La salute del bambino L'adulto sano La salute della donna La salute dell'uomo L'invecchiamento

 

 
    

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Guida per La salute del bambino L'adulto sano La salute della donna La salute dell'uomo L'invecchiamento

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Guide generali per la salute.

Esposizione sintetica dei principali aspetti della salute in relazione alle diverse fasi della vita: si comincia dall'infanzia per proseguire con l'età evolutiva e l'adolescenza e, ancora, con la maturità e la vecchiaia. Comprendere quale sia il corretto sviluppo dell'essere umano, e quali problemi l'uomo e la donna potrebbero dover fronteggiare, è una delle chiavi per adottare una propria strategia per una vita sana. Seguendo abitudini corrette e uno stile di vita sensato già in giovane età, si migliora non soltanto la qualità della propria vita ma anche quella dei propri familiari.

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La salute del bambino.

Per qualsiasi famiglia, l'arrivo di un bambino è probabilmente l'esperienza più eccitante e impegnativa. Un buon programma di screening e formazione prenatale può valutare se voi e il vostro partner sarete in grado di occuparvi adeguatamente del nuovo membro della famiglia. Nella maggioranza dei casi, il bambino nasce fornito di tutto quanto gli occorre per diventare un adulto sano, ma non è mai troppo presto per avviare pratiche preventive che gli assicurino salute e benessere negli anni a venire. Ogni bambino deve essere controllato dal medico a intervalli regolari, deve imparare a curare la propria igiene e la propria alimentazione, deve riposare e fare esercizio nei modi e nei tempi adeguati. Il suo sviluppo, nei primi anni di vita, dovrebbe essere valutato da un pediatra o dal medico di famiglia, al quale ci si dovrà rivolgere quando si presenteranno le inevitabili malattie infantili. Il neonato deve essere sottoposto già nelle primissime settimane di vita a una serie di vaccinazioni contro alcune malattie infettive, molto pericolose. Una parte delle vaccinazioni attualmente praticate è obbligatoria per legge, mentre altre sono semplicemente raccomandate,

ma altrettanto necessarie (vedi alla voce Calendario delle Vaccinazioni). Con particolare, attenzione alla vaccinazione contro l'epatite B, introdotta per legge in Italia nel 1991. In linea generale, peso, altezza, abilità motorie si sviluppano a scadenze più o meno uguali per tutti, ma non è il caso di preoccuparsi eccessivamente se la "tabella di marcia" di vostro figlio differisce leggermente da quella degli altri coetanei. Ovviamente, se il suo sviluppo differisce significativamente da quello di altri bambini della stessa età è il caso di rivolgersi al pediatra o al medico. Si tenga presente che anche il benessere emotivo e mentale del bambino, oltre a quello fisico, attraversa un processo di sviluppo e deve essere pertanto assistito. Affetto e appoggio da parte della famiglia e degli amici contribuiscono efficacemente ad accrescere la fiducia in se stessi, mentre il rapporto con i coetanei è fondamentale per il corretto sviluppo delle capacità di socializzazione.

 

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PRIMA INFANZIA (DALLA NASCITA A 1 ANNO).

Anche se il neonato sembra privo di risorse, il primo anno di vita è un periodo di crescita ed evoluzione notevolissime. La cura della salute durante questa fase comincia già alla nascita, con un esame fisico completo nel corso del quale si valutano la funzionalità del cuore e dei polmoni, nonché i riflessi. I resti del cordone ombelicale di norma si distaccano entro le prime due settimane e fino ad allora il moncone deve esser pulito con alcol e mantenuto asciutto. Se si tratta di un maschio, ed è stato circonciso, il pene deve essere tenuto asciutto e protetto a ogni cambio di pannolino con una garza imbevuto di uno dei tanti prodotti appositi, prescritto dal pediatra fino alla completa guarigione della ferita. La testa del neonato presenta due aree molli, le fontanelle, corrispondenti ai punti in cui le ossa piatte della scatola cranica non si sono ancora saldate. La fontanella più piccola nella zona posteriore della testa, normalmente si chiude a 8-12 settimane dalla nascita. Quella frontale, più grande, si chiude in genere tra il 6° e il 18° mese. Anche se il cervello è comunque racchiuso da una robusta membrana, è opportuno proteggere questi punti vulnerabili da traumi di qualsiasi tipo. È normale che le fontanelle si alzino e si abbassino quando il bambino respira e, soprattutto, quando piange; tuttavia, si deve ricorrere necessariamente al medico qualora in queste zone si notino gonfiori o depressioni anormali. Nei primi sei mesi il fabbisogno nutrizionale del bambino è interamente soddisfatto dal latte materno o dal latte formulato (allattamento artificiale); è anche possibile integrare l'allattamento al seno con un biberon di latte formulato. Attualmente i pediatri raccomandano ove possibile l'allattamento al seno, che tra l'altro ha il vantaggio di stimolare il sistema immunitario nei confronti delle infezioni e prevenire l'insorgenza di allergie alimentari in età adulta. A sei mesi circa, il bambino può cominciare a mangiare cibi semisolidi e, pochi mesi dopo, a bere direttamente dalla tazza. Il pediatra vi fornirà tutte le indicazioni necessarie per svezzarlo completamente. La maggioranza dei bambini raggiunge entro il primo anno un peso triplo di quello alla nascita.

Le Curve di Crescita maschi

Le Curve di Crescita femmine

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È normale che il neonato rigurgiti piccole quantità di latte o pappa alla fine del pasto, in quanto si libera dell'aria inghiottita o dei gas che si formano nello stomaco. Se però vomita spesso e presenta febbre o diarrea, o se si notano sangue o bile verdastra nel vomito, ci si deve rivolgere al pediatra. Le feci sono di colore nero-verdastro o senape e possono essere molto acquose; i bambini allattati al seno hanno di norma una maggiore attività intestinale di quelli allattati artificialmente. Per prevenire l'eritema da pannolino, è opportuno: cambiare il pannolino dopo ogni poppata, ogni volta che il bambino è andato di corpo e ogni volta che si sveglia dopo un periodo di sonno; lavare e asciugare accuratamente la parte coperta dal pannolino a ogni cambio; applicare creme o unguenti protettivi specifici, se si notano segni di irritazione. La prima forma di espressione vocale è il pianto, che in genere viene arrestato prendendo in braccio il piccolo o alimentandolo (vedi alla voce Coliche gassose). A una o due settimane di età, il bambino comincia a seguire con i propri occhi i movimenti dei vostri e, a quattro sei settimane, sorride a qualsiasi viso gli si avvicini; l'espressione simile al sorriso che si coglie prima di questa età è probabilmente soltanto una reazione meccanica ai gas intestinali. A 12 settimane ci si può già aspettare di udire la sua prima risata. Tra il 5° e il 12° mese compare il primo dentino e alcuni bambini arrivano al loro primo compleanno mostrando già otto denti. A un'età compresa tra i tre e i quattro mesi, molti bambini sollevano già testa e gambe, quando sono sdraiati a pancia in giù, e a sei mesi tutti dovrebbero essere in grado di mettersi a sedere, più o meno aiutati. Sempre in linea generale, il bambino comincia a " camminare gattoni" verso l'ottavo mese e a un anno muove i primi passi da solo. Bimbi di questa età riescono già a indicare con le dita e a pronunciare qualche parola comprensibile, come "mamma" "papa" o "dada". Alla nascita alcuni presentano zone di pelle depigmentate (cioè scolorite) sul viso o sul corpo, le cosiddette voglie. La maggior parte di queste è assolutamente innocua e scompare con la crescita, anche se le macchie brune, marroni o rossicce possono essere permanenti. Però, poiché le voglie possono anche essere deturpanti, e in rari casi un fattore di rischio per alcune forme di cancro della pelle, è bene interpellare il medico sulle possibilità di un eventuale trattamento. I bambini sono per loro natura curiosi e si deve prevenire la possibilità che si procurino accidentalmente delle lesioni. Prima ancora che vostro figlio cominci a muoversi gattoni, occorre rendere la casa particolarmente sicura per lui. Per esempio, si possono installare cancelletti in cima e alla base delle scale interne, porre chiusure di sicurezza a porte, armadi e cassetti o, ancora, applicare coperchi di sicurezza alle prese elettriche. Se vostro figlio si ferisce, fate riferimento alla voce Emergenze/Pronto Soccorso. I bambini, inoltre, sono piuttosto soggetti a piccoli disturbi, quali, per esempio, fissurazioni perianali, laringiti, diarrea, stipsi, eczema, gastroenteriti e ittero. I più piccoli dovrebbero dormire su materassi non eccessivamente morbidi ma consistenti, per evitare il rischio di soffocamento durante il riposo; inoltre non si dovrebbe coprirli con coperte o trapunte troppo vaporose e si dovrebbero togliere cuscini e animali di peluche dalla culla durante il primo anno di vita. La SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, Sindrome della Morte Improvvisa Infantile), o morte nella culla, è la sindrome che colpisce i bambini nel sonno senza causa apparente, ma potrebbe essere spiegata proprio con il soffocamento. La morte nella culla colpisce annualmente un bambino ogni 2.000 circa, riguarda più i maschietti che le femminucce e si verifica più frequentemente nei mesi freddi. Si ritiene che far dormire il bambino disteso sulla schiena o sul fianco riduca notevolmente il rischio di morte nella culla.

