Quando è associata alle erbe cinesi, l'agopuntura sembra potenziare le funzioni immunitarie e ridurre i sintomi dell'AIDS, compresi la sudorazione notturna, l'affaticamento e i problemi digestivi. L'agopuntura può anche aiutare l'organismo a sconfiggere le infezioni secondarie e a eliminare le lesioni. Chiedete sempre il consiglio di un medico esperto.

AROMATERAPIA.

È anche possibile ridurre lo stress inalando l'aroma di diversi oli essenziali, come la lavanda (Lavandula officinalis). Per guarire le lesioni causate dell'AIDS, gli aroma-terapeuti consigliano di applicare gli oli antivirali dell'albero del tè (Melaleuca spp.) e aglio (Allium sativum).

 

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TERAPIA FISICA.

Molti studi indicano che un moderato esercizio fisico aumenta sostanzialmente l'attività del sistema immunitario. In uno studio, un allenamento di tipo aerobico ha potenziato le cellule immunitarie nei pazienti affetti da AIDS. D'altra parte, troppo esercizio aerobico può reprimere il sistema immunitario, quindi è bene farsi consigliare dal medico un programma di esercizi su misura.

ERBE CINESI.

Molte erbe cinesi si sono dimostrate efficaci nel trattare i sintomi dell'AIDS come la sudorazione notturna, l'affaticamento, la neuropatia e la diarrea. Le erbe cinesi possono anche alleviare gli effetti collaterali di alcuni farmaci convenzionali. Le erbe toniche per rinforzare il sistema immunitario comprendono l'astragalo (Astragalus membranaceus), il ganoderma (Ganoderma lucidum) e il ginseng (Panax ginseng). La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) sembra in grado di potenziare il sistema immunitario e di inibire quindi il virus dell'herpes. L'estratto di tricosantina, una proteina contenuta nella radice del cetriolo cinese, anche detto composto Q, sembra purificare il sangue e respingere una quantità di infezioni. Anche un estratto del fungo shiitake (Lentinus edodes) è stato usato con successo per curare i sintomi dell'AIDS.

FITOTERAPIA.

I medici esperti in fitoterapia e gli erboristi consigliano molti rimedi a base di piante per rafforzare il sistema immunitario e l'organismo. L'echinacea (Echinacea spp.) aumenta la funzione del sistema immunitario stimolando i linfociti T, ma potrebbe non essere poi così efficace nel curare l'AIDS perché stimola purtroppo anche l'HIV. È bene chiedere al medico prima di provare questo rimedio. L'aglio (Allium sativum) è stato usato dai pazienti affetti da AIDS per le sue proprietà antibatteriche e antivirali, e alcuni studi hanno indicato che l'issopo (Hyssopus officinalis) può essere utile nel trattamento del sarcoma di Kaposi. Un promettente rimedio erboristico è l'iperico (Hypericum perforatum), che contiene l'ipericina, una sostanza chimica che si è dimostrata in grado di inibire la crescita di un virus che causa una forma di leucemia. I ricercatori sperano che l'ipericina possa essere usata per ridurre i sintomi dell'AIDS come la febbre e il rigonfiamento dei linfonodi. L'ipericina non è efficace se si beve un infuso di iperico; è necessario prendere un estratto più concentrato, chiedendo ovviamente il parere di un medico o di un erborista qualificato.

OMEOPATIA.

Oltre a seguire una terapia convenzionale, è possibile anche chiedere consiglio a un medico omeopata che, dopo aver raccolto la storia completa del paziente, lo aiuterà a cambiare in meglio le sue abitudini di vita. In aggiunta, molti rimedi omeopatici si sono dimostrati utili nel curare i sintomi dell'AIDS. Hypericum, un rimedio omeopatico derivato dall'iperico, è fra i più prescritti a tale scopo.

IPERTERMIA.

Molti studi hanno dimostrato che l'HIV è sensibile al calore e diventa sempre più inattivo se la temperatura del corpo è innalzata sopra la norma per periodi prolungati. Innalzare la temperatura del corpo stimola il sistema immunitario in generale aumentando la produzione di anticorpi e di interferone, una sostanza proteica prodotta dalle cellule invase da un virus, capace di prevenire la riproduzione di questo. Su consiglio del medico è possibile sottoporsi all'ipertermia o terapia del calore, una cura sperimentale in cui gli ammalati di AIDS combinano bagni caldi e bevande calde e si avvolgono in coperte. Questa cura deve essere eseguita sotto stretto controllo medico. Il calore può innalzare la temperatura del corpo fino ad estremi pericolosi e danneggiare il funzionamento degli organi.

