La Fauna in Australia

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La Fauna in Australia

Fauna - Australia

TRICOSURI

I Tricosuri, e specialmente la varietà volpina, sono animali diffusi nel continente australiano e ben noti al pubblico, con delle pellicce il cui colore varia considerevolmente da un animale all'altro, formando delle razze locali brune, grigie ed a volte persino albine. Alcuni hanno la coda prensile, altri hanno una coda folta e vellutata che a volte ricorda l'appendice caudale della volpe. In linea di massima, tutti questi animali sono amanti delle foglie tenere, dei chicchi, delle bacche e dei frutti. Gli australiani li accusano di rovinare i loro frutteti e di apprezzare un po' troppo l'uva delle loro vigne. Alcuni mangiano anche carne, uccelli morti, per esempio, ma non sono carnivori nel vero senso della parola poiché non fanno una vera caccia. Essi sono prevalentemente arboricoli, ciò che non impedisce loro, però, di discendere dagli alberi e di correre sul suolo, nonché di nidificare in cavità delle rocce, quando le trovano di loro convenienza. Tutti hanno una pelliccia sontuosa e sono stati cacciati molto per la loro pelle. Ciononostante sono tra gli animali che si spaventano meno della presenza dell'uomo, cosa che non porta loro fortuna perché hanno più spesso a che fare con assassini che non con amici degli animali. I Tricosuri si addomesticano facilmente e sembrano apprezzare la vita tranquilla offerta da un giardino zoologico o da una casa accogliente. Per coloro che non hanno alcuna possibilità di conoscere la morfologia di questa fauna australiana, è molto difficile trovare altrove un animale al quale poter comparare i Tricosuri: essi ricordano contemporaneamente la volpe e la martora, lo scoiattolo, il ghiro ed il topo. In linea di massima, e benché non siano proprio roditori, è il ghiro quello che ricorda maggiormente la loro figura pelosa, furtiva e indiscreta, poiché si sentono spesso i Tricosuri correre sui tetti e lottare tra gli alberi. Essi mangiano all'incirca lo stesso cibo e vivono pressappoco allo stesso modo. In generale vivono a piccoli gruppi comprendenti un solo maschio adulto e un certo numero di femmine, conquistate dopo aspre lotte coi rivali, dopo battaglie assai rumorose. Le nascite, semplici o doppie, avvengono in luglio, dopo due settimane di gestazione, ed i piccoli sono adulti sette mesi più tardi.

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FALANGERIDE CANINO (Trichosurus caninus)

Il Falangeride canino, chiamato dagli indigeni "Bobuck", si trova nelle foreste montane dell'Australia orientale. E' considerato un po' il gigante della specie: supera infatti il metro di lunghezza, considerando anche la sua bellissima coda nera. Vive preferibilmente nel folto delle foreste molto umide, ad una notevole altezza, ed è fornito di una pelliccia molto folta, morbida, di color grigio, che gli serve come protezione contro il freddo e l'umidità. I Bobuck sono animali timidi e tranquilli, ma lanciano uno strano avvertimento fatto di grugniti molto forti e caratteristici, quando sono minacciati. Se il nemico avanza, si pongono in posizione di difesa, rimanendo appoggiati alle zampe posteriori e tenendo quelle anteriori pronte a colpire. Infatti sanno usare le unghie con molta efficacia e, se necessario, usano molto bene anche i denti per difendersi. A volte questi animali si fermano su di un albero per fregare energicamente contro un ramo una zona ghiandolare del petto e far uscire una sostanza di colore rossastro, che non si sa ancora a cosa possa servire. I Falangeridi canini sono animali molti golosi e, puntando sulla loro golosità, non è difficile riuscire a catturarli.

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TRICOSURO DI TASMANIA (Trichosurus fuliginosus)

Il Tricosuro di Tasmania è caratteristico di questa grande isola. E' molto simile alle altre specie, ma la sua pelliccia, di colore fulvo ad eccezione della coda, nera come quella del Falangeride canino, è molto più morbida e folta.