Calendario delle vaccinazioni dell'età evolutiva.

Calendario vaccinale Italia Gov

Data di pubblicazione:

28 giugno 2017, ultimo aggiornamento 17 agosto 2017

Ministero della Salute

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IL BAMBINO IN ETÀ PRESCOLARE (DA 1 A 5 ANNI).

Anche gli anni successivi alla prima infanzia sono caratterizzati da un rapido sviluppo. La personalità del bambino diviene più evidente, specialmente con l'affinarsi delle capacità linguistiche. A 18 mesi può impilare dei cubi, lanciare una palla e spostare i suoi giocattoli per tutta la stanza. Ben presto sarà in grado di correre e di salire e scendere le scale senza aiuto e mangerà da solo con il cucchiaio. Alcuni, a un anno circa, usano già semplici parole ma, molto prima di riuscire ad articolare delle frasi, il bambino comprende e risponde con le azioni a buona parte di quanto gli si dica. Durante il secondo anno di vita è facile che si senta frustrato e lo dimostri facendo i capricci. La migliore condotta per il genitore è imparare a ignorare queste manifestazioni e piuttosto premiare i comportamenti corretti. A due anni sono capaci di correre bene e cominciano a svestirsi e vestirsi da soli. Gran parte comincia a questa età a essere istruita all'uso del vasino e a restare asciutta durante il giorno, per quanto alcuni, soprattutto maschi, non riusciranno a trattenere le urine per tutta la notte fino ai cinque e i sei anni. Il vocabolario si amplia notevolmente e, al compimento del terzo anno, probabilmente si esprimerà con brevi frasi compiute. Cercherà anche l'affetto e l'approvazione dei genitori, così come capirà la loro disapprovazione. Tra i 18 mesi e i tre anni, diviene più sensibile, e a volte deliberatamente insensibile, agli insegnamenti dei genitori. Durante questo periodo, che spesso mette a dura prova madre e padre, i bambini sviluppano un certo senso di indipendenza e di responsabilità. Per quanto essi siano gratificati dalle lodi che ricevono per le cose che fanno bene, non deve stupire troppo il fatto che ogni tanto rispondano "no" alle richieste dei genitori. A tre anni possono imparare a usare correttamente brevi frasi, migliorano la capacità di vestirsi e svestirsi e possono recarsi da soli in bagno. Cominciano a giocare con oggetti più complicati, quali altalene, scivoli e tricicli, e sono più interessati a interagire con i compagni di gioco piuttosto che a giocare da soli, come fanno invece a uno o due anni. Se non l'ha già fatto in precedenza, è in questo periodo che il vostro bambino smetterà di succhiarsi il pollice o comunque le dita. A quattro anni il frasario diviene più complesso e articolato, così come l'immaginazione, tanto che può manifestarsi la paura del buio o di mostri immaginari. Queste paure sono assolutamente normali e spariscono nel giro di un anno o due. A cinque anni le capacità motorie si affinano al punto che riesce a stare in equilibrio su un piede solo e a saltare. L'aumentata indipendenza fisica e la curiosità rendono i bambini particolarmente esposti a traumi di vario tipo; la maggior parte degli incidenti si traduce in ematomi e abrasioni di poco conto, ma alcuni traumi richiedono comunque l'attenzione del medico. I genitori, e tutta la famiglia, devono perciò stare attenti a situazioni pericolose, che potrebbero causare incidenti gravi. In età prescolare divengono comuni malattie come il raffreddore, l'influenza e la faringite, specialmente nei bambini che hanno frequenti contatti con coetanei. La maggior parte dei disturbi pediatrici è accompagnata da febbre. Diversamente da quanto accade agli adulti, i bambini sotto gli otto anni possono non patire conseguenze fino a temperature 41°C, per quanto in età compresa tra gli uno e i tre anni possano andare incontro a convulsioni febbrili quando la temperatura superi i 38,5°C. Queste convulsioni suscitano molta apprensione nei genitori, ma raramente mettono a repentaglio la vita del piccolo malato (vedi alla voce Convulsioni in Emergenze/ Pronto Soccorso).

 

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IL BAMBINO IN ETA' SCOLARE (DA 6 A 12 ANNI).

A sei anni, la quasi totalità inizia la scuola elementare, dove l'atmosfera giocosa e rilassata della scuola materna viene sostituita da un ambiente più strutturato e rigido. Nell'attività didattica e nelle attività fisiche guidate, vengono presentate tutte le possibili occasioni di maturazione intellettuale, fisica e psicologica. Si creano grandi amicizie, solitamente con appartenenti dello stesso sesso. Il vostro piccolo imparerà a leggere e a scrivere; se però dovesse incontrare insolite difficoltà nell'assolvere i compiti scolastici, potrebbe essere utile un esame da parte dello psicologo, per verificare se esistono problemi generali, come il Disturbo da Deficit di Attenzione, o ADD, o specifiche turbe dell'apprendimento, come la dislessia. Frequentando la scuola, i bambini sono più esposti a contrarre malattie infettive come, per esempio, la varicella. I denti da latte lasciano il posto, di solito senza dolore, ai denti permanenti che, fatta eccezione per quelli del giudizio, saranno tutti al loro posto attorno agli 11 e i 12 anni. È necessario sottoporre i bambini a controlli dentistici regolari, ogni sei mesi circa. Può capitare che, dai tre ai nove anni, accusino ripetutamente acuti "dolori della crescita" alle braccia e alle gambe, che si presentano prevalentemente la sera, durano poche ore e non rappresentano un fenomeno allarmante. Possono altresì lamentare ricorrenti cefalee o dolori allo stomaco. Poiché diventano poi più indipendenti e avventurosi, aumenta la probabilità di incidenti. Per ridurre al minimo i rischi, occorre insegnar loro ad attraversare la strada e ad andare in bicicletta senza esporsi al pericolo, a nuotare e a usare la cintura di sicurezza in auto. Devono imparare anche che coltelli e attrezzi di varia natura non sono giocattoli e vanno usati soltanto in presenza dei genitori. Ovviamente, non ci dovrebbero essere armi alla portata loro. I figli vanno anche istruiti sui pericoli rappresentati dagli estranei e a distinguere tra contatti fisici "buoni" e "cattivi", a capire le situazioni in cui dire "no" e in generale su quanto serve a impedire che possono divenire vittime di abusi. Per la maggior parte delle ragazze, la pubertà comincia dopo il compimento dei 10 anni, per i ragazzi dopo il compimento dell'11 anni. I primi segni di questa sono, nelle femmine, la comparsa dei peli pubici, lo sviluppo del seno e un discreto aumento delle dimensioni corporee; nei maschi, la pubertà comincia a manifestarsi con l'accrescimento del pene e testicoli e con la comparsa dei peli pubici. Uno o due anni dopo, i maschi cominciano a crescere rapidamente in statura e peso. Se vi sono segni di pubertà prima degli otto anni, è il caso di consultare il medico curante per poter escludere qualsiasi patologia all'origine.

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ADOLESCENZA (DA 13 A 18 ANNI).