MEDICINA PSICOSOMATICA.

Molti medici e psicologi credono che ci sia una relazione vitale fra le emozioni e il modo in cui funziona il sistema immunitario. Emozioni negative come il senso di colpa, la disperazione, la rabbia rimossa e la paura sono comuni fra i pazienti con AIDS e possono ridurre la capacità del corpo di sconfiggere le infezioni. I medici psicosomatici credono che si possa essere più sani e vivere più a lungo se si fa tutto il possibile per mantenere un atteggiamento positivo. I momenti di depressione sono inevitabili e non bisogna rimproverarsi se insorgono; ma è importante fare il possibile per non crogiolarsi nei pensieri negativi. Per aiutarsi, sono utili le tecniche di rilassamento come il biofeedback, lo yoga, l'esercizio fisico e la meditazione. I massaggi possono migliorare la circolazione e dare un maggior senso di rilassamento e di benessere. Il massaggio non deve essere troppo veloce o profondo, d'altra parte, perché il sistema simpatico e i surreni, che rilasciano potenti sostanze chimiche in risposta allo stress, reale o immaginario, potrebbero essere stimolati in eccesso e affaticare il sistema immunitario. È molto importante chiedere il consiglio di un massaggiatore diplomato. Inoltre, è anche utile frequentare un gruppo di sostegno per aiutarsi ad affrontare l'ansia. Condividere le proprie paure, e anche le proprie vittorie, con altri, può essere talvolta di enorme beneficio.

 

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NUTRIZIONE E DIETA.

Quello che si introduce nel corpo dopo una diagnosi di AIDS può avere un profondo effetto sulla durata della vita. Con una nutrizione corretta è possibile rafforzare la capacità del corpo di combattere il virus. È essenziale evitare i cibi che indeboliscono il sistema immunitario. Per esempio, ci sono dei sospetti che 100 grammi di zucchero semplice, come il miele o lo zucchero raffinato, possano diminuire anche per cinque ore la capacità dei globuli bianchi di uccidere batteri e virus. In media, gli Italiani consumano circa 150 grammi di zucchero al giorno. L'alcol e la caffeina, che impoveriscono l'organismo di vitamine e minerali, sono da evitare. Il fumo tende ad aumentare i linfociti T soppressori e a diminuire i linfociti T helper (due tipi di cellule immunitarie che, in proporzioni corrette, aiutano a tenere in equilibrio il sistema immunitario). È utile mangiare più cibi ricchi di betacarotene (vedi alla voce Vitamina A), come verdure a foglia verde e vegetali gialli e arancioni. Se compaiono candidosi o altre infezioni comuni nell'AIDS, è opportuno aumentare il consumo di aglio, che contiene il potente antibiotico allicina. Prendere supplementi di vitamina C può potenziare il sistema immunitario. Naturopati e nutrizionisti consigliano di prendere vitamina C finché non provoca diarrea e quindi di ridurre la dose fino al massimo livello tollerabile; un metodo è quello di prenderne una dose ogni due ore.

ATTENZIONE: è necessario chiedere il parere del medico prima di provare questo metodo. Anche lo zinco stimola il sistema immunitario e ha un'azione antivirale.

RIMEDI DOMESTICI.

Le persone infettate dall'HIV possono ritardare la comparsa dell'AIDS con questi accorgimenti.

- Mangiare pasti nutrienti e bilanciati per potenziare il sistema immunitario.

- Assumere supplementi vitaminici.

- Rilassarsi con la digitopressione.

- Dedicarsi alla meditazione o allo yoga per alleviare lo stress.

- Cercare di mantenere un atteggiamento positivo.

- Non fumare o bere. - Seguire un programma di moderato esercizio fisico approvato dal medico.

- Inalare o mettere nell'acqua del bagno oli essenziali di albero del tè e aglio.

- Chiedere a un esperto se usare erbe come l'iperico.

PREVENZIONE.

