CULTURA - GRAMMATICA - SINTASSI

L'ANALISI LOGICA

La sintassi ha come oggetto lo studio dei vari tipi di proposizione e dei loro elementi costitutivi; per proposizione si intende l'espressione di un pensiero compiuto, semplice o complesso che sia.
La parola sintassi deriva dal greco e significa "ordinamento"; nel contesto grammaticale vuol dire "unione", "rapporto di più parole". Essa si articola in sintassi della proposizione e sintassi del periodo.
Strumento della prima è l'analisi logica, cioè del pensiero, che studia i rapporti che intercorrono tra le varie parole all'interno della proposizione. Anche se esistono proposizioni prive del verbo (es.: Aiuto!), nella sua forma tipica la proposizione è costituita da un soggetto e da un predicato (es.: Mario parte). Se poi il predicato è costituito da un verbo transitivo attivo, la proposizione può richiedere anche la presenza di un complemento oggetto (es.: Mario mangia la mela) che completa il senso logico della frase. Molto spesso, però, introduciamo nella proposizione altri concetti (elementi accessori) per definire l'azione: il tempo, il luogo, la causa, ecc. Queste determinazioni sono dette complementi indiretti perché sono formati per lo più da sostantivi retti da preposizioni.

GLI ELEMENTI ESSENZIALI DELLA PROPOSIZIONE

IL SOGGETTO

Abbiamo detto che uno degli elementi essenziali della proposizione è il soggetto, persona, animale o cosa che fa o riceve l'azione (questo secondo caso si verifica quando il verbo è passivo), o è in un certo modo, o viene qualificato con un aggettivo o altra determinazione: Il bimbo mangia la mela; La mela è mangiata dal bimbo; La mela è rossa; La mia terra è l'Italia.
Il soggetto può essere un sostantivo, un pronome, qualunque altra parte sostantivata del discorso, o anche può fare da soggetto un'intera proposizione: La rondine vola; Ciò è bello; L'utile è preferibile al dilettevole; E' opportuno che tu ti faccia vivo.
Nella voce verbale di modo finito è implicito il soggetto, come pronome di prima, seconda, terza persona, e quindi si può sottintendere: Discutemmo fino a tardi; Partirò presto; Eravamo atterriti.
Però il pronome che fa da soggetto non si sottintende se si vuol richiamare su di esso l'attenzione: Io l'ho visto proprio con i miei occhi; Tu sprechi e io risparmio.
Il soggetto manca veramente con i verbi impersonali: Piove; Nevica; Tuona.

IL PREDICATO

Il predicato, ciò che si afferma o si nega del soggetto, è di due specie: verbale, se è rappresentato da una voce indicante un'azione, uno stato o modo di essere: Noi mangiamo; I bambini schiamazzano in cortile; L'universo fu creato da Dio; nominale, se la voce verbale è rappresentata dal verbo essere o altro verbo copulativo, seguiti da un aggettivo, sostantivo, pronome, participio o qualsiasi parte sostantivata del discorso riferiti al soggetto:
L'airone è un uccello; Luigi è sincero; Tu sei qualcuno; La mia risposta è si.
L'analisi logica del predicato nominale si fa chiamando copula la voce verbale e nome del predicato la parola che segue, sia che si tratti di un sostantivo, sia di un aggettivo, pronome o altro: La Sicilia (sogg.) è (copula) un'isola (nome del predicato); oppure predicato nominale la copula e la parola che segue, presi insieme:
La Sicilia (sogg.) è un'isola (pred. nominale).
Come il soggetto, anche il predicato può essere qualche volta sottinteso: Tu piangi ed anch'io (sott.: piango); Molti sono partiti, ma io no (sott.: non sono partito).
Quando uno degli elementi essenziali della proposizione è sottinteso, questa si dice ellittica (del soggetto, del predicato).

COMPLEMENTO PREDICATIVO DEL SOGGETTO E DELL'OGGETTO

Si è già detto che il verbo essere non ha senso compiuto e perciò è necessario integrarlo con il nome del predicato; tuttavia per altri verbi occorre fare la stessa integrazione. Sono questi i cosiddetti verbi copulativi (nascere, vivere, morire, diventare, sembrare, ecc.)
Dopo questi verbi si trova un nome o un aggettivo che ha valore di predicato nominale, e che comunemente è detto complemento predicativo del soggetto.

Es.: Il profugo morì disperato

Oltre ai verbi copulativi possono avere il complemento predicativo del soggetto:

1) I verbi intransitivi come partire, giungere, tornare ecc.
Es.: Essi partirono tristi

2) I verbi appellativi (dire, chiamare, dichiarare, ecc.), elettivi (creare, eleggere, nominare ecc.), estimativi (credere, giudicare, stimare, reputare ecc.), effettivi (fare, rendere ecc.), nella forma passiva.
Es.: Caio Muzio fu soprannominato Scevola; Il signor Carlo fu eletto Sindaco; Era da tutti stimato galantuomo; L'uomo è reso cauto dall'esperienza.

Gli stessi verbi appellativi, elettivi, estimativi, effettivi, nella forma attiva e altri che non è possibile raggruppare possono avere il complemento predicativo dell'oggetto.

Tutti stimano Cesare intelligente; I cittadini elessero dittatore Cincinnato; Ti nomino arbitro della questione.

NOTA. Il complemento predicativo può essere preceduto da: come, in qualità di, a, per ecc. che nell'analisi logica, per l'evidente valore pleonastico, si trascurano.
Es.: Catilina aveva per compagni i più scellerati cittadini.

IL COMPLEMENTO OGGETTO O DIRETTO

La proposizione che abbia soltanto gli elementi essenziali sin qui studiati (soggetto e predicato) non sempre esprime un senso compiuto. Se dicessimo: Dobbiamo fare... Mario raccontò... senza aggiungere altro, subito sorgerebbero spontanee le domande: che cosa dobbiamo fare? che cosa raccontò Mario?.
Queste frasi potrebbero essere cosi completate: Dobbiamo fare il nostro dovere; Mario raccontò una bella storia.
Come i verbi fare e raccontare si comportano tutti i verbi transitivi attivi, i quali tutti richiedono l'oggetto. Quando dopo un verbo transitivo non è indicato l'oggetto, vuol dire che il verbo è usato intransitivamente. Il complemento oggetto è il termine su cui cade direttamente l'azione del verbo transitivo attivo. Es.: Il Sole illumina la Terra.
Tuttavia anche alcuni verbi intransitivi possono avere come oggetto un sostantivo della loro stessa radice o di significato affine (complemento dell'oggetto interno). Es.: Dormire sonni placidi.
Il complemento oggetto è detto anche complemento diretto, perché si unisce direttamente al verbo senza l'aiuto di preposizioni. Spesso però quando il complemento oggetto è rappresentato da un infinito, si trova preceduto dalle preposizioni di, a, da. Es.: Finii di parlare; Continua a lavorare; Domandò da bere.
Anche un'intera proposizione può fare da complemento oggetto (proposizione oggettiva). Es.: Sappiamo che Cesare fu ucciso nel 44 a.C.
Talvolta anche un sostantivo nella funzione di complemento oggetto può essere preceduto da preposizione (del, dello, degli, dei, delle) che in questo caso hanno valore partitivo. Es.: Ho colto dei fiori; Ho mangiato dell'uva.
Il complemento oggetto risponde alle domande: chi? che cosa? fatte dopo il verbo transitivo attivo.
Con i verbi attivi il soggetto fa l'azione, mentre l'oggetto la riceve. Con i verbi passivi invece il soggetto riceve, subisce l'azione che è compiuta dal complemento d'agente. Es.: L'agnello è stato divorato da un lupo; agnello è il soggetto che non compie l'azione del divorare ma la subisce, trattandosi appunto di verbo passivo, il quale non ammette complemento oggetto. Dopo il verbo essere, non troveremo mai il complemento oggetto, bensì il predicato nominale. Es.: Luigi è uno studente.

ATTRIBUTO E APPOSIZIONE

Qualsiasi aggettivo (qualificativo, possessivo, dimostrativo ecc.) che non compia la funzione di predicato nominale, in analisi logica si dice attributo. L'aggettivo, se riferito al soggetto, si dirà attributo del soggetto; se al predicato nominale, attributo del predicato; se a un complemento, attributo di quel complemento.

Es.:
A me piacciono le cose belle
(attributo del soggetto)
Queste sono cose belle
(attributo del predicato)
Io amo le cose belle
(attributo del complemento oggetto)

Invece nella proposizione:
La gioia di Marta fu enorme;
enorme è predicato nominale o nome del predicato.
Un sostantivo che si riferisce ad altro sostantivo, qualunque sia la funzione che quest'ultimo svolge nella proposizione, si dice apposizione.
Es.: L'imperatore Augusto.
L'apposizione può essere:
• semplice se è formata da un solo sostantivo. Es.: Il poeta Catullo
• complessa se è formata da un sostantivo accompagnato da uno o più attributi o da un complemento indiretto. Es.: Napoleone, grande generale corso.
• composta se è formata da due o più sostantivi. Es.: Cesare, generale, dittatore e scrittore.
Mentre l'apposizione semplice di solito precede il nome, la complessa e la composta lo seguono e sono per lo più racchiuse fra virgole. Es.: Romolo, il fondatore di Roma, era figlio di Marte e di Rea Silvia.

COMPLEMENTI INDIRETTI

COMPLEMENTO DI AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE

I complementi d'agente e di causa efficiente si trovano solo in proposizioni col verbo di forma passiva.
Il complemento d'agente indica la persona o l'animale, quello di causa efficiente la cosa da cui è compiuta l'azione espressa dal verbo passivo.
Sono entrambi introdotti dalla preposizione da.
Rispondono alle domande: da chi? (agente), da che cosa (causa efficiente).
Es.:
L'alunno fu premiato dal maestro (agente)
L'albero è stato abbattuto dall'uragano (causa efficiente).

COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE

Il complemento di specificazione è quello che specifica il significato del termine a cui si riferisce. Es.: Il profumo del mughetto è intenso.
Risponde alle domande: di chi? di che cosa?
Specificazione soggettiva e oggettiva: dipende da sostantivi derivati da verbi, per es.: amore (da amare), desiderio (da desiderare), condanna (da condannare), arrivo (da arrivare) o da sostantivi e aggettivi indicanti sentimento non riconducibili a verbi della stessa radice, per es.: pietà, misericordia, memore.
Es.:
L'amore dei padri verso i figli è immenso; La brama di potenza spinse Catilina alla rivolta.
Per distinguere se si tratta di specificazione soggettiva od oggettiva bisogna volgere in verbo il sostantivo o l'aggettivo reggente: se il sostantivo che fa da specificazione diventa soggetto del verbo, si tratta di specificazione soggettiva; altrimenti di specificazione oggettiva. Es.: L'amore dei padri verso i figli... Chi è che ama? I padri amano; i padri sono dunque il soggetto; perciò nella frase in esame dei padri è specificazione soggettiva.
La brama di potenza spinse Catilina alla rivolta. Chi è che brama? Catilina brama la potenza; Catilina è il soggetto e non la potenza, che è invece l'oggetto della sua brama; perciò della potenza è specificazione oggettiva.
Non tutti i nomi e aggettivi sono riconducibili a verbi con la stessa radice. Es.: La misericordia di Dio è infinita; Memore dei benefici, Francesco dimostrò la sua riconoscenza all'amico.
In questi casi è sempre possibile porre domande come queste: Chi è che ha misericordia? Chi è che è memore? Nel primo esempio è evidente che è Dio che ha misericordia, quindi di Dio è specificazione soggettiva; nel secondo esempio è Francesco che è memore e non i benefici, quindi dei benefici è specificazione oggettiva
Specificazione possessiva: indica, come è evidente, il possessore. Es.: Il libro di Mario (che appartiene a Mario).

COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE

Non bisogna confondere il complemento di specificazione col complemento di denominazione. I nomi propri di persona, geografici, dei mesi, dei giorni e i soprannomi, retti dai nomi comuni: città, comune, paese, villaggio, regione, isola, penisola, nazione, regno, repubblica, lago, mese, giorno, nome, titolo, ecc. e dalla preposizione di, si considerano complementi di denominazione.
La città di Siena è antica; Visitai l'isola di Malta; Il mese di febbraio è il più corto; Risponde al nome di Luca; Il lago di Garda è il più esteso d'Italia.

COMPLEMENTO DI TERMINE

Il complemento di termine indica la persona, l'animale o la cosa su cui va a terminare indirettamente l'azione indicata dal predicato. Es.: La nonna racconta la fiaba ai nipoti.
Il verbo raccontare ha qui un complemento oggetto _ la fiaba _ e su di esso cade direttamente l'azione, ma indirettamente questa è indirizzata ai nipoti, sui quali, in un certo senso, deve andare a terminare.
Risponde alle domande: a chi? a che cosa?
Il complemento di termine può essere retto anche da aggettivi come fedele, conforme, simile, ecc. Es.: E' rimasto fedele alla moglie.
Particolare attenzione meritano le particelle pronominali. Queste, ora si trovano in funzione di complemento oggetto, ora di complemento di termine:
Dammi (mi = a me) quel pacco; Ti (ti = te) hanno lodato per l'onestà.

COMPLEMENTO VOCATIVO

Il complemento vocativo o di vocazione indica la persona o la cosa personificata a cui rivolgiamo il discorso.
Può essere preceduto dalla o vocativa, che tuttavia non è indispensabile, ed è separato dal resto della proposizione dalla virgola, poiché il suo costrutto è incidentale. Es.: O potenza di Dio, quanto sei grande; Allora l'alfiere gridò: "Saltate giù dalla nave, o compagni".

COMPLEMENTO DI MEZZO

Indica il mezzo o lo strumento con il quale si compie l'azione espressa dal predicato. E' introdotto dalle preposizioni e locuzioni prepositive con, di, per, per mezzo di, mediante, ecc.
Risponde alle domande: per mezzo di chi? con che cosa? per opera di chi? mediante che cosa?
Es.: Si nutrirono di solo pane; Si sono difesi con le unghie; Lo colpii con un pugno.

COMPLEMENTO DI MODO

Indica il modo o la maniera con cui avviene o si fa qualche cosa. E' preceduto dalle preposizioni a, di, con, per, sotto, ecc.
Risponde alle domande: come?, in che modo?
Es.: Parti di corsa; Lavorammo di buona lena; Rimanemmo tutti a bocca aperta.
Il complemento di modo ha quasi sempre un avverbio di modo che lo può sostituire. Es.: Ci parlò in malo modo = ci parlò malamente.

COMPLEMENTO DI COMPAGNIA E DI UNIONE

Indica la persona o l'animale con cui si è, si compie o si subisce l'azione espressa dal verbo. Quando indica cosa, si dice complemento di unione.
E' introdotto dalla preposizione con e dalle locuzioni prepositive insieme con, in compagnia di.
Risponde alle domande: con chi? con che cosa?
Es.: Sarei venuto volentieri con te; Il bimbo gioca con i compagni (compagnia); Passeggiava con un ombrello sotto il braccio (unione).

COMPLEMENTO DI LUOGO

Si distinguono in quattro tipi fondamentali:
• Stato in luogo: indica il luogo reale o figurato in cui si trova o agisce il soggetto. Dipende da verbi di stato o quiete come: stare, essere, vivere, trovarsi, abitare, fermarsi, ecc., o da sostantivi di significato simile come: dimora, soggiorno, domicilio, permanenza, ecc.
Introdotto dalle preposizioni: in, a, su, tra, sopra, dentro, ecc.. Risponde alle domande: dove? in che luogo?
Es.: Abito a Milano; Stasera rimarrò a casa.
Moto a luogo, indica il luogo reale o figurato verso il quale ci si dirige o cui è diretta un'azione. Dipende da verbi che indicano movimento: entrare, partire, venire, andare, giungere, ecc. o da sostantivi di analogo significato come arrivo, partenza, venuta, entrata, ecc.
E' introdotto dalle preposizioni: in, a, sotto, su, per, ecc.
Risponde alle domande: dove? verso dove?
Es.: Vado in città; Il gatto sale sugli alberi; Partiremo insieme per Roma.
Quando il movimento avviene entro un luogo definito (passeggiare in città, camminare in giardino), il complemento si dirà di moto in luogo circoscritto.

• Moto da luogo, indica il luogo reale o figurato dal quale ci si muove o ci si allontana. Dipende da verbi come uscire, partire, venire, tornare, fuggire o da sostantivi di analogo significato come uscita, partenza, ritorno, ecc.
E' introdotto dalle preposizioni: da, di. Risponde alle domande: da dove? da quale luogo?
Es.: La nave salpò da Genova con quattrocento passeggeri; Uscimmo di casa molto tardi.

• Moto per luogo, indica il luogo reale o figurato attraverso il quale ci si muove o si effettua un'azione. Dipende da verbi come passare, fuggire, inseguire, transitare o da sostantivi di analogo significato come passaggio, inseguimento, viaggio, ecc. E' introdotto dalle preposizioni: per, attraverso, da. Risponde alle domande: per dove? attraverso quale luogo?
Es.: Il sentiero passa attraverso il bosco; Transitammo per la piazza.

COMPLEMENTI DI LUOGO AVVERBIALI

I complementi di luogo possono essere rappresentati da avverbi, alcuni dei quali hanno una forma unica per i quattro complementi che possono indicare e perciò si distinguono soltanto considerando la natura del verbo o del nome che li regge:
Es.: Abito qui (compl. di stato in luogo: qui è preferibile a qua); Vieni qua (compl. di moto a luogo); Parto di qua (compl. di moto a luogo); Passa per di qua (compl. di moto per luogo).

COMPLEMENTO DI CAUSA

Indica la causa, il motivo che determina o impedisce un'azione o un fatto. Generalmente è introdotto dalle preposizioni di, a, da, per, oppure da locuzioni prepositive come: a motivo di, per causa di, ecc.
Il complemento di causa risponde alla domanda: perché? per quale motivo?
Es.: Sono lieto per la vittoria; Non si vede nulla a causa della nebbia.
Il complemento di causa si distingue dal complemento di causa efficiente, che è retto solamente da verbi di forma passiva, perché, a differenza del complemento di causa efficiente, volgendo il verbo alla forma attiva, esso non diventa soggetto.
Es.: Gli uccelli furono uccisi dal freddo (causa efficiente) = il freddo uccise gli uccelli; Le alunne furono premiate dalla maestra per la diligenza (causa) = La maestra premiò le alunne per la diligenza (ancora causa).

Il complemento di fine, introdotto dalla preposizione per, indica una meta, un fine da raggiungere; perciò non è possibile confonderlo con il complemento di causa che indica, al contrario, un fatto già esistente che determina un'altra realtà.
Es.: Combatto per la vittoria (complemento di fine); Sono felice per la vittoria (complemento di causa).

COMPLEMENTO DI ARGOMENTO

Indica ciò di cui qualcuno o qualcosa parla. Viene introdotto dalle preposizioni di, su, circa, e dalle locuzioni prepositive: intorno a, riguardo a, a proposito di. Il complemento d'argomento risponde alla domanda: intorno a chi? intorno a che cosa? di chi? di che cosa?
Es.: Parla di matematica; Leopardi da giovane scrisse un trattato sulle superstizioni popolari.

COMPLEMENTO DI MATERIA

Indica la materia di cui è composta una cosa. E' introdotto dalle preposizioni di, in; risponde alla domanda: di che materia?
Es.: Anello d'oro; Libro rilegato in tela.

COMPLEMENTI DI TEMPO

Indica le varie circostanze di tempo dell'azione. Le determinazioni di tempo fondamentali sono due, tempo determinato e tempo continuato:
• Tempo determinato, indica il momento in cui avviene un'azione. Viene introdotto dalla preposizione in, a, durante, su, di, ecc. e risponde alla domanda: quando? in quale momento? a quando? Es.: La riunione è stata fissata per domenica; Le foglie ingialliscono d'autunno.
• Tempo continuato, indica per quanto tempo dura un fatto o un'azione. Talvolta è introdotto dalla preposizione per; risponde alla domanda: per quanto tempo? in quanto tempo? da quanto tempo?
Es.: La guerra è durata molti anni; Abbiamo lavorato per parecchie ore.

Quando il complemento è costituito da un avverbio è chiamato complemento avverbiale di tempo, es.: Domani si farà vacanza.
Inoltre sono considerate locuzioni avverbiali indicanti periodicità di tempo le espressioni: di anno in anno, di giorno in giorno, d'ora in ora, da un'ora all'altra, corrispondenti a: ogni anno, ogni giorno, ogni ora, ecc.

COMPLEMENTO DI PARAGONE

Indica il secondo termine di un confronto (detto secondo termine di paragone) che può essere di uguaglianza, di maggioranza e di minoranza. Il primo elemento del confronto si chiama invece primo termine di paragone.
Nel comparativo di uguaglianza il secondo termine è introdotto da quanto, come. Es.: Ritengo Roma tanto famosa quanto Atene. Nei comparativi di maggioranza e di minoranza il secondo termine è introdotto da di, che. Es.: La luce è più veloce del suono; Quel tuo amico era più fortunato che abile.

COMPLEMENTO PARTITIVO

Indica un tutto di cui si considera solo una parte. Viene introdotto dalle preposizioni di, fra, tra. Risponde alle domande: di chi? di che cosa? fra chi? fra che cosa?
Es.: Pochi dei soldati sopravvissero all'agguato.
Il complemento partitivo può essere retto da:
- un superlativo relativo. Es.: Socrate fu il più saggio tra i Greci;
- un numerale. Es. Quattro di voi andranno con lui;
- pronomi. Es.: Nessuno dei presenti era colpevole.

COMPLEMENTI INDIRETTI DI USO MENO FREQUENTE

COMPLEMENTO DI QUALITA'

Indica le qualità di tipo morale o fisico. E' introdotto dalle preposizioni di, a, con, da.
Es.: E' un uomo di nobile animo; Un ragazzo di bassa statura e dai capelli neri.

COMPLEMENTO DI ABBONDANZA

Questo complemento è retto da verbi e da aggettivi che denotano abbondanza (abbondare, fornire; ricco, colmo, provvisto, ecc.) oppure privazione (mancare, privare; vuoto, sprovvisto, ecc.).
Es.: Era pieno di fascino (complemento di abbondanza); Manca di volontà (complemento di privazione).

COMPLEMENTO DI QUANTITA'

Indica di quanto una cosa, o una persona, sia superiore o inferiore ad un'altra. Generalmente si trova questo complemento con verbi di significato comparativo o con aggettivi comparativi; a volte è costituito da un solo avverbio.
Es.: Un salmone di tre chili

COMPLEMENTO DI DISTANZA

Indica quanto una cosa, o una persona, è distante da un'altra. E' retto da verbi e aggettivi che esprimono distanza, lontananza.
Es.: La casa dista cinquecento metri dal mare; La stazione dista due chilometri da casa mia.