Durante l'adolescenza, il giovane diviene sempre più indipendente e maturo dal punto di vista sociale e acquisisce molti degli attributi fisici dell'adulto. Nelle femmine, le mestruazioni hanno inizio di solito tra l'11° e il 14° anno. A 14 anni i peli pubici, il seno e tutte le ghiandole sudoripare sono già ben sviluppati. Dopo la prima mestruazione (menarca) si riduce la spinta all'accrescimento che era cominciata attorno al decimo anno di età. Non è insolito che le adolescenti soffrano di mestruazioni dolorose e di solito non si stabilisce un ciclo regolare fino ai 17 anni. Se a 15 anni vostra figlia non ha avuto uno sviluppo fisico significativo, o se a 17 non ha avuto ancora il menarca, sarà opportuno discutere questo ritardo della pubertà con il medico. A 13 e 14 anni la voce dei ragazzi cambia di tono e volume; i peli del viso e delle ascelle e le ghiandole sudoripare cominciano a svilupparsi tra i 13 e i 15 anni e la maggioranza è in grado, a questa età, di raggiungere l'eiaculazione. La rapida crescita cominciata tra 13 e 15 anni usualmente si arresta a 17-18. Se vostro figlio a 15 anni non è ancora cresciuto adeguatamente, o se la sua voce non è ancora cambiata a 16 anni, è opportuno discutere di questo ritardo con il medico. Per gli adolescenti è naturale esplorare la propria sessualità, il più delle volte attraverso la masturbazione. Cominciano anche ad avere rapporti con coetanei dell'altro sesso e alcuni possono anche sperimentare rapporti omosessuali, anche se ben pochi poi lo diventeranno definitivamente. Con l'inizio della pubertà è bene spiegare ai propri figli la natura dei cambiamenti che stanno attraversando, la differenza tra sesso e amore, l'omosessualità e le potenziali conseguenze dei rapporti sessuali non protetti, dalla gravidanza alle malattie a trasmissione sessuale. La rapida maturazione fisica e i cambiamenti dell'equilibrio ormonale possono avere anche altri effetti, quali disturbi della vista, anemia da carenza di ferro e acne. Una malattia infettiva comune che colpisce i bambini di tutte le età, ma soprattutto gli adolescenti, è la mononucleosi. A volte le adolescenti e le giovani donne presentano disturbi del comportamento alimentare, bulimia e anoressia mentale; segni caratteristici sono il forte dimagrimento, consistenti fluttuazioni del peso, la tendenza a mettersi a dieta stretta per poi mangiare esageratamente. Alcuni adolescenti, soprattutto le ragazze, sono inclini a soffrire di emicrania. Le ragazze, e in misura minore i ragazzi, sono soggetti alla scoliosi, una deviazione laterale della colonna vertebrale. Il repentino cambiamento fisico, intellettuale e psicologico che si verifica nell'adolescenza può spesso sfociare in una certa instabilità emotiva e in comportamenti anomali: non è raro che gli adolescenti soffrano di depressione, ansia e attacchi di panico. A prescindere dall'innata curiosità, molti adolescenti provano a fumare, a consumare alcol o droghe in risposta alla depressione o ad altre condizioni psicologiche sfavorevoli, oppure per imitare i coetanei. È consigliabile che i genitori discutano con i loro figli le conseguenze sulla salute, ma anche le ripercussioni legali e sociali dell'abuso di alcol e tabacco e delle tossicodipendenze.

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L'adulto sano.

I primi anni dell'età adulta costituiscono di norma un periodo in cui si gode di buona salute. È più probabile che il giovane adulto vada incontro a traumi o incidenti piuttosto che a malattie sistemiche, anche se esistono patologie che tendono a manifestarsi più tra i giovani e le persone di mezza età che tra gli anziani, per esempio il cancro del testicolo e la sclerosi multipla.

UNO STILE DI VITA SANO.

Per mantenersi in forma è necessario fare esercizio regolarmente, osservare una dieta equilibrata, controllare il peso, bere alcolici con molta moderazione, evitare l'abuso di farmaci e altre sostanze potenzialmente tossiche e non fumare. Chi soffre di una malattia cronica, o ritiene di avere una predisposizione ereditaria a questo o a quel disturbo, è bene metta al corrente il proprio medico e impari a riconoscere facilmente gli eventuali sintomi. Per esempio, chi è sovrappeso e ha una storia familiare di diabete, rischia di andare incontro, nella mezza età, al cosiddetto diabete tipo 2 (non insulina - dipendente). La diagnosi precoce della malattia è fondamentale.

LA PREVENZIONE.

Il Servizio Sanitario Nazionale, al quale tutti i cittadini italiani sono iscritti automaticamente, mette a disposizione di ciascun assistito un medico di medicina generale o medico di famiglia. Questo medico, che può essere scelto liberamente tra tutti quelli convenzionati, deve diventare il primo e principale consulente per i problemi di salute. È a lui, infatti, che ci si deve rivolgere anche per essere avviati a eventuali visite e prestazioni specialistiche e diagnostiche. Vista l'organizzazione sanitaria pubblica, stipulare polizze assicurative può essere utile soprattutto per le prestazioni non coperte dal SSN, quali per esempio i ricoveri in case di cura private. Eseguire periodicamente esami clinici di vario tipo, i cosiddetti check-up, è una pratica sensata, ma non occorre esagerare: alcuni test diagnostici, se non intervengono fatti specifici, possono essere ripetuti anche a intervalli di anni. È invece una buona norma recarsi dal proprio medico almeno una volta l'anno. Ogni sei mesi si consiglia anche una visita odontoiatrica, per accertare eventuali problemi dentari o del cavo orale, e una visita oculistica annuale (vedi alle voci seguenti La Salute della Donna e La Salute dell'Uomo).

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IL BENESSERE PSICOLOGICO.

Oltre al benessere del corpo, è bene curare anche la salute emotiva e mentale. Imparare a dominare i cambiamenti e le crisi che si presentano nel corso della vita ha un effetto positivo diretto anche sulla salute fisica, così come ansia e stress possono avere effetti organici controproducenti. A volte, dopo i 40 anni, accade di andare incontro a una crisi personale determinata sia dalla paura di invecchiare sia dalla valutazione dei propri risultati. Chi soffre di depressione, a qualsiasi età, deve chiedere aiuto a uno specialista.

Il peso ottimale per gli adulti.

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La salute della donna.

Tutte le donne, periodicamente, dovrebbero sottoporsi a controlli medici di due tipi: quelli generali, di competenza del medico di famiglia, che consistono in test di urine, sangue e feci in funzione delle necessità, e quelli di pertinenza del ginecologo quali: esame della pelvi per valutare la salute degli organi della riproduzione, Pap test per la diagnosi precoce del cancro del collo dell'utero, esame del seno per la diagnosi precoce del cancro del seno. È consigliabile che le donne oltre i 50 anni entrino nei programmi di screening radiologico del carcinoma mammario, mediante la mammografia, che consente di individuare il tumore ancora prima che diventi palpabile. Da tempo si discute su quando sia opportuno cominciare l'esecuzione delle mammografie periodiche. In effetti l'esame non è molto utile quando i tessuti del seno sono ancora sodi, il che accade più spesso prima dei 40 anni. Tuttavia può accadere che la mammella risulti trasparente ai raggi X anche in una donna giovane. In pratica il ginecologo o il medico esperto in senologia dovrebbero decidere sulla base della situazione di ogni singola paziente. Se nella mammella si formano dei noduli il medico provvederà tempestivamente a ordinare tutti gli esami del caso. Si tenga presente, però, che un nodulo non indica necessariamente la presenza di un tumore (vedi alle voci Cancro del seno, Problemi al seno, Problemi del collo dell'utero, Problemi all'ovaio, Malattie dell'utero, Problemi della vagina).

LA RIPRODUZIONE.