- Usare preservativi di lattice con uno spermicida in grado di uccidere l'HIV.

- Non usare lubrificanti a base di oli, che possono erodere i preservativi.

- Informarsi sulla vita sessuale di un potenziale partner e sul risultato del test per l'HIV.

- Evitare i rapporti sessuali con prostitute.

- Non scambiarsi gli aghi se si usano droghe per via endovenosa; gli aghi possono essere disinfettati con la candeggina.

- Se si viaggia in paesi del Terzo Mondo, portare con sé una scorta di aghi sterili monouso, nel caso si rendano necessarie delle iniezioni.

- Sottoporsi al test ogni sei mesi se si fa parte di un gruppo ad alto rischio, anche i partner sessuali dovrebbero sottoporsi al test.

SUGGERIMENTI DIETETICI.

Per i pazienti affetti da AIDS, i nutrizionisti raccomandano in particolare di:

- ridurre il consumo di grassi e oli saturi e polinsaturi;

- usare oli monoinsaturi (come l'olio d'oliva) e aumentare l'assunzione di acidi grassi omega 3, che si trovano nel pesce, ma sono efficaci anche se vengono ottenuti da supplementi alimentari;

- mangiare poco e spesso durante il giorno per ottenere il migliore assorbimento delle sostanze nutritive;

- mangiare pasti bilanciati: 65% di carboidrati complessi, 15% di proteine e 20% di grassi;

- accertarsi che la verdura e la frutta siano puliti e privi di parassiti e di batteri scottandoli leggermente col vapore prima di mangiarli;

- mangiare un'ampia varietà di cibi per evitare di diventare allergici a un particolare gruppo di alimenti.

 

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ALCOL, ABUSO DI. SINTOMI.

I seguenti sintomi sono associati all'abuso di alcol.

- Temporanee amnesie (perdita di memoria).

- Ricorrenti liti e scontri fisici con famigliari e amici.

- Continuo ricorso all'alcol per rilassarsi, "stare allegri", dormire, fare fronte ai problemi e "sentirsi normali".

- Mal di testa, ansia, insonnia, nausea e altri sintomi spiacevoli quando si smette di bere.

- Pelle arrossata e capillari rotti sul volto; voce roca; tremito alle mani; diarrea cronica; tendenza a bere anche da soli, al mattino o di nascosto. Questi sintomi si accompagnano specificamente all'alcolismo cronico.

DITELO AL MEDICO SE...

- Presentate uno dei sintomi descritti sopra e siete incapaci di smettere di bere da soli: avete bisogno di un intervento specifico per l'alcolismo. Siete altresì soggetti a malattie come, per esempio, la cirrosi, l'epatite alcolica e le cardiopatie.

- Bevete regolarmente e soffrite di depressione cronica o intermittente. Siete esposti al suicidio.

- Avete cercato di smettere di bere e siete andati incontro a sintomi da astinenza come mal di testa, ansia, insonnia, nausea o delirium tremens. Avete bisogno di cure specifiche da parte di un medico o essere seguiti da un centro specializzato.

