CULTURA - MUSICA - RICERCHE COMPLEMENTARI

PICCOLO LESSICO

ACCOMPAGNAMENTO

Il termine indica la parte di sostegno strumentale subordinata al canto o a uno strumento solista, che esprime la melodia principale potenziandone l'espressività e il ritmo. Nella musica d'arte lo strumento d'accompagnamento predominante è il pianoforte, che per il suo timbro bene si accoppia con tutti gli strumenti solisti e con le voci; nella musica popolare si trova generalmente la chitarra, per forme melodiche solistiche, e la fisarmonica nelle forme corali d'insieme.

ADAGIO

E' un movimento abbastanza lento del brano musicale, più veloce del largo e meno rapido dell'andante. Molto spesso il termine si accompagna ad aggettivi che servono a rendere il carattere del pezzo: ad es. adagio marziale, sostenuto, appassionato.

ALLEGRO

E' un movimento veloce del brano musicale, ma non rapido: è infatti più veloce dell'allegretto, ma meno brillante del veloce. Come l'adagio, anche l'allegro è spesso accompagnato da aggettivi quali: con fuoco, brillante, appassionato.

ARMONIA

E' il risultato della combinazione simultanea di più suoni di altezza diversa. Si può quindi dire che essa presiede alla formazione e al concatenamento degli accordi musicali.

CAPRICCIO

E' un termine musicale con cui si designa una composizione ricca di estri e di bizzarrie, di virtuosismi e di divagazioni su temi apparentemente slegati. Lo si trova in origine in composizioni per liuto e per organo. Nel Settecento designò, per la musica da tastiera, vere e proprie fughe, come quelle di Händel e di Bach, mentre nella musica violinistica il termine indicò anche composizioni a carattere virtuosistico, tra cui sono famose quelle di Paganini.

COLORITO

In musica il colorito è un'indicazione espressiva riguardante il fraseggio; è l'intensità sonora di un'esecuzione, che non può essere ricavata completamente dal testo musicale o da eventuali didascalie del suo autore, e resta demandata alla sensibilità e all'intelligenza del suo interprete.

COREOGRAFIA

Con questo termine comunemente si intende l'arte di comporre balli figurati, cioè balletti; si indica anche la descrizione scritta della danza. La coreografia intesa come trascrizione dei movimenti dei danzatori è particolarmente importante per la esecuzione dei balletti stessi. Ad esempio Romeo e Giulietta, uno dei balletti oggi più rappresentati, venne musicato da Prokof'ev ma coreografato da Tudor, da Cranko e da molti altri, ciascuno dei quali ideò, per lo stesso balletto, passi e figure di danza diversi.

DISSONANZA

E' un termine musicale con cui si designa la sgradevolezza di un intervallo o di un accordo. Originariamente essa venne prodotta ad indicare un particolare stato d'animo in musica e trovò un impiego sempre più notevole nella musica dodecafonica, che evita il prodursi di accordi consonanti.

DODECAFONIA

Ideatore della dodecafonia fu Arnold Schönberg che la definì come «metodo di composizione con dodici note non imparentate fra loro». In questo sistema sono annullati i principi della melodia e dell'armonia in senso diatonico: non esistono cioè note che abbiano funzioni tonali attorno alle quali gravitino gli altri suoni della scala. Non esiste inoltre distinzione tra accordo consonante e accordo dissonante, perché nella dodecafonia tutto vuole essere movimento e tutto è principalmente dissonante.

LAUDA

Con questo termine si designa una composizione poetico-religiosa di stampo popolare, prettamente italiana, della quale si hanno i primi esempi verso il XII secolo. Tali canti spirituali (il più famoso è il Cantico delle Creature di S. Francesco d'Assisi) si diffusero con il movimento dei flagellanti, in quanto divennero canti processionali e di preghiera, sostituendo le musiche strumentali e le cantilene amatorie. Caduta in disuso nel XIV sec. la lauda rifiorì ed ebbe la sua massima fioritura nella Firenze del Savonarola.

LIBRETTO

Testo poetico o narrativo dell'opera in musica. E' un componimento letterario dialogato, con un numero variabile di personaggi, espressamente scritto per essere musicato.

LIED

Termine tedesco che indica un canto, una melodia, una ballata in cui testo e musica sono intimamente legati. I più antichi Lieder traggono i loro argomenti da antiche leggende; nel corso del XII e XIV secolo rappresentarono il parallelo, in terra tedesca, dei canti trobadorici italiani e provenzali: si trattava di canzoni a carattere monodico, di argomento cavalleresco, con accompagnamento strumentale (per lo più di liuto). Con il Seicento il Lied si aprì all'influenza dell'arte italiana: il lied strofico, a una o più voci, con o senza ritornello, a imitazione dell'aria italiana, accoglie gli strumenti d'accompagnamento e diviene una cantata slegata dai temi «germanici» che ne avevano caratterizzato la nascita. Creatore del Lied inteso in senso moderno, come composizione musicale strettamente connessa al testo poetico, fu Franz Schubert.

MADRIGALE

Termine che indica due diverse forme musicali sviluppatesi una nel Trecento, l'altra nel Cinquecento.
Il madrigale trecentesco, a tema prevalentemente pastorale o amoroso, era caratterizzato da due o, più raramente, tre voci, ed era strutturato su due o tre strofe con ritornello, accompagnate, nell'esecuzione, dal suono di qualche strumento. Nel Cinquecento il madrigale subisce invece l'influenza della frottola (un tipo di composizione popolare) e, pur respingendone il carattere strofico, ne assume inizialmente la struttura a quattro voci e l'isoritmia, che verranno in seguito modificate.
Nel tardo Rinascimento e nel Seicento diverse esigenze espressive portarono a un sempre maggiore cromatismo del madrigale, che vide in Claudio Monteverdi, con i suoi «madrigali concertati», una delle sue massime espressioni.

MAZURCA

Danza nazionale polacca di ritmo ternario e movimento un poco più lento di quello del valzer. Ebbe una grande diffusione in tutta l'Europa nella seconda metà del secolo scorso. Fra i grandi compositori di mazurche, ricordiamo Chopin.

MELODIA

Si definisce melodia la successione di suoni di diversa altezza e durata che svolgono una linea musicale di senso compiuto.

MESSA

E' la forma polifonica più importante della musica sacra per la Chiesa romana. Comprende cinque parti fisse corrispondenti alle cinque preghiere cantate nella Messa cattolica: il Kyrie, il Gloria, il Credo, il Sanctus e l'Agnus Dei, oltre a parti che variano secondo le festività dell'anno liturgico. Le sue origini risalgono ai primi tempi del primo cristianesimo, o perlomeno all'Alto Medioevo, e la sistematizzazione definitiva avvenne attorno al 1000. Esistono tre tipi principali di Messa: la Messa gregoriana, la Messa polifonica e la Messa concertante, con cori, organo e strumenti.

MINUETTO

Danza francese molto in voga all'epoca di Luigi XIV e Luigi XV. La sua origine è popolare e solo dopo una lunga evoluzione passa al rango di creazione artistica. Si caratterizza per la varietà e le differenze di movimento: lento, moderato, allegretto, vigoroso, allegro, vivace. Inizialmente molto moderato, l'andamento del minuetto diviene sempre più brioso quando questa composizione è inclusa tra le musiche da camera e orchestrali: lo stile perde così il suo carattere leggiadro, e si caratterizza per un movimento sempre più accelerato nelle composizioni di Haydn e di Mozart.