Durante lo sviluppo fetale di un individuo di sesso femminile, si generano milioni di cellule uovo, che vengono immagazzinate nelle ovaie. Con la pubertà, l'ovaia comincia a liberare le cellule uovo durante il processo chiamato ovulazione. Normalmente, l'ovulazione avviene alternativamente in un'ovaia e nell'altra e si ha il rilascio di una cellula uovo ogni 28 giorni circa. Da quel momento l'uovo viaggia in direzione dell'utero attraverso le tube di Falloppio e, se nelle 72 ore precedenti l'ovulazione, oppure nelle 24 ore successive, c'è stato un rapporto sessuale, milioni di spermatozoi si spostano lungo la tuba incontro all'uovo. Se un singolo spermatozoo penetra l'uovo, si ha la fecondazione. L'uovo fecondato va a impiantarsi nel tessuto che riveste la cavità dell'utero, chiamato endometrio, dove si svilupperà in un embrione. Se non si verifica la fecondazione, l'uovo e l'endometrio ricco di sangue vengono espulsi dall'utero durante la mestruazione. Se l'ovaia rilascia due uova, ed entrambe vengono fecondate da due differenti spermatozoi, si svilupperanno due gemelli eterozigoti (cioè non identici). Se invece l'uovo fecondato si sdoppia nelle primissime fasi di sviluppo si avranno due gemelli monozigoti (cioè identici). Più raramente, possono svilupparsi tre o più embrioni; in questo caso si avranno più gemelli eterozigoti e monozigoti o soltanto eterozigoti, in funzione del numero di uova fecondate.

LA MESTRUAZIONE.

Il ciclo mestruale varia da donna a donna. In media la mestruazione si presenta ogni 28 giorni e ne dura quattro, per quanto cicli compresi tra 23 e 35 giorni, con una durata da 2 a 7 giorni, siano considerati normali. Situazioni di stress o viaggi molto lunghi possono alterare il ciclo. Irregolarità sono comuni anche nelle giovani che hanno appena mestruate e nelle donne mature vicine alla menopausa. L'assenza della mestruazione di norma indica la gravidanza, ma può anche essere dovuta a stress, attività fisica eccessiva (anche sportiva), obesità, anoressia mentale o altri disturbi. Durante la mestruazione alcune donne accusano dolori addominali, crampi, o dolore alle vertebre lombari (mal di schiena). Cambiamenti nell'equilibrio ormonale possono causare mestruazioni più lunghe, superiori a sette giorni, e irregolarità del ciclo. Se, non avendo mai sofferto durante il periodo mestruale, cominciano a presentarsi dolori e un flusso più abbondante del solito, è consigliabile rivolgersi al medico, perché le due cose possono essere segno di un fibroma o di un tumore dell'utero, di endometriosi o di malattia infiammatoria della pelvi. La sindrome premestruale è un disturbo che colpisce un certo numero di donne, in modo più o meno grave, nella settimana precedente la mestruazione. Dovuta a squilibri ormonali, può causare temporaneo aumento della sensibilità del seno, gonfiori, emicranie, ritenzione idrica, aumento del peso, aumento dell'appetito, sbalzi di umore e irritabilità.

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LA GRAVIDANZA.

Uno dei primi segni della gravidanza è l'assenza delle mestruazioni. Altri indizi precoci sono il gonfiore e la sensibilità del seno, la maggiore frequenza con cui si urina e, a volte, nausee e vomito. I test di gravidanza acquistabili in farmacia si basano sulla reazione che produce un ormone presente nelle urine a partire dall'inizio della gravidanza, tuttavia i test casalinghi sono sufficientemente precisi ma non infallibili, specie nei primi giorni dal concepimento. Per questo è sempre consigliabile, in caso di sospetto, recarsi dal medico ed eseguire un test in laboratorio. In media il parto avviene 266 giorni, cioè 38 settimane, dopo il concepimento. Anche se può essere difficile determinare esattamente il giorno del concepimento, si può stabilire la data della nascita abbastanza esattamente, soprattutto se la donna ha un ciclo regolare: basta aggiungere quaranta settimane o 280 giorni alla data del primo giorno dell'ultima mestruazione. Per comodità, i medici di solito suddividono la gestazione in tre trimestri di 13 settimane ciascuno. Dal punto di vista dello sviluppo del bambino, il primo trimestre è forse il più importante; il microscopico embrione, infatti, si sviluppa in un feto di circa 8 centimetri e si formano tutti gli organi principali. Il feto è circondato dal liquido amniotico ed è collegato al sistema circolatorio della madre attraverso il cordone ombelicale: riceve così tutto il nutrimento necessario ad un armonioso sviluppo degli organi e degli arti, che continuerà per tutto il secondo e il terzo trimestre. Anche se dimensioni e peso possono variare considerevolmente, un neonato partorito a termine misura circa 50 centimetri di lunghezza e pesa circa tre chilogrammi. I bambini nati tra le 25 e le 35 settimane di gestazione sono considerati prematuri; alcuni non sopravvivono al trauma del parto. In linea di massima, le possibilità di sopravvivenza aumentano quanto più a lungo il feto resta nell'utero materno. Anche se una gravidanza su quattro si conclude con un aborto spontaneo prima della 13a settimana, gli aborti spontanei si producono in massima parte molto prima di questo termine, addirittura prima ancora che la donna si renda conto di essere gravida. Questi eventi sono causati da anomalie genetiche o difetti nello sviluppo dell'embrione. Gli aborti in seguito a cadute, a traumi o a ferite sono piuttosto rari (vedi alla voce Problemi della Gravidanza).

LE CURE PRENATALI.

Le precauzioni del periodo prenatale devono cominciare non appena si sa di essere in attesa. Il medico curante spiegherà quanto possa essere pericoloso per lo sviluppo del bambino usare alcol, tabacco, droghe e assumere alcuni farmaci. Avere un'alimentazione adeguata è molto importante, e la qualità degli alimenti è più importante della quantità. Durante la gravidanza la dieta deve essere ricca di frutta fresca e verdure, ma povera di zuccheri semplici e sale, e deve avere un corretto rapporto tra vitamine, minerali, proteine, carboidrati e grassi. La maggioranza delle future mamme aumenta fino al momento del parto di 9-12 chili, due o tre dei quali sono dovuti al peso del bambino, il resto è dovuto all'aumento di volume di seni e utero e del sangue circolante, al liquido amniotico e alla placenta. Durante la gestazione possono presentarsi vene varicose, emorroidi, mal di schiena, anemia, stipsi e bruciori di stomaco; se la donna ha più di 35 anni è leggermente più probabile che si presentino il diabete gestazionale e l'ipertensione. Questi disturbi il più delle volte regrediscono o scompaiono dopo il parto. Se la futura mamma dovesse presentare capezzoli rientrati (capezzoli virginali) è possibile applicare nel reggiseno appositi inserti di gomma dopo la 15a settimana: la suzione esercitata da questi dispositivi farà estroflettere i capezzoli, rendendo poi possibile l'allattamento al seno del neonato. I bambini che nascono da madri di più di 35 anni sono leggermente più esposti alle anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down (mongolismo). Se nella famiglia di uno o di entrambi i genitori ci sono precedenti di questo tipo, è opportuno un consulto genetico per determinare quale sia la probabilità che anche il bambino presenti questi problemi. I test prenatali, come l'amniocentesi e l'ecografia, possono individuare precocemente eventuali anomalie del nascituro. Difetti congeniti (malformazioni) possono presentarsi se la madre contrae durante la gestazione la toxoplasmosi o la rosolia, contro la quale ci si può vaccinare. Un esame del sangue può stabilire l'eventuale immunizzazione contro queste malattie. Ovviamente l'esame va condotto prima del concepimento e, se si procede alla vaccinazione contro la rosolia, si devono attendere almeno tre mesi prima di avere rapporti sessuali non protetti. Per la toxoplasmosi, il cui contagio avviene principalmente attraverso le carni crude e il contatto con le feci dei gatti, non esiste vaccinazione, ma il medico può informarvi su come evitare di contrarre la malattia. Quando il sangue della mamma non è compatibile con quello del bambino, a causa del cosiddetto fattore Rh, si presentano gravi problemi per il neonato, che comunque possono essere prevenuti. Di questa circostanza, peraltro molto rara, la madre non risente affatto, mentre il bambino può andare incontro a complicazioni che conducono all'anemia e anche alla morte. Il medico può stabilire facilmente se esiste questa incompatibilità e avviare un trattamento preventivo. Per altre potenziali complicazioni vedi alla voce Problemi della Gravidanza.

TRAVAGLIO E PARTO.