TRICOSURO VOLPINO (Trichosurus vulpecula)

La specie più comune di questi animali è il Tricosuro volpino, diffuso in tutta l'Australia e nelle isole vicine. Come gli altri, questo animale ha una bellissima pelliccia, di colore variabile a seconda delle regioni, ma con la coda pressoché nera, come i suoi cugini. Sono animali che vivono in qualsiasi ambiente, insediandosi persino nei sottotetti delle case, ma la preferenza viene data alle zone forestali molto fitte, dove il nutrimento è abbondante ed il pericolo di essere disturbati minore. I loro nemici peggiori sono, come al solito, gli uomini che li cacciano sia per la carne, sia per la bella pelliccia. Si adattano facilmente alla cattività, ma rimangono sonnacchiosi durante il giorno e molto irrequieti nella notte.

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KOALA (Phascolarctos cinereus)

Se c'è un animale ben conosciuto, questo è proprio il famoso Orsetto marsupiale d'Australia, il delizioso Koala. Però, a meno di recarsi in Australia, è impossibile vederne altrove uno vivo, se non al cinema, poiché la sua esportazione, come pure quella della sua pelliccia o quella dì un esemplare imbalsamato, è formalmente vietata. Esiste un'eccezione: il giardino zoologico di San Diego, negli Stati Uniti, è il solo al mondo capace di esibire dei Koala vivi ai suoi visitatori. Le ragioni di questo divieto sono molteplici: è, innanzitutto, una misura di pura protezione. I Koala, la cui pelliccia è molto bella, hanno rischiato di scomparire, tanto era ricercata la loro spoglia. Inoltre, questo animale si nutre esclusivamente di foglie di sette varietà di eucalipto, che crescono solo in Australia e... nel giardino botanico di San Diego. Se i grandi canguri, l'ornitorinco e l'echidne hanno attirato l'attenzione di tutti gli appassionati di zoologia del mondo intero, l'Orso marsupiale è quello che ha suscitato la maggior simpatia. Orso non lo è assolutamente, se non per una certa rassomiglianza puramente esteriore; in quanto a marsupiale, ne porta il segno, poiché la sua progenie trova rifugio in una tasca ventrale che, contrariamente al solito, si apre posteriormente. Ma il Koala è essenzialmente una specie di grosso giocattolo vivo, da confondere facilmente con gli animali in peluche che hanno accompagnato l'infanzia di tanti esseri umani, a titolo di balocco preferito. Gli aborigeni amavano già il Koala, parola che nella loro lingua significa: quello che non beve mai, e non lo uccidevano. L'arrivo degli europei in Australia si tradusse in spaventosi massacri del povero Koala, scoperto nel 1802 dall'alfiere Barallier. Esso fu descritto scientificamente quando alcuni pezzi anatomici furono spediti a Londra, all'inizio del XIX secolo. Esso era già allora molto ricercato dai cacciatori di pelliccia. Centinaia di migliaia di Koala furono uccisi, di cui seicentomila nel Queensland, ancora nel 1927. Bisognò attendere gli anni che seguirono la prima guerra mondiale perché una legge portasse la protezione totale di questi animali che stavano per sparire e la cui specie fu salvata all'ultimo momento... Al momento le autorità australiane hanno lavorato veramente bene per la conservazione dei Koala. Furono create vaste riserve, alcuni capi di Koala in buona salute furono diffusi nelle regioni in cui vivevano un tempo e da dove erano scomparsi, custodi furono posti a vegliare su di loro, vennero piantati degli eucalipti là dove mancavano e furono intrapresi degli studi seri per meglio conoscere la vita dei Koala. Questi portarono a strane scoperte, questa, per esempio: ogni Koala ha bisogno di più di un chilogrammo di foglie di eucalipto ogni giorno, il che obbliga questi animali a cambiare spesso albero, quando sono in parecchi a nutrirvisi. Ora, le foglie d'eucalipto, quando sono ancora giovani germogli, contengono una forte quantità di acido prussico; gli Orsi marsupiali devono, quindi, saper dosare molto esattamente la proporzione di germogli e di foglie grandi che devono mangiare senza avvelenarsi, il che complica molto seriamente la loro sopravvivenza nei giardini zoologici. Alcuni zoo australiani ne hanno adottati ed alcune personalità scientifiche australiane hanno ottenuto l'autorizzazione a custodirne in cattività. Infatti il Koala vi si abitua molto in fretta e diviene rapidamente di famiglia. Il Koala ha una lunghezza di circa sessanta centimetri, è sprovvisto di coda, ha una testa piuttosto grossa col muso largo, gli occhi molto vivaci e le orecchie grandi e provviste di molto pelo. Le zampe sono piuttosto corte e grosse; quelle anteriori hanno cinque dita, quelle posteriori solo quattro. Il pollice e l'indice sono uniti e contrapposti alle altre tre o due dita, così da formare delle specie di tenaglie che servono egregiamente per arrampicarsi e fare presa sui rami e sui tronchi. Il pelo è folto e morbido, color cenere nelle parti superiori, bianco in quelle inferiori; le orecchie sono chiare all'interno e nere all'esterno. Il muso è di color bruno e sprovvisto di pelo. E' un animale molto lento, molto tranquillo, molto dolce, che potrebbe però mordere o graffiare poiché è molto ben attrezzato per ciò, anche se non lo fa quasi mai. La sua bella pelliccia spessa e soffice non è mai "abitata" dai parassiti, poiché l'odore di eucalipto di cui è impregnata li allontana. Il Koala sembra poter vivere fino a vent'anni. Esso si riproduce ogni due anni, divenendo adulto verso l'età di quattro anni. Il bebè è quasi sempre solo, tranne rari casi di gemelli; misura alla nascita da quindici a diciotto millimetri, con un peso che varia dai tre ai cinque grammi, dopo una gestazione che dura da trenta a trentacinque giorni. Appena nato, il piccolo Koala fa istintivamente gli stessi gesti di tutti gli altri piccoli del mondo marsupiale: si arrampica faticosamente verso la vicina tasca marsupiale e si attacca ad una mammella materna. La mammella si gonfia e, a questo punto, diventa impossibile staccare il minuscolo Koala dalla mammella senza squarciargli la bocca. Per due mesi il piccolo non si staccherà mai, ricevendo il latte che cola regolarmente per cinque minuti ogni due ore. A due mesi il bebè Koala è ben formato e comincia a mostrarsi al di fuori del marsupio materno: è, a quest'epoca, lungo diciotto centimetri. Esso inizia il suo svezzamento e non tarderà a mangiare, durante i suoi giri, delle foglie d'eucalipto, ma, nell'attesa, sembra che la madre gli dia da mangiare un alimento speciale: i suoi escrementi, elaborati in modo speciale per lui, così da essere una specie di poltiglia di foglie predigerite. Il piccolo lascerà definitivamente la tasca materna all'età di sei, sette mesi. Fino ad un anno, però, continuerà a dormire tra le braccia di sua madre, a viaggiare trasportato sulla schiena o sul petto della madre o, a volte, stretto tra la madre ed il tronco dell'albero su cui essa sale, senza mai soffrire. La madre Koala è molto premurosa e molto severa: se il piccolo si allontana troppo, durante le sue prime arrampicate, la madre lo riprende e lo punisce a suon di busse. Solo al compimento dell'anno il piccolo Koala diventa veramente indipendente e può allontanarsi come e dove vuole.