MONODIA

E' una pratica musicale tipica del periodo classico e alto-medioevale, caratterizzata dal canto a una voce (gr. mónos=solo), senza accompagnamento musicale. In questo senso si contrappone alla polifonia (gr. polàus=numeroso), insieme di più suoni o più voci, ciascuno dei quali segue una propria linea melodica.

MOTTETTO

E' la più antica forma liturgica polifonica e risale al XIII secolo. Il mottetto era generalmente formato da tre parti: sul canto della voce principale (tenor) venivano sovrapposte due o più voci, ognuna delle quali cantava, a volte in lingua volgare, un testo differente, anche su temi di canzoni popolari. Le voci superiori mantenevano, nei riguardi del tenor, grande indipendenza ritmica e melodica. Nel '400, il secolo della polifonia vocale, il mottetto conosce un prodigioso sviluppo, raggiungendo la sua perfezione nel XVI secolo, e sviluppandosi in seguito fino ai giorni nostri.

MUSICA DA CAMERA

Con questa espressione si definisce qualsiasi tipo di musica o di composizione eseguita da un numero limitato di esecutori (composizioni per esecutori singoli, o per duo, trio, quartetto, quintetto).

NOTA

Simbolo grafico convenzionale che rappresenta un suono musicale e il suo valore di durata.
Disposta sul rigo, la nota indica l'altezza del suono, cioè il suo grado di intonazione.
Le sillabe che indicano le sette note sono state tratte dall'Inno a San Giovanni Battista di Guido d'Arezzo, un monaco del X secolo: sono, infatti, le prime sillabe dei versi della prima strofa: Ut queant laxis / Resonare fibris / Mira gestorum / Famuli tuorum / Solve polluti / Labii reatum / Sanchte Iohannes.
Nel secolo XVI ut, difficile da solfeggiare, venne sostituito dal do, più eufonico. Solo la Francia conserva l'ut.

OPÉRA-COMIQUE

Genere di opera francese, caratterizzata dall'alternanza di lunghi recitativi dialogati e da parti musicali. Prese nome dal teatro d'opera parigino («OpÉra-Comique») che ospitò le sue rappresentazioni. Nacque nel Settecento e godette di particolare fortuna soprattutto presso il popolo, per i soggetti leggeri e divertenti che la distinsero dall'opera seria.

ORATORIO

Forma poetico-musicale sviluppatasi nel periodo della Controriforma, con particolare diffusione negli oratori fondati da San Filippo Neri. L'oratorio musicale ebbe origine dalla lauda, profondamente modificatasi nel ricordo e sul modello delle sacre rappresentazioni.
E' costituito da una narrazione, svolta in forma di dialogo, con personaggi e coro, di un fatto sacro.
Nell'oratorio tutta l'azione si svolge senza l'ausilio di scene e costumi, e i temi sono per lo più tratti dalle Sacre Scritture o dalle Vite dei Santi.

ORCHESTRA

Con questo termine si indica, dal Seicento, il complesso strumentale. Nell'orchestra le combinazioni dei suoni vengono regolate da criteri acustici riguardo al loro timbro, e da criteri estetici riguardo ai risultati fonici. Il termine è di origine greca: nei teatri greci designava, infatti, la parte compresa tra la scena e gli spettatori, dove il coro danzava intorno all'altare di Dioniso.
Nell'accezione moderna, il termine indica lo spazio compreso tra la scena e il pubblico, dove stanno gli strumentisti. Nel XIX secolo l'orchestra, con Beethoven, Berlioz e Wagner si è notevolmente ampliata (soprattutto per quanto riguarda gli ottoni), acquistando in intensità. Nel XX secolo essa si è arricchita di percussioni e strumenti elettronici.

OUVERTURE

Brano, più o meno sviluppato, tradizionalmente concepito come inizio di composizioni musicali.
Prima del XVII secolo le opere o iniziavano senza preludio, o erano precedute da una breve composizione strumentale detta «sinfonia» o «toccata» (come nell'Orfeo del Monteverdi).
Solo con Lully l'ouverture ebbe forma fissa di introduzione drammatica alle opere.
In una prima fase essa non ebbe alcuna relazione con l'opera a cui era premessa, né per carattere né per contenuto tematico (Lully, Scarlatti, Haendel), ma, in seguito, tale relazione venne scrupolosamente osservata (Gluck, Mozart, Cherubini, fino ai moderni).

PANTOMIMA

Si indica con questo termine un'azione teatrale in cui l'espressione dei concetti e la descrizione degli avvenimenti non è affidata alle parole ma ai gesti. Generalmente tale azione è accompagnata da musica, e alcune pantomime si trovano anche nell'opera lirica, come nell'Alceste di Gluck e nella Presa di Troia di Berlioz. Spesso la pantomima venne confusa con la danza, da cui si distingue per la minore stilizzazione e per l'assenza di coreografia.

POLACCA

Genere di danza, d'origine polacca, con movimento andante mosso e ritmo di 3/4. Si caratterizza per il carattere brillante e servì originariamente per accompagnare alcune cerimonie solenni. Nata nel XVI secolo, acquistò popolarità nel secolo seguente, fino a diventare la danza favorita dei compositori strumentali. Fra gli autori più celebri di polacche ricordiamo Bach, Haendel e Mozart. Fu soprattutto Chopin ad assicurare alla polacca ampia fortuna e a imprimerle un carattere prettamente nazionale.

PRELUDIO

Si può definire preludio qualsiasi brano che serva da introduzione alla parte principale di una composizione, pur conservando spesso un valore e un'importanza propri.
Il preludio è tipico soprattutto della musica strumentale: le sue origini vanno ricercate nell'introduzione quattrocentesca alle composizioni, nata come preparazione tecnica o momento di intonazione dei cantanti.
Fu Bach ad organizzare, fra i primi, il preludio, conferendogli proporzioni più vaste e ponendolo sia ad introduzione di una fuga sia come brano iniziale di una suite. Da ricordare i 24 Preludi per pianoforte (uno per ogni tonalità) di Chopin, e le composizioni di Preludi di Debussy e di Rachmaninov.

RECITATIVO

E' lo stile di canto modulato secondo il principio del «recitar cantando», in cui si volevano rispettate e imitate il più possibile le inflessioni e le intonazioni della lingua parlata. Si tratta, in sostanza, di realizzare un'unione tra il parlato e la frase melodica. Esistono vari tipi di recitativo: il recitativo secco, accompagnato dal solo clavicembalo, caratterizzato da uno svolgimento rapido e cadenzato, più vicino alla parola; il recitativo semplice (teorizzato da Lully), più melodico.
Con un'evoluzione di questo stile di canto si arrivò al recitativo arioso, in cui alla voce si uniscono più strumenti o, addirittura, l'orchestra.

REQUIEM

E' la Messa che la Chiesa Romana celebra in onore dei defunti. Musicalmente si divide nelle seguenti parti principali: Introito, Kyrie, Graduale, Offertorio, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei, Comunione. Fra le Messe da Requiem più celebri ricordiamo la Missa pro defunctis di Giovanni da Palestrina, e le Messa da Requiem di Mozart e di Giuseppe Verdi (quest'ultima composta per la morte di Alessandro Manzoni).

RITMO

E' la successione regolare e periodica di tempi forti e tempi deboli che presiede all'organizzazione della durata dei suoni. Il ritmo determina, con il ricorrere degli accenti, la struttura della frase musicale. E' facile dunque capire che il ritmo è uno degli elementi fondamentali della musica, in quanto ne governa lo sviluppo nel tempo.