Da sempre l'uomo ha ricavato bevande alcoliche attraverso la fermentazione. Consumato in quantità moderate, l'alcol ha un effetto rilassante e, in qualche caso, anche effetti positivi per la salute (vedi alla voce Aterosclerosi). Se consumato in quantità eccessive, l'alcol è invece tossico per l'organismo e viene considerato alla stregua di una droga. Migliaia di italiani muoiono in conseguenza dell'abuso di alcol, che è anche una concausa rilevante in circa la metà degli incidenti stradali, degli omicidi e dei suicidi che si verificano nel paese. Il consumo di alcolici ha anche un ruolo importante in molti problemi sociali e individuali, dall'assenteismo ai crimini contro la proprietà, alla violenza contro i famigliari. Gli effetti fisici immediati dell'alcol variano dai cambiamenti di umore più o meno netti alla perdita totale di coordinazione e all'alterazione della visione, dell'equilibrio e del linguaggio, ciascuno dei quali può essere un sintomo dell'avvelenamento, temporaneo e reversibile, detto intossicazione alcolica acuta o ebbrezza. Questi effetti di solito regrediscono nel giro di qualche ora dopo che la persona ha smesso di assumere alcol. La gran parte delle legislazioni considera che ci sia intossicazione quando si ha una quantità di alcol nel sangue pari allo 0,08 per cento. Un tasso alcolico superiore può intralciare le funzioni cerebrali e causare la perdita di conoscenza; quantità molto elevate possono anche essere fatali. L'alcolismo cronico è una malattia progressiva, potenzialmente mortale, caratterizzata dal continuo bisogno di alcol cui si accompagnano tolleranza e dipendenza sempre maggiori, con la conseguenza che non si è più in grado di controllare il consumo. La dipendenza fisica dall'alcol può essere più o meno evidente agli altri: mentre alcuni alcolizzati si ubriacano in modo plateale, altri possono continuare a mantenere un certo autocontrollo e dare l'impressione di assolvere i compiti quotidiani in modo quasi normale. Comunque, l'alcolismo può causare un buon numero di disturbi organici, come la dilatazione dei vasi sanguigni della cute (capillari), ipoglicemia, malattie dei reni, del sistema nervoso centrale e del cuore, gastrite cronica e pancreatite (vedi alla voce Disturbi del pancreas). L'alcolismo può anche provocare l'impotenza, determinare lesioni del feto nelle gravide e aumentare il rischio di cancro della laringe, esofago, stomaco, pancreas e in genere della parte superiore del tubo digerente. Inoltre, poiché è raro che gli alcolizzati si alimentino correttamente, è facile che vadano incontro a denutrizione. I forti bevitori hanno una funzionalità epatica ridotta e circa uno su cinque sviluppa la cirrosi. Il continuo desiderio di alcol del malato rende molto problematica l'astinenza, che è uno dei principali obiettivi della terapia. La situazione è anche complicata dall'atteggiamento dell'alcolizzato, che tende sistematicamente ad attribuire i suoi problemi a cause diverse dal bere, creando così una serie di barriere psicologiche che ostacolano la guarigione. In passato, l'alcolismo è stato ritenuto un disturbo delle personalità deboli e prive di volontà, ma oggi molti esperti ritengono che l'alcolismo possa colpire chiunque. Praticamente non c'è cultura che non abbia messo in guardia dall'abuso di alcol e alcune lo hanno anche messo fuorilegge, raramente ottenendo un successo duraturo. Nei paesi industrializzati, mentre le leggi e i programmi educativi mirano a contenere l'abuso di alcol, le pressioni sociali e commerciali continuano a esporre le persone al rischio. L'alcolismo è particolarmente insidioso tra i giovani e gli anziani, anche perché in questi soggetti i sintomi sono evidenti soltanto quando si è già creata una dipendenza.

CAUSE.

La causa dell'alcolismo è un insieme di fattori genetici, psicologici, fisici, ambientali e sociali che varia da un individuo all'altro. Per alcuni i fattori genetici sono fondamentali: il rischio di diventare alcolizzato è 4-5 volte più elevato se uno dei genitori lo era. A volte, però, figli di alcolizzati possono anche essere astemi, annullando i fattori ereditari.

 

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TRATTAMENTO.

L'obiettivo del trattamento è raggiungere l'astinenza. Negli alcolizzati che godono per altri versi di buona salute e supporto sociale, e sono motivati, ci sono buone probabilità di guarigione: il 50 o 60 per cento dei soggetti è ancora astemio al termine di un anno di trattamento, e la maggioranza di costoro lo rimane per sempre. I malati con scarso supporto sociale, poco motivati o affetti da disturbi psichiatrici tendono invece a ricominciare a bere a pochi anni dal termine del trattamento. In questi soggetti il successo è valutato in termini di allungamento dei periodi di astinenza, di riduzione del consumo di alcol, di migliore salute complessiva e miglioramento del comportamento sociale.

Alcol il corpo umano

MEDICINA CONVENZIONALE.