COMPLEMENTO DI ALLONTANAMENTO O SEPARAZIONE

Indica ciò da cui qualcosa, o qualcuno, si allontana, si differenzia o si separa. E' retto da verbi, sostantivi o aggettivi che indicano separazione o differenziazione: allontanarsi, separare, dissentire; liberazione, distacco; libero, lontano, ecc.:
Es.: Mi separai con dolore dai compagni; Le Alpi separano l'Italia dalla Svizzera.

COMPLEMENTO DI ORIGINE O PROVENIENZA

Indica ciò da cui qualcosa, o qualcuno, ha origine. Viene introdotto dalle preposizioni di, da e lo si trova unito con verbi, aggettivi, sostantivi come nascere, derivare, discendere; originario, nativo; discendenza, ecc.
Es.: Discendeva da nobile famiglia.
Quando viene indicata la città di origine, a volte rimangono sottintesi l'aggettivo o il participio che specificano la provenienza: Leonardo da Vinci.

COMPLEMENTO DI LIMITAZIONE

Ha la funzione di limitare il significato di un verbo, di un sostantivo o di un aggettivo. Viene introdotto dalle preposizioni per, di, in, da, a, oppure da locuzioni prepositive del tipo: rispetto a, in fatto di, ecc.
Es.: E' zoppo da un piede; Era coraggioso a parole.

COMPLEMENTO DI RELAZIONE

Indica una relazione, un rapporto. Viene introdotto dalle preposizioni fra, tra, con.
Es.: Gli allievi erano in disaccordo con l'insegnante; I consoli si consultarono tra loro.

COMPLEMENTO DI ESCLUSIONE

Indica chi, o che cosa, rimane escluso. Viene introdotto da senza, fuorché, eccetto, all'infuori di, a eccezione di, ecc.
Es.: Senza di loro non potete partire; Tutti furono condannati, tranne il console.

COMPLEMENTO DI STIMA

Indica quanto si valuta o si stima moralmente o commercialmente persona o cosa. Dipende da verbi come apprezzare, valere, stimare, ecc. Spesso è espresso da un avverbio.
Es.: Questo vaso cinese fu valutato ottocentomila lire; Stimiamo molto quella donna per la sua sincerità.

COMPLEMENTO DI PREZZO

Si trova dopo i verbi comperare, pagare, costare, vendere, affittare, ecc. E' spesso espresso da un avverbio.
Es.: Pagammo questo vestito settantamila lire; Questo orologio costa meno di quello.

COMPLEMENTO DI COLPA

Indica il delitto o la colpa attribuito a qualcuno, in dipendenza dai verbi giudiziari: accusare, denunciare, assolvere o dagli aggettivi corrispondenti: reo, accusato, imputato e dalle preposizioni di e per:
Es.: Fu accusato di uxoricidio; Il soldato fu condannato per tradimento; Il giovane fu dichiarato colpevole di omicidio.

COMPLEMENTO DI PENA

Si trova in dipendenza dai verbi giudiziari: condannare, multare, punire, e dalle preposizioni a, di:
Es.: Il prigioniero fu condannato all'ergastolo; Il motociclista fu multato di ventimila lire.

COMPLEMENTO DI ETA'

E' espresso da numerale retto dalle preposizioni di e a, e dalle espressioni in età di ..., all'età di...
Es.: Un vecchio di ottant'anni; A diciotto anni si diventa maggiorenni.

COMPLEMENTO DI VANTAGGIO E DI SVANTAGGIO

Indicano persona o cosa in favore o a danno della quale avviene l'azione espressa dal predicato. Sono preceduti dalle preposizioni: per, contro, verso, a vantaggio di..., a danno di...
Es.: Ogni padre lavora volentieri per la propria famiglia; L'alcool è dannoso alla salute.

COMPLEMENTO DI FINE O SCOPO

Indica il fine o scopo cui mira la persona, la cosa, l'azione indicata dal verbo, sostantivo, aggettivo reggente. E' introdotto dalle preposizioni in, a, da, per o dalle locuzioni: al fine di, allo scopo di.
Es.: Si batterono per la patria; I soldati erano pronti per l'attacco; Carta da pacco.

COMPLEMENTO DI SOSTITUZIONE O DI SCAMBIO

Indica la persona, l'animale o la cosa sostituita da un altro. E' introdotto dalla preposizione per o dalle locuzioni invece di, in cambio di, al posto di, in luogo di.
Es.: Mi scambiò per mio fratello; Al posto della macchina utilizzò un mezzo pubblico.

COMPLEMENTO CONCESSIVO

Indica la persona o la circostanza nonostante la quale si verifica un fatto. E' retto dalla preposizione con o dalle locuzioni nonostante, a dispetto di, malgrado, ecc.
Es.: Malgrado il cattivo tempo dobbiamo partire; Con tutta la buona volontà non riusci a terminare il compito.

COMPLEMENTO DI ESCLAMAZIONE

Indica la persona o la cosa che suscitano un vivo sentimento di meraviglia, di dolore, di gioia, di ira:
Es.: Povera me! Guai a te! Oh, che gioia.

+----------------------------------------------------------------+
¦                      PROSPETTO GENERALE                        ¦
¦                   DEI COMPLEMENTI INDIRETTI                    ¦
+----------------------------------------------------------------¦
¦Nome del               ¦ Domanda a cui      ¦                   ¦
¦complemento            ¦ risponde           ¦ Esempio           ¦
+-----------------------+--------------------+-------------------¦
¦Abbondanza e privazione¦Di, per, con che?   ¦ Firenze è ricca   ¦
¦                       ¦                    ¦ di monumenti      ¦
¦                       ¦                    ¦ Gianni manca di   ¦
¦                       ¦                    ¦ tatto             ¦
¦Agente                 ¦Da chi?             ¦ Il telefono fu    ¦
¦                       ¦                    ¦ inventato da      ¦
¦                       ¦                    ¦ Meucci            ¦
¦Allontanamento o       ¦Da chi? da che cosa?¦ I Pirenei separano¦
¦separazione            ¦                    ¦ la Francia dalla  ¦
¦                       ¦                    ¦ Spagna            ¦
¦Argomento              ¦Di, su, intorno     ¦ Discutemmo di     ¦
¦                       ¦a chi? a che cosa?  ¦ politica per tutta¦
¦                       ¦                    ¦ la sera           ¦
¦Causa                  ¦Di, da che cosa?    ¦ La donna piangeva ¦
¦                       ¦per quale causa?    ¦ di rabbia         ¦
¦Causa efficiente       ¦Da che cosa?        ¦ Fui svegliato dal ¦
¦                       ¦                    ¦ rombo dei motori  ¦
¦Colpa                  ¦Di, per che cosa?   ¦ L'impiegato fu    ¦
¦                       ¦                    ¦ accusato di       ¦
¦                       ¦                    ¦ peculato          ¦
¦Compagnia e unione     ¦Con chi? con        ¦ Giocava insieme ai¦
¦                       ¦che cosa?           ¦ suoi compagni     ¦
¦                       ¦                    ¦ A scuola si va con¦
¦                       ¦                    ¦ la cartella       ¦
¦Concessivo             ¦Nonostante chi?     ¦ Nonostante la neve¦
¦                       ¦che cosa?           ¦ bisogna partire   ¦
¦Denominazione          ¦                    ¦ La città di       ¦
¦                       ¦                    ¦ Venezia sorge     ¦
¦                       ¦                    ¦ sulla laguna      ¦
¦Distanza               ¦Quanto?             ¦ Roma dista dal    ¦
¦                       ¦                    ¦ mare circa dodici ¦
¦                       ¦                    ¦ chilometri        ¦
¦Esclamazione           ¦                    ¦ Che sfortuna!     ¦
¦Esclusione             ¦Senza, eccetto      ¦ Furono tutti      ¦
¦                       ¦chi, che?           ¦ promossi, eccetto ¦
¦                       ¦                    ¦ due scolari       ¦
¦Età                    ¦Di, a che età?      ¦ Dante mori all'età¦
¦                       ¦quanti?             ¦ di 56 anni        ¦
¦Fine a scopo           ¦Per quale fine?     ¦ Partimmo alla     ¦
¦                       ¦                    ¦ ricerca del tesoro¦
¦Limitazione            ¦In che? rispetto    ¦ Pia è ineccepibile¦
¦                       ¦a che?              ¦ in quanto a       ¦
¦                       ¦                    ¦ puntualità        ¦
¦Luogo:                 ¦                    ¦                   ¦
¦  (stato in luogo)     ¦Dove?               ¦ C'era molta gente ¦
¦                       ¦                    ¦ in piazza         ¦
¦  (moto a luogo)       ¦Dove? verso dove?   ¦ Torneremo a scuola¦
¦                       ¦                    ¦ nel pomeriggio    ¦
¦  (moto da luogo)      ¦Da dove?            ¦ Uscì dall'ufficio ¦
¦                       ¦                    ¦ molto tardi       ¦
¦  (moto per luogo)     ¦Per dove?           ¦ Passai dalla      ¦
¦                       ¦                    ¦ piazza            ¦
¦  (moto in luogo       ¦                    ¦                   ¦
¦   circoscritto)       ¦Dove?               ¦ I bimbi passeg-   ¦
¦                       ¦                    ¦ giano nel parco   ¦
¦Materia                ¦Di che? con che     ¦ E' una bella      ¦
¦                       ¦cosa?               ¦ statua di marmo   ¦
¦Mezzo                  ¦Con che? (inanimato)¦ Sono venuto in    ¦
¦                       ¦                    ¦ macchina          ¦
¦                       ¦per mezzo di chi?   ¦ Ho risolto il     ¦
¦                       ¦(animato)           ¦ problema con      ¦
¦                       ¦                    ¦ l'aiuto di Mario  ¦
¦Modo                   ¦Come?               ¦ L'affrontai a viso¦
¦                       ¦                    ¦ aperto            ¦
¦Oggetto                ¦Chi? che cosa?      ¦ Quest'anno        ¦
¦                       ¦                    ¦ comprerò un'auto  ¦
¦                       ¦                    ¦ sportiva          ¦
¦Origine o provenienza  ¦Da chi? da che cosa?¦ La lingua italiana¦
¦                       ¦                    ¦ deriva dal latino ¦
¦                       ¦da dove?            ¦ Voi siete di Forlì¦
¦Paragone               ¦Di chi? di che cosa?¦ Giorgio è più     ¦
¦                       ¦                    ¦ audace di me      ¦
¦                       ¦                    ¦ Il mio balcone è  ¦
¦                       ¦                    ¦ grande quanto il  ¦
¦                       ¦                    ¦ tuo               ¦
¦Partitivo              ¦Tra chi? tra che    ¦ Nessuno di noi è  ¦
¦                       ¦cosa?               ¦ malato            ¦
¦Pena                   ¦A che cosa?         ¦ Fu condannato a   ¦
¦                       ¦                    ¦ morte             ¦
¦Predicativo del-       ¦                    ¦ Nessuno ti giudica¦
¦l'oggetto              ¦                    ¦ cattivo           ¦
¦Predicativo del        ¦                    ¦ Giorgio fu eletto ¦
¦soggetto               ¦                    ¦ capo classe       ¦
¦Prezzo                 ¦Quanto, a quanto?   ¦ Questa casa costa ¦
¦                       ¦                    ¦ 50 milioni        ¦
¦Qualità                ¦Da che, di che cosa?¦ E' un uomo di     ¦
¦                       ¦                    ¦ cuore             ¦
¦                       ¦come?               ¦ Ho comperato un   ¦
¦                       ¦                    ¦ cane dal pelo nero¦
¦Quantità o misura      ¦Quanto? di quanto?  ¦ Sono ingrassata   ¦
¦                       ¦                    ¦ cinque chili      ¦
¦                       ¦per quanto?         ¦ La pianura si-    ¦
¦                       ¦                    ¦ stende per        ¦
¦                       ¦                    ¦ chilometri        ¦
¦Relazione              ¦Tra chi? tra quali  ¦ Ci fu un acceso   ¦
¦                       ¦cose?               ¦ dibattito tra i   ¦
¦                       ¦                    ¦ due deputati      ¦
¦Sostituzione o scambio ¦Al posto di chi,    ¦ Decisi di prendere¦
¦                       ¦di che cosa? invece ¦ l'aereo invece del¦
¦                       ¦di chi, di che cosa?¦ treno             ¦
¦                       ¦Specificazione Di   ¦ Chiudi la finestra¦
¦                       ¦chi? di che cosa?   ¦ della cucina      ¦
¦                       ¦                    ¦ Il vestito di     ¦
¦                       ¦                    ¦ Mario è nuovo     ¦
¦Stima                  ¦Quanto?             ¦ Gli storici sti-  ¦
¦                       ¦                    ¦ mano Augusto per  ¦
¦                       ¦                    ¦ la sua saggezza   ¦
¦Tempo:                 ¦                    ¦                   ¦
¦ (continuato)          ¦Per quanto?         ¦ Aspettammo la tua ¦
¦                       ¦                    ¦ lettera per mesi  ¦
¦ (determinato)         ¦quanto?             ¦ Partimmo all'alba ¦
¦Termine                ¦A chi?              ¦ Scriverai alla    ¦
¦                       ¦                    ¦ nonna?            ¦
¦Vantaggio e svantaggio ¦Per chi, per        ¦ La legge è uguale ¦
¦                       ¦che cosa?           ¦ per tutti         ¦
¦                       ¦a vantaggio o a     ¦ La menzogna nuoce ¦
¦                       ¦danno               ¦ a chi la dice     ¦
¦Vocativo               ¦di chi, di che cosa?¦ Anche tu, Bruto,  ¦
¦                       ¦                    ¦ figlio mio!       ¦
+----------------------------------------------------------------+