RONDO'

Forma strumentale molto diffusa nel XVII e nel XVIII secolo, con ogni probabilità derivata dalla forma della canzone a ballo medioevale, detta rondeau, svolta con alternanza di canto solistico (couplet) e risposta corale (refrain). Il rondò entra a far parte della musica strumentale nel Settecento, caratterizzandosi come pezzo brillante con andamento particolarmente vivace. Entra anche nella musica vocale, ad indicare un'aria composta da tre riprese, di cui la prima si ripete dopo le altre. Fra i grandi compositori di rondò ricordiamo: Gluck, Paisiello, Cimarosa, Mozart e Rossini.

SALMO

Si definisce salmo il canto di lode al Signore passato dal culto israelita alla liturgia cattolica e, in seguito, al rito protestante. Esso presenta fin dalle origini tre tipi di esecuzione: la salmodia diretta, quasi semplice recitazione con qualche leggera inflessione; la salmodia antifonale, in cui le strofe del Salmo sono cantate alternativamente da due cori, che si riuniscono alla fine per intonare l'Alleluja; la salmodia responsoriale, nella quale il canto si svolge fra il solista, che intona la prima parte del versetto, e il coro, che gli risponde con la seconda.

SCALA MUSICALE

Nel sistema musicale temperato (latino temperatum=moderato) è la successione ordinata di suoni secondo la loro altezza e il loro valore di durata: si può quindi definire come una successione di intervalli musicali (l'intervallo esprime infatti la differenza d'altezza fra due suoni).

SEQUENZA

La sequenza è un canto liturgico in latino del rito cattolico. Come il tropo, essa ebbe origine intorno al IX secolo, dall'adattamento di nuovi testi ai lunghi vocalizzi degli alleluja, in quella misurata relazione fra parola e suono che le diede il nome (dal latino sequere, in quanto il testo segue la nota). La pratica di tale adattamento, divenuto molto frequente, diede luogo a un gran numero di sequenze, sia religiose, sia profane.
La Chiesa ne ammise all'interno della Liturgia, dopo la Riforma, soltanto cinque, tuttora cantate in particolari feste dell'anno: Victimae Paschali Laudes; Veni Sancte Spiritus; Lauda Sion Salvatorem; Dies irae, dies illa; Stabat Mater.

SINFONIA

I Greci indicavano con questo termine la consonanza. Dal Quattrocento il vocabolo passò a designare l'introduzione strumentale all'opera o all'oratorio, o anche singoli pezzi della sonata da camera e della suite. Il Settecento impresse alla sinfonia un carattere nuovo e autonomo, acquistando, soprattutto per la varietà dei mezzi orchestrali impiegati, un'espansione musicale analoga a quella della sonata; assunse addirittura caratteri epici con Beethoven, che all'orchestra aggiunse l'uso del coro.

SISTEMA MUSICALE

E' il quadro teorico entro cui si collegano gli elementi di un determinato linguaggio musicale.

SUITE

E' una forma di composizione strumentale in più tempi, costituita da una serie di movimenti di danza scritti nella stessa tonalità. La sua disposizione fondamentale è: allemanda, in tempo moderato; corrente, in tempo vivace; sarabanda, in tempo lento; giga, in tempo veloce. Tra i maggiori compositori di suites strumentali ricordiamo: Frescobaldi, Haendel e Bach. Esiste anche una forma di suite orchestrale, spesso costituita da frammenti di opere o di balletti.

TARANTELLA

Danza popolare napoletana, molto vivace, forse originaria di Taranto. Secondo altre credenze popolari, il nome potrebbe derivare dal morso della tarantola che provoca movimenti simili a una danza.

TONO

E' l'unità di misura su cui si basa il calcolo della distanza tra diversi intervalli; è composto da due semitoni (i più piccoli intervalli del sistema musicale).

TROPO

Vocabolo greco che, nella liturgia medievale, indicava una parte aggiunta al canto della messa. Alla Scuola di San Gallo tropare significava adattare un testo letterario a un brano musicale, in modo che a ogni sillaba del primo corrispondesse una nota del secondo. Mai accolti ufficialmente dalla Chiesa, i tropi furono proibiti dal Concilio di Trento.

ZARZUELA

E' una specie di operetta spagnola, in parte cantata e in parte parlata: è simile, per temi e strutture, all'opera comica francese, in quanto ha il «parlato» in luogo del recitativo musicale. La sua origine risale al XVII secolo; la zarzuela deve il suo nome al Real sitio de la zarzuela, fatto costruire per rappresentazioni musicali dal cardinale infante Ferdinando. La zarzuela, a differenza dell'opera comica, si basa sulla melodia popolare; si distinguono due tipi di zarzuelas: la grande, che si avvicina per ampiezza del messaggio musicale all'opera, e la chica, più simile all'operetta.

GRANDI MUSICISTI

TOMMASO ALBINONI

Violinista e compositore italiano (Venezia 1671 - ivi, 1750). Uno dei più celebri rappresentanti della scuola veneziana; ha lasciato numerose opere, sonate e concerti (ricordiamo soprattutto la sua raccolta di Sinfonie e concerti a cinque op. 2 del 1700).

AMBROGIO

Padre e dottore della Chiesa (Treviri 340 ca. - Milano 397). Fu vescovo di Milano dal 374; da lui presero nome i canti liturgici e il rito della chiesa milanese. Egli introdusse nel rito cattolico gli inni orientali (almeno 4: Aeterne rerum conditor, Deus creator omnium, Iam surgit hora tertia, Veni redemptor gentium) e la salmodia antifonica, basata sull'alternanza di due cori, uno maschile e uno femminile.

JOHANN SEBASTIAN BACH

Compositore tedesco (Eisenach 1685 - Lipsia 1750). Organista di professione, diresse l'orchestra del principe Leopoldo dal 1717, e nel 1723 divenne cantore della cappella di Lipsia. Ricordiamo le sue opere per organo (Preludi, Toccate, Fantasie e Fughe, Sonate e 150 Corali); le sue raccolte di musica da camera (Sonate per solo violino, per violino e clavicembalo, Suites per violoncello, Sonate per viola da gamba, Concerti brandeburghesi); il Magnificat, composto per il rito protestante nel 1723; le quattro Passioni; la Messa in si minore.

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Compositore tedesco (Bonn 1770 - Vienna 1827). Diede il suo primo concerto a otto anni e divenne organista ufficiale della Cappella arcivescovile di Bonn a soli quattordici anni. Dal 1792 si installò a Vienna, dove fu protetto dai membri della nobiltà austriaca. La sua esistenza fu travagliata dal dramma della sordità (di cui dà amaro sfogo nel testamento di Heiligenstadt del 1802), dalle difficoltà finanziarie e da numerose delusioni sentimentali. Dagli insegnamenti di Mozart trasse la sua unica opera lirica, il Fidelio (1805).
Si dedicò soprattutto alle sonate: tra le sue 32 sonate per pianoforte, ricordiamo la Patetica, Al chiaro di luna, l'Appassionata, l'Aurora. Fu autore anche di musica da camera (ricordiamo i 17 quadretti) e orchestrale (concerti; nove Sinfonie di cui la terza, detta Eroica, la sesta, detta Pastorale e la nona con cori).