Il trattamento può cominciare soltanto quando l'alcolizzato riconosce l'esistenza del problema e smette di bere. Lui o lei devono capire che l'alcolismo è curabile e devono essere motivati al cambiamento. Il trattamento si divide in due fasi: la disintossicazione, cioè l'interruzione dell'assunzione di alcol, e l'astinenza. Siccome la disintossicazione non elimina il desiderio dell'alcol, spesso è difficile mantenere l'astinenza. In una persona ai primi stadi dell'alcolismo, smettere di bere può comportare ansia e disturbi del sonno. La disintossicazione di chi ha una dipendenza da lunga data può causare tremito incontrollabile, spasmi e crampi, panico e una sindrome allucinatoria chiamata delirium tremens. Se non viene trattato adeguatamente il delirium tremens può essere fatale nel 10% dei casi, di conseguenza la disintossicazione di chi è alcolizzato agli ultimi stadi va tentata soltanto in strutture di ricovero. Il trattamento può avvalersi di diversi farmaci. Il disulfiram o antabuse è una sostanza che interferisce con il metabolismo dell'alcol in modo che l'assunzione anche di piccole quantità provoca nausea, vomito, confusione e difficoltà respiratorie. Il naltrexone, invece, riduce il desiderio di alcol, ma il suo impiego viene raccomandato soltanto nell'ambito di programmi terapeutici che aiutino psicologicamente il paziente. Le Benzodiazepine sono farmaci ansiolitici usati per combattere i sintomi dell'astinenza, quali ansia e turbe del sonno, e per prevenire convulsioni e delirio; poiché possono generare dipendenza, vanno usati con cautela. Gli antidepressivi triciclici possono essere usati per controllare ansia e depressione, ma siccome questi sintomi possono sparire con l'astinenza, queste sostanze non vengono di norma impiegate se non dopo la disintossicazione. Siccome un alcolizzato rimane comunque esposto al rischio della dipendenza, la chiave del recupero è l'astinenza assoluta. Il recupero di un alcolizzato richiede quasi sempre un'azione ampia che può includere programmi di educazione, psicoterapia di gruppo, il coinvolgimento della famiglia e la partecipazione a gruppi di auto-aiuto.

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SCELTE ALTERNATIVE.

Una volta che l'alcolizzato accetta la sua condizione e smette di bere alcolici, un certo numero di terapie alternative può contribuire al suo recupero.

AGOPUNTURA.

Il trattamento eseguito da un medico agopuntore si rivela spesso efficace nell'alleviare i sintomi dell'astinenza e pare possa prevenire le convulsioni e le ricadute, rendendo più probabile che il paziente riesca a completare la terapia.

TERAPIA FISICA.

Il massaggio, inserito in un programma terapeutico più ampio, può agevolare il recupero rilassando il corpo e alleviando l'ansia da disintossicazione.

FITOTERAPIA.

Si dice che il cardo mariano (Silybum marianum) protegga contro i danni al fegato provocati dall'alcol o li faccia anche regredire. Per i sintomi da astinenza provate un infuso di due cucchiaini da tè di scutellaria (Scutellaria lateriflora), di lavanda (Lavandula officinalis) o di cardiaca (Leonurus cardiaca). Alcuni usano una tisana per facilitare il sonno ottenuta da parti uguali di camomilla (Matricaria recutita), luppolo (Humulus lupulus), scutellaria, menta piperita (Mentha piperita), achillea (Achillea millefolium) e di gattaia (Nepeta cataria) o valeriana (Valeriana officinalis).

IDROTERAPIA.

Bagni caldi in acqua salata possono aiutare a espellere droghe e tossine dall'organismo. Sciogliete mezza tazza di sale marino o di bicarbonato di sodio in una vasca di acqua calda e adagiatevi per 10-20 minuti ogni giorno.

MEDICINA PSICOSOMATICA.

Gli alcolizzati in genere bevono per resistere allo stress, svariate tecniche di rilassamento, come il massaggio e la meditazione, possono rivelarsi utili. L'ipnosi può aiutare a risolvere le difficoltà psicologiche che determinano problemi comportamentali.

NUTRIZIONE E DIETA.