+----------------------------------------------------------------+
¦              LE PREPOSIZIONI E I COMPLEMENTI                   ¦
¦                  (Specchio riassuntivo)                        ¦
¦                                                                ¦
¦Il contrassegno dei complementi sono, in genere, le preposizioni¦
¦ma, ognuna delle preposizioni proprie, ed anche qualcuna delle  ¦
¦improprie, serve ad indicare relazioni complementari svariate,  ¦
¦che elenchiamo:                                                 ¦
¦                                                                ¦
¦ PREPOSIZIONE                              COMPLEMENTO          ¦
+----------------------------------------------------------------¦
¦                              a:        ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Porterò tutti i saluti agli amici       ¦ Termine               ¦
¦Il padre  provvede al figlio            ¦ Vantaggio e svantaggio¦
¦Nuove opere furono fatte a rinforzo     ¦                       ¦
¦dell'argine                             ¦ Fine o scopo          ¦
¦Alle sue parole il fratello allibì.     ¦ Causa                 ¦
¦Il sasso cadde a tre metri da me.       ¦ Distanza              ¦
¦Era un grosso carro a due ruote.        ¦ Qualità               ¦
¦Alessandro Magno morì a trentatré anni. ¦ Età                   ¦
¦A chiacchiere è il più forte di tutti.  ¦ Limitazione           ¦
¦Questo lavoro è stato fatto a macchina. ¦ Mezzo                 ¦
¦Leggi a voce alta e con espressione.    ¦ Modo                  ¦
¦Andremo a Cagliari.                     ¦ Moto a luogo          ¦
¦E' stato condannato ai lavori forzati.  ¦ Pena                  ¦
¦Fu pagato a caro prezzo.                ¦ Prezzo                ¦
¦Abitano a Siracusa.                     ¦ Stato in luogo        ¦
¦Arrivò a notte alta.                    ¦ Tempo determinato     ¦
¦Sei scelto a guida della comitiva.      ¦ Predicativo del sog-  ¦
¦                                        ¦ getto                 ¦
¦Ti ho scelto a guida della comitiva.    ¦ Predicativo del-      ¦
¦                                        ¦ l'oggetto             ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              da:       ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Il «Mosè» fu scolpito da Michelangelo.  ¦ Agente                ¦
¦Il ponte fu travolto dalla piena.       ¦ Causa efficiente      ¦
¦Quei poveri ragazzi tremavano dalla     ¦                       ¦
¦paura.                                  ¦ Causa                 ¦
¦Comperai un bel cane da caccia.         ¦ Fine o scopo          ¦
¦Annibale rimase quasi cieco da un       ¦                       ¦
¦occhio.                                 ¦ Limitazione           ¦
¦Ammiriamo il quadro dalle tinte calde.  ¦ Qualità               ¦
¦Caio Mario nacque da poveri genitori.   ¦ Origine o provenienza ¦
¦Le Alpi dividono l'Italia dalla Francia.¦ Allontanamento o      ¦
¦I soldati marciavano ormai da due ore.  ¦ Tempo continuato      ¦
¦Il Muratori, da piccolo, era molto      ¦ Apposizione           ¦
¦povero                                  ¦                       ¦
¦Tornò in patria da vincitore.           ¦ Predicativo del       ¦
¦Il nonno lo prese con sé fin da ragazzo.¦ Predicativo           ¦
¦                                        ¦  dell'oggetto         ¦
¦Fu giudicata cosa da nulla.             ¦ Stima                 ¦
¦E' stato assolto da ogni accusa.        ¦ Colpa                 ¦
¦Incontrai Mario dal libraio.            ¦ Stato in luogo        ¦
¦Vado dal tuo amico.                     ¦ Moto a luogo          ¦
¦Vengo da scuola.                        ¦ Moto da luogo         ¦
¦Passammo da Bari.                       ¦ Moto per luogo        ¦
                                                                 ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              di:       ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦E' celebrato l'eroismo dei Greci alle   ¦ Specificazione        ¦
¦Termopili.                              ¦                       ¦
¦Il consiglio del padre mi salvò.        ¦ Specificazione        ¦
¦                                        ¦ soggettiva            ¦
¦La conquista della Gallia fu opera di   ¦ Specificazione        ¦
¦Cesare.                                 ¦ oggettiva             ¦
¦La provincia della Sicilia fu occupata  ¦                       ¦
¦dai Romani.                             ¦ Denominazione         ¦
¦Era donna di animo virile.              ¦ Qualità               ¦
¦Era pieno di boria e privo di senno.    ¦Abbondanza e privazione¦
¦Discutemmo a lungo d'affari.            ¦ Argomento             ¦
¦I Romani si rallegrarono della vittoria.¦ Causa                 ¦
¦Era alto di statura.                    ¦ Limitazione           ¦
¦In San Pietro ammirammo le grandi       ¦                       ¦
¦colonne di marmo.                       ¦ Materia               ¦
¦Gli Sciiti si nutrivano di latte e di   ¦                       ¦
¦miele.                                  ¦ Mezzo                 ¦
¦Rodolfo venne da me di nascosto.        ¦ Modo                  ¦
¦Cicerone era oriundo di Arpino.         ¦ Origine o provenienza ¦
¦Il sole è più grande della luna.        ¦ Paragone              ¦
¦Questo libro vale di meno.              ¦ Stima                 ¦
¦Era stato multato di duemila lire.      ¦ Pena                  ¦
¦Il comandante nemico fuggi di notte.    ¦ Tempo determinato     ¦
¦Fu accusato di peculato.                ¦ Colpa                 ¦
¦E' un uomo di quarantacinque anni.      ¦ Età                   ¦
¦Carlo fu messo di guida agli altri.     ¦ Predicativo del       ¦
¦                                        ¦ soggetto              ¦
¦Misi Carlo di guida.                    ¦ Predicativo           ¦
¦                                        ¦ dell'oggetto          ¦
¦Uscì di casa senza salutare.            ¦ Moto da luogo         ¦
¦Passò di là per caso.                   ¦ Moto per luogo        ¦
¦Un palo di cinque metri fu portato      ¦                       ¦
¦in piazza.                              ¦ Estensione            ¦
¦Il nuovo circuito è di tre chilometri   ¦                       ¦
¦più lungo del vecchio.                  ¦ Misura                ¦
¦Nessuno di noi è malato.                ¦ Partitivo             ¦
¦Una bottiglia di un litro.              ¦ Quantità o misura     ¦
+----------------------------------------------------------------¦
¦ Ricorda ancora che la preposizione di con valore partitivo può ¦
¦ introdurre anche il:                                           ¦
¦ soggetto: Mi avvertirono dei compagni.                         ¦
¦ complemento oggetto: Mi portò dei libri.                       ¦
¦ predicato nominale: Quelli erano dei furfanti.                 ¦
+----------------------------------------------------------------¦
¦                              con:      ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Lo rividi con grande gioia.             ¦ Modo                  ¦
¦Mi fulminò con lo sguardo.              ¦ Mezzo                 ¦
¦Partirò con tuo padre.                  ¦ Compagnia             ¦
¦Non mi piacciono i libri con troppe     ¦                       ¦
¦illustrazioni.                          ¦ Unione                ¦
¦Un uomo con lunghe mani.                ¦ Qualità               ¦
¦Nido fatto con fango.                   ¦ Materia               ¦
¦Con la neve cosi alta è impossibile     ¦                       ¦
¦continuare.                             ¦ Causa                 ¦
¦Fu allestita una flotta con cento navi. ¦ Quantità              ¦
¦Con tante preoccupazioni, non si        ¦                       ¦
¦dimentica di noi.                       ¦ Concessivo            ¦
¦Il premio fu sostituito con un altro.   ¦ Sostituzione          ¦
¦Con la primavera tornano le rondini.    ¦ Tempo determinato     ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              in:       ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Risiede in Toscana con la famiglia.     ¦ Stato in luogo        ¦
¦Andammo in città con gli amici.         ¦ Moto a luogo          ¦
¦Passai in piazza Roma.                  ¦ Moto per luogo        ¦
¦Passeggio nel cortile.                  ¦ Moto in luogo         ¦
¦                                        ¦ circoscritto          ¦
¦In autunno lasceremo la villeggiatura.  ¦ Tempo determinato     ¦
¦In tre ore ho fatto tutto.              ¦ Tempo continuato      ¦
¦Se ne andò in gran fretta.              ¦ Modo                  ¦
¦Giunse da Roma in aereo.                ¦ Mezzo                 ¦
¦La statua fu scolpita nel marmo.        ¦ Materia               ¦
¦Mario mi supera in prontezza.           ¦ Limitazione           ¦
¦Tiene in poco conto i miei consigli.    ¦ Stima                 ¦
¦In tuo padre fu trovato un amico.       ¦ Predicativo           ¦
¦                                        ¦ dell'oggetto          ¦
¦Questa brava ragazza sarà data in       ¦ Predicativo del       ¦
¦sposa a mio cugino.                     ¦ soggetto              ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              per:      ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Combatterò sempre per la giustizia.     ¦ Fine o scopo          ¦
¦Rido per le tue sciocche parole.        ¦ Causa                 ¦
¦Fu processato per concussione.          ¦ Colpa                 ¦
¦La pianura si stende per chilometri.    ¦ Quantità o misura     ¦
¦Partì per la Francia ieri.              ¦ Moto a luogo          ¦
¦Passarono per questo ponte.             ¦ Moto per luogo        ¦
¦Passeggio per il giardino.              ¦ Moto in luogo         ¦
¦                                        ¦ circoscritto          ¦
¦Restammo in ansia per alcuni giorni.    ¦ Tempo continuato      ¦
¦Mi avvertì per telegramma.              ¦ Mezzo                 ¦
¦Parlo per scherzo.                      ¦ Modo                  ¦
¦Ci superava tutti per serenità.         ¦ Limitazione           ¦
¦Vendette il libro per pochi soldi.      ¦ Prezzo                ¦
¦Tu, per guida, sei prezioso.            ¦ Apposizione           ¦
¦Sei stato scelto per giudice.           ¦ Predicativo del       ¦
¦                                        ¦ soggetto              ¦
¦Ho eletto te per giudice.               ¦ Predicativo           ¦
¦                                        ¦ dell'oggetto          ¦
¦Mi scambiò per tuo fratello.            ¦ Sostituzione o scambio¦
¦Si prodigò molto per i poveri.          ¦ Vantaggio e svantaggio¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              su:       ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Su questa decisione non ammetto         ¦                       ¦
¦discussioni.                            ¦ Argomento             ¦
¦Su denuncia il reo fu scoperto.         ¦ Causa                 ¦
¦Era un giovane sui vent'anni.           ¦ Età                   ¦
¦Andammo in mare sulla barca.            ¦ Mezzo                 ¦
¦Abito fatto su misura.                  ¦ Modo                  ¦
¦Salirono sull'albero come scoiattoli.   ¦ Moto a luogo          ¦
¦Passò sul prato.                        ¦ Moto per luogo        ¦
¦Sulla cima del monte c'è una croce di   ¦                       ¦
¦ferro.                                  ¦ Stato in luogo        ¦
¦Mi rivolto sul letto.                   ¦ Moto in luogo         ¦
¦                                        ¦ circoscritto          ¦
¦Sulla sera, ora, incomincia a far       ¦                       ¦
¦freddo.                                 ¦ Tempo determinato     ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              secondo:  ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Secondo noi, avete agito bene.          ¦ Limitazione           ¦
¦Agii secondo coscienza.                 ¦ Modo                  ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              tra, fra: ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Scorre un dissidio tra i cittadini.     ¦ Relazione             ¦
¦Tra tutti era il più onesto.            ¦ Partitivo             ¦
¦Parlava tra i denti.                    ¦ Modo                  ¦
¦Tra la malattia e il dolore non poté    ¦                       ¦
¦sopravvivere.                           ¦ Causa                 ¦
¦Vengo tra voi come padre tra i figli.   ¦ Moto a luogo          ¦
¦Passo fra le spine.                     ¦ Moto per luogo        ¦
¦Sarà tra noi anche il preside.          ¦ Stato in luogo        ¦
¦Mi aggiro fra gli alberi.               ¦ Moto in luogo         ¦
¦circoscritto                            ¦                       ¦
¦Tra poco verrà anche Luigi.             ¦ Tempo determinato     ¦
¦Tengo fra le mani la preziosa coppa.    ¦ Mezzo                 ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              sotto:    ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Andammo sotto la tettoia.               ¦ Moto a luogo          ¦
¦Passò sotto il ponte.                   ¦ Moto per luogo        ¦
¦Stava sotto il portico.                 ¦ Stato in luogo        ¦
¦Camminavate sotto i portici.            ¦ Moto in luogo         ¦
¦                                        ¦ circoscritto          ¦
¦Sotto accusa di furto fu arrestato.     ¦ Causa                 ¦
¦Navigarono sotto vento.                 ¦ Modo                  ¦
+----------------------------------------+-----------------------¦
¦                              verso:    ¦                       ¦
¦                                        ¦                       ¦
¦Nutro amore verso i genitori, ma        ¦ Vantaggio e svantaggio¦
¦diffidenza verso i nemici.              ¦                       ¦
¦Abito verso la periferia.               ¦ Stato in luogo        ¦
¦Vado verso il centro.                   ¦ Moto a luogo          ¦
¦Verso sera nevicò.                      ¦ Tempo                 ¦
¦Verso i diciott'anni lasciò la scuola.  ¦ Età                   ¦
+----------------------------------------------------------------+