VINCENZO BELLINI

Compositore italiano (Catania 1801 - Puteaux 1835). Dimostrò una precoce sensibilità musicale componendo la sua prima sonata all'età di sei anni; organista e autore apprezzato di musica sacra, ottenne una borsa di studio che gli consentì di studiare al conservatorio di Napoli, dove si formò. Durante questi anni si dedicò allo studio del melodramma napoletano, pur continuando a comporre musica sacra e cameristica. Il successo della sua opera-saggio, Adelson e Salvini, gli consentì di comporre per il teatro S. Carlo di Napoli Bianca e Fernando (1826). Da qui il successo: compose Il pirata (1827) per il Teatro alla Scala di Milano; La straniera (1829); I Capuleti e i Montecchi (1830); La sonnambula(1831); Norma (1831); Beatrice di Tenda (1833) e I puritani (1835).

HECTOR BERLIOZ

Compositore francese (La Côte - Saint André 1803 - Parigi 1869). Unì all'attività di musicista quella di pubblicista e di teorico: visse la maggior parte della sua vita a Parigi, conquistando, con la sua fama di compositore, l'amicizia di Paganini, Liszt e Wagner. Si interessò alla sinfonia drammatica (Romeo e Giulietta, 1839), e ottenne grandi riconoscimenti con la sua Sinfonia fantastica (1830), caratterizzata dal realismo con cui sono rappresentate le passioni umane. Si interessò anche alla melodia da concerto (Le notti d'estate 1834) e al teatro lirico (La dannazione di Faust, 1846); Benvenuto Cellini, 1838; I Troiani, 1856-58), oltreché alla musica sacra (Grande Messa dei morti, 1837; L'infanzia del Cristo 1854).

GEORGES BIZET

Compositore francese (Parigi 1838 - Bougival 1875). Vincitore del «Prix de Rome» nel 1857, fu letteralmente conquistato dalla musica di Gounod. Il soggiorno in Italia, dal 1857 al 1860, lo influenzò, contribuendo alla maturazione del suo stile: si dedicò all'opera comica (I pescatori di perle, 1863; La jolie fille de Perth, 1867), aprendosi all'influsso della musica italiana. Ritornato in Francia, colpito da una grave malattia alla gola e da frequenti crisi depressive, compose la Suite per piano Jeux d'énfants (1871) e una musica per le scene dell'Arlesiana (1872), prima di tornare all'opera lirica con Carmen (1873-74), il suo capolavoro.

JOHANNES BRAHMS

Compositore e pianista tedesco (Amburgo 1833 - Vienna 1897). Svolse una parte della sua attività artistica a Vienna, sacrificando tutta la sua vita all'arte musicale e distinguendosi nel campo della musica sinfonica. Compose 4 Sinfonie, 2 Ouvertures, un Concerto per violino, Concerti per piano e Concerti per violino e violoncello. Si interessò anche alla musica da camera (Sonate, trii, quartetti e quintetti) e musicò parecchie romanze, ballate e lieder. Fu autore anche di una Messa da requiem (1861).

JOSEPH ANTON BRUCKNER

Compositore e organista austriaco (Ansfelden 1824 - Vienna 1896). Fu autore di tre Messe, di Nove sinfonie e di un Quintetto per archi, ispirati alla sua fede cattolica e profondamente influenzati dallo stile di Wagner, per il quale nutrì sempre grandissima ammirazione. Fu anche professore al conservatorio di Lipsia e di Vienna.

LUIGI CHERUBINI

Compositore italiano (Firenze 1760 - Parigi 1842). Stabilitosi a Parigi dal 1787, vi conobbe il successo con le sue opere liriche (Medea, 1797; Anacreonte, 1803), il che gli valse la nomina a direttore del Conservatorio (1822). Si interessò anche all'opéra-comique con L'osteria portoghese (1798) e Le due giornate ovvero il portatore d'acqua (1800). Gli si devono anche numerose pagine di musica sacra (ricordiamo la Messa solenne in re minore del 1811, e la Messa da requiem in do minore del 1816). La sua fama lo inimicò a Napoleone e lo costrinse a ritirarsi a Vienna, dove conobbe Haydn e Beethoven. Ritornato in patria, alternò all'attività musicale, l'interesse per la botanica e per la pittura.

FRYDERYK CHOPIN

Compositore e pianista polacco (Zelazowa 1810 - Parigi 1849). Di padre francese, rimase fino al 1830 in Polonia, acquisendo una cultura musicale di prim'ordine. Si stabilì quindi a Parigi, dove frequentò i più illustri ambienti letterari e artistici e conobbe la poetessa George Sand, alla quale si legò. Qui si distinse, oltreché come compositore, come pianista e ottimo insegnante. Amico di Liszt e di Berlioz, girò l'Europa con le sue tournées e morì prematuramente di tisi. Fu autore di numerosissimi Concerti per pianoforte; si interessò particolarmente alla musica popolare polacca e compose numerosi Preludi, Ballate, Notturni, Mazurke, Polacche, Valzer, senza trascurare la produzione sinfonica cameristica.

PETR IL'IC CIAKOVSKIJ

Compositore russo (Votkinsk 1840 - Pietroburgo 1893). Si può considerare il creatore del moderno balletto sinfonico (Il lago dei cigni, 1876; La bella addormentata, 1889; Schiaccianoci, 1892); si dedicò con grande interesse anche alla composizione di musica sinfonica (ricorderemo le sue Sette Sinfonie, le Serenate e i Quattro concerti), da camera (un Trio per pianoforti; tre Quartetti e un sestetto per archi, Souvenir de Florence, del 1890). Allo stesso periodo risalgono anche le sue opere liriche più note, quali Eugenio Onieghin (1878) e la Dama di picche (1890), molto influenzate dalla scuola francese.

MUZIO CLEMENTI

Compositore e pianista italiano (Roma 1752 - Evesham 1832). Dopo essersi formato nell'ambiente pontificio romano, si trasferì a Londra, dove intraprese la carriera di pianista, prima di dedicarsi all'edizione musicale e alla fabbricazione di pianoforti. Fu autore di numerose Suonate per pianoforte e orchestra e di alcune sinfonie. La sua fama si lega anche ad un suo trattatello pedagogico, il Gradus ad Parnassum, in tre volumi, contenenti 100 esercizi atti a perfezionare la tecnica pianistica.

ARCANGELO CORELLI

Compositore e violinista italiano (Fusignano 1653 - Roma 1713). Dopo un soggiorno di studio a Bologna, si trasferì a Roma (1671) dove, grazie al suo talento, venne designato maestro di cappella in San Luigi dei Francesi e direttore dell'orchestra del cardinale Pietro Ottoboni: i violinisti di tutta Europa accorsero alla sua scuola. Pubblicò, tra il 1681 e il 1704, quattro raccolte di Sonate e 12 Concerti grossi per viole, violini e violoncelli.

CLAUDE DEBUSSY

Compositore francese (Saint - Germain - en Laye 1862 - Parigi 1918). Fin dal periodo in cui preparava il «Prix de Rome», ambito concorso pianistico, rivelò il suo interesse per il rinnovamento della forma e dell'armonia. Ammirò Wagner, si interessò alla musica esotica e frequentò con assiduità poeti simbolisti e pittori impressionisti francesi. Il pianoforte divenne, nella sua musica, lo strumento evocatore di particolari atmosfere (Images, 1906-1908; Préludes, 1909-13). Adoperò l'orchestra potenziandone i timbri (Prélude à l'après-midi d'un faune, 1894; Nocturnes, 1899; la Mer, 1905; Jeux, 1912). La sua maggiore opera rimane Pélleas et Mélisande (1912), partitura lirica la cui azione presenta analogie con il Tristano di Wagner.