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FASCOLOME COMUNE (Phascolomis hirsutus)

Le due varietà di Fascolomi di cui parleremo, sono chiamati dagli indigeni Wombat. Sono animali sempre più rari, che hanno un po' l'aspetto dell'orso, un po' quello della marmotta, senza però essere né l'uno né l'altra. Hanno il tronco molto tozzo e le zampe di lunghezza uguale a quella del tronco, le dita sono armate di forti artigli adatti allo scavo, sono privi di coda ed hanno una dentatura molto simile a quella dei roditori, con denti privi di radice ed a crescenza continua. Hanno un marsupio molto largo in cui depongono, però, solo un figlio per parto. Il Fascolome comune, pur essendo molto raro, si trova ancora nel Nuovo Galles del sud. E' un animale che misura circa un metro di lunghezza, con una pelliccia piuttosto ispida e di colore variabile. Le sue abitudini sono prevalentemente notturne e lo si trova sulle colline o sulle montagne. Scava tane non molto profonde, ma lunghe e tortuose, che terminano con una grande cavità, una specie di camera, in cui l'animale va a riposare o si rifugia in caso di pericolo. Queste gallerie sono, a volte, così grandi da permettere anche ad un bambino di penetrarvi. Se durante lo scavo incontrano grosse radici, i Wombat non si impressionano, ma mettono in azione i loro denti ed, in breve tempo, l'ostacolo viene rimosso. Quando scende l'oscurità, questi animali escono alla ricerca di cibo: erbe, radici e funghi.

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FASCOLOME ORSINO (Phascolomis ursinus)

Il Fascolome orsino è molto simile all'altro, ma un poco più piccolo; il suo corpo, infatti, non misura mai più di sessantacinque, settanta centimetri. Un tempo molto diffusi, si possono trovare ormai solamente nella Tasmania, ed in numero molto ridotto.

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TILACINO (Thylacinus cynocephalus)

Il Tilacino, chiamato anche Opussum zebra o Lupo marsupiale della Tasmania, e fino a prova contraria, il carnivoro più forte del continente australiano. Se noi precisiamo "fino a prova contraria" è perché una leggenda molto tenace afferma che una specie di tigre è stata vista in Australia, della quale, però, non si possiede né uno scheletro, né una pelle, né alcuna fotografia. Finché questo felino non sarà stato autentificato, il Tilacino resterà il più potente carnivoro marsupiale. Al momento attuale esso è senza dubbio uno tra gli animali più rari del mondo e forse anche questa specie deve essere considerata come definitivamente estinta. Una spedizione di giovani zoologi francesi ha esplorato invano, nel 1967, la parte sud-ovest della Tasmania, senza trovar traccia dell'animale. D'altra parte un recente dispaccio emanato dal governo australiano affermava che un Tilacino era stato scorto nella foresta quasi impenetrabile che ricopre questa regione della Tasmania, da un esploratore che la sorvolava a bordo di un piccolo aereo da turismo. Il Tilacino non può essere confuso con nessun altro animale. E' di notevoli dimensioni: un metro e ottanta di lunghezza, con un cranio molto allungato le cui mascelle, formidabilmente armate, possono aprirsi con un angolo molto grande. Il suo pelo è grigio, tendente al beige, segnato da sedici, diciotto strisce sul dorso, compresa la base di una lunga coda che va assottigliandosi verso l'estremità. Le zampe sono piuttosto corte, ma la conformazione di quelle posteriori è molto caratteristica: non si potrebbe paragonarle meglio che a quelle dei canguri e il Tilacino è capace, in verità, di drizzarsi sulle zampe posteriori e proseguire così a salti rapidi. Questa, almeno, è l'opinione che ci si è fatta di questo animale, poiché è da molto tempo che non si è potuto osservare il modo in cui corre. E', d'altronde, praticamente impossibile procurarsi una fotografia di un Tilacino nel suo ambiente naturale; le rarissime che esistono lo mostrano tutte in gabbia e datano tutte a parecchie decine di anni fa. Per finire il ritratto dell'animale, bisogna aggiungere che possiede cinque unghie di belle dimensioni e che cammina sulle dita piuttosto che sui cuscinetti plantari. Come tutti i membri dei Dasiuridi di cui si è parlato precedentemente, la femmina del Tilacino ha un marsupio sotto forma di piega spessa della pelle, aperta verso il dietro e contenente due paia di mammelle. Non si sa esattamente quanti piccoli può avere ad ogni nidiata, ma essa è considerata poco feconda, il che aggrava ancor più i risultati della guerra che è stata fatta, da molto tempo, a questa specie. Diremo ancora che il Tilacino ha un grido simile contemporaneamente al miagolio del gatto ed all'abbaiare del cane e che, un tempo, i vecchi australiani che vivevano in Tasmania riconoscevano da lontano; malgrado il detto locale che pretende che il Lupo marsupiale abbia fatto arrampicare più di un ardimentoso su di un albero, si pensa che questo animale non attacchi mai gli uomini e che non sia mai stato la causa del minimo incidente. Il che non impedisce che questo animale faccia una certa impressione... Per contro, esso si sbarazza facilmente di qualsiasi cane, come è capace di fare il lupo nelle regioni in cui vive. Tuttavia è stato affermato che l'introduzione del cane selvatico Dingo, in Australia, sia stata una delle cause della sparizione completa di quel Paese del Tilacino che sembrava incapace di resistere ai Dingo che cacciavano io muta. Il Tilacino caccia da solo e, poiché non è molto rapido, pratica un genere di caccia molto noto e veramente temibile, che consiste nell'inseguire a piccola andatura e indefinitivamente la preda prescelta. Fino a che quest'ultima, spossata, si lascia raggiungere... Il Tilacino mangia di tutto, con un debole per il montone, cosa che ha causato, a suo tempo, il furore degli allevatori e la sua fine. Si pensa che fosse anche capace di vincere le spine delle echidni e di mostrarsi superiore alle qualità di fondo e di velocità dei wallaby. Abbiamo detto che queste differenti circostanze sono state la causa della quasi sparizione degli ultimi o dei penultimi Tilacini. Abbiamo visto il film preso dagli zoologi francesi che hanno tentato di ritrovare le loro tracce nell'isola, qualche anno fa. Questo settore sud-ovest della Tasmania è ricoperto di ciò che, là, viene chiamato "scrub". E' una specie di tappeto vegetale che si forma sopra il suolo, tra i rami bassi e le alte radici degli alberi. E' impossibile proseguire sotto lo "scrub" camminando per terra e non è certo più facile camminare sullo "scrub" stesso, nel quale si sprofonda ogni tre passi. E' pertanto in questa zona che vivono, probabilmente, gli ultimi Tilacini, rifugiati nelle parti meno accessibili ed alloggiati in qualche grotta impenetrabile. Attorno ai monti Loddon ed al lago Saint-Clair, gli zoologi-esploratori, decisi a ricercare le tracce degli ultimi Tilacini, hanno forse ancora qualche possibilità di scorgerne uno o di udire il suo urlo caratteristico, al chiaro di luna. Ma occorrerà che si sbrighino, poiché se c'è una specie ani-male minacciata di estinzione è proprio questa. Ed è un grave danno, poiché è insostituibile.

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DIAVOLO DI TASMANIA (Sarcophylus harrisii)

Gli australiani lo soprannominano generalmente "Tasso" o gli conservano il suo nome abituale di "Diavolo". Diabolico lo è, forse, per il suo aspetto: è lungo cinquanta centimetri, è nero con delle macchie bianche sistemate bizzarramente, ha la coda irta, una grossa testa irsuta, lo sguardo impavido, dei baffi rigidi e delle unghie tanto impressionanti quanto lo sono le sue zanne. Oltre a questo ha un carattere veramente indomabile ed un gusto irresistibile per la carne, fresca o morta che sia. Essendo sparito dall'Australia molto prima dell'arrivo degli europei, questi l'hanno scoperto in Tasmania, dopo il loro arrivo. I pollai ricevettero subito la visita dei Diavoli e... la guerra cominciò. Il Diavolo era inoltre commestibile e si faceva prendere in trappola assai facilmente. In più si difendeva bene contro i cani, poiché la sua forza è straordinaria, di modo che la sua caccia era considerata anche uno sport molto interessante. Lo si dissotterrava anche, poiché esso scava volentieri, come il tasso, delle tane profonde. Il risultato lo si indovina senza difficoltà: il Diavolo di Tasmania è divenuto raro, malgrado una relativa fecondità. Partorisce ogni anno, infatti, più piccoli, quattro al massimo, che restano molto a lungo nel marsupio materno, un grosso cuscinetto di pelle la cui apertura rotonda è posta posteriormente e nel quale i piccoli trovano due paia di mammelle. Ciò che ha contribuito molto alla cattiva reputazione del Diavolo di Tasmania è che, contrariamente agli altri marsupiali di questo continente (ad eccezione del tilacino), ha molta voce e la fa sentire: ringhia, abbaia sordamente come un cane rauco, urla in un tono molto personale e tale da intimidire gli avversari. E, naturalmente, graffia e morde selvaggiamente, poiché la forza delle sue mascelle è davvero stupefacente. Catturato adulto e rinchiuso riesce a vincere le chiusure più solide, ma le rare persone che l'hanno allevato col biberon hanno constatato che si addomestica assai bene e che non ha quel carattere spaventoso che gli si attribuisce volentieri. Al momento attuale bisogna andare nelle regioni più selvagge della Tasmania per avere la fortuna di incontrare questo animale, tanto più che non esce dalla sua tana se non di notte. E' solamente allora che esso caccia le prede più differenti, che possono essere tanto lucertole, quanto serpenti, uccelli, piccoli marsupiali di ogni tipo ed anche, se l'occasione si presenta, pesci o crostacei. Tutto gli va bene ed il suo appetito è proporzionato alla sua forza. Esso non può non ricordare un altro grande mangiatore: il Ghiottone, chiamato in modo così realistico, che vive nel grande nord dei continenti americano, asiatico ed europeo. Uno e l'altro sono posseduti da questo furore di uccidere e di divorare, sono detestati dagli abitanti delle regioni che frequentano e si rivelano, una volta ben addomesticati, degli interessanti compagni. Ma chi oserebbe addomesticare un Ghiottone o un Diavolo di Tasmania, a parte qualche zoologo più o meno incosciente!...

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