IL PERIODO

E' noto che la proposizione, nei suoi elementi essenziali ed accessori, è l'espressione più semplice di un pensiero compiuto. Tuttavia parlando, raramente si utilizzano proposizioni a sé stanti. Queste sono spesso collegate fra di loro in una struttura più complessa nella quale ciascuna svolge una funzione particolare, in modo che ne risulti un tutto armonico, capace di rendere anche le sfumature del nostro pensiero. Abbiamo cosi il periodo.
Esaminare la funzione che ogni proposizione svolge all'interno del periodo, riconoscere in che modo le proposizioni sono in relazione tra loro, è il compito dell'analisi del periodo, detta anche sintassi del periodo o sintassi composta.

+----------------------------------------------------------------+
¦                       LA PROPOSIZIONE                          ¦
¦                                                                ¦
¦ In base alle parti che la costituiscono la proposizione può    ¦
¦ essere:                                                        ¦
¦                                                                ¦
¦ ¦ Semplice: se ha solo le parti essenziali                     ¦
¦   Es.: Cade la neve (soggetto e predicato verbale)             ¦
¦   Es.: Il cielo è nuvoloso (soggetto e predicato nominale)     ¦
¦   Es.: Il gatto beve il latte (soggetto, predicato verbale e   ¦
¦        oggetto)                                                ¦
¦                                                                ¦
¦ ¦ Complessa: se oltre alle parti essenziali ha una o più parti ¦
¦   accessorie                                                   ¦
¦   Es.: Mario tornò a casa verso sera (sogg., pred., e due      ¦
¦        complementi indiretti: a casa, verso sera)              ¦
¦   Es.: Il re Alessandro sconfisse i Persiani (sogg., pred.,    ¦
¦        verbo, ogg. e apposizione: il re)                       ¦
¦                                                                ¦
¦ ¦ Composta: se ha più soggetti, più predicati o anche più      ¦
¦   complementi della stessa specie                              ¦
¦   Es.: Grandi e piccini si divertivano (due soggetti)          ¦
¦   Es.: Gianni entrò e si sedette (due predicati verbali)       ¦
¦   Es.: Mario visitò la Sicilia e la Sardegna (due oggetti)     ¦
¦                                                                ¦
¦ La proposizione composta si può scomporre in due o più         ¦
¦ proposizioni semplici:                                         ¦
¦                                                                ¦
¦ Es.: Mario visitò la Sicilia     +-- Mario visitò la Sicilia   ¦
¦                e la Sardegna: ---¦                             ¦
¦                                  +-- Mario visitò la Sardegna  ¦
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PROPOSIZIONI ESPLICITE E IMPLICITE

In un periodo vi sono tante proposizioni quanti sono i verbi di modo finito o infinito (infinito, participio, gerundio); i verbi di modo infinito però devono essere tali da poter essere trasformati in verbi di modo finito.
Es.: L'imboscata si verificò a notte fonda, ma ciò non destò alcuna preoccupazione, sapendosi già da principio che i ribelli agivano quasi sempre di notte.
In questa frase vi sono quattro verbi, di cui tre di modo finito (si verificò, destò, agivano) e uno di modo infinito (sapendosi, gerundio). Questo ultimo verbo, però, può essere trasformato cosi: poiché si sapeva, e quindi le proposizioni diventano quattro.
Es.: I tribuni della plebe ebbero in Roma grande potere in quanto potevano opporsi all'esecuzione degli ordini dei magistrati che danneggiassero un plebeo e potevano anche togliere efficacia alle leggi che fossero contrarie agli interessi del popolo.
Sette sono i verbi, ma le proposizioni sono solo cinque, poiché le voci verbali opporsi e togliere non possono essere trasformate in modo finito.
Sono dette implicite le proposizioni che hanno verbo di modo infinito, esplicite le proposizioni che hanno verbo di modo finito.
Segnaliamo ora i casi più frequenti nei quali due verbi costituiscono un solo predicato e quindi una sola proposizione:
• i verbi servili (dovere, potere, essere solito, cominciare, cessare, volere, ecc.) che reggono l'infinito di un altro verbo del quale segnalano una particolare modalità.
Es.: Cominciarono a studiare la lingua francese; Debbo rallegrarmi con te.

• i verbi fraseologici (andare, stare, cominciare, smettere, ecc.) che uniti ad un infinito o a un gerundio ne mettono in risalto un determinato aspetto.
Es.: Sto scrivendo (scrivo) una lettera molto importante; Iniziò a parlare (parlò) a bassa voce.
Ci sono però casi particolari in cui anche verbi di modo finito possono essere trascurati nel conteggio delle proposizioni. Per esempio, per introdurre una proposizione ottativa spesso usiamo l'espressione: voglia il cielo che; per introdurre una concessiva usiamo l'espressione: ammettiamo pure che, o simili. Queste espressioni vengono considerate locuzioni congiuntive. Perciò:
Voglia il cielo che mio padre ritorni incolume
si può considerare come costituito da una sola proposizione.

PROPOSIZIONE PRINCIPALE E PROPOSIZIONI SUBORDINATE

In ogni periodo esiste almeno una proposizione che, dal punto di vista della grammatica, non dipende da nessun'altra e che ha una propria compiutezza di significato: questa è la proposizione principale.
Le altre proposizioni che grammaticalmente non possono stare da sole ma che hanno bisogno di un'altra proposizione a cui appoggiarsi, sono dette subordinate o secondarie.
Es.: Ero cosi distratto da non accorgermi che eri già arrivato.
Tre proposizioni, ma solo la prima (ero cosi distratto) è grammaticalmente indipendente, ed è quindi la principale; le altre sono tutte subordinate o secondarie.
Quando in una frase si ha più di una proposizione grammaticalmente indipendente, ciascuna con la medesima funzione logica, si chiama principale solo la prima, mentre tutte le altre vengono dette coordinate alla principale.
Es.: La mamma si alza di buon mattino, rassetta la casa, accompagna i bambini a scuola e prepara il pranzo.

GRADI DI SUBORDINAZIONE

In uno stesso periodo possiamo trovare più di una proposizione subordinata, per cui quella dipendente direttamente dalla principale si chiamerà subordinata di primo grado, mentre quella dipendente da una subordinata di primo grado si dirà subordinata di secondo grado, e cosi via.
Es.: Mentre Cesare era nella Gallia Citeriore, dove si era recato per tenervi importanti riunioni, gli giungevano frequenti voci, secondo le quali i Belgi congiuravano contro i Romani.
Come si può vedere anche dalla disposizione grafica della tabella, due proposizioni sono dipendenti direttamente dalla principale, e sono le subordinate di primo grado; da una di queste dipende una subordinata di secondo grado, dalla quale a sua volta dipende una proposizione subordinata di terzo grado. Nel caso in cui, però, la subordinata abbia accanto una o più proposizioni con la sua stessa funzione logica e importanza, queste proposizioni saranno definite coordinate alla subordinata.
Es.: Il padre esortò i figli a ricordarsi (affinché si ricordassero) dei suoi insegnamenti, a non turbarsi (affinché non si turbassero), a sostenere (affinché sostenessero) sempre i loro principi.
Dopo la principale, abbiamo tre finali implicite: a ricordarsi... a non turbarsi... a sostenere, tre proposizioni della stessa specie, che hanno cioè la stessa funzione logica. Chiameremo la prima subordinata di primo grado; le altre due coordinate alla subordinata di primo grado.
Quindi:
• le principali si uniscono tra loro solo per coordinazione;
• le secondarie, se hanno la stessa funzione logica, si uniscono tra loro per coordinazione; se hanno diversa funzione logica per subordinazione.

