Squalo, Squaliformi.

Squalo bianco
Il maggiore tra i pesci cartilaginei carnivori è lo squalo bianco, che abita i mari e gli oceani della fascia tropicale e temperata. Lungo fino a 6 m, ha sensi particolarmente sviluppati, fra cui un sistema elettrico di individuazione delle prede.

Squaliformi o Selaci Ordine di pesci cartilaginei dal corpo fusiforme, comprendente circa 340 specie tra squali, pesci martello, pescecani e spinaroli. Nella maggior parte dei casi sono grandi predatori, capaci di cacciare sia in acque basse sia in profondità; sono prevalentemente marini e abbondano soprattutto nelle acque tropicali e subtropicali.

Mako o squalo tonno

Il nome "mako" deriva da un vocabolo maori e significa "squalo". Isurus oxyrhynchus è una specie lunga fino a 3 m del peso di 500 kg, descritta per la prima volta nel 1810 e distribuita nella fascia pelagica delle acque tropicali e temperate di tutto il mondo. Rispetto ad altri squali, i mako sono in grado di conservare il calore corporeo e di non disperderlo rapidamente, il che permette loro la permanenza in acque di temperatura bassa (5-11 °C) e di profondità fino a 700 m. Tra gli squali è anche il più veloce, potendo raggiungere i 32 km/h; compie inoltre salti spettacolari fuori dall'acqua. La sua bellezza, l'elevata aggressività e la mole lo hanno però reso uno dei più ambiti "trofei"; la IUCN lo ha incluso nella lista delle specie "quasi minacciate" di estinzione.

Gli squaliformi sono noti come carnivori aggressivi, che attaccano addirittura membri della loro stessa specie; tuttavia, le due specie di taglia maggiore, lo squalo gigante o pesce elefante (Cetorhinus maximus) e lo squalo balena (Rhincodon typus) sono docili consumatori di plancton, che filtrano dall’acqua attraverso le fessure branchiali. Dal punto di vista evolutivo, i più antichi squaliformi di cui sia pervenuta testimonianza fossile risalgono all’inizio del Devoniano.

CARATTERISTICHE FISICHE

Pesci cartilaginei: anatomia generale .
Le dimensioni degli squaliformi variano da quelle della specie Squaliolus laticaudus, che non raggiunge i 50 cm, a quelle dello squalo balena, il pesce marino in assoluto più grande, con i suoi 15 m di lunghezza massima. La colorazione dominante è il grigio. La pelle, coriacea, è coperta di scaglie placoidi piccole e appuntite che – a differenza di quelle dei pesci ossei – non crescono di dimensioni via via che l’animale si sviluppa. Le fessure branchiali sono cinque, posizionate ai lati del capo. La coda è asimmetrica (eterocerca) e la colonna vertebrale si estende fin nel suo lobo superiore.

Squalo cagnaccio

Comunemente chiamato cagnaccio, Odontaspis ferox è un grosso squalo che può raggiungere i 370-400 cm di lunghezza. Diffuso nel Pacifico, nell'Atlantico e sporadicamente nel Mediterraneo, frequenta le acque profonde delle zone temperate e tropicali. Non è una specie aggressiva. Le sue abitudini alimentari sono poco conosciute: pare che si nutra di piccoli pesci, calamari e crostacei. Ha una dentatura particolare, composta da 54 serie di denti nell'arcata superiore e 36 serie in quella inferiore; tipica è la forma dei denti frontali, piccoli, acuminati e pugnaliformi.
I denti non sono di natura ossea, ma dermica: esposti a rapida usura, vengono continuamente persi e sostituiti. Le pinne e la coda degli squali sono rigide, non erettili come quelle dei pesci ossei. Privi di vescica natatoria (l’organo che negli altri pesci regola il galleggiamento), gli squali da fermi tendono ad andare a fondo. L’intestino tenue contiene una piega epiteliale specializzata (chiamata ghiandola a spirale) che aumenta la superficie assorbente. I maschi possono essere riconosciuti da estensioni delle pinne pelviche, dette missopterigi, che servono da organi copulatori.

RIPRODUZIONE E SVILUPPO

Spinarolo
 
Lo spinarolo (Squalus acanthias) è un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia degli squalidi, presente nell'Atlantico settentrionale, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo. Di piccole dimensioni (raggiunge al massimo 1 metro di lunghezza), è di colore grigio sul dorso, bianco sul ventre. Il margine delle pinne dorsali è bordato da spine con ghiandole che secernono una sostanza velenosa.

La maggior parte degli squali è ovovivipara: le uova si schiudono nel corpo della femmina, che poi partorisce i piccoli. Le specie ovipare, invece, depongono le uova nell’ambiente, spesso racchiuse in involucri coriacei dotati di filamenti che servono ad ancorarle alle rocce o alle alghe. Altre specie ancora sono vivipare e i piccoli si sviluppano all’interno della madre, come avviene per i mammiferi; il sacco del tuorlo diventa una sorta di placenta a contatto con la parete uterina e rifornisce l’embrione di nutrienti. Lo sviluppo embrionale richiede più di sei mesi e nello spinarolo (Squalus acanthias) quasi due anni.

Gattuccio minore

Classificato Scyliorhinus caniculus, il gattuccio minore appartiene alla classe dei condroitti, ossia dei pesci con scheletro cartilagineo. Piuttosto comune nelle acque del Mediterraneo, è di dimensioni contenute, come diverse specie di pescecani.