Prima di giungere al termine della gravidanza si devono considerare le diverse opzioni per il parto. Il medico curante potrà dare informazioni sui diversi tipi di parto naturale e sui pro e contro del ricorso a farmaci o anestetici per ridurre i dolori del parto. Si tenga presente che l'anestesia epidurale, ottenuta con una semplice iniezione, consente una notevole riduzione del dolore, consentendo però di restare coscienti e seguire il parto. Tale pratica presenta un rischio minore di effetti collaterali per il neonato rispetto all'anestesia generale. La scelta di ricorrere a pratiche chirurgiche dipende da molti fattori diversi, che vanno discussi con il proprio ginecologo. Durante il parto normale quasi sempre accade di dover allargare l'apertura vaginale con un'incisione chiamata episiotomia profilattica, per evitare lacerazioni secondarie. Nel parto cesareo, invece, il bambino viene fatto nascere attraverso l'intervento clinico. Il parto cesareo può essere programmato in anticipo o adottato come soluzione di emergenza se è in pericolo la vita del piccolo o della madre. Può essere difficile distinguere i primi segni del travaglio. Alcune donne hanno le cosiddette contrazioni di Braxton - Hicks per alcune settimane prima del termine della gravidanza; si tratta di contrazioni irregolari, che non aumentano di intensità e non hanno alcun rapporto con l'inizio del travaglio. Nella maggioranza delle donne l'inizio del travaglio è indicato dalla "rottura delle acque", cioè dal rilascio del liquido amniotico che protegge il bambino, che può manifestarsi sia come una leggera perdita sia come un forte flusso dalla vagina. Altri segnali possono essere leggere perdite di muco frammisto a sangue e contrazioni dell'utero a intervalli regolari. l travaglio si divide in tre fasi. Nella prima, la più lunga, le contrazioni dell'utero fanno sì che la cervice (il collo dell'utero) si dilati per consentire il passaggio del bambino; questa fase può durare 12 ore e più nelle primipare. Durante la seconda fase le contrazioni spingono effettivamente il bambino fuori dall'utero; per le primipare possono occorrere delle ore, per quanto sia possibile anche che il bambino venga partorito nell'arco di pochi minuti. La fase finale del travaglio consiste nell'espulsione della placenta, un processo relativamente rapido e indolore. Dopo il primo parto, il travaglio è solitamente più breve, da quattro a otto ore, in quanto l'utero e i muscoli della vagina sono più elastici. Se il travaglio comincia prima del previsto, e non potete contare sul vostro ginecologo, la levatrice o il medico di famiglia, seguite le indicazioni riportate alla voce Parto in Emergenza a pagina 60 in Emergenze/ Pronto Soccorso.

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L'ALLATTAMENTO AL SENO E L'ALIMENTAZIONE SUCCESSIVA.

Anche se l'allattamento al seno è un processo del tutto naturale, madre e bambino devono non soltanto imparare come fare, ma anche stabilire orari confortevoli. Questo può richiedere qualche giorno, quindi non scoraggiatevi e, se necessario, chiedete aiuto al ginecologo, al medico di famiglia o alla levatrice. Nei primi due o tre giorni di allattamento il bambino riceverà il colostro, un liquido chiaro e appiccicoso ricco di anticorpi protettivi; il colostro è rapidamente sostituito dal latte. Alcune donne sostituiscono l'allattamento al seno con il biberon (e quindi con il latte artificiale) nel giro di poche settimane. In ogni caso, dopo qualche mese si possono somministrare al bambino acqua e/o succhi di frutta nel biberon e, più avanti, passare a cibi solidi. Madre e bambino capiscono in genere da soli quando arriva il momento di compiere questo passaggio. Alle mamme che allattano può capitare che il seno si gonfi eccessivamente, o i capezzoli si irritino; in tal caso, è opportuno rivolgersi al medico per attuare il trattamento più appropriato. La neo-mamma può sperimentare, nelle prime settimane dopo la nascita del bambino, una più o meno grave "depressione post partum", condizione di norma causata dalla fatica, dal riequilibrio ormonale e da fattori emotivi.

L'INFERTILITA'.

Se per un anno e più una donna ha cercato la gravidanza senza successo, è il caso che col proprio partner cerchi le cause di questa sterilità. Nella donna i fattori più comuni sono l'anormale attività dell'ovaio, ostruzioni o anomalie delle tube di Falloppio, malattie dell'utero o della cervice o malattie a trasmissione sessuale. Anche se moltissimi casi di sterilità possono essere risolti con farmaci o interventi chirurgici, di fronte all'insuccesso si può ricorrere ai diversi tipi di fecondazione assistita o all'adozione (per le cause della sterilità maschile vedi alla voce La salute dell'Uomo). La fertilità, ovviamente, dipende anche dall'età e il picco della capacità riproduttiva si raggiunge tra i 20 e i 30 anni. Dopo i 37 anni la fertilità della donna si riduce significativamente. Mentre per l'uomo la produzione di sperma dura per tutto l'arco della vita, la donna non è in grado di concepire dopo la menopausa.

LA PIANIFICAZIONE FAMILIARE.

La cosiddetta pianificazione familiare naturale si basa sulla determinazione dei giorni fertili e non fertili del ciclo mestruale, cioè dei giorni in cui avviene l'ovulazione e, quindi, sussiste la massima possibilità di giungere al concepimento. Coordinando i rapporti sessuali con l'ovulazione si facilita il concepimento e, teoricamente, astenersi dai rapporti durante questo periodo può essere un modo di fare contraccezione. I sistemi di contraccezione naturale hanno origine da uno schema messo a punto negli anni Trenta, nel quale la donna prevede l'ovulazione basandosi sulle scadenze del suo precedente ciclo mestruale. Questo metodo non è molto efficace e oggi viene sconsigliato. I sistemi moderni si basano invece sull'osservazione del muco cervicale e/o sul rilievo della temperatura basale per determinare in quali giorni avviene l'ovulazione. I sostenitori di questi metodi ritengono che la prevenzione della gravidanza comporti un periodo di 10-14 giorni ogni mese in cui ci si deve astenere dal rapporto sessuale. I metodi che invece impediscono fisicamente agli spermatozoi di raggiungere l'ovulo sono detti contraccettivi di barriera. Ce ne sono diversi: il profilattico, il diaframma e il profilattico femminile (un cappuccio cervicale non diffuso in Italia). Tutti i contraccettivi di barriera sono più efficaci se usati in abbinamento a creme o gel spermicidi, che distruggono gli spermatozoi con cui entrano in contatto. Un altro sistema è la spirale, che serve invece a impedire che l'uovo fecondato si impianti sulla mucosa uterina. La contraccezione ormonale, sia nella somministrazione orale sia sotto forma di impianto sottocutaneo che rilascia gradualmente gli ormoni, è forse il mezzo più efficace per evitare la gravidanza. Gli ormoni sintetici introdotti nell'organismo impediscono l'ovulazione consentendo, però, una sorta di mestruazione. La "pillola" o l'impianto sottocutaneo devono essere prescritti dal medico, che dovrà anche stabilire il tipo più indicato per ogni donna. La sterilizzazione è invece un sistema di contraccezione permanente. Il trattamento di alcune malattie di diversa gravità, come i fibromi uterini, il cancro del collo dell'utero o dell'utero richiedono a volte l'isterectomia, cioè l'asportazione dell'utero e, se necessario, delle ovaie, delle tube e della cervice (annessiectomia). Nei paesi anglosassoni, in modo particolare, ci sono donne che dopo aver avuto due o tre figli scelgono di procedere alla legatura (chiusura) delle tube, così da impedire l'incontro tra spermatozoi e cellula uovo. Raramente, l'uovo fecondato può impiantarsi, anziché nell'utero, nella tuba, dando luogo alla gravidanza ectopica o extrauterina. Questa condizione è molto dolorosa e rischiosa per la donna, tanto che il feto deve essere rimosso chirurgicamente al più presto. Gli aborti, in linea generale, vengono effettuati entro il primo trimestre, con il metodo del raschiamento o curettage dell'utero o con il metodo Karman (per aspirazione).

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LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE.

L'attività sessuale con più partner comporta un rischio maggiore di contrarre malattie a trasmissione sessuale o malattie veneree, il cui contagio avviene per contatto diretto o tramite fluidi correlati al sangue (secrezioni, sperma) sia nel coito normale e anale sia nei rapporti orali. Le malattie veneree comprendono la sifilide, la gonorrea, l'herpes genitale e i condilomi, e sempre con i rapporti sessuali si può essere contagiati dal virus responsabile dell'AIDS (Acquired Immuno Deficiency Syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita) e dal virus, responsabile dell'epatite B.