MANUEL DE FALLA

Compositore spagnolo (Cadice 1876 - Cordoba 1946). Dopo la sua opera La vita breve (1905) risiedette a Parigi dal 1907 al 1914, dove strinse amicizia con Debussy. I frutti di questo soggiorno sono le Sette canzoni popolari spagnole (1914-15), Notti nei giardini di Spagna (1909-15), e il balletto L'Amore stregone (1914-15). Alla lussureggiante Andalusia gli succedette allora, come fonte di ispirazione, l'arida Castiglia (ricordiamo il balletto Il cappello a tre punte del 1919). La sua carriera terminò sotto il segno dell'austerità con l'opera da camera Il teatro dei burattini di Mastro Pietro (1923), tratta da un testo di Cervantes, e con il Concerto per clavicembalo e cinque strumenti. La sua ultima opera, che occupò ben vent'anni di vita dell'autore, l'oratorio Atlantida, fu terminata da E. Halffter.

GAETANO DONIZETTI

Compositore italiano (Bergamo 1797 - ivi, 1848). L'insegnamento di S. Mayr lo avviò al Liceo musicale di Bologna, dove si perfezionò col padre S. Mattei. Mozart, Gluck e Haydn ispirarono le sue prime composizioni da camera (cantate, quartetti), mentre solo più tardi, con i suoi primi esperimenti melodrammatici, diventò evidente un avvicinamento ai modelli comici rossiniani e alla tradizione operistica napoletana. Dopo essere stato direttore al Teatro reale di Napoli, si trasferì a Parigi nel 1838, dove godette di gloria incontrastata, prima dell'affermazione di Verdi. Fu autore di note opere liriche: Anna Bolena, 1830; Elisir d'amore, 1832; Parisina, 1833; Lucia di Lammermoor, 1835; La Favorita, 1840; La figlia del reggimento, 1840; Linda di Chamounix, 1842; Don Pasquale, 1843. La sua amplissima produzione comprende anche 28 cantate con accompagnamento orchestrale o di pianoforte, numerosi pezzi sinfonici, quartetti per archi, molta musica vocale religiosa.

ANTONIN DVORAK

Compositore ceco (Nelahozeves 1841 - Praga 1904). Professore ai conservatori di Praga e di New York, utilizzò il folclore cecoslovacco e slavo sia nella sua musica da camera (un Terzetto per due violini e viola; 4 trii per archi e pianoforte; 15 quartetti per soli archi; 2 quintetti per archi e pianoforte), sia nella sua musica sinfonica (ricordiamo le sue Tre sinfonie tra cui, celeberrima, il Nuovo Mondo, del 1893). Fu autore anche di musica religiosa: celebre il suo Stabat Mater (1883) e l'oratorio Santa Ludmilla (1885-6), oltre a numerose Messe e Salmi.

GIROLAMO FRESCOBALDI

Compositore italiano (Ferrara 1583 - Roma 1643). Organista di San Pietro, attirò a sé numerosissimi allievi da tutta Europa. La sua musica per clavicembalo e per organo si rifà alle forme tradizionali (Toccate, Canzoni, Versi d'Hinni) del contrappunto.
Notevole fu la sua Raccolta di Fiori musicali (1635) comprendente quarantasei brani (di cui solo gli ultimi due a carattere profano), che si propone di raggruppare i brani occorrenti per tre messe per organo (la messa della domenica, degli Apostoli e della Madonna).

CRISTOPH WILLIBALD GLUCK

Compositore tedesco (Erasbach 1714 - Vienna 1787). Acquisì una formazione musicale internazionale, compiendo viaggi in tutta Europa (Italia, Germania e Inghilterra, soprattutto). Si stabilì quindi a Vienna (1752), dove, con la collaborazione del librettista R. de Calzabigi, compose alcuni capolavori quali: Orfeo ed Euridice (1762) e Alceste (1767). Infine, potendo soggiornare a più riprese a Parigi grazie all'interessamento di Maria Antonietta di Francia, ebbe l'opportunità di realizzare la riforma del teatro lirico attraverso un ritorno alla semplicità classica del canto, e un inserimento della danza nello svolgersi dell'azione teatrale (Ifigenia in Aulide, 1774; Orfeo ed Euridice, sec. versione 1774; Alceste, sec. versione 1776; Armida, 1777; Ifigenia in Tauride 1779).

GEORG FRIEDRICH HÄNDEL

Compositore tedesco (Halle 1685 - Londra 1759). I suoi soggiorni in Italia fanno di lui, per prima cosa, il difensore dell'opera seria, di cui dà vari esempi. Si trasferisce quindi a Londra, dove incontra difficoltà per imporsi alla Royal Academy of Music e al King's Theatre. I campi in cui riesce meglio sono quelli del salmo, della cantata e soprattutto dell'oratorio su testo inglese, spesso ispirato alla Bibbia.
Fra i suoi oratori ricordiamo: Israele in Egitto (1739); il Messia (1742); Sansone (1743); Giuda Maccabeo (1747); Salomone (1748). Fra le sue composizioni strumentali ebbero successo le Suites per clavicembalo e, soprattutto, i concerti per feste all'aperto (The Water Music, Music for the Royal Fireworks). Fu autore anche di numerosi melodrammi, rappresentati a Londra con alterno successo (fra questi: il Pastor fido, in tre versioni dal 1712 al 1734; Giulio Cesare, 1724; Orlando, 1733; Alcina, 1735).

JOHANN MICHAEL HAYDN

Compositore austriaco (Rohrau 1737 - Salisburgo 1806). La sua lunga vita gli permise una cospicua produzione musicale, orientata verso i più disparati settori, dalla musica cameristica all'opera lirica. Il prestigio di cui godette durante la sua vita lo portò ad essere eletto membro dell'Accademia reale di musica di Svezia, sotto la protezione dell'imperatrice Maria Teresa.
Fra le principali composizioni di Haydn ricordiamo l'opera Andromeda e Perseo (1787); 46 Sinfonie; 5 Concerti, divertimenti, serenate e musica. La sua morte pose fine alla composizione della Messa da Requiem, commissionatagli dall'imperatrice in persona.

RUGGERO LEONCAVALLO

Compositore italiano (Napoli 1857 - Montecatini Terme 1919). Diplomatosi al conservatorio di Napoli, seguì le lezioni del Carducci alla facoltà di Lettere di Bologna. Fu esponente, insieme a Puccini, Mascagni e Giordano, della Giovane Scuola italiana. Si dedicò alla composizione di opere liriche (Chatterton, sua prima opera rappresentata solo nel 1896; I Medici, Savonarola, Cesare Borgia, trilogia ispirata alla storia del Rinascimento italiano, di cui portò a termine solo la prima opera). L'unico vero successo è legato ai Pagliacci (1892), rappresentati al Teatro Dal Verme di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini. Cercò invano di gareggiare con Puccini, componendo, nel 1897, la Bohème. Realizzò anche alcune celebri melodie (tra cui Mattinata e Serenatella).

FRANZ LISZT

Compositore, pianista e direttore d'orchestra ungherese (Raiding 1811 - Bayreuth 1886). Visse a Vienna, Parigi, Weimar e Roma, spostandosi senza tregua per tutta l'Europa. Pianista virtuoso, lasciò importanti opere liriche e didattiche per pianoforte (Anni di pellegrinaggio, 1836-77; Studi trascendentali da Paganini, 1838; Sonata in si minore, 1853). Direttore d'orchestra, si interessò al poema sinfonico: Mazeppa, 1851; Les préludes, 1848; La battaglia degli Unni, 1857; compose anche parecchie sinfonie (ricordiamo, fra tutte, Faust, 1854-57).
Musicò anche alcune Messe e alcuni oratori (Christus, 1855-66; La Leggenda di Santa Elisabetta, 1857-62).