+----------------------------------------------------------------+
¦                  GRADI DI SUBORDINAZIONE                       ¦
¦                                                                ¦
¦              +-------------------------------+                 ¦
¦              ¦ gli giungevano frequenti voci ¦                 ¦
¦              ¦          PRINCIPALE           ¦                 ¦
¦              +-------------------------------+                 ¦
¦   +-------------------------------------------------------+    ¦
¦   ¦ secondo le quali i Belgi congiuravano contro i Romani ¦    ¦
¦   ¦                SUBORDINATA DI 1° GRADO                ¦    ¦
¦   +-------------------------------------------------------+    ¦
¦          +------------------------------------------+          ¦
¦          ¦ mentre Cesare era nella Gallia Citeriore ¦          ¦
¦          ¦         SUBORDINATA DI 1° GRADO          ¦          ¦
¦          +------------------------------------------+          ¦
¦                  +-------------------------+                   ¦
¦                  ¦    dove si era recato   ¦                   ¦
¦                  ¦ SUBORDINATA DI 2° GRADO ¦                   ¦
¦                  +-------------------------+                   ¦
¦              +---------------------------------+               ¦
¦              ¦ per tenervi importanti riunioni ¦               ¦
¦              ¦     SUBORDINATA DI 3° GRADO     ¦               ¦
¦              +---------------------------------+               ¦
+----------------------------------------------------------------+

VARI MODI DI COORDINAZIONE

La coordinazione può avvenire:
• per asindeto quando le proposizioni (principali o subordinate) sono accostate senza congiunzione e divise da una virgola, un punto e virgola, due punti.
Es.: la virgola: Corse su nelle stanze, cercò d'un crocifisso, lo trovò, l'attaccò all'archetto d'una finestra, prese da un capo d'un letto due candele benedette, le accese, e le mise sul davanzale a destra e a sinistra del crocifisso (Manzoni);
il punto e virgola: Per un buon pezzo la costa sale con un pendio lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli (Manzoni);
i due punti: Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa (Manzoni).

• Per mezzo delle congiunzioni coordinative (copulative, disgiuntive, avversative, dichiarative, conclusive, correlative). Es.: Don Rodrigo intanto dava dell'occhiate al solo che stava zitto; e lo vedeva sempre li fermo (Manzoni).

• Per mezzo di pronomi o avverbi correlativi (chi...chi; gli uni...gli altri; questo...quello; tanto...quanto; così...come; non solo...ma anche).
Es.: Qui alcuni cominciarono a brontolare, altri a canzonare, altri a sagrare (Manzoni).

VARI MODI DI SUBORDINAZIONE
La subordinazione esplicita può avvenire:
• per mezzo delle congiunzioni subordinative (dichiarative, temporali, causali, finali, concessive, condizionali, consecutive, modali, eccettuative, interrogative e dubitative), come: che, affinché, poiché, quando, come, ecc.
Es.: Adocchiò essa le bestie e, come avvezza a somiglianti doni, mise loro le mani addosso, quantunque Renzo andasse tirando indietro, perché voleva che il dottore vedesse e sapesse ch'egli portava qualche cosa (Manzoni).

• Per mezzo di pronomi e avverbi relativi, come: il quale, che, dove, ecc.
Es.: "Pigliate quei quattro capponi, poveretti! a cui dovevo tirare il collo, per il banchetto di domenica" (Manzoni).

• Per mezzo di aggettivi, pronomi, avverbi interrogativi, come: chi?, che cosa?, dove?, ecc.
Es.: "Vuol dunque ch'io sia costretta di domandar qua e là cosa sia accaduto al mio padrone?" (Manzoni).
Per riconoscere il tipo di subordinazione delle implicite, bisogna trasformarle in esplicite.
Es.: Lo chiamò presso di sé per seguirlo (affinché lo seguisse) negli studi.

PROPOSIZIONE INCIDENTALE O PARENTETICA

La proposizione incidentale si inserisce nel periodo senza possedere alcun legame di tipo sintattico con le altre proposizioni, con la funzione di fare un'osservazione o un chiarimento. Si trova racchiusa tra due virgole, fra parentesi (e perciò è detta parentetica) oppure fra due lineette.
Es.: Marco, come ben sai, non studia; Alessandro (raccontano gli storici) fu un grande condottiero.

PROPOSIZIONI PRINCIPALI

Le proposizioni principali o indipendenti possono essere classificate in:
• Proposizioni enunciative o narrative: esprimono un giudizio oppure riferiscono un fatto, sia in forma affermativa che negativa. In genere utilizzano il modo indicativo; con i verbi potere, dovere e con espressioni che indicano convenienza o necessità si può trovare il modo condizionale.
Es.: Queste ragazze non studiano.
Le enunciative che sono introdotte da ecco, quand'ecco, per sottolineare l'improvviso avverarsi di un fatto, spesso utilizzano l'infinito.
Es.: Ecco arrivare improvvisamente il temporale.

• Proposizioni interrogative dirette: contengono una domanda e si riconoscono per l'uso del punto interrogativo. Vengono introdotte da pronomi e avverbi interrogativi. Di solito usano l'indicativo, ma possono servirsi anche del condizionale, del congiuntivo o dell'infinito. Si distinguono in:
- semplici, quando contengono una sola domanda.
Es.: Di chi è questa automobile?
- disgiuntive, quando contengono due o più domande coordinate dalle congiunzioni disgiuntive (o, oppure).
Es.: Andresti più volentieri al mare o in montagna?

• Proposizioni esclamative: si riconoscono per l'uso del punto esclamativo nell'ortografia, e dall'intonazione discendente nella pronuncia. Possono essere accompagnate da interiezioni, pronomi o avverbi esclamativi. Usano l'indicativo, e talvolta l'infinito.
Es.: Oh quanto me ne rallegro! Come sarà tornato padre Cristoforo a casa gonfio e pettoruto! (Manzoni).

• Proposizioni imperative ed esortative: esprimono un comando, un divieto, un'esortazione. Usano l'imperativo (nella seconda persona, mentre l'imperativo presente negativo ha la forma dell'infinito), oppure, per le persone che non hanno l'imperativo, il congiuntivo.
Es.: Ma tornate a casa; ma andate a vedere (Manzoni).

• Proposizioni ottative o desiderative: indicano un desiderio o un rimpianto. Utilizzano il congiuntivo e il condizionale; talvolta sono introdotte da interiezioni o locuzioni, come: oh, oh se, voglia il cielo, volesse il cielo, ecc.
Es.: Se mai s'avveri il tuo sogno! Tornino presto per te giorni più tranquilli. E voglia il cielo che non venga un giorno in cui si penta di non avermi ascoltato (Manzoni).

• Proposizioni concessive: indicano una concessione con la quale si ammette che un fatto sia vero oppure che non sia vero. Usano il congiuntivo, a volte accompagnato da pure, anche, ecc. Possono essere introdotte anche da espressioni come: ammettiamo che, supponiamo che, ecc.
Es.: Supponiamo pure che fossero stanchi, ma avrebbero dovuto mantenere l'impegno preso.

• Proposizioni dubitative: indicano, sotto forma di interrogazione, un dubbio, una incertezza. Utilizzano l'indicativo, il condizionale e l'infinito.
Es.: Che cosa faremo?

• Proposizioni potenziali: indicano un fatto come possibile, eventuale. Usano l'indicativo e il condizionale.
Es.: Avresti potuto indossare in quella occasione l'abito che ti è stato regalato.

LE PROPOSIZIONI SUBORDINATE O DIPENDENTI

PROPOSIZIONI SOGGETTIVE

Sono quelle proposizioni dipendenti che fanno da soggetto alla proposizione reggente.
Es.: Si racconta che il principe di Condé dormi profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi (Manzoni); Non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali (Metastasio); Per la città si dice che a lor signori si dà poco da mangiare (Pellico); E' risaputo che hai oziato.
Se sostituisci al verbo oziare il sostantivo corrispondente ozio, ottieni: è risaputo il tuo ozio, nella quale proposizione è evidente che ozio è soggetto. La stessa funzione di soggetto compie la proposizione che hai oziato, e appunto per questo si dice soggettiva.
Le esplicite sono introdotte dalla congiunzione che e hanno il verbo al modo indicativo, congiuntivo e condizionale.
Le implicite sono espresse da un infinito talvolta preceduto dalla preposizione di.
Es.: E' opportuno che tu gli riferisca ogni cosa; E' chiaro che non conosceva il tuo segreto; Mi pare di essere stato gentile.
Queste proposizioni sono rette da:
• Verbi impersonali come: importa, conviene, bisogna, occorre, accade, avviene, succede, piace, giova, basta ecc.
Es.: Bisogna che voi siate buoni.
• Verbi usati impersonalmente: si dice, Si narra, si pensa, si crede, si stima ecc.
Es.: Si dice che Omero fosse cieco.
• Espressioni impersonali costituite dal verbo essere in unione con nomi ed aggettivi, come: è tempo, è consuetudine, è necessario, è giusto, è bello ecc.
Es.: E' necessario che voi terminiate gli studi.

PROPOSIZIONI OGGETTIVE

Sono proposizioni che compiono la funzione di complemento oggetto del verbo della proposizione reggente, il cui predicato è costituito da un verbo transitivo attivo ed è espresso in forma personale.
Es.: Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla!; Dirà il signor curato che sono venuto tardi (Manzoni); Disse che avrebbe preso seri provvedimenti in proposito.
Le esplicite sono introdotte dalla congiunzione che ed hanno il verbo al modo indicativo, congiuntivo, condizionale. Le implicite sono introdotte dalla preposizione di ed hanno il verbo all'infinito.
Es.: So che hai agito onestamente; Disse che avrebbe riordinato la sua stanza; Ammetto di avere insistito molto.
Le proposizioni oggettive sono rette da:
• verbi che esprimono un ricordo o una sensazione, come: sentire, pensare, osservare, credere, stimare, sapere, giudicare ecc.
Es.: Egli crede di agire onestamente, ma sbaglia.
• Verbi dichiarativi, come: dire, negare, affermare, narrare, raccontare, rispondere ecc.
Es.: La fanciulla affermò che sarebbe ritornata entro breve tempo.
• Verbi che indicano un desiderio, una volontà, un impedimento, come: volere, desiderare, permettere, proibire, comandare ecc.
Es.: Il capitano comandò di allestire l'accampamento per la notte.
• Verbi che esprimono un sentimento, come: lamentarsi, rallegrarsi, godere ecc.
Es.: Mi meraviglio che tu sia già guarito.
• Locuzioni verbali di significato analogo: aver speranza, dubbio, certezza, esser desideroso, esser d'opinione ecc.
Es.: Egli era dell'idea che fosse meglio partire.