DISFUNZIONI SESSUALI.

Il desiderio sessuale, o libido, è soggetto a fluttuazioni e può capitare di non avere alcun interesse per il sesso. Questo può essere dovuto a malattia, stanchezza, stress, depressione, o a problemi psicologici della coppia. Se la mancanza di desiderio si prolunga nel tempo, se il rapporto sessuale è spiacevole o doloroso, o se non si riesce a raggiungere l'orgasmo, occorre affrontare la questione parlandone con il proprio medico (vedi alla voce Disfunzioni Sessuali).

LA MENOPAUSA.

Tra i 40 e i 55 anni, la gran parte della riserva di cellule uovo della donna si esaurisce e le ovaie non producono più gli ormoni estrogeni. Per un certo periodo l'intervallo tra una mestruazione e l'altra aumenta, fino a quando mestruazioni e ovulazione vengono definitivamente a cessare. Questa è la menopausa, cioè la fine dell'età fertile della donna. I cosiddetti effetti soggettivi della menopausa comprendono le vampate, avvertite soprattutto al tronco e al volto, inaridimento e assottigliamento dei tessuti della vagina (che possono rendere difficoltoso il rapporto sessuale), depressione e disturbi dell'umore. Con il passare degli anni, o se si sono avute molte gravidanze, è possibile che si rilassino i muscoli che sostengono utero e cervice. Questi disturbi possono essere più o meno rilevanti e curarli o meno dipende dal grado di disagio che procurano (vedi alle voci Problemi all'Utero e al Collo dell'Utero). Sono invece conseguenze più serie l'osteoporosi, perdita di calcio nelle ossa, e il maggior rischio di malattie di cuore, entrambi dovuti alla cessata produzione di estrogeni. Per contrastare questi effetti della menopausa si può ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva, della quale il vostro medico potrà illustrare vantaggi e svantaggi (vedi alla voce Problemi della Menopausa).

ALTRI PROBLEMI MEDICI.

Tra le altre malattie curabili che tendono a colpire soprattutto le donne ci sono le infezioni delle vie urinarie (in primo luogo la cistite o infezione della vescica), la sindrome del colon irritabile e le infezioni da candida (candidosi). Alcune donne sono poi predisposte a malattie croniche come artrite, diabete, obesità e a disturbi del comportamento alimentare, quali bulimia e anoressia mentale. Di tutti gli altri pericoli per la salute della donna, probabilmente il più cospicuo è il cancro. Tutte le donne pertanto dovrebbero sorvegliare attentamente la comparsa di sintomi che possano far pensare a un eventuale tumore in qualche parte del corpo, attuare le pratiche di diagnosi precoce (Pap test, mammografia), e rivolgersi al medico quando compare qualche anomalia. Se i sintomi persistono, o si ha qualche dubbio, è bene chiedere anche un secondo parere a un altro medico. Se viene diagnosticato un tumore, è un diritto della paziente (e del paziente) chiedere che vengano spiegate tutte le possibili alternative per il trattamento.

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La salute dell'uomo.

Ogni uomo può e deve attuare comportamenti che gli garantiscano una buona salute. Il primo e principale è una dieta equilibrata che, oltre a nutrire adeguatamente, permetta di mantenere il peso entro i valori raccomandati in base alla statura e alla costituzione. È un'ottima cosa anche cominciare a fare esercizio fisico fin da giovanissimi, proseguendo fino alla vecchiaia, senza esagerazioni ma con regolarità. Una vita attiva, che comprenda un regolare esercizio fisico, può aiutare a prevenire l'obesità, ma anche a mantenere il benessere psicologico ed emotivo, se non altro per la sua capacità di ridurre lo stress. Come per la donna, si raccomandano visite mediche periodiche che controllino lo stato del cuore, la circolazione del sangue, dei polmoni, completate da analisi di sangue, urine e feci per la ricerca di malattie sistemiche o fattori di rischio, per esempio colesterolemia e glicemia. Dopo i 50 anni va anche contemplata l'esplorazione rettale per il controllo della prostata. In funzione dello stato di salute generale possono essere consigliabili altri test più specifici, come, ad esempio, l'elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, per controllare la funzionalità del cuore, e una sigmoidoscopia per accertare l'eventuale presenza di un cancro colorettale. Ovviamente è importante riferire al proprio medico qualsiasi sintomo o disturbo che si presenti all'improvviso. I punti fermi per conservare la salute sono prevenzione, diagnosi precoce e pronto trattamento.

IL SISTEMA RIPRODUTTIVO.

Dopo la pubertà, i testicoli dell'uomo producono le cellule spermatiche o spermatozoi e il testosterone, il principale ormone sessuale maschile. Gli spermatozoi e i fluidi prodotti dalle vescicole seminali e le secrezioni della prostata si combinano a formare lo sperma, che viene eiaculato attraverso l'uretra al momento dell'orgasmo. Se lo sperma non viene espulso nel giro di pochi giorni, gli spermatozoi vengono riassorbiti e sostituiti. Di norma, nel corso di una eiaculazione vengono espulsi 500 milioni di spermatozoi, anche se ne basta uno per fecondare la cellula uovo femminile. Dal momento che gli spermatozoi possono sopravvivere 72 ore all'interno dell'apparato genitale della donna, la fecondazione può avere luogo anche tre giorni dopo il rapporto sessuale.

DISFUNZIONI SESSUALI.

L'impotenza, ossia l'impossibilità di raggiungere l'erezione o di mantenerla abbastanza a lungo da raggiungere l'orgasmo, colpisce prima o poi tutti gli uomini, anche se nella maggior parte dei casi solo occasionalmente. L'impotenza temporanea può essere dovuta a un eccesso di alcolici, a un'eccessiva eccitazione o anche a crisi emotive. Anche l'eiaculazione precoce può dipendere da queste cause ed è una circostanza frustrante per entrambi i partner. Tali inconvenienti, però, spariscono se si rimuovono le cause. Se invece si tratta di un problema persistente, è bene rivolgersi al medico, meglio se al sessuologo, che può proporre diversi trattamenti (vedi alla voce Disfunzioni Sessuali). L'attività sessuale può essere ostacolata o impedita anche da diverse malattie degli organi genitali, ragion per cui è bene ispezionare regolarmente il pene e i testicoli e segnalare qualsiasi anomalia al proprio medico (vedi alle voci Dolore al Pene, Problemi ai Testicoli, Cancro del Testicolo).

STERILITA'.

La grande maggioranza degli uomini non ha difficoltà a procreare, ma pochi eventi sono destabilizzanti per una coppia come, per esempio, lo scoprire che uno dei partner non è fertile. Le due cause più comuni della sterilità maschile sono il basso numero di spermatozoi e la loro insufficiente mobilità. Alcuni, però, hanno difficoltà a controllare l'eiaculazione, oppure eiaculano una quantità insufficiente di sperma o non eiaculano affatto. Altre affezioni genitali possono causare infertilità: il varicocele, cioè l'ingrossamento dei vasi dello scroto, e l'infiammazione dei testicoli, talora conseguenza della parotite (orecchioni). Fortunatamente la gran parte di questi disturbi è guaribile.

RESPONSABILITA' SESSUALE.

Anche se non è l'uomo a restare gravido, questo non significa che non abbia obblighi e responsabilità nei confronti della procreazione e non debba decidere al proposito assieme alla donna. Ritrarre il pene dalla vagina prima dell'eiaculazione (coitus interruptus) non è un efficace mezzo contraccettivo. Ben più affidabile è invece il ricorso al condom o profilattico, che impedisce fisicamente l'ingresso dello sperma nella vagina; la sua efficacia risulta aumentata se la donna usa contemporaneamente creme o gel spermicidi. La sterilizzazione maschile, cui molti uomini ricorrono dopo aver avuto figli, è affidabile, ma purtroppo irreversibile, e consiste nell'interruzione o chiusura dei dotti seminali, cioè i canalini che riversano lo sperma nell'uretra: si ottiene con un piccolo e veloce intervento chirurgico chiamato vasectomia. Contrariamente a quanto molti ancora credono, la vasectomia non impedisce l'erezione né il raggiungimento dell'orgasmo. In teoria, i dotti seminali potrebbero essere riaperti con un secondo intervento, che però ha successo solo nel 30 per cento dei casi (vedi alla voce La salute della Donna, per maggiori informazioni sulla fecondazione e la contraccezione). I preservativi sono anche un ottimo mezzo per prevenire le malattie a trasmissione sessuale, che possono manifestarsi a seguito di rapporti etero e omosessuali. Per definizione, queste malattie sono molto contagiose, quindi coloro che hanno una vita sessuale molto attiva, con più partner, devono sempre tenere presente il rischio di poter essere contagiati e di contagiare altri a propria volta. Ai primi segni che possano far pensare a una malattia venerea, è consigliabile farsi esaminare da un medico e, in ogni caso, evitare qualsiasi rapporto sessuale fino a che la malattia non è stata diagnosticata con certezza e trattata con successo.

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MALATTIE SISTEMICHE.

Molte sono le malattie che possono colpire l'uomo a qualsiasi età. Gli uomini sono più inclini alle malattie cardiovascolari rispetto alle donne in età fertile, e più facilmente sono soggetti ad aterosclerosi e, di conseguenza, a infarto. Sono anche più esposti al cancro del polmone e ai disturbi gastrointestinali, per quanto questo svantaggio vada riducendosi da quando si è diffusa la convinzione che il fumo e gli eccessi alimentari sono dannosi. È bene parlare al proprio medico di tutte le anomalie come decolorazioni della pelle, gonfiori, tumefazioni che compaiano in qualsiasi parte del corpo, o di inconvenienti come difficoltà a urinare, disfunzioni sessuali, disturbi digestivi, eccetera. È importante tenere presente che le malattie comuni nella propria famiglia possono trasmettersi da una generazione all'altra: spesso si tratta di disturbi ininfluenti come la perdita di capelli, ma può anche trattarsi di malattie serie come il diabete o la predisposizione a certi tipi di cancro. Essere consapevoli di queste predisposizioni genetiche è importante per essere pronti a riconoscere i primi segni della malattia, così da poterla curare con poche o nessuna conseguenza. Inoltre, se si conosce la storia clinica della propria famiglia, è possibile mettere a punto assieme al medico una strategia preventiva, attraverso lo stile di vita, la dieta e così via.

ALTRI PROBLEMI MASCHILI.

La cattiva igiene personale è spesso associata a infezioni delle vie urinarie e al cancro del pene, che infatti sono meno frequenti negli uomini circoncisi. Chi non è circonciso, quindi, deve lavare ancora più accuratamente ogni giorno la base del glande (vedi alla voce Dolore al Pene). Mensilmente è raccomandabile anche ispezionare i testicoli, alla ricerca di noduli o ingrossamenti. Il cancro del testicolo, per quanto raro, tende a presentarsi più facilmente prima dei 40 anni, ragion per cui se si avvertono dolori o gonfiori dei testicoli o dello scroto è bene rivolgersi subito al medico (vedi alla voce Problemi ai Testicoli). Le patologie della vescica e della prostata si sviluppano gradualmente nel corso degli anni, per questo molti uomini finiscono per ritenere una normale conseguenza dell'età provare difficoltà o dolore a urinare e a eiaculare. La prostata è una ghiandola a forma di castagna, e grande più o meno come una nocciola, che circonda parzialmente l'uretra, cioè il condotto in cui transita l'urina. Con l'età può verificarsi che la prostata si ingrossi, comprimendo parzialmente l'uretra e causando minzioni frequenti e dolorose (vedi alle voci Cistite, Problemi alla Prostata, Problemi alle Vie Urinarie). Il cancro della prostata non ha niente a che vedere con il disturbo descritto prima ed è la forma tumorale più diffusa tra i maschi ultracinquantenni. Come per tutti i tumori, la diagnosi precoce è fondamentale per trattarlo con successo. Tuttavia va segnalato che non c'è accordo tra i medici riguardo all'opportunità di trattare sempre e comunque il cancro della prostata. Se scoperto in persone molto anziane, per esempio, può non valere la pena di sottoporsi a terapie chirurgiche o radianti, in quanto è poco probabile che la malattia possa anticipare significativamente la morte.

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LA SALUTE MENTALE.

Uomini e donne possono andare incontro a difficoltà psicologiche ed emotive in qualsiasi momento della loro vita, sia sotto forma di crisi sporadiche sia sotto forma di problemi ricorrenti. Chi tende a reagire allo stress sviluppando aggressività o depressione, o chi ha difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti forzosi o accidentali, per esempio la perdita del lavoro, o la morte di una persona cara o la fine di un rapporto personale, può ottenere un valido beneficio da una psicoterapia con o senza l'ausilio di farmaci. Le persone che hanno un atteggiamento aggressivo e reagiscono in modo anomalo allo stress sono dette personalità di tipo A. Di norma questo tipo di personalità è più diffuso tra i maschi e pare rendere più vulnerabili a malattie come l'ipertensione, i disturbi gastrointestinali e alcune forme di cancro. I medici ritengono quindi che cercare di dominare questi tratti caratteriali possa avere sicuramente un benefico effetto sulla salute nel suo complesso. Il benessere psicologico, del resto, è importante come quello fisico, e lo stato emotivo e mentale si riflette inevitabilmente anche sulla risposta dell'organismo, e questo è particolarmente vero quando ci si ammala. Un atteggiamento positivo, realistico, unito a una corretta conoscenza della malattia, può contribuire significativamente alla completa guarigione dell'individuo.

L'invecchiamento.

Grazie agli enormi progressi della medicina e al miglioramento degli standard di vita, la maggioranza delle persone può contare su una vita più lunga e produttiva di quella che i loro nonni potevano anche solo immaginare. L'aspettativa di vita per i nati nella seconda metà del XX secolo è di 75 anni per gli uomini e di 83 per le donne. Un'adeguata attività, una dieta corretta e, quando necessario, cure mediche appropriate possono aiutarvi ad attraversare la maturità per giungere alla vecchiaia in buona salute fisica e mentale. Al contrario, cattiva nutrizione, obesità, malattie croniche e soprattutto abuso di alcol, tabacco e altre sostanze nocive tendono ad accelerare il processo, inevitabile, dell'invecchiamento.

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IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO.

La forma fisica e la prontezza mentale di norma raggiungono il punto più alto attorno ai 25 e i 30 anni e rimangono stabili per parecchi anni. Tuttavia, al termine di questa fase, l'organismo comincia già a diventare meno efficiente. È difficile rendersi conto di questo prima dei 40 e i 50 anni, tanto il fenomeno è progressivo. Per molti il primo segnale di invecchiamento è la perdita o l'ingrigire dei capelli. La perdita dei capelli, che comincia attorno ai 20 anni o prima, è senz'altro un fatto ereditario che non ha a che vedere con l'età, ma in tutti i casi è ben difficilmente arrestabile. L'accumulo e la distribuzione del grasso corporeo costituiscono un altro fattore che incide sull'aspetto. A una certa età, nell'uomo, il tessuto adiposo tende a concentrasi di solito nella zona addominale; nelle donne, invece, si localizza nel seno, sui fianchi e, in misura minore, nell'addome. Le ossa raggiungono la loro massima densità (e robustezza, quindi) dai 25 ai 35 anni e da quel momento comincia una lenta erosione che, se diviene troppo intensa, dà luogo alla cosiddetta osteoporosi. Se coinvolge le vertebre, l'osteoporosi può causare anche la perdita di qualche centimetro di statura dopo i settant'anni. Possono anche ridursi le cartilagini delle articolazioni, con conseguente comparsa dell'artrosi. Con il passare degli anni la pelle si assottiglia lentamente, perde di elasticità e a volte può diventare rugosa, particolarmente nelle mani e nel viso. Sempre a causa dell'invecchiamento possono apparire diverse macchioline marroni, soprattutto sul dorso delle mani, ma si tratta di un fenomeno innocuo, che, in molti casi, può anche regredire. La migliore cosa che si può fare per la pelle è non esporsi eccessivamente al sole. Un tempo l'abbronzatura era considerata un segno di benessere, mentre oggi si è capito che l'azione continua della luce solare, e le ustioni solari in giovane età, possono favorire la comparsa di tumori della pelle (in particolare, il melanoma). Con l'età possono altresì comparire arrossamenti e altre forme di dermatite. La chirurgia estetica può in effetti intervenire sulle zone in cui la pelle è abbondante "tirandola" e facendo scomparire le rughe, ma si tratta di un rimedio temporaneo, in quanto la pelle e il tessuto adiposo sottostante continuano ad assottigliarsi e prima o poi si formano nuove rughe. Con l'età si presentano facilmente disturbi delle articolazioni e dello scheletro, tanto che l'artrosi può essere considerata una delle malattie più diffuse tra gli anziani (vedi alle voci Artrite, Dolori alle Articolazioni). La combinazione del rallentamento dei riflessi e del venir meno dell'equilibrio rende le persone anziane più inclini alle cadute e ad altri incidenti. Le ossa meno dense, i muscoli meno tonici, il tessuto adiposo e cutaneo più sottili fanno sì che questi incidenti possano avere conseguenze anche gravi, in particolare causare fratture, la cui guarigione è molto più lenta nell'anziano che nel giovane e alle volte comportare serie complicazioni anche mortali. Esercizio e dieta bilanciata possono aiutare a mantenere tonico e forte il fisico, ma col tempo i muscoli tendono inevitabilmente ad atrofizzarsi. Lo stesso accade ai tessuti delle gengive, che si ritirano facendo venire meno il sostegno ai denti, che più facilmente cadono; per questo si raccomandano controlli dentistici regolari ed eventuali terapie conservative. Se il deterioramento di denti e gengive è tale da compromettere la corretta alimentazione, o se i denti cominciano a cadere, è bene discutere con il proprio dentista il ricorso alle protesi, sia fisse sia mobili (dentiere). (Vedi alle voci Mal di Denti, Problemi alle Gengive).

CAMBIAMENTI SENSORIALI.

Ciascuno dei cinque sensi tende a degradarsi con l'età, sia pure con ritmo diverso da persona a persona. Quando avvertite i primi cambiamenti nella vista, consultate un oculista per farvi prescrivere occhiali o lenti a contatto per la correzione della miopia o, più probabilmente, della presbiopia. Le persone che hanno più di 60 anni possono andare incontro a glaucoma, cataratta e degenerazione retinica, tutte malattie che possono sfociare in una parziale o totale cecità. Siccome la vista tende a peggiorare molto gradualmente, può capitare che non ci si accorga del deterioramento, perciò bisognerebbe mettere in preventivo un controllo oculistico annuale per scoprire se è in atto una di queste malattie (vedi alla voce Problemi alla Vista). La diminuzione delle capacità uditive è anch'esso un fenomeno graduale che solitamente comincia dopo i 40 anni; alcuni possono notare un sensibile degrado e altri no (vedi alla voce Problemi dell'Udito). Anche l'olfatto e il gusto diventano meno acuti, ma ciò non costituisce un problema, a meno che non provochino la perdita dell'appetito. Le persone anziane sono più esposte anche a ipotermia, colpi di calore e collasso rispetto ai più giovani. La sensibilità alla temperatura può essere alterata da problemi circolatori o problemi alla tiroide.

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CAMBIAMENTI ORGANICI.

Tutti i meccanismi fisiologici diventano meno efficienti con l'età. I muscoli del cuore e dei vasi sanguigni perdono il loro tono normale, rendendo più difficile la circolazione del sangue nel corpo. Il deterioramento del sistema cardiovascolare rende più faticosa l'attività fisica e, siccome il cuore deve compiere uno sforzo maggiore per svolgere la sua funzione, si può verificare un aumento della pressione arteriosa; se l'aumento è significativo, aumenta il rischio di infarto e/o ictus; a essere più esposti sono soprattutto i fumatori. Un esercizio fisico regolare e adatto alle diminuite capacità, camminare, nuotare, giocare a golf o a tennis, può contribuire a mantenere efficienti cuore e vasi, ma è necessario concordare un programma con il proprio medico. Le malattie delle vie urinarie, come le infezioni renali e della vescica (cistiti) divengono più comuni con l'età e possono avere gravi ripercussioni. Gli anziani sono particolarmente esposti a problemi gastrointestinali, come, ad esempio, la sindrome del colon irritabile e la diverticolite. Una dieta povera di nutrienti può causare l'anemia. I più anziani, poi, possono soffrire di incontinenza e stipsi. Anche il sistema immunitario diviene meno efficiente e può accadere di prendere più facilmente malattie infettive e di guarire più lentamente. Per questo i medici consigliano a chi ha più di 65 anni, e comunque a tutti i soggetti a rischio, la vaccinazione annuale contro l'influenza. Per diverse ragioni, dopo i 50 anni aumenta anche il rischio complessivo di sviluppare un cancro. È necessario mettere al corrente il medico di eventuali precedenti in famiglia di malattia tumorale e imparare quali sono i segni da tenere d'occhio; in particolare, le donne devono fare attenzione agli indizi di un eventuale cancro del seno, dell'utero, del collo dell'utero e dell'ovaio. Gli uomini devono invece vigilare su eventuali sintomi di cancro della prostata o del testicolo, e tenere presente che statisticamente sono più esposti al cancro del polmone e del retto. L'invecchiamento si ripercuote anche sul cervello e sul sistema nervoso. Lievi tremori delle mani sono normali negli anziani, ma quando diventano un fenomeno evidente possono essere un sintomo del morbo di Parkinson. Perdite di memoria, disattenzione e disorientamento progressivo possono avere molte cause, che vanno dall'insonnia alle comuni malattie infettive, ma possono anche essere dovuti a ictus cerebrale o alla malattia di Alzheimer. Se notate in voi stessi o in un famigliare sintomi di questo tipo è bene vi rivolgiate in tempo utile a un medico.

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ADATTARSI ALLA NUOVA CONDIZIONE.

I cambiamenti fisici dovuti all'età sono accompagnati da mutamenti altrettanto importanti nella propria vita. Andare in pensione e adottare uno stile di vita meno frenetico possono avere conseguenze psicologiche che non tutti riescono ad affrontare. Trovare nuovi interessi, viaggiare, operare nel volontariato, dedicarsi a un hobby prima trascurato possono aiutare ad accettare il nuovo ruolo sociale imposto dall'età. Nell'ambiente domestico è possibile mettere in pratica alcune semplici misure, maniglie vicino alla vasca da bagno o nella doccia, corrimano sulle scale, rivestimenti antiscivolo sui pavimenti, in grado di prevenire incidenti. Se la mobilità e l'equilibrio diminuiscono, è saggio usare un bastone o un girello. Con il diminuire della vista e il rallentare dei riflessi, è anche prudente smettere di guidare l'auto. Le case di riposo e le comunità per anziani offrono parecchi vantaggi, ma cambiamenti nel modo di vivere così drastici devono essere valutati attentamente, tenendo presenti le conseguenze economiche e sociali e la possibilità di iniziali traumi psicologici. La scomparsa del coniuge o degli amici causerà inevitabilmente timori per la propria vita e crisi di ansia. Chi si sente oppresso da questi avvenimenti, e ritiene di soffrire di depressione, deve cercare il consiglio e l'aiuto di uno specialista o del medico di famiglia.

PRENDERSI CURA DELL'ANZIANO.

Il principio che nella famiglia i giovani devono prendersi cura dei vecchi è ancora valido, ma spesso diviene difficile o impossibile applicarlo per ragioni pratiche. Se decidete di occuparvi voi stessi degli anziani di casa è bene sappiate che iscriverli a un programma di ginnastica specificamente dedicato alla terza età può alleggerire notevolmente la situazione. Se poi vi è proprio impossibile assistere in casa un anziano malato cronico o costretto a letto, potete prendere in considerazione il ricorso all'assistenza infermieristica, sia a tempo pieno sia per una parte della giornata. Queste forme di assistenza domiciliare vengono svolte in molte Regioni da personale del Servizio Sanitario Nazionale, e quindi senza spesa. Prima o poi può anche presentarsi la necessità di far ricoverare l'anziano in una residenza assistita o in una casa di riposo. Come si è detto, non è una soluzione facile, ma spesso è la migliore, per esempio quando gli altri membri della famiglia sono spesso assenti, l'anziano è molto malato o vive in una casa non adeguata alle sue necessità. L'importante è scegliere sempre con cura l'istituzione alla quale lo si affiderà.

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