GUSTAV MAHLER

Compositore e direttore d'orchestra austriaco (Kaliste 1860 - Vienna 1911). Erede della musica romantica, compose parecchie sinfonie (alcune delle quali per voci e strumenti) di ispirazione letteraria e, insieme, popolare. Fu autore anche di parecchi Lieder (suddivisi in cinque cicli); alla cospicua produzione musicale, si aggiunse l'attività di direttore d'orchestra dell'Opera di Vienna, esercitata ottenendo fama straordinaria.

BENEDETTO MARCELLO

Compositore italiano (Venezia 1686 - Brescia 1739). Di nobili origini, alternò l'attività di musicista a quella di magistrato. Fu autore di 50 Salmi che raccolse, tra il 1724 e il 1726, nell'Estro poetico armonico, su testi di G. Giustiniani, parafrasando i primi 50 salmi di Davide. Compose anche alcuni oratori: Giuditta (1710) e Gioaz (1726), Sonate per cembalo (1710) e per flauto (1712) e numerose Canzoni madrigalesche (1717). Pubblicò anche alcune tragedie e poesie.

PIETRO MASCAGNI

Compositore italiano (Livorno 1863 - Roma 1945). Fu uno dei principali esponenti del verismo musicale italiano. Dopo aver insegnato a Cerignola, un borgo pugliese, ottenne un inatteso successo con l'opera lirica Cavalleria rusticana, tratta dall'omonimo dramma di G. Verga, vincendo il concorso Sonzogno del 1889. Tale successo non fu più eguagliato nelle sue successive composizioni: L'Amico Fritz (1891), Guglielmo Ratcliff (1895), Iris (1898) e Parisina (1913).

JULES MASSENET

Compositore francese (Montaud 1842 - Parigi 1912). Professore di composizione al Conservatorio di Parigi, scrisse melodie e oratori (Marie-Magdeleine, 1874), ma si interessò soprattutto al teatro lirico. Fra le sue numerose opere liriche, ricorderemo quelle che riscossero maggiore consenso: Hérodiade (1881); Manon (1884); Werther (1892); Thais (1894) e Don Quichotte (1910).

FELIX MENDELSSOHN

Compositore tedesco (Amburgo 1809 - Lipsia 1847). Compì numerosi viaggi in Inghilterra, Italia, Svizzera, Francia e diresse la Gewandhaus, a Lipsia, città dove fondò un conservatorio. Amico di Goethe e di Schumann, ammiratore di Mozart e di Beethoven, contribuì concretamente, attraverso una pressante propaganda, alla rivalutazione della musica di Bach. Melodista e virtuoso, nelle sue opere per pianoforte (Romanze senza parole, 1829-49; Variations sérieuses, 1841), utilizzò una gamma orchestrale incomparabile nelle sue sinfonie (Italiana, 1833; Riforma, 1830), nei suoi concerti (Concerto per violino e orchestra, 1827-43), nelle sue ouvertures (Le Ebridi, 1830-32) e nelle sue musiche di scena (Sogno di una notte di mezza estate, 1826). Compose anche numerosi brani cameristici, fra cui emergono il Trio con pianoforte (1839), e i tre Quartetti per archi e pianoforte; e si cimentò nel teatro con 6 brevi opere di carattere giocoso, fra cui Le Nozze di Camacho (1827) e Il Ritorno (1829).

GIACOMO MEYERBEER

Compositore tedesco (Tasdorf 1791 - Parigi 1864). Viaggiò per l'Europa, incontrando ovunque grande successo: lasciata Berlino, si trasferì a Vienna e, di lì, a Parigi e a Londra.
Raggiunta l'Italia, rimase affascinato dal melodramma, e la sua produzione lirica di questo periodo risentì fortemente dell'influenza di Rossini (ricordiamo soprattutto Il crociato in Egitto, rappresentato a Venezia nel 1824). Nel 1827 si stabilì definitivamente a Parigi, dove compose Robert le diable (1831), riscuotendo grande successo. Fra le 18 opere composte da Meyerbeer ricorderemo, oltre a quelle già citate, Les Huguenots (1836); Le prophète (1849); Dinorah (1859); L'Africaine (1865), rappresentate a Parigi.

CLAUDIO MONTEVERDI

Compositore italiano (Cremona 1567 - Venezia 1643). Dopo essere stato al servizio del duca di Mantova, divenne nel 1613 maestro di cappella della basilica di San Marco, a Venezia. Autore di nove libri di Madrigali (1582-1638; 1651, postumo) alcuni dei quali arrivano allo stile della cantata, si accostò alla composizione operistica, di cui fu uno dei promotori.
Fra le sue opere ricordiamo: Orfeo (1607); Arianna (1608); Il ritorno di Ulisse in patria (1640); L'incoronazione di Poppea (1643). A questi componimenti vanno accostati alcuni oratori, quali Il combattimento di Tancredi e Clorinda, e Il Ballo delle ingrate. Monteverdi fu un innovatore anche nel campo della musica sacra, con opere importanti tra le quali si ricordano la Messa ai Vespri della Beata Vergine (1610) e la Selva morale e spirituale (1640).

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Compositore austriaco (Salisburgo 1756 - Vienna 1791). Figlio del violinista e teorico Leopold Mozart, Wolfgang rimase a lungo legato all'arcivescovo di Salisburgo, per cui lavorò come Maestro di cappella, maturando progressivamente il suo genio grazie anche ai numerosi viaggi che compì in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Boemia, in Baviera, in Prussia e nel Palatinato. Le sue ricerche vertono su quattro generi musicali: nel campo della musica lirica è autore di opere come Idomeneo, re di Creta (1781); Le Nozze di Figaro (1786); Don Giovanni (1787); Così fan tutte (1790) e Flauto magico (1791). Il repertorio sacro comprende mottetti, offertori, diciassette Messe (Messa dell'Incoronazione, 1779), Vespri e la grande Messa da Requiem (1791).
Compose anche divertimenti, serenate e quarantanove sinfonie (di cui sono celebri le ultime tre, composte nel 1788) per orchestra, a cui vanno aggiunti ventotto concerti per pianoforte, i concerti per flauto, per corno e per clarinetto. La musica da camera è rappresentata da sonate e fantasie per pianoforte, per pianoforte e violino, da trii, da ventitré quartetti a corda e da diversi quintetti.

NICCOLO' PAGANINI

Violinista e compositore italiano (Genova 1782 - Nizza 1840). A quindici anni, dopo aver studiato tecnica violinistica a Parma, cominciò l'attività concertistica, dove si distinse per i suoi virtuosismi, non solo al violino, ma anche alla chitarra. All'attività concertistica, che lo vide impegnato nei principali teatri europei, accostò quella di compositore. Fu autore di 24 Capricci per violino (1818); di sei concerti, di numerose sonate e di numerose variazioni condotte su testi di Rossini e di Paisiello (Di tanti palpiti, dal Tancredi; Nel cor più non mi sento, da La serva padrona).

GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA

Compositore italiano (Palestrina 1525 - Roma 1594). Maestro della Cappella Giulia in San Pietro a Roma, poi Maestro di Cappella in San Giovanni in Laterano e in Santa Maria Maggiore, diresse per ventitré anni la Cappella Giulia di Roma. Si affermò come uno dei più grandi specialisti di arte polifonica religiosa, testimoniata da circa un centinaio di Messe; due Stabat Mater; oltre 250 mottetti e numerosissime altre composizioni liturgiche. Si cimentò anche in ambito profano, componendo 91 madrigali.