PROPOSIZIONI DICHIARATIVE

Spiegano un pronome dimostrativo, completando il significato della principale. Nella forma esplicita sono introdotte dalla congiunzione che con il verbo all'indicativo o al congiuntivo. Nella forma implicita sono introdotte dalla preposizione di seguita dall'infinito.
Si trovano soprattutto:
• dopo i pronomi questo, quello, ciò ecc.
Es.: In ciò ci differenziamo dalle bestie: che possediamo l'uso dell'intelletto.
• dopo un sostantivo verbale come: il fatto, la credenza, la speranza, il pensiero ecc.
Es.: Era significativo il fatto che nessuno sapesse rispondere a quella domanda; La speranza che i figli non debbano soffrire è comune a tutti i genitori; Quando si è stanchi, è buona la consuetudine di rimandare le decisioni (che le decisioni siano rimandate) al giorno dopo; Il bisogno di trovare un lavoro (che un lavoro sia trovato) preoccupa moltissimi giovani.
• dopo le espressioni personali: fare bene, fare male, opportunamente, fare cosa buona, cattiva, opportuna, gradita:
Es.: Fai bene a rimproverarmi (che mi rimproveri); La nonna ci fa cosa assai gradita a prepararci la sua torta di mele.
La costruzione delle proposizioni dichiarative è la stessa delle soggettive ed oggettive, anzi si possono riportare a queste se, per esempio, si omette la parola fatto e simili:
Es.: Stupiva (il fatto) che il ragazzo sapesse rispondere alla domanda.

PROPOSIZIONI INTERROGATIVE INDIRETTE

Le proposizioni interrogative indirette esprimono una domanda o un dubbio in forma indiretta. Sono dipendenti da verbi come: chiedere, dire, domandare, narrare, interrogare ecc. o verbi che esprimono dubbio, incertezza come: non son sicuro dubito ecc. Sono introdotte da pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi o dalla congiunzione se o se non. Come le dirette possono essere semplici o disgiuntive.
Es.: Tutti gli domandavano che cosa avrebbe fatto dopo il liceo; Raccontami se il film ti è piaciuto oppure no; Non sono sicuro se restare in città o trasferirmi in campagna.

PROPOSIZIONI RELATIVE

Le proposizioni relative si uniscono alla reggente mediante pronomi e avverbi relativi (che, il quale, la qual cosa, cui, dove, dovunque, comunque, qualunque, chiunque, chi) che richiamano nella subordinata un sostantivo o un pronome espresso nella reggente.
Es.: Prese quella delle due stradette che conduceva a casa sua; Don Abbondio che, pochi momenti prima, avrebbe dato un occhio per iscansarli, allora avrebbe voluto prolungare la conversazione; Ma quelli presero la strada dond'era lui venuto (Manzoni).
Le esplicite hanno il verbo per lo più al modo indicativo, più raramente al congiuntivo o al condizionale; le implicite sono costruite con un participio presente o passato (che si possa risolvere in una relativa esplicita) oppure con un infinito introdotto da da.
Le relative si distinguono in due tipi principali, secondo la funzione che svolgono nel periodo:
• determinate: se aggiungono ad un sostantivo o parte sostantivata della reggente, a cui si riferiscono, una determinazione necessaria al senso della proposizione.
Es.: Gli scolari che non sono stati promossi non si godranno le meritate vacanze.

• appositive: se forniscono un'aggiunta non indispensabile alla compiutezza della proposizione precedente.
Es.: Viaggio spesso in aereo, che è il mezzo di trasporto più veloce per le grandi distanze.
La proposizione relativa rispetto alla funzione logica che compie nei riguardi della reggente, può assumere anche valore di proposizione:
- Finale: Furono inviati ambasciatori che (affinché questi) esponessero le condizioni di pace.
- Consecutiva: Non è un problema che (tale che) possa essere risolto facilmente.
- Causale: Beati voi che (perché) siete giovani.
- Concessiva: In Russia Napoleone, che pure aveva (benché avesse) un esercito numeroso, fu battuto e costretto a ritirarsi.
- Ipotetica: Chi sostenesse (se qualcuno sostenesse) ciò, avrebbe ragione.

PROPOSIZIONI FINALI

Indicano il fine, lo scopo per cui avviene l'azione indicata dal verbo della reggente. Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni affinché, poiché, acciocché, che ed hanno il verbo espresso al congiuntivo presente o imperfetto; le implicite sono espresse all'infinito preceduto da: per, di, a, da, a fine di, allo scopo di ecc.
Es.: Il governatore aveva chiesto a Vienna che potessimo essere messi tutti a due a due, affinché uno servisse di aiuto all'altro (Pellico); Alzando la faccia per comunicare alle donne il suo progetto, il frate si accorse di lui (Manzoni).

PROPOSIZIONI TEMPORALI

Esprimono una relazione di tempo tra la subordinata e la reggente. Le esplicite si uniscono alla reggente mediante le congiunzioni o locuzioni temporali: quando, come, allorché, mentre, prima che, dopo che, finché, appena che ecc.; hanno il verbo al modo indicativo o congiuntivo. Le implicite si costruiscono col gerundio, col participio passato, oppure con l'infinito retto dalle preposizioni in, a, prima di, su, dopo di ecc.
Es.: Quando Ella conversa col conte Oroboni parli sommesso più che può (Pellico); Dopo aver respinto (= dopo che ebbe respinto) sempre più debolmente i nuovi e più incalzanti assalti di lei Perpetua, le raccontò il miserabile caso (Manzoni).

PROPOSIZIONI CAUSALI

Esprimono la causa, il motivo per cui si verifica quanto viene espresso dal verbo della reggente. Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni: perché, poiché, giacché, che, siccome ecc. o dalle locuzioni: dal momento che, in quanto che, dato che ecc. Hanno il verbo generalmente all'indicativo, ma anche al congiuntivo o al condizionale.
Le implicite si costruiscono con il gerundio, con il participio passato, con l'infinito retto dalle preposizioni per, di, a.
Es.: Tu prega molto per me perché ne ho bisogno (G. Borsi); I genitori, contrariati dal comportamento del figlio, lo castigarono.

PROPOSIZIONI CONDIZIONALI (PERIODO IPOTETICO)

Esprimono la condizione dalla quale dipende ciò che avviene o non avviene di quanto si afferma nella reggente. Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni: se, qualora, quando, purché ecc. e dalle locuzioni: visto che, a condizione che ecc. Hanno il verbo al modo congiuntivo, ma con se possiamo trovare anche l'indicativo.
Le implicite si costruiscono con il gerundio, con il participio passato, con l'infinito preceduto da a.
Es.: Se ho detto cosa che le dispiaccia, è stato certamente contro la mia intenzione (Manzoni); Superata questa situazione, potrai stare più tranquillo.
La proposizione condizionale e la reggente formano il periodo ipotetico, nel quale la dipendente che contiene la condizione viene detta protasi (= posta prima), la principale che è conseguenza dell'altra apodosi (= che viene dopo).
La condizione espressa nella protasi può presentarsi come reale, possibile o irreale; perciò il periodo ipotetico si classifica in tre tipi: il primo della realtà, il secondo della possibilità, il terzo della irrealtà.
Nel primo tipo si usa quasi sempre l'indicativo: Se nevica, non usciamo; Se l'ho offeso, l'ho fatto senza accorgermene.
Nel secondo e nel terzo tipo si usa il congiuntivo nella protasi e il condizionale nella apodosi: Se incominciasse a nevicare, non usciremmo (ipotetico della possibilità); Se fosse nevicato, non saremmo usciti (ipotetico dell'irrealtà).

PROPOSIZIONI CONCESSIVE

Le proposizioni concessive esprimono una circostanza, nonostante la quale si verifica l'azione espressa dal verbo della reggente.
Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni o locuzioni: quantunque, benché, anche se, sebbene, quand'anche, neanche se, nonostante che, per quanto, alle quali fanno riscontro, talvolta, nella reggente nondimeno, pure, tuttavia, ecc.
Di solito il verbo è al congiuntivo.
Le implicite hanno il gerundio introdotto da pure, il participio preceduto da pure, benché, per quanto, ecc.. o l'infinito retto da per e rafforzato a volte dalle espressioni: che faccia, che facesse.
Es.: Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c'è parsa cosi giusta... (Manzoni); Il padre, benché irritato dal comportamento del figlio, non perse la pazienza.

PROPOSIZIONI CONSECUTIVE

Le proposizioni consecutive esprimono la conseguenza di quanto indicato dalla reggente.
Le esplicite si accordano alla reggente attraverso la congiunzione che seguita dall'indicativo, nel caso in cui la conseguenza si ritenga reale, oppure seguita dal condizionale o dal congiuntivo, nel caso in cui la conseguenza si ritenga possibile. La congiunzione che di solito è in correlazione con gli avverbi: cosi, si, tanto, talmente, o con gli aggettivi tale, siffatto, che sono nella reggente. Al posto della semplice congiunzione che si possono avere le locuzioni: al punto che, in modo che, ecc. e in correlazione con troppo, poco, abbastanza.
Le implicite hanno l'infinito retto dalla preposizione da.
Es.: E misesi a sgambettare con le sue magre e lunghe pertiche si piacevolmente, che scoppiai dalle risa (Pellico); Corse cosi tanto da rimanere senza fiato.

PROPOSIZIONI COMPARATIVE

Le proposizioni comparative stabiliscono un rapporto comparativo con la reggente, rispetto alla quale assumono la funzione di un secondo termine di paragone. Si differenziano in:
• proposizioni comparative di uguaglianza: sono collegate alla reggente mediante gli avverbi come, quanto o il pronome quale correlati talvolta con cosi, tanto, tale. Il verbo può essere all'indicativo o al condizionale, in quest'ultimo caso la comparativa si dice ipotetica.
Es.: Il problema è tanto difficile quanto credevo; Mi diedi da fare come avrei fatto per un figlio (ipotetica).

• Proposizioni comparative di maggioranza e minoranza: sono introdotte da: che, che non, di quanto, di quello che, ecc. correlati agli avverbi meglio, più, meno, peggio. Il verbo può essere all'indicativo, al congiuntivo o al condizionale.
Es.: Terminò il compito più in fretta di quanto sperasse (sperava); La prova fu meno complessa di quanto si dicesse (si diceva).
Nella forma implicita le comparative sono introdotte da: piuttosto che, piuttosto di, più che.
Es.: Piuttosto che tradire i compagni, preferì morire.

PROPOSIZIONI MODALI

Le proposizioni modali esprimono il modo in cui avviene ciò che è sostenuto nella reggente.
Le esplicite sono introdotte da: come, secondo che, nel modo che, come se, quasi che, con il verbo al modo indicativo quando indicano un fatto reale, al congiuntivo quando indicano un fatto irreale.
Le implicite sono costruite col gerundio.
Es.: Cavatevi d'impiccio come potete (Manzoni); Si allontanò inveendo contro tutti.
Affini alle modali sono le proposizioni strumentali, che sono solo implicite e si costruiscono con il gerundio o con l'infinito preceduto da con.
Es.: Leggendo molto (con il leggere molto) si impara a scrivere.

PROPOSIZIONI AVVERSATIVE

Le proposizioni avversative esprimono un concetto o un fatto che si contrappone a ciò che è affermato nella reggente.
Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni: mentre, laddove, e utilizzano l'indicativo o il condizionale.
Le implicite sono introdotte da: invece di, in luogo di, anziché e con il verbo all'infinito.
Es.: Continuava a mangiare dolci, mentre avrebbe dovuto mettersi a dieta; Invece di seguire la lezione, parlava con il compagno.
Attenzione a non confondere il mentre temporale con il mentre avversativo:
Es.: Mentre in Italia è inverno, in Brasile è estate (temporale); Mentre il gruppo dei compagni usciva per andare al cinema, Paolo decise di rimanere a casa (avversativa).