Alla nascita, i giovani di alcune delle specie di maggiori dimensioni superano il metro di lunghezza e sono già nuotatori abili e veloci, capaci di nutrirsi delle stesse prede degli adulti. Durante la stagione riproduttiva gli squali digiunano per lunghi periodi e sopravvivono attingendo alle notevoli riserve di grasso immagazzinate nel fegato; questo evita che essi attacchino i piccoli e i membri della loro stessa specie.

ORGANI DI SENSO

Squali

A differenza dei pesci ossei, gli squali sono costretti a nuotare incessantemente perché privi della vescica natatoria, l'organo che permetterebbe loro di regolare il galleggiamento anche da fermi. Per individuare le loro vittime, questi potenti predatori possono contare su un acuto senso dell'olfatto e sulla sensibilità alle onde sonore a bassa frequenza; inoltre, sono dotati di particolari organi di senso lungo la linea laterale, che consentono loro di percepire i deboli impulsi elettrici generati dalla contrazione dei muscoli delle potenziali prede.

Society

Squalo azzurro o verdesca

Tra le specie di squalo più comuni e dall'areale più ampio vi è lo squalo azzurro o verdesca, classificato Prionace glauca (sin. Charcarias glaucus), inconfondibile per il muso lungo e appuntito, i grandi occhi e le pinne pettorali di particolare lunghezza. Animale solitario, lo squalo azzurro usa nuotare a pelo d'acqua per esplorare il territorio, ed è capace di notevoli accelerazioni per attaccare la preda. Ritenuto pericoloso per l'uomo, compie lunghe migrazioni secondo rotte che sono ancora oggetto di studi.

Gli squali possono contare su un acuto senso dell’olfatto, che permette loro di individuare in acqua anche minuscole quantità di sostanze come il sangue. La vista è meno sviluppata. Per quanto riguarda l’udito, è finemente direzionale e particolarmente sensibile ai suoni di bassa frequenza. Alcuni organi di senso, situati lungo la linea laterale e sul muso, consentono di ricevere deboli stimoli elettrici, emessi dalle contrazioni muscolari dei pesci ossei. Questa combinazione di efficienti facoltà sensoriali rende conto del successo di questi pesci.

COMPORTAMENTO E ALIMENTAZIONE

Squalo balena

Il più grande fra i pesci conosciuti è lo squalo balena, che può raggiungere una lunghezza di oltre 15 m e superare le 18 tonnellate. Malgrado le sue minacciose dimensioni, non è un temibile predatore: si nutre solo di piccoli pesci e di plancton.

Quando cacciano in gruppo, gli squali si istigano a vicenda in una vera e propria frenesia alimentare. Circondano la preda e compiono improvvise virate, spesso colpendola dal basso, ma senza girarsi sul dorso, come comunemente si crede. Gli attacchi all’uomo sono relativamente poco numerosi, ma di questi circa un terzo risulta mortale. Fra gli squali, i più pericolosi per l’uomo sono lo squalo bianco o carcarodonte (Carcharodon carcharias), il pesce martello (Sphyrna zygaena), lo squalo tigre (Galeocerdo cuvier) e la verdesca o verdone o squalo azzurro (Carcharias glaucus o Prionace glauca).

ECOLOGIA

Verdesca o squalo azzurro

Specie pelagica, la verdesca o squalo azzurro (Prionace glauca, sin. Carcharias glaucus) predilige acque oceaniche aperte, lontane dalla costa, in cui si spinge dagli strati superficiali fino alla profondità di 350 m, e temperature medio-basse intorno ai 7-16 °C. Il lungo muso conico, i grandi occhi e le ampie pinne pettorali sono caratteri inconfondibili di questo squalo, che ha fatto registrare attacchi all'uomo e alle imbarcazioni ed è perciò ritenuto "aggressivo". Tipica è la sua abitudine di nuotare in cerchio intorno all'imbarcazione (o a un altro elemento di "interesse") per decine di minuti. Può quindi sembrare strano che le sue prede preferite siano in realtà piccoli pesci come acciughe e sardine, polpi e calamari. Può comportarsi anche da opportunista, cibandosi di pesci rimasti intrappolati nelle reti, e occasionalmente da necrofago, mangiando prede morte. La verdesca ha anche predatori naturali: il leone marino della California e squali più grandi, come lo squalo bianco e il mako.

Gli squali svolgono un ruolo importante negli oceani, equivalente a quello dei grossi predatori dell’ambiente subaereo. Inoltre, si possono considerare animali “spazzini”, nella misura in cui, oltre a catturare una gran varietà di animali acquatici, si nutrono di pesci feriti e carogne; tra l’altro, colpendo i membri più deboli o malati delle popolazioni ittiche, contribuiscono a mantenere le specie predate geneticamente forti. Gli squali si pongono spesso in competizione con l’industria della pesca, tanto che alcuni pescherecci si servono di barriere elettriche per tenerli alla larga dal contenuto delle reti. La carne di squali, simile a quella del pesce spada e tradizionalmente apprezzata nei paesi dell’Est asiatico, oggi si trova sempre più spesso anche sui mercati occidentali.

Classificazione scientifica: Gli squaliformi costituiscono un ordine della classe dei condroitti, subphylum vertebrati, phylum cordati.


eXTReMe Tracker

Shiny Stat