La cattiva nutrizione va di pari passo con il forte consumo di alcol: poiché un grammo di alcol apporta 7 calorie ma è privo di potere nutritivo, l'assunzione di grandi quantità di questa sostanza può indurre sazietà anche se l'organismo resta privato di quanto realmente gli occorre. Di conseguenza, gli alcolizzati soffrono spesso di carenza di vitamina A, del complesso B, di vitamina C, carnitina, magnesio, selenio e zinco, nonché di acidi grassi essenziali antiossidanti. Ripristinare l'apporto di questi nutrienti (soprattutto della vitamina B1 o tiamina) può facilitare la guarigione. Uno studio ha concluso che i programmi di recupero sono due volte più efficaci quando comprendono anche una terapia nutrizionale. Terapeuti ritengono che la stabilizzazione del livello di zucchero nel sangue aumenti le probabilità di successo. Per questo si raccomanda di ridurre la quantità di zuccheri semplici (lo zucchero da tavola, ma anche quello di succhi di frutta e bibite) nella dieta, di aumentare la quantità di zuccheri complessi e amidi presenti nei cereali, nel pane e nella pasta, meglio se integrali, e di aumentare la quota di proteine vegetali (verdure a foglia verde, legumi).

 

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RIMEDI DOMESTICI.

Smettere di bere è il primo passo, e probabilmente anche il più difficile da compiere. Per imparare a vivere senza alcol, si deve:

- evitare luoghi e persone che inducono al bere e cercare nuovi amici non bevitori;

- entrare in un gruppo di auto-aiuto (vedi alla voce Supporto psicologico);

- chiedere l'aiuto di parenti e amici;

- sostituire alla dipendenza negativa dall'alcol dipendenze positive come un nuovo hobby, l'attività di volontariato in gruppi religiosi o laici;

- iniziare un'attività ginnico-sportiva. Il movimento provoca il rilascio nel cervello di sostanze naturali in grado di "tenere su" l'umore. Una semplice passeggiata può avere effetti analoghi.

PREVENZIONE.

Ricominciare a bere è il principale problema per gli alcolizzati in via di guarigione; prevenire questa circostanza può essere difficile, ma una terapia assidua, il rinforzo della motivazione e un forte supporto sociale sono di grande aiuto. La prevenzione delle ricadute comprende anche il cambiamento delle proprie consuetudini, l'accettazione di una nuova scala di valori e riuscire a evitare persone e abitudini collegate al bere. Per esempio, il 90 per cento degli alcolizzati fuma e quelli che, oltre a smettere di bere, smettono anche di fumare hanno maggiori probabilità di restare senza alcol a lungo (per non parlare degli altri benefici per la salute).

UN TEST DI AUTOVALUTAZIONE.

Non esiste un singolo sintomo indicativo dell'alcolismo, ma rispondendo sinceramente a queste domande è possibile valutare se si è a rischio.

- Un amico, un parente vi hanno mai detto che bevete troppo?

- Vi è difficile smettere di bere dopo uno o due bicchieri?

- Vi è mai capitato di non ricordare che cosa avete fatto dopo aver bevuto?

- Vi siete mai sentiti preoccupati per il vostro rapporto col bere?

- Quando bevete litigate in modo più o meno violento? - Siete mai stati arrestati o ricoverati a causa del bere?

- Avete mai sentito il bisogno di chiedere aiuto per controllare o interrompere il consumo di alcol? Se avete risposto sì ad almeno una domanda può darsi che l'alcol sia per voi un problema grave. Per il vostro bene, parlatene apertamente con un medico o uno psichiatra.

SUPPORTO PSICOLOGICO.

Malgrado venga considerato una malattia, e non più una carenza di forza di volontà, l'alcolismo viene ancora ritenuto una sorta di marchio d'infamia. Anche per questo molti alcolisti negano che bere sia per loro un problema, ma i famigliari e gli amici che nascondono il comportamento del malato non fanno altro che distruggere qualsiasi spinta a cercare aiuto. Per la famiglia e gli amici è di vitale importanza informarsi sull'alcolismo e motivare la persona cara a cercare aiuto qualificato. Il supporto di un gruppo aiuta moltissimi alcolizzati a condurre una vita normale. In tutto il mondo si contano a milioni gli aderenti all'Anonima Alcolisti (AA). L'incoraggiamento di altre persone nelle stesse condizioni è, per molti, indispensabile a restare sobri. Tuttavia vi sono opinioni discordanti su alcuni aspetti dell'AA e di altri gruppi analoghi. Alcuni terapeuti sono preoccupati che l'AA non provveda a diagnosticare disturbi psichiatrici o a fornire aiuto medico. Non esiste comunque soltanto questo tipo di gruppi e ci si può rivolgere a organizzazioni che si avvalgono anche di assistenza medica.

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