SERGEJ SERGEEVIC PROKOFIEV

Compositore russo (Sonzovka 1891 - Mosca 1953). Cominciò la sua carriera in Russia, dove si guadagnò la fama di énfant terrible (Concerto n. 1 e n. 2, 1912-13; Suite scita 1915; balletto Chout, 1920). Si trasferì poi in Occidente, trascorrendovi quindici anni dal 1918 al 1933, che furono i più fecondi della sua produzione (L'Amore delle tre melarance, 1921; Il Figliol prodigo, 1929; Il Buffone. 1921).
Il periodo sovietico fu invece caratterizzato da una forte componente folclorica (pensiamo, in particolare, al balletto Romeo e Giulietta, del 1936, o alla musica per il film di Ejzenstein Alexandr Nevskij, del 1938).

GIACOMO PUCCINI

Compositore italiano (Lucca 1858 - Bruxelles 1924). Discendente da una famiglia di antiche tradizioni musicali, fu allievo di Bazzini e Ponchielli a Milano. Al 1884 risale la sua prima opera, Le Villi, rappresentata al teatro Dal Verme, che segnò l'inizio di una proficua collaborazione con Giulio Ricordi.
Nel 1889, dopo cinque anni di duro lavoro e di crudeli sventure familiari, va in scena Edgar, che riscuote tiepidi consensi. Il successo definitivo giungerà solo nel 1893, con Manon Lescaut. Vista la celebrità e la popolarità della sua musica, ci limiteremo a elencare le sue opere, fra le più amate dei compositori di tutto il mondo: Bohème (1896); Tosca (1900); Madama Butterfly (1904); La fanciulla del West (1910); La Rondine (1917); il Trittico, costituito da tre opere ad atto unico, Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi (1918); Turandot, incompiuta per la morte di Puccini, e completata da Alfano.

MAURICE RAVEL

Compositore francese (Ciboure 1875 - Parigi 1937). Avviato precocemente agli studi musicali, Ravel si dedicò per tutta la vita alla composizione, creando un numero considerevole di opere. Ne sono testimoni le opere per pianoforte (Jeux d'eau, 1901; Sonatina, 1905; Miroirs, 1905; Gaspard de la nuit, 1908; Le Tombeau de Couperin, 1917); la sua musica da camera (quartetti, trii e sonate); le melodie (Shéhérazade, 1903; Histoires Naturelles, 1906; Chansons madécasses, 1925); la sua arte lirica (L'Heure espagnole, 1911; L'Enfant et les sortilèges, 1925); i cori; l'orchestra (Dafni e Cloe, 1912; La Valse, 1920; Bolero, 1928) e i due concerti per pianoforte.

OTTORINO RESPIGHI

Compositore italiano (Bologna 1879 - Roma 1936). Dopo aver studiato al Liceo musicale di Bologna, si trasferì a Pietroburgo, divenendo allievo del celeberrimo Rimskij-Korsakov e divenne quindi professore di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. La sua produzione musicale è molto vasta e spazia nei campi più svariati. Compose opere sinfoniche (Le fontane di Roma, 1916; I pini di Roma, 1924; Feste Romane, 1928); musica da camera (Quartetto dorico, 1921); raccolte di liriche da camera (Nebbie, Deità silvane); composizioni drammatiche (Belfagor, 1923; La Campagna sommersa, 1927) e alcuni balletti (Scherzo veneziano, 1920; Belkis, regina di Saba, 1932). Compì inoltre parecchie ricerche sul canto gregoriano (Concerto gregoriano, 1921; Trittico botticelliano, 1927).

GIOACCHINO ROSSINI

Compositore italiano (Pesaro 1792 - Passy de Paris 1868). Figlio di un suonatore di corno e di una cantante, ricevette i primi insegnamenti musicali a Bologna, dove, sotto la guida di padre Mattei, incominciò a scrivere sinfonie, arie e variazioni per fiati. La sua prima opera, La cambiale di matrimonio (1810) ottenne un clamoroso successo a Venezia, ma la sua fama si affermò soprattutto con L'inganno felice (1812), mentre il successo ottenuto con La pietra di paragone gli aprì le porte del Teatro alla Scala di Milano.
Qui egli compose L'Italiana in Algeri (1813) e Il Turco in Italia (1814). Si stabilì in seguito a Napoli, dove preparò per il teatro S. Carlo, l'Elisabetta regina d'Inghilterra, che insieme al Tancredi (1813) è considerata la sua migliore opera seria. Nel 1816 andò in scena Il Barbiere di Siviglia, la sua opera più popolare: la prima rappresentazione fu un fiasco clamoroso. Con Otello, Cenerentola (1817), La Gazza ladra (1817), Mosè in Egitto (1818) la fama di Rossini raggiunse tutta l'Europa. Recatosi a Vienna, dove incontrò Beethoven, vi rappresentò Semiramide; compì un viaggio a Londra e a Parigi, dove venne nominato direttore del «Théatre des Italiens», e dove compose il Conte Ory (1828) e Guglielmo Tell (1829). Ricordiamo, nella sua produzione di musica sacra, lo Stabat Mater (1842).

ALESSANDRO SCARLATTI

Compositore italiano (Palermo 1660 - Napoli 1725). Fu uno dei massimi esponenti della scuola napoletana, valido rappresentante del melodramma italiano. Gli si devono 125 opere liriche, nelle quali compaiono numerosi elementi originali, come la sinfonia introduttiva suddivisa in tre parti (allegro-adagio-allegro) e l'uso del recitativo musicato. Tra le sue più belle realizzazioni sono da ricordare Il Tigrane (1715); Il Trionfo dell'onore (1718); La Griselda (1721). Altrettanto importante è la sua produzione di cantate, che sono numerosissime: circa 601 per una voce e basso continuo; 20 a due voci e 70 con strumenti. Copiosa è anche la sua produzione di musica sacra (messe, mottetti, oratori) e strumentale.

FRANZ PETER SCHUBERT

Compositore austriaco (Lichtenthal 1797 - Vienna 1828). Trascorse gran parte della sua esistenza a Vienna, nell'ambito della corte imperiale. Schubert deve la sua fama alla musica per pianoforte (sonate, improvvisazioni, momenti musicali); alla musica da camera (trii, quartetti e quintetti); alle sinfonie (di cui una «tragica» e una «incompiuta»); alle Messe e, soprattutto, ai 600 Lieder (molti dei quali raggruppati in cicli: La Bella Molinara, Il viaggio d'inverno).

ROBERT ALEXANDER SCHUMANN

Compositore tedesco (Zwickau 1810 - Endenich 1856). All'infuori di una tournée in Russia, trascorse la sua esistenza tra Zwickau, Lipsia, Dresda e Düsseldorf. I primi dieci anni della sua attività creativa furono consacrati alla composizione di musica per pianoforte (Variazioni ABEGG, i due Carnevali, Studi sinfonici, Sonate, Kreisleriana, Novelletten, Fantasia in do) e alla musica vocale (Amor di poeta, Amore e vita di donna). Si dedicò poi alla musica da camera (Sonate per violino, quartetti e quintetti), alle quattro Sinfonie, ai Concerti per pianoforte, all'ouverture di Manfred.

GASPARE SPONTINI

Compositore italiano (Maiolati 1774 - ivi, 1851). Iniziò gli studi di musica a Iesi e li completò a Napoli, entrando, nel 1793, al conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli. Nel 1796, a Roma, iniziò la sua carriera di operista mettendo in scena la farsa musicale Li puntigli delle donne, che gli procurò immediatamente la fama. Nel 1799, a Palermo, presso la Corte borbonica in esilio, ottenne l'incarico di Maestro di Cappella, al posto di Cimarosa. Nel 1803 si trasferì a Parigi, conquistandosi l'appoggio dell'imperatrice Giuseppina. Dal genere comico, passò all'opera seria con La Vestale, rappresentata nel 1807, cui seguì, con un analogo grande successo, Fernando Cortez (1809). Nel 1810 occupò l'incarico di direttore dell'Opera italiana di Parigi, e la nomina di compositore ufficiale di corte. All'apice della celebrità, accettò l'invito di Federico Guglielmo II di Prussia e si recò a Berlino. Qui mise in scena l'Olimpia, cui fecero seguito Lalla Rook (1812) e Agnese di Hohenstaufen (1829). Fu questo il suo ultimo lavoro teatrale. Della sua opera fanno parte anche composizioni sacre, da camera, inni, balli e marce.

IGOR FEDOROVIC STRAVINSKIJ

Compositore russo (Oranienbaum 1882 - New York 1971). Allievo di Rimskij-Korsakov, pervenne alla gloria con tre balletti rappresentati a Parigi: L'Uccello di fuoco (1910); Petrouschka (1911) e La Sagra della primavera (1913). Nella sua musica attinse in larga misura al folclore russo (Les Noces, 1914-23).
Con Pulcinella (1919) debuttò in campo internazionale. Considerevole fu anche la sua produzione di musica sacra (Sinfonia di salmi, 1930; Threni, 1958; Requiem Canticles, 1966). Si accostò al repertorio lirico con Oedipus rex.

GIUSEPPE VERDI

Compositore italiano (Roncole di Busseto 1813 - Milano 1901). Proveniente da una famiglia di modeste origini, iniziò i suoi studi musicali con Pietro Baistrocchi, organista del luogo, proseguendoli a Busseto, grazie all'aiuto economico del commerciante Antonio Barezzi. Ottenuta una borsa di studio a Milano, vi si trasferì. Non fu però ammesso al conservatorio e continuò i suoi studi privatamente con il compositore Vincenzo Lavigna. Dopo aver vissuto tra Busseto e Milano, nel 1839 si trasferì definitivamente nel capoluogo lombardo. Qui musicò Oberto conte di San Bonifacio che, rappresentato in una serata di beneficenza al Teatro alla Scala, ottenne un discreto successo. Cupe vicende familiari, quali la morte della moglie e del figlio, non favorirono la composizione dell'opera buffa che gli era stata commissionata, e così Un giorno di regno si risolse in un fiasco. Nel 1842 giunse finalmente al successo con Nabucco, e sullo slancio creativo di questa opera produsse in breve tempo I Lombardi alla prima crociata (1843), I due Foscari (1844), Giovanna d'Arco (1845), Alzira 1845), Attila (1846) e Macbeth (1847). La sua maturità artistica si rivela in Rigoletto (1851), Il Trovatore e La Traviata (1853). Su invito del governo francese, per l'inaugurazione dell'Esposizione Universale, scrisse I Vespri siciliani (1855), cui seguirono Simon Boccanegra (1857), Un ballo in maschera (1859) e La forza del destino (1862). Per il Teatro imperiale di San Pietroburgo compose il Don Carlos (1867); quindi Aida (1871), Messa da Requiem (1874), Otello (1887) e Falstaff (1893).

ANTONIO VIVALDI

Compositore e violinista italiano (Venezia 1678 - Vienna 1741). Entrò molto giovane nella Cappella musicale di San Marco, come violinista. Nel 1703 venne ordinato sacerdote e, in quello stesso anno, divenne professore di violino al Conservatorio della Pietà e, successivamente, direttore d'orchestra e di coro. Compose 46 opere, una cinquantina di melodrammi, 45 cantate, tre serenate, musica sacra (Gloria, Magnificat, Dixit Dominus, per due cori e due orchestre), tre oratori, sonate, trii, 23 sinfonie, e quasi 500 concerti per diversi strumenti solisti, fra cui 222 solo per violino. I suoi concerti sono raggruppati in raccolte: L'Estro armonico (1712); La Stravaganza (1713); Il Cimento dell'armonia e dell'invenzione (1725, contenente le celebri Quattro stagioni), La Cetra (1728) e i Sei concerti (1729-30).

RICHARD WAGNER

Compositore tedesco (Lipsia 1813 - Venezia 1883). Influenzato da Beethoven, Weber e Spontini, amico di Liszt, si interessò quasi esclusivamente al dramma lirico. Nei suoi primi capolavori (Il vascello fantasma, 1841; Tannhäuser, 1843-45; Lohengrin 1845-48) si allontanò dalla concezione operistica italiana, rinunciando alle fioriture vocali e imponendo un'azione musicale continua, caratterizzata da un'intensa partecipazione orchestrale. Proscritto dal suo paese, viaggiò a Zurigo, Venezia, Parigi, dove produsse le opere della sua maturità artistica (la Tetralogia, 1852-74; Tristano e Isotta, 1859; i Maestri Cantori di Norimberga, 1862-67). Il suo incontro con Luigi II di Baviera, a Monaco, fu decisivo per la costruzione di un nuovo teatro destinato esclusivamente alla rappresentazione delle sue opere, situato a Bayreuth. Frattanto sposò Cosima, la figlia di Liszt. Il Parsifal costituì la sua ultima realizzazione drammatica.
 

eXTReMe Tracker

Shiny Stat

free counters

Validator.w3.org

 

  Ai sensi dell'art. 5 della legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla protezione del diritto d'autore, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, italiane o straniere, non sono coperti da diritti d'autore. Il copyright, ove indicato, si riferisce all'elaborazione e alla forma di presentazione dei testi stessi. L'inserimento di dati personali, commerciali, collegamenti (link) a domini o pagine web personali, nel contesto delle Yellow Pages Trapaninfo.it (TpsGuide), deve essere liberamente richiesto dai rispettivi proprietari. In questa pagina, oltre ai link autorizzati, vengono inseriti solo gli indirizzi dei siti, recensiti dal WebMaster, dei quali i proprietari non hanno richiesto l'inserimento in Trapaninfo.it. Il WebMaster, in osservanza delle leggi inerenti i diritti d'autore e le norme che regolano la proprietà industriale ed intellettuale, non effettua collegamenti in surface deep o frame link ai siti recensiti, senza la dovuta autorizzazione. Framing e Deep Link: che cosa è lecito - Avvocato Gabriele FAGGIOLI. Il webmaster, proprietario e gestore dello spazio web nel quale viene mostrata questa URL, non è responsabile dei siti collegati in questa pagina. Le immagini, le foto e i logos mostrati appartengono ai legittimi proprietari. La legge sulla privacy, la legge sui diritti d'autore, le regole del Galateo della Rete (Netiquette), le norme a protezione della proprietà industriale ed intellettuale, limitano il contenuto delle Yellow Pages Trapaninfo.it Portale Provider Web Brochure e Silloge del web inerente Trapani e la sua provincia, ai soli dati di utenti che ne hanno liberamente richiesto l'inserimento. Chiunque, vanti diritti o rileva che le anzidette regole siano state violate, può contattare il WebMaster A.C.L.C. Michele MAZZONELLO +39 3474054001

Note legali: trapaninfo.it contiene collegamenti a siti controllati da soggetti diversi, i siti ai quali ci si può collegare, non sono sotto il controllo di trapaninfo.it che non è responsabile dei loro contenuti.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Close