PROPOSIZIONI ESCLUSIVE, ECCETTUATIVE, LIMITATIVE

• Le proposizioni esclusive esprimono una circostanza senza la quale si attua quanto è indicato nella reggente. Nella forma esplicita si costruiscono con il congiuntivo preceduto da senza che; nella forma implicita hanno l'infinito preceduto da senza.
Es.: Comprese la lezione senza che l'insegnante gliela spiegasse; Si allontanò senza parlare.
• Le proposizioni eccettuative esprimono una circostanza che pone un'eccezione a quanto detto nella reggente. Sono rette da eccetto che, tranne che, salvo che, fuorché.
Nella forma esplicita il verbo può essere all'indicativo o al congiuntivo, nell'implicita all'infinito.
Es.: Viaggerai in treno, salvo che non vi siano scioperi; Era disposto ad affrontare qualsiasi sacrificio, fuorché vendere la casa in cui era nato.
• Le proposizioni limitative indicano una circostanza che pone una limitazione a quanto detto nella reggente. Sono introdotte da: per quanto, in quanto, per quello che, nella forma esplicita, utilizzando l'indicativo o il congiuntivo. Nella forma implicita hanno il verbo all'infinito preceduto da in quanto a, quanto a.
Es.: Per quanto ne sappia godono tutti di ottima salute; In quanto a essere generoso mi sembra di averlo già dimostrato.

DISCORSO DIRETTO E DISCORSO INDIRETTO

Nel discorso diretto si riportano testualmente le parole pronunciate da qualche persona, precedute dai due punti e racchiuse tra due virgolette o due trattini.
Es.: Il padre mi disse: "Torno presto".
Nel discorso indiretto, invece, queste stesse parole sono riportate attraverso una proposizione dipendente da un verbo con significato di: dire, narrare, raccontare, riferire, rispondere, pensare, domandare, chiedere, interrogare, ecc.
Es.: Il padre mi disse che tornava presto.
Il discorso, passando dalla forma diretta a quella indiretta, subisce delle modifiche. Non occorrono più i segni di interpunzione, e le proposizioni dipendenti che contengono l'enunciazione di fatti si dicono oggettive enunciative (di solito all'indicativo), precedute dalla congiunzione che. Le dipendenti che sottendono un comando si dicono oggettive imperative, al congiuntivo e precedute dalla congiunzione che, oppure all'infinito precedute da di.
Se il tempo della proposizione introduttiva è al passato, ci può essere un mutamento nel verbo della dipendente:
Il generale disse: "Il nemico è in agguato"; Il generale disse che il nemico era in agguato.
Il passato prossimo e il passato remoto diventano trapassato prossimo:
Il generale disse: "Abbiamo perso (perdemmo)"; Il generale disse che avevamo perso.
Il trapassato prossimo resta tale.
Il generale disse: "Noi avevamo combattuto valorosamente"; Il generale disse che avevamo combattuto valorosamente.
Il futuro semplice diventa condizionale passato (raramente presente) o congiuntivo imperfetto, e anche infinito presente retto da di, con i verbi di comando:
Il generale disse: "Forse nevicherà"; Il generale disse che forse sarebbe nevicato.
Il generale comandò: "Attaccherete all'alba"; Il generale comandò che attaccassero all'alba.
Il futuro anteriore diventa congiuntivo trapassato:
Il generale disse: "Appena saremo giunti nel luogo stabilito ci accamperemo"; Il generale disse che appena fossimo giunti nel luogo stabilito ci saremmo accampati.
Le proposizioni già subordinate nel discorso diretto, passando nella forma dell'indiretto, aumentano di un grado la loro subordinazione (quelle di primo grado diventano di secondo, quelle di secondo diventano di terzo, ecc.), conservando la loro natura e, in genere, lo stesso modo, mentre per il tempo seguono le regole della correlazione dei tempi:
Il generale comandò ai soldati: "Starete uniti (prop. princ.) finché non sarete giunti alla meta (prop. dip. temp. di primo grado) che ormai non è lontana (prop. dip. relativa di secondo grado).
Il generale comandò ai soldati (prop. princ.) di stare uniti (prop. dip. di primo grado) finché non fossero giunti alla meta (prop. dip. di secondo grado) che ormai non era lontana (prop. dip. di terzo grado).
Un rapporto analogo a quello che esiste tra discorso diretto e indiretto, si riscontra anche tra le proposizioni interrogative dirette (che sono indipendenti) e le interrogative indirette (che sono invece subordinate). Le interrogative dirette possono essere introdotte da avverbi interrogativi come nell'es.: Perché sei venuto?, oppure possono avere la forma di semplici domande, come nell'es.: Hai studiato?
Al primo tipo corrispondono interrogative indirette introdotte dal medesimo avverbio interrogativo, nelle quali il predicato verbale può trovarsi al modo indicativo o congiuntivo.
Es.: Non so perché tu sia venuto.
Al secondo tipo corrispondono invece interrogative indirette dipendenti da verbi o sostantivi che indichino il chiedere, il dubitare ecc., introdotte dalla congiunzione se e con il verbo al modo congiuntivo o indicativo.
Es.: Ti chiedo se hai studiato.

PROSPETTO RIASSUNTIVO DEL PERIODO

Il periodo è l'espressione logicamente ordinata e con senso compiuto di un pensiero.



 ¦ Rispetto al numero delle proposizioni puo' essere formato:
 - di una sola proposizione: periodo semplice;
 - di più proposizioni, tutte indipendenti: periodo composto;
 - di proposizioni principali e subordinate: periodo complesso.

 ¦ Vari modi di coordinazione delle proposizioni
 - senza congiunzioni: il sole brilla nel cielo, il mare è calmissimo, la
spiaggia appare deserta.

 - con congiunzioni:
 copulative:   guardiamo le vetrine e compriamo le cose più
               interessanti
 avversative:  gli dissi di impegnarsi nello studio, ma non mi
               diede ascolto
 disgiuntive:  o decidi di andartene oppure rimani qui in silenzio
 conclusive:   la decisione è stata presa, quindi possiamo
               procedere
 dichiarative: siamo in ritardo, infatti il treno è già partito

 - con pronomi o avverbi correlativi: alcuni partirono, altri arrivarono. Ora
parli di un argomento, ora di un altro.
Alcuni mangiano, altri bevono.

 ¦ Vari tipi di proposizioni principali
 - enunciative: il lavoro è indispensabile per l'uomo
 - imperative, proibitive ed esortative: fa' questo lavoro, non
   esitare! Rechiamoci in quel luogo!
 - desiderative: voglia il cielo che riusciamo a diplomarci con
   buoni voti
 - interrogative: andremo via tra poco?
 - esclamative: oh quanto mi dispiace!
 - incidentali: Maria, te l'ho riferito moltissime volte, è
   veramente una brava ragazza

 ¦ Vari modi di subordinare le proposizioni
 - con congiunzioni ed avverbi in funzione di congiunzioni:
   ritengo che ciò sia importante. Non so quando potrò incontrarti
 - con pronomi ed avverbi relativi: il film di cui parlo è un
   capolavoro della cinematografia mondiale
 - con pronomi, aggettivi e avverbi interrogativi: riferiscimi chi
   sei. Mi chiedevo che cosa avesse fatto
 - con preposizioni (di, a, da, per, in, senza, ecc.): mangio poco
   per mantenere la linea

 ¦ Rispetto al verbo le subordinate possono essere
 - esplicite: modi finiti;
 - implicite: modi infiniti

 ¦ Vari tipi di subordinate:
 - con funzione di elementi essenziali della proposizione

              + esplicite: occorre che lavoriamo con impegno
  soggettive: ¦
              + implicite: è importante ricordare gli uomini del
                  passato che hanno compiuto azioni valorose

             + esplicite: i grandi uomini della nazionale di
  oggettive: ¦   atletica dicono che vinceranno le prossime gare
             + implicite: i grandi uomini della nazionale di
                 atletica dicono di aver vinto le gare

                 + esplicite: domandai ad Andrea se venisse da
  interrogative: ¦   Roma
                 + implicite: sono incerta se parlare o tacere

 - con funzione di elementi accidentali della proposizione

            + attributive: percorse la strada che conduceva alla
  relative: ¦   collinetta fiorita
            + con significati complementari: furono inviati
                ambasciatori che esponessero chiaramente le
                decisioni di Cesare

                + esplicite: mi incuriosisce il fatto che queste
  dichiarative: ¦   persone appartengano al mondo dello spettacolo
                + implicite: fai bene a comportarti in questo modo

                 + finali esplicite: ti dico ciò affinché tu
  complementari: ¦   prenda subito provvedimenti
                 + finali implicite: studiamo per imparare

                 + causali esplicite: fu rimproverata perché non
  complementari: ¦   aveva fatto i compiti
                 + causali implicite: fu rimproverata non avendo
                     fatto i compiti

                 + complementari: temporali esplicite: mentre
  complementari: ¦   andiamo, non rimproverarmi
                 + temporali implicite: andando, non rimproverarmi

                 + condizionali esplicite: se gli parlerai, mi
  complementari: ¦   farai piacere
                 + condizionali implicite: parlandogli, mi farai
                     piacere

                 + concessive esplicite: sebbene sia tardi,
  complementari: ¦   continuo a lavorare
                 + concessive implicite: pur essendo tardi,
                     continuo a lavorare

                 + consecutive esplicite: sei tanto disperato che
  complementari: ¦   mi preoccupi
                 + consecutive implicite: sei tanto disperato da
                     preoccuparmi

                 + comparative esplicite: giungemmo più presto di
  complementari: ¦   quanto pensassimo
                 + comparative implicite: piuttosto che essere di
                     peso agli altri, preferisco agire
                     autonomamente

                 + modali esplicite: mi comportai come tu mi
  complementari: ¦   dicesti
                 + modali implicite: il professore verificava la
                     preparazione degli alunni interrogandoli

  complementari:   strumentali solo implicite: studiando (con lo
                     studiare) diligentemente si ottengono
                     buoni risultati scolastici

                 + eccettuative esplicite: verrò a trovarti,
                 ¦   eccetto che ne sia impedita da impegni
  complementari: ¦   imprevisti
                 + eccettuative implicite: verrò a trovarti, salvo
                     ad esserne impedita da impegni imprevisti

                 + limitative esplicite: per quanto io ne sappia,
  complementari: ¦   niente è stato ancora deciso
                 + limitative implicite: (in) quanto a rispettare
                     le tue decisioni, mi sembra di averlo già
                     fatto

                 + esclusive esplicite: abbiamo fatto tardi, senza
  complementari: ¦   che ce ne accorgessimo
                 + esclusive implicite: mi guardava con insistenza
                     senza parlare

                 + aggiuntive esplicite: oltre che non pratichi
                 ¦   nessuno sport, non svolgi nessuna attività
  complementari: ¦   che comporti movimento effettivo
                 + aggiuntive implicite: oltre a guardare la TV
                     dovresti leggere qualche libro interessante

                 + avversative esplicite: Maria chiacchiera troppo
                 ¦   con le amiche mentre dovrebbe curare
  complementari: ¦   con più attenzione suo figlio
                 + avversative implicite: invece di studiare Marco
                     esce a divertirsi con gli amici